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Per tutti gli appassionati del football americano che aspettano ogni anno con ansia l’uscita del nuovo videogioco della serie Madden NFL, arriva dal mondo degli eSports una notizia molto interessante. Electronic Arts, colosso del settore videogiochi e produttore della serie Madden NFL, ha siglato un accordo con la National Football League americana per dare vita ad un nuovo torneo di alto livello: nasce così la Madden NFL 20 Championship Series (MCS in breve) che inizia il 30 agosto, circa un mese dalla data d’uscita del videogame del 2 agosto.

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Il calendario della stagione andrà a seguire passo a passo quello della stagione sportiva reale e vedrà la partecipazione di tutti e 32 i club presenti nella NFL. Gli amanti delle scommesse si potranno così divertire a realizzare dei pronostici sia sulle partite reali che sulle competizioni virtuali. Anche i quattro main events della stagione ufficiale, ovvero il kickoff, i playoff, il draft e il famosissimo Super Bowl, saranno affiancati da quattro avvenimenti chiave nel torneo eSports per mantenere il parallelo tra realtà e gioco virtuale.

Rachel Hoagland, vicepresidente della National Football League nonché responsabile ora della divisione dedicata agli eSports, ha dichiarato come la lega stia puntando sulle competizioni virtuali come fattore importante per la crescita della popolarità del football americano soprattutto grazie al suo grande potenziale di attrazione verso il pubblico più giovane e la capacità di raggiungere facilmente ogni parte del mondo in diretta streaming.

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La nuova competizione inizia con l’evento Madden NFL 20 Classic collegato ai kickoff della stagione e si gioca all’interno dello eSports Stadium di Arlington, nello stato del Texas. L’accesso al primo evento è possibile tramite registrazione e sarà poi seguito dal Club Championship in dicembre, dalla Madden 20 Challenge a cavallo tra gennaio e febbraio e la Madden 20 Bowl a fine aprile.

Ogni evento sarà trasmesso in diretta streaming sia su Twitch che Youtube e si prevedono già un gran numero di spettatori provenienti da tutto il mondo oltre ai milioni di fan del football negli Stati Uniti, dove il videogioco raggiunge ogni anno la vetta delle classifiche dei più venduti.

Il gioco, tra i più famosi e remunerativi di Electronic Arts, da la possibilità ai gamers di immedesimarsi nei propri atleti preferiti con il Superstar X-Factor, sistema di progressione unico in Madden NFL che consente di far migliorare le abilità del giocatore scelto per rendere le partite sempre più avvincenti. Una delle novità introdotte nella versione Madden 20 riguarda la colonna sonora: EA ha firmato contratti speciali con alcuni nomi importanti nel mondo della musica per offrire canzoni uniche create appositamente per il videogame. Tra gli artisti coinvolti in questo progetto troviamo ad esempio Snoop Dogg, Dave East e Wiz Khalifa.

Electronic Arts dunque sembra non aver badato a spese per realizzare il nuovo gioco della serie Madden e assicurarsi di aumentarne la popolarità non solo in America ma nel mondo sfruttando il grande interesse generato dal settore degli eSports.

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Fu clamoroso due anni fa, quando scrivemmo questo pezzo sulla lezione che ci diede quella finale del Super Bowl,  il messaggio di “non mollare mai”. Lo è altrettanto oggi, a due anni di distanza e due anni di “vecchiaia in più”. In tutti gli sport del mondo, c’è almeno un dibattito su chi sia o sia stato il più forte interprete di tutti i tempi. In tutti gli sport tranne che in uno, il football americano, dove il giocatore più forte è Tom Brady, che viaggia sui 42 anni e che nella notte del 3-4 febbraio ad Atlanta ha vinto il suo nono Super Bowl, trofeo che lo consegna ancor più, se possibile, alla leggenda.

