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C’è anche Paul Gascoigne al Festival di Sanremo. In una via indiretta, una citazione più per la sua vita extracalcistica che per le sua carriera passata anche in Italia, nella Lazio dal 1992 al 1995. Tra le 24 canzoni in gara al Festival iniziato martedì 5 febbraio e giunto alla 69° edizione, c’è anche il brano “Rolls Royce” del rapper/trapper Achille Lauro, che omaggia grande icone del rock come Doors e Rolling Stones e della musica in generale come Amy Winehouse, ma anche Axl Rose, Billie Joe, Jimi Hendrix, Elvis Presley e Marilyn Monroe.

In realtà Achille Lauro si concede un paio di citazioni fuori dal campo musicale: due sono rivolti all’arte con Mirò e Van Gogh; l’altro, appunto al calcio, con l’ex calciatore inglese Paul “Gazza” Gascoigne, noto sì per il suo talento, ma anche per il suo carattere esuberante, animoso e sferzante e per la sua difficile e complicata dipendenza dall’alcol accompagnata da disturbi psichici sempre più gravi. Nel brano, infatti, il riferimento è proprio a quest’ultimo aspetto:

No, non è un drink, è Paul Gascoigne

Achille Lauro è di Roma, ha 28 anni e ha scelto il suo nome d’arte sulla base del suo vero nome, cioè Lauro De Marinis. In un’intervista ha detto che la scelta è stata quasi naturale, dal momento che, quando era più giovane, il suo nome di battesimo veniva spesso associato a quello dell’armatore Achille Lauro, che fu anche sindaco di Napoli negli anni Cinquanta e al quale venne intitolata una nave divenuta famosa per il suo dirottamento e per la crisi che ne seguì nel 1985, la cosiddetta “crisi di Sigonella”.

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Achille Lauro è in attività dal 2012, ma ha raggiunto una certa fama anche fuori dalla scena underground da poco più di un anno. Nel 2017 ha partecipato al reality show Pechino Express, quello in cui coppie di personaggi più o meno famosi devono superare varie prove, ed è arrivato al terzo posto nella classifica finale. Nel 2018 è uscito il suo ultimo disco, Pour l’amour, prodotto insieme a Boss Doms con il quale Achille Lauro ha detto di aver creato un genere nuovo, la “samba trap”, simile alla trap ma con degli elementi sudamericani e più glamour.

Il testo completo di “Rolls Royce”, la canzone che Achille Lauro al Festival di Sanremo:

Sdraiato a terra come i Doors
Vestito bene, via del Corso
Perdo la testa come Kevin
A ventisette come Amy
Rolls Royce
Sì come Marilyn Monroe
Chitarra in perla, Billie Joe
Suono per terra come Hendrix
Viva Las Vegas come Elvis
Oh Rolls Royce
Rolls Royce
Rolls Royce
Rolls Royce
Rolls Royce
Rolls Royce
No, non è vita, è Rock’n Roll
No, non è musica, è un Mirò
È Axl Rose
Rolling Stones
No, non è un drink, è Paul Gascoigne
No, non è amore, è un sexy shop
Un sexy shop, sì, sì, è un Van Gogh
Rolls Royce
Rolls Royce
Voglio una vita così
Voglio una fine così
C’est la vie
Non è follia ma è solo vivere
Non sono stato me stesso mai
No, non c’è niente da capire
Ferrari bianco, sì, Miami Vice
Di noi che sarà
Rolls Royce Rolls Royce
Di noi che sarà
Rolls Royce Rolls Royce
Rolls Royce
Rolls Royce
Voglio una vita così
Voglio una fine così
C’est la vie
Amore mio sei il diavolo
Che torni ma
Solo per dare fuoco al mio cuore di carta
Dio ti prego salvaci da questi giorni
Tieni da parte un posto e segnati ‘sti nomi
Rolls Royce
Rolls Royce
Rolls Royce

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Quando arriva il giorno del suo compleanno, puntualmente vengono in mente i ricordi.

Sono tante le magie che Roberto Baggio ha realizzato in campo nel corso della sua grande carriera. Carriera ricca di innumerevoli successi ma anche di alcune delusioni che sono rimaste nella storia calcistica nazionale e internazionale.

Ma Baggio non è stato solo un campione in campo ma anche fuori e continua a farlo tuttora.

Nel 2013, ospite al Festival di Sanremo, ha commosso la platea dell’Ariston e il pubblico a casa quando ha lasciato un messaggio importante di vita.

A tutti i giovani e tra questi ci sono anche i miei tre figli.

Per vent’anni ho fatto il calciatore. Questo certamente non mi rende un maestro di vita ma ora mi piacerebbe occuparmi dei giovani, così preziosi e insostituibili. So che i giovani non amano i consigli, anch’io ero così. Io però, senza arroganza, stasera qualche consiglio lo vorrei dare. Vorrei invitare i giovani a riflettere su queste parole.

La prima è la passione.

Non c’è vita senza passione e questa la potete cercare solo dentro di voi. Non date retta a chi vi vuole influenzare. La passione si può anche trasmettere. Guardatevi dentro e lì la troverete.

La seconda è la gioia.

Quello che rende una vita riuscita è gioire di quello che si fa. Ricordo la gioia nel volto stanco di mio padre e nel sorriso di mia madre nel metterci tutti e dieci, la sera, intorno ad una tavola apparecchiata. È proprio dalla gioia che nasce quella sensazione di completezza di chi sta vivendo pienamente la propria vita.

La terza è il coraggio.

È fondamentale essere coraggiosi e imparare a vivere credendo in voi stessi. Avere problemi o sbagliare è semplicemente una cosa naturale, è necessario non farsi sconfiggere. La cosa più importante è sentirsi soddisfatti sapendo di aver dato tutto, di aver fatto del proprio meglio, a modo vostro e secondo le vostre capacità. Guardate al futuro e avanzate.

La quarta è il successo.

Se seguite gioia e passione, allora si può parlare anche del successo, di questa parola che sembra essere rimasta l’unico valore nella nostra società. Ma cosa vuol dire avere successo? Per me vuol dire realizzare nella vita ciò che si è, nel modo migliore. E questo vale sia per il calciatore, il falegname, l’agricoltore o il fornaio.

La quinta è il sacrificio.

Ho subito da giovane incidenti alle ginocchia che mi hanno creato problemi e dolori per tutta la carriera. Sono riuscito a convivere e convivo con quei dolori grazie al sacrificio che, vi assicuro, non è una brutta parola. Il sacrificio è l’essenza della vita, la porta per capirne il significato. La giovinezza è il tempo della costruzione, per questo dovete allenarvi bene adesso. Da ciò dipenderà il vostro futuro. Per questo gli anni che state vivendo sono così importanti. Non credete a ciò che arriva senza sacrificio. Non fidatevi, è un’illusione. Lo sforzo e il duro lavoro costruiscono un ponte tra i sogni la realtà.

Per tutta la vita ho fatto in modo di rimanere il ragazzo che ero, che amava il calcio e andava a letto stringendo al petto un pallone. Oggi ho solo qualche capello bianco in più e tante vecchie cicatrici. Ma i miei sogni sono sempre gli stessi. Coloro che fanno sforzi continui sono sempre pieni di speranza. Abbracciate i vostri sogni e inseguiteli. Gli eroi quotidiani sono quelli che danno sempre il massimo nella vita.

Ed è proprio questo che auguro a voi ed anche ai miei figli.