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Anno di nascita 1999 e un cognome pesante sulle spalle, ma un gran futuro davanti a sé seguendo le orme del papà.

Mick Schumacher, figlio del grande Michael, non ha paura dei parallelismi col papà e continua la sua strada nel mondo dei motori. Dopo aver vinto l’Europeo in Formula 3, per il 2019 il tedesco correrà in F2 con il team Prema. Tra le novità forse anche il cambio di manager: in effetti si potrebbe ricreare la grande coppia Schumacher – Todt, ma stavolta con i rispettivi figli. Nicolas Todt, figlio dell’attuale presidente della Fia, ha un legame indelebile con la famiglia Schumacher e pertanto non sarebbe una sorpresa se ciò dovesse accadere.

Come tutti i grandi piloti, compreso suo padre, Mick è partito dai kart. Ricorda ancora la crescente emozione sua e di Michael durante le gare, i confronti con tanti piloti che poi ha incontrato più avanti.

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Mick Schumacher in braccio a papà Michael nel box Ferrari

Per Mick è del tutto scontato chiedere a chi s’ispira. Ha sempre detto che

È il migliore e lo resterà sempre. Potermi paragonare a lui in qualche maniera è fantastico. E allo stesso modo è bellissimo fare parte di questa storia e osservare come si sta sviluppando

Il sogno è di Mick è raggiungere la Formula 1 in cui suo padre è stato colui che ha riscritto la storia con i sette titoli iridati conquistati.

La vita del giovane è interamente dedicata ai motori e alle corse anche se la famiglia resta comunque al centro del suo universo. La condizione fisica attuale di suo padre Michael è grave e il 19enne cerca di essere il più presente possibile nonostante i tanti impegni. Mamma Corinna è sempre vicina al marito e lo assiste, offrendogli tutto l’amore che ha.

Riguardo la situazione attuale dell’ex ferrarista, ha parlato anche Georg Gänswein, arcivescovo e prefetto della Casa Pontificia, che ha avuto modo di far visita a Schumi nell’estate 2016.

Sente l’amore delle persone intorno a lui, che si prendono cura di lui e grazie a Dio lo tengono lontano dall’eccessiva curiosità della gente. Una persona malata ha bisogno di discrezione e comprensione.

Tornando al giovane Mick, tra i consigli di papà Schumi c’è sicuramente l’umiltà e il lavoro di squadra

Lavorare col team e farlo come se fosse una famiglia: bisogna avere la fiducia gli uni negli altri al 100%!

La grinta di Mick è simile a quella di Michael. Il giovane ha voglia di imparare e ascolta i consigli che gli vengono dati proprio come in passato ha fatto suo padre. È ancora chiara a tutti la scena tra un giovanissimo Schumi in Formula 1 e il veterano Ayrton Senna. Il brasiliano, out in gara a Magny Cours proprio a causa del tedesco, offre una dritta al pilota della Benetton per evitare che tutto possa riaccadere.

Brividi e pelle d’oca. Sì, leggere il cognome di Schumacher in cima a una classifica piloti, fa quest’effetto. Perché Mick, figlio di Michael, si è laureato campione del campionato europeo di Formula 3. A 19 anni, due anni “prima” rispetto al padre. Un successo matematico conquistato grazie al secondo posto in gara 2 dell’ultima prova stagionale ad Hockenheim, proprio in Germania e dove papà Schumi ha vinto tre volte: il pilota della Prema ha consolidato il primato in classifica con 329 punti davanti a Daniel Ticktum della Motopark, che nonostante una gara ancora da disputare, con i suoi 290 punti, non può sorpassarlo.

Con il titolo in F3, Mick Schumacher ha ottenuto la Super Licenza FIA, essenziale per correre in Formula 1.

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Non una gara semplice, anzi: in gara-1 il giovane tedesco era rimasto coinvolto in un contatto al via con il suo compagno Armstrong e poi costretto a fermarsi ai box per sostituire l’ala anteriore. Da ultimo, aiutato dall’ingresso della safety car, Mick si è involato in una splendida rimonta, ma non è riuscito ad arrivare in zona punti chiudendo dodicesimo. In gara-2 invece è filato tutto liscio, Schumacher junior ha ragionato di classifica e si è tenuto dietro al vincitore Vips anche perché Ticktum ha incontrato numero difficoltà chiudendo solo settimo.

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La svolta della carriera di Mick Schumacher è stata sicuramente l’incontro con la Prema. Il team italiano gestito da René Rosin, che ha recentemente lanciato in Formula 1 ragazzi come Lance Stroll, Pierre Gasly, il nostro Antonio Giovinazzi e Charles Leclerc, si è rivelato l’ambiente ideale per la sua crescita professionale. Con Prema Mick nel 2016 ha disputato la Formula 4 italiana e tedesca, giungendo secondo. L’anno scorso aveva invece assaggiato la durezza della Formula 3 europea, chiudendo al 12° posto. Poteva sembrare un segnale di difficoltà, invece quest’anno è arrivato il boom. Dalla gara di Spa in poi, il tedesco ha inanellato vittorie in serie (ben 8) fino al trionfo finale.