Il quaterback che da 18 anni è nei New England Patriots ha trascinato la squadra al sesto titolo nella storia, eguagliando Pittsburgh in cima, il massimo di ogni epoca, dove solo in due, appunto, sono arrivati. I Pats conquistano il 53° Super Bowl piegando i “novelli” Los Angeles Rams 13-3. Trionfa la squadra favorita, certo, ma con un punteggio inatteso, il più basso nella storia della finale.

Brady trascina, Julian Edelman vince l’Mvp – il migliore della serata – con una prova da 10 prese e 141 yds. Tom Brady supera Haley: è il giocatore più vincente di sempre con una palla ovale ed eguaglia Michael Jordan per numero di trofei personali vinti. MJ e TB diventano così gli sportivi americani più vincenti di tutti i tempi. Un percorso che ha suscitato l’ammirazione degli Stati Uniti, a cominciare da LeBron James, il miglior giocatore di questa generazione Nba, che ha twittato un semplice ma efficace «GOAT», cioè greatest of all time.

 

Per vincere, ai Patriots è bastato un touchdown: Brady non ha usato gli effetti speciali ma ha controllato il ritmo di un match tutt’altro che spettacolare. E se i Patriots sono la squadra che ha vinto segnando meno punti (13) i Rams hanno eguagliato il record negativo nella finale del football, che reggeva dal 1972 quando Miami si fermò a quota 3. E quei Dolphins furono gli ultimi a non segnare un touchdown nel Super Bowl, prima di questa Los Angeles. La cui gioventù è stata rimandata all’esame rappresentato dai mostri sacri: il 24enne quarterback Jared Goff e il 33enne coach Sean McVay avranno altre occasioni ma questa non era la loro notte, come è stato chiaro da subito.

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Poco spettacolo in campo e anche poco durante l’attesissimo l’Halftime Show dove ha pesato la scelta di snobbare l’evento da parecchie star di primo livello come Rihanna e Jay-Z non intenzionate ad affiancare una Lega considerata poco sensibile alle tensioni razziali. E in merito, la Nfl ha cercato di “riparare” toccando l’argomento in parecchi eventi a contorno, e invitando Bernice King, figlia di Martin Luther King, al centro del campo per il lancio della monetina di inizio di gara.

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Calato il sipario sull’evento più amato e seguito d’America, il Super Bowl.

Uno show atteso tutto l’anno e che puntualmente riesce ad offrire un intrattenimento mozzafiato, sia a livello sportivo che di spettacolo.

La prima vera novità della LII edizione dell’atto finale della stagione di NFL è stata il risultato. Una storica vittoria dopo due tentativi falliti (1980 e 2004) per i Philadelphia Eagles, i quali hanno battuto i favoritissimi campioni uscenti dei New England Patriots.

Primo Super Bowl per la squadra allenata da Doug Pederson, mancato aggancio ai Pittsburgh Steelers (a quota sei) invece per la squadra della star Tom Brady.

Rotto anche l’incantesimo intorno proprio al pluricampione Tom Brady, stavolta non è stato lui a vincere il Super Bowl MVP. Il titolo di migliore giocatore della grande finale è stato assegnato a Nick Foles.

Ma come già detto, il Super Bowl non è semplicemente la finale di Football americano, è uno degli eventi più seguiti dell’anno oltre al fatto a milioni di dollari che girono attorno a questo show.

Ben oltre i 100 milioni gli spettatori che sono stati incollati davanti ai televisori per gustarsi il match, qualcosina in meno rispetto ai 111 milioni dello scorso anno, anche se il record appartiene all’edizione del 2014, quando è stata toccata quota 114.

Il giro d’affari ruota attorno anche all’asta che si viene a creare per ritagliarsi un piccolo spazio pubblicitario durante il match. Nel 2011 la casa automobilistica Chrysler ha acquistato 120 secondi di pubblicità (con la partecipazione del rapper Eminem) per la cifra record di 12,4 milioni di dollari, staccando nettamente i diretti rivali in questa speciale classifica (Jaguar, Kia e Toyota appaiate a “soli” 8 milioni). Poco sotto Chrysler, l’azienda Pepsi con 12 milioni di dollari.

