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Florian Planker

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Un ottimo risultato quello ottenuto dai giocatori della nazionale azzurra di para ice hockey, che si è battuta con la padrona di casa per il terzo posto. 

Italia contro Corea del Sud è stata una sfida difficile dove i nostri rappresentanti alle Paralimpiadi Invernali 2018 hanno dato il massimo e per un soffio hanno sfiorato il podio e la medaglia olimpica.

Il match, che si è concluso per 1-0 a favore della Corea del Sud, è stato combattuto fino all’ultimo. Le due squadre hanno giocato a pari livello e la partita è rimasta a reti inviolate fino agli ultimi tre minuti di gioco. Proprio allora, infatti, è stato messo a segno quel tiro decisivo di Jang Dong-Shin che ha decretato la vittoria della squadra coreana. Ma gli azzurri non hanno nulla da rimpiangere: si sono battuti bene e complice anche un pizzico di sfortuna sono andati veramente molto vicini a quella medaglia che tanto desideravano.

Il loro percorso segna comunque un grande passo in avanti rispetto alle altre edizioni. A Pyeongchang hanno ottenuto infatti un ottimo quarto posto, un risultato che finora la squadra italiana paralimpica non era mai riuscita a raggiungere.

Certo è palpabile la delusione nel team azzurro, che conclude questa esperienza paralimpica proprio ad un passo dal podio. Florian Planker, giocatore della nazionale italiana e portabandiera nella cerimonia d’apertura, così commenta l’esito del match:

Fa male perdere per un gol fortuito. Fa male perchè ce l’abbiamo messa tutta ma andiamo avanti. Ci sono molti giovani che ci fanno ben sperare nel futuro

Ma le parole del Presidente del Comitato paralimpico Luca Pancalli spronano l’intera squadra a vedere l’ottima performance complessiva ottenuta a Pyeongchang e ribadisce il suo orgoglio verso tutta la rappresentanza azzurra alle paralimpiadi del 2018:

Un quarto posto che brucia ma che non toglie nulla a questo grande gruppo. Abbiamo vinto l’oro del cuore, della tenacia, della perseveranza. Dobbiamo continuare su questa strada cercando di trovare nuovi talenti che possano integrare questo straordinario gruppo. Ricordiamoci comunque che siamo la prima squadra in Europa. Siamo comunque di fronte a un grande risultato

Nessuna medaglia di bronzo, quindi, ma un paese fiero dei suoi rappresentati in Corea del Sud che hanno portato in alto la bandiera tricolore con un percorso degno di ammirazione.

Nella giornata di ieri, Pyeongchang ci ha regalato un’altra cerimonia d’apertura degna di essere ricordata per gli effetti speciali, i giochi di luce, le animazioni e l’intero scenario scenografico.

Proprio com’era accaduto circa un mese fa quando si è celebrato l’inizio delle Olimpiadi invernali 2018, anche per l’inizio delle Paralimpiadi la partecipazione e l’interesse sono stati altrettanto vivi e hanno reso la serata memorabile.

In Corea del Sud si è scelto di seguire lo stesso tema delle scorse competizioni olimpiche “la passione che ci fa muovere” e solo un aspetto in tutta la cerimonia è stato completamente diverso.

Durante la sfilata, infatti, le due Coree hanno fatto il loro ingresso separatamente. In questa edizione si è deciso di gareggiare ognuno con la propria fazione, a testimonianza di un regime diplomatico e più amichevole intrapreso da entrambi i capi politici.

La cerimonia d’apertura di queste Paralimpiadi Invernali ha visto sfilare 547 atleti di 48 delegazioni. Ognuno di loro possiede delle disabilità fisiche, come quelle di tipo motorio e neurologico, e si sfideranno in sei discipline sportive: sci alpino, snowboard, para-hockey, curling su sedia a rotelle, cross country e biathlon.

Per l’Italia sono 26 gli atleti che gareggiano in alcuni di questi sport, tra cui la squadra di ice hockey con a capo Florian Planker, che in apertura ha avuto l’onore di essere anche portabandiera azzurro.

Gli italiani, così come gli altri atleti paralimpici provenienti da tutto il mondo, si batteranno per conquistare le 80 medaglie totali previste. Così come nella prima edizione dei Giochi paralimpici, le linee guida della manifestazione restano le stesse e tendono a promuovere lo sport come mezzo per superare determinate problematiche fisiche.

