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Stamford Bridge, ottavi di ritorno della Champions League, 14 marzo 2012. Un’eternità soprattutto se si pensa al calcio e a quanto tutto può cambiare di stagione in stagione. La grande rimonta del Chelsea contro il Napoli, in grado di ribaltare il 3-1 dell’andata, vincendo ai tempi supplementari per 4-1. A vedere con gli occhi di oggi la carriera di Daniel Sturridge, per l’attuale centravanti del Liverpool, quello storico match ha un altro valore profondo e intimo: è stata l’ultima partita giocata da titolare in Champions League.

Oltre duemila giorni dopo, martedì 18 settembre, il ragazzo nato a Birmingham e che ha da poco compiuto 29 anni, è tornato a giocare una partita in Europa dal primo minuto. In mezzo Sturridge ha vissuto alti e (tanti) bassi: passato al Liverpool, è stato il trascinatore assieme a Suarez nella rincorsa verso la Premier League, anno 2013-2014, sfumata all’ultima giornata. Presenze in campo 29, gol fatti 22.

 

La consacrazione che tarda ad arrivare a causa dei tanti, tantissimi, troppi infortuni che, inevitabilmente lo fanno scalare nelle gerarchie e nell’affidabilità. Il 29 gennaio 2018, con il consenso di Klopp, il Liverpool cede Sturridge in prestito breve al West Bromwich Albion, mentre i Reds giocano da protagonisti la Champions League che lui assaggia solo per 83 minuti complessivi, nella fase a girone.

Oggi la musica è diversa, anzi lui ha potuto ascoltare il famoso inno della coppa dalle grandi orecchie, stando in piedi, nell’undici titolare, avendo tutto l’Anfield tremante attorno. Il debutto dei vice-campioni contro il Paris Saint-Germain, e a lui le gambe non sono tremate. Una partita giocata senza pensare agli infortuni, ma arrampicandosi sulla sfiga per riguadagnarsi la fiducia di mister Klopp e della Kop. E gli sono bastati 30 minuti: cross dalla sinistra, Thiago Silva va a vuoto e Sturridge insacca con un colpo di testa. Esplosione di gioia e via con la sua classica esultanza danzante che troppo poco abbiamo visto negli ultimi anni.

Il match ha visto la vittoria del Liverpool per 3-2 con l’ultima rete segnata con il fiato sospeso al 92’ da Firminio, il titolare di questa squadra che è partito dalla panchina perché non al meglio dopo aver ricevuto un dito nell’occhio da Vertonghen nella partita contro il Tottenham (per questo il brasiliano ha esultato coprendosi l’occhio con il palmo della mano).