È l’evento in cui si spendono migliaia di dollari per comprare un biglietto hanno speso dai 950 a 5000 dollari, senza considerare poi coloro che hanno fatto l’investimento, per poi rivendere i tagliandi online, a prezzi che in media oscillano sui 6000 dollari. Da evidenziare “in media”, perché arrivati in prossimità dell’evento, c’è chi spende fino a 22mila dollari pur di acquistare in extremis un biglietto di qualità.

Quest’anno la finalissima si è giocata a Minneapolis con temperature esterne rigidissime. In effetti ci sono stati picchi anche di -17 gradi. Ovviamente all’interno dell’U.S. Bank Stadium la temperatura si è aggirata attorno ai 20 gradi, dato che la struttura è coperta. Tuttavia il record della partita più calda appartiene invece alle finalissime del 1973 a Los Angeles e del 2003 a San Diego. In entrambi i casi si sfiorarono i 28 gradi.

Ma se pensiamo al Super Bowl non possiamo fare riferimento all’Halftime Show. Quest’anno la star è stata Justin Timberlake. Il cantante è tornato a guidare lo spettacolo centrale del Super Bowl dopo il 2001 (con i NSYNC) e il 2004. Proprio quest’ultima è stata quella del famoso “Nipplegate”, il fuoriprogramma capitato alla cantante Janet Jackson che, sul palco di Houston, rimase con un seno di fuori, per lo scalpore di tutti gli americani.
Tornando a Minneapolis, Timberlake ha infiammato la folla su è giù per il palco e arrivando a cantare proprio in mezzo al pubblico, anche con la sua più celebre hit, “Cant’ stop the feeling”.

Ma Minneapolis è anche la città stata del grande Prince ed è per questo che il cantante Timberlake ha improvvisato un duetto emozionante con l’ex star americana sulle note di “I Would Die 4 You”. Il tutto è stato possibile grazie a un ologramma con il cantante scomparso nel 2016.

Tuttavia a deliziare ed emozionare il pubblico sono stati anche Sting e Pink. L’ex cantante dei Police si è esibito all’esterno dell’Arena, mentre la cantautrice americana Pink ha avuto l’onore di cantare l’inno nazionale americano prima del fischio d’inizio. Qualcosa che sognava dal 1991, quando l’ha sentito cantare dal suo idolo Whitney Houston.

Gli americani lo aspettano con ansia ogni anno, come una delle tradizioni più importanti che in ogni sua edizione emoziona, unisce e esalta lo sport come costume di un intero paese: è il Super Bowl, giunto all’edizione numero 52 della finalissima NFL.

Tra poche ore saranno in campo i New England Patriots contro Philadelphia Eagles, allo US Bank Stadium di Minneapolis (Texas, USA). Per i primi è ormai una consuetudine partecipare a questo evento di così grande portata e se quest’anno riusciranno a conquistarsi il titolo arriverebbero a raggiungere il record di un’altra squadra storica di questo sport, Pittsburgh Steelers che hanno vinto per ben sei volte.

Capitanati dal quarterback Tom Brady, ormai leggenda del football americano, sfideranno un’agguerrita Philadelphia Eagles, che sulla carta si dice sfavorita, ma che farà di tutto per dare del filo da torcere ai suoi avversari e conquistarsi la scena, in un palcoscenico di grande spessore.

Il Super Bowl, infatti, non è solo una partita ma è anche tradizione, spettacolo e passione. Dopo la trepidante attesa, il fischio d’inizio segna un momento epico che tiene insieme appassionati americani e non solo, in un mix di sport, cibo e tanto spettacolo. Un esempio? A metà partita sarà il cantante Justin Timberlake ad intrattenere il pubblico durante la pausa.