In origine erano i reduci di guerra a gareggiare per fare terapia fisica e al contempo per sentirsi ancora in grado di competere. Poi da quell’idea risalente al periodo della Seconda Guerra Mondiale si è arrivati all’istituzione delle Paralimpiadi Invernali che sono cominciate ufficialmente in Svezia nel 1976. 

Oggi come allora gli atleti sono ancora in grado di regalare momenti di grande sport, resi ancora più spettacolari dall’impegno e dalla determinazione che ognuno di loro mette in ogni gara nonostante le evidenti difficoltà fisiche.

Mancano solo tre giorni all’apertura dei Giochi paralimpici invernali 2018 che si terranno in Corea del Sud e Pyeongchang è nuovamente pronta ad ospitare la manifestazione sportiva che coinvolge atleti provenienti da diversi paesi nel mondo.

Per l’Italia sono pronti a combattere per la medaglia 26 azzurri, convocati per cercare un riscatto dalle scorse paralimpiadi, dove il nostro paese non ha vinto nulla. Sochi 2014 è stata una delusione e l’obiettivo per l’attuale competizione è quello di arricchire il medagliere con conquiste che portino i colori dell’Italia.

Gli atleti azzurri sono perlopiù giovani e un dato salta subito all’occhio: ci sono solo nomi maschili. Infatti, nessuna donna parteciperà alle Paralimpiadi di Pyeongchang.

Una scelta piuttosto bizzarra e non accettata da tutti di buon grado che deriva da un’accurata valutazione delle qualità tecniche di ogni possibile partecipante.  E se alle Olimpiadi invernali sono state le donne a fare da protagoniste portando ben 3 medaglie d’oro tutte rosa, nell’imminente evento paralimpico saranno gli uomini a dovere portare alto il nome dell’Italia. 

Conosciamo più da vicino i convocati azzurri che dal 9 al 18 marzo gareggeranno a Pyeongchang. Si tratta di 26 atleti, di cui 17 appartenenti alla squadra di para hockey, 4 di snowboard, 4 di sci alpino e solo uno per lo sci nordico. 

Gabriele Araudo, Alessandro Andreoni, Eusebiu Antochi, Bruno Balossetti, Gianluca Cavaliere, Valerio Corvino, Cristoph Depaoli, Sandro Kalegaris, Stephan Kafmann, Nils Larch, Gregory Leperdi, Andrea Macrì, Florian Planker, Roberto Radice, Gianluigi Rosa, Santino Stillitano, Werner Winkler sono i nostri rappresentanti nell’ice hockey.

Tra di loro c’è il nostro portabandiera, Florian Planker, vincitore del bronzo a Salt Lake City 2002, campione europeo nel 2011 e argento nel 2016, alla sua sesta partecipazione olimpica.

Planker ha ancora impresso nella mente quel momento in cui ha ricevuto il tricolore dal Presidente della Repubblica:

Uno dei momenti più emozionanti della mia vita è stato ricevere la bandiera dal presidente Mattarella. Sono fiero della mia carriera e per me è un onore immenso

Per lo snowboard saranno Roberto Cavicchi, Jacopo Luchini, Manuel Pozzerle, Paolo Priolo a innalzare il tricolore, mentre per lo sci alpino ci saranno in gara Davide Bendotti, Renè De Silvestro, Giacomo Bertagnolli/Fabrizio Casal.

Un solo atleta gareggia per lo sci alpino, Cristian Toninelli, al suo esordio ad una competizione olimpica.

Molti di loro sono giovani e alla prima esperienza paralimpica, ma il presidente del comitato paralimpico Luca Pancalli è sicuro che sono i più talentuosi e faranno fare bella figura al nostro paese dimenticando la triste esperienza di Sochi 2014.

Ecco come commenta la loro convocazione:

Per la nazionale italiana la parola d’ordine di questa edizione dei Giochi Paralimpici invernali è ‘riscatto’. Il nostro obiettivo è, infatti, l’inversione di rotta rispetto ai Giochi del 2014 dove non riuscimmo a conquistare nemmeno una medaglia. Si tratta di una squadra con molti giovani e molti talenti, composta da ragazzi che hanno lavorato duramente e che ce la metteranno tutta per onorare il nostro Paese. Grazie al lavoro fatto dalla Federazione Italiana Sport Invernali Paralimpici e dalla Federazione Italiana Sport del Ghiaccio ci presenteremo con un gruppo unito e desideroso di fare il meglio