Le cifre che ruotano attorno a questa incredibile manifestazione sportiva, che ogni anno suscita sempre la stessa partecipazione di massa, sono altissime. E sono gli spot i primi ad usufruire della popolarità della finalissima, protagonisti di un giro milionario di soldi che si aggiunge alle vivande vendute al pubblico. Hot dog e bibite in gran quantità, che sono parte integrante dello show!

Tutto questo farà da cornice al grande match che comincerà a breve e che ha già venduto circa 73.000 biglietti con cifre che vanno dai 950 a 5000 dollari. E nemmeno il freddo gelido ferma gli appassionati che, nonostante la neve e le temperature ben al di sotto dello zero, non vogliono perdersi nulla di questo spettacolo.

New England Patriots contro Philadelphia Eagles, Tom Broady contro Nick Foles…chi vincerà?

Il Super Bowl 2018 potrebbe anche non essere così scontato come molti pensano e regalare delle sorprese che possono solo accrescere la voglia di seguirlo e di tifare incondizionatamente per lo sport, senza per forza seguire l’una o l’altra squadra.

 

L’ex presidente statunitense, Barak Obama, quando mancavano pochi giorni alla fine del 2017, in una serie di tweet ha racchiuso le più belle e speranzose storie dell’anno vissute in America. Tra queste ha voluto ringraziare e ricordare Chris Long, giocatore di football americano dei Philadelphia Eagles, con cui ha firmato un contratto biennale nello scorso marzo.

Long, 32 anni e di ruolo defensive end, ha sorpreso tutti per la sua scelta: ha donato tutto il suo stipendio del 2017 in beneficenza o progetti di sviluppo della comunità. Quando diede l’annuncio Long affermò:

Sto giocando l’intera stagione NFL senza incassare perché credo che l’istruzione sia la migliore via per un domani migliore per tutti in America

Il giocatore, che il 5 febbraio 2017 scese in campo titolare nel Super Bowl LI, con la maglia dei Patriots contro gli Atlanta Falcons e vincendo ai supplementari con il punteggio di 34-28, ha donato i suoi primi sei assegni  per finanziare borse di studio per gli studenti nella sua città natale di Charlottesville, in Virginia.

A ottobre, invece, ha annunciato che avrebbe utilizzato gli ultimi 10 “game checks” per lanciare il programma “Pledge 10 for Tomorrow”, una campagna per promuovere equità e opportunità per i giovani in difficoltà nelle tre città della NFL in cui ha giocato ovver Philadelphia, Boston e St. Louis.
Ecco le sue parole:

Ho sempre pensato che sarebbe stato bello giocare gratuitamente. L’ho fatto. Ho pensato che sarebbe stato un test personale per vedere se sono davvero il ragazzo che mi piacerebbe essere. Sono stato fortunato, ma questo non è uno sforzo eroico. E ho pensato di farlo adesso, ancora in attività, perché quando smetterò fra due o tre anni, non avrebbe avuto lo stesso effetto: molti fan ci stanno dando una mano con donazioni private

Oltre ai soldi che Long ha promesso, infatti, ha ricevuto quasi 180.000 dollari tra supporter, aziende e altri giocatori della NFL. Long, come molti atleti, durante la sua carriera ha sempre donato e sposato cause di diverso tipo, ma non l’ha mai reso pubblico.
La ragione per cui sta diffondendo questa campagna è proprio per allargare sempre più il suo messaggio: a ottobre, subito dopo un match, ha ricevuto una chiamata da Nicole Woodie, che gestisce la fondazione di beneficenza, istituita da Chris e sua moglie Megan, dicendo che aveva appena avuto una somma di 56.000 dollari da un gruppo a St. Louis.

Long ha firmato un accordo biennale da 4,5 milioni di dollari con gli Eagles a marzo, mentre il suo stipendio base dato in beneficenza è di 1 milione di dollari.
Qui, nel programma condotto da Ellen DeGeneres, racconta il suo intento. Sicuramente un gesto positivo per iniziare il 2018 con i migliori propositi:

Su centinaia di migliaia di televisioni in America e in tutto il mondo, durante il terzo quarto è apparsa questa scritta: «Nelle partite di playoff Nfl  93 volte è successo che alla fine del terzo quarto una squadra avesse un vantaggio di 19 o più punti. In tutte le volte, la squadra in vantaggio ha vinto».
Lapidario da lasciar poche speranze a chi tifa New England Patriots: nella finale di Super Bowl 2017, infatti, prima dell’inizio dell’ultimo quarto gli Atlanta Falcons dominano 28 a 9. Sono andati in vantaggio anche 21-0 e per un istante, hanno segnato anche il 28-3.
Per Tom Brady, quarterback dei Patriots, idolo e star del football americano, 39 anni, veterano con sei finali alle spalle e quattro vittorie, sembrava ormai finita. A un passo dalla leggenda, i continui placcaggi, spintonate, passaggi intercettati e movimenti sbagliati, avevano affossato anche lui.

Ma il bello dello sport, anche drammatico per certi aspetti, è che si possono spulciare tutte le statistiche possibili, ma in campo ci vanno uomini veri, con forze e anime che non possono essere prevedibili, messi su un taccuino. Tra i dati possibili, infatti, ce n’era uno ancora da riscrivere: mai una finalissima del campionato Nfl è terminata ai supplementari. Mai, prima di questa 51esima edizione giocata a Houston.

Come si può pensare di vincere ancora una partita schiantata con 21, 25 e poi 19 punti di svantaggio? Com’è possibile trovare la concentrazione, la calma e la determinazione per trovare una soluzione vincente, per non perdere lucidità? Nella partita più importante della stagione, tra uno show di Lady Gaga e un giro d’affari pauroso, con gli occhi del mondo puntati addosso, preghiere e anatemi.
Ma i Patriots e Tom Brady l’hanno fatto. Nell’ultimo atto inizia la scalata: prima la trasformazione di un piazzato, poi un touchdown, poi un altro ancora quando mancano 57 secondi, infine la conversione da due punti. E’ 28-28, rimonta completata.
Tom è lì, ha ripreso in mano la squadra, i suoi lanci sono fendenti ora precisissimi, ora un po’ meno, ora decisivi. E’ la monetina a decidere il possesso palla più importante e letale, nei supplementari. La spuntano i Patriots con il morale decisamente più aizzato rispetto agli avversari.

L’epilogo è dietro l’angolo, è la “Sudden Death”, la morte improvvisa come lo spietato “Golden goal” nel calcio. Questa volta nessun lancio millimetrico, ma un’azione studiata e fulminea.
E’ sempre Tom a fare l’ultimo passaggio, una semplice consegna a White che è partito a testa bassa, ha forzato le linee ed è andato fino in fondo. Fermato quasi sulla linea. E’ touchdown, è 34-28.
E’ il quinto trofeo per Tom Brady che si innalza nell’Olimpo degli eterni della Nfl e dello sport. Con il numero 12 cucito sulle spalle, a 39 anni, con la saggezza di chi la sa lunga anche sotto di 25 punti.

Ma, come detto, dietro a queste statue ci sono uomini. E così si commuove dedicando la vittoria a sua madre, la signora Galynn, che lotta da 18 mesi contro il cancro ed è riuscita a venire allo stadio

Lei è il mio tutto, la amo così tanto. È stata dura ultimamente per lei e mio padre, vicino in ogni passo del suo cammino. I miei genitori sono un grande esempio per me. Tutte le famiglie attraversano momenti difficili, ma mia madre può contare su tanto sostegno e tanto amore. E sono davvero felice di aver potuto festeggiare questa vittoria con lei

Ancora una volta lo sport ha insegnato questo: never give up. Non mollare mai.