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Uscirà il prossimo 5 gennaio in Germania e in Svizzera il documentario “Schumacher”, la stella della Formula 1 la cui carriera è stata stroncata cinque anni e mezzo fa da un gravissimo incidente di sci e che da allora è sottoposto a intense cure. Sarà il primo documento video sul pilota sette volte campione del mondo di F1 (con Benetton e Ferrari) per il quale la famiglia, che dall’incidente lo circonda del più stretto riserbo, ha dato un contributo ed un sostegno.

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La stessa moglie Corinna, riferisce la Bild, parlerà per la prima volta di suo marito e della sua vita al suo fianco nel film. Ci saranno anche interviste con il figlio Mick (che attualmente guida in Formula 2) la figlia Gina, il padre di Michael, Rolf (73) e altri compagni e rivali della scena sportiva.

Per questo documentario, che esce nell’anno del cinquantesimo compleanno di Schumi e del venticinquesimo della sua prima vittoria in F1, la famiglia ha messo a disposizione video inediti dell’archivio privato. Il trailer del documentario sarà presentato al prossimo Festival del cinema di Cannes.

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Articolo tratto dal Post

Alle 14:17 di domenica 1 maggio 1994 la dottoressa Maria Teresa Fiandri, allora primario del reparto di rianimazione e del 118 dell’Ospedale Maggiore di Bologna, non era in servizio ma era reperibile. Stava guardando in televisione insieme ai suoi figli il Gran Premio di San Marino di Formula 1, terza gara del Mondiale, che si correva sulla pista di Imola, e aveva appena visto un incidente che l’aveva indotta a mettersi in macchina e raggiungere l’ospedale ancor prima che il suo cercapersone cominciasse a suonare. Quattro ore e mezzo circa più tardi, poco prima delle 19, la dottoressa Fiandri – accerchiata da decine di giornalisti, in una sala dell’ospedale – annunciò in diretta televisiva:

Alle 18:40 il cuore di Senna ha smesso di battere, e quindi Senna è morto alle ore 18:40

Nel mondo degli appassionati di motori e di Formula 1 – e non solo tra loro – il weekend del 1° maggio 1994 viene ricordato come il più tragico di sempre. Fu il weekend della morte di Ayrton Senna, che viene da molti definito ancora oggi come il più grande pilota di tutti i tempi, e chi lo sostiene lo fa solitamente con una nettezza e un’espressione raramente rintracciabili sul volto di chi – quando si finisce a parlare dei più grandi di sempre – cita altri campioni leggendari invece che lui (Jim Clark, Juan Manuel Fangio, Michael Schumacher). La tragicità di quel fine settimana fu determinata da una serie di eventi incredibili e sfortunati, e la morte di Senna fu soltanto l’ultima e più clamorosa notizia.

Si dice spesso che in Italia non ci siano altri sport a parte il calcio, ma in quei giorni non si parlò di altro che di Senna, e la notizia della sua morte stravolse completamente la gerarchia delle notizie e le consuetudini. Il 2 maggio, giorno in cui le edicole sarebbero potute teoricamente restare chiuse per via della festa del 1° maggio, diversi giornali andarono comunque in stampa con un’edizione speciale, e molte edicole aprirono fin dal mattino. Dino Zoffportiere della nazionale italiana campione del mondo nel 1982, e appassionato di corse – il 1° maggio del 1994 allenava la Lazio. Nella prefazione a un bel libro recente dedicato a Senna, scritto dal giornalista sportivo Leo Turrini, Zoff racconta:

L’1 maggio 1994, quando la sorte gli tagliò la strada a Imola, io stavo in panchina, come allenatore della Lazio, per una partita del campionato di Serie A. Non ricordo assolutamente il risultato

Per capire perché il weekend del 1° maggio 1994 ebbe un impatto così devastante per il mondo della Formula 1, conviene raccontarlo tutto, dall’inizio.

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L’avevano definito di ghiaccio, non incline a far trasparire sentimenti, seguendo un classico stereotipo da uomo tutto d’un pezzo tedesco. Del resto Michael Schumacher parlava in pista, con le vittorie, i sorpassi, i contatti aggressivi.
Nella sua lunga e dominante carriera in Formula 1, l’ex ferrarista solo poche volte ha esternato i suoi sentimenti più personali, privati. E’ successo nel 2000, al termine del Gran Premio di Monza, gara che rimarrà tristemente nota per i rocamboleschi incidenti avvenuti a inizio tracciato che causarono la morte al commissario di gara Paolo Gislimberti, colpito al torace ed al volto da una ruota e da un pezzo di sospensione staccatisi dalla Jordan di Frentzen.

A Monza, però, si celebrò il ritorno prepotente di Schumacher nella lotta per il titolo iridato. Quando mancavano solo quatto circuiti alla fine della stagione, il ferrarista, infatti, compì il cosiddetto Grande Slam ottenendo vittoria, pole position e giro veloce. Fu la carica, la marcia in più, per arrivare, alla fine dell’anno, davanti a tutti: Schumi, infatti, dopo una serie di ritiri e secondi posti, inanellò quattro vittorie di fila, tenendosi dietro i rivali Mika Häkkinen e David Coultard.

A fine gara, durante la conferenza con le domande di rito, gli appassionati scoprirono il lato umano di Schumi. Un giornalista gli chiese:

Michael, hai raggiunto le 41 vittorie di Ayrton Senna, significa molto per te?

Il glaciale teutonico si sciolse, riuscendo solo a dire «Sì significa molto per me…», per poi abbassare la testa, nascondersi dietro il cappello rosso, lasciandosi andare in un lungo, sincero e spontaneo pianto. L’importante accostamento al talento brasiliano, un traguardo individuale maestoso, ben 41 vittorie, toccarono le corde dei sentimenti del pilota tedesco. Häkkinen, sincero, amico e rivale d’onore, lo consolò appoggiandogli un braccio, in una conferenza che diventò surreale, tutto divenne spontaneo e genuino e nessuno volle rovinare quel momento magico.
Il cuore di Schumacher, tante volte visto in pista, si mostrò quella volta al mondo intero. Senza casco.

Pare che tra la Ferrari e Sebastian Vettel non ci sia pace.

Dopo il flop nella gara inaugurale di Melbourne in cui la macchina ha deluso, stavolta in Bahrain è stato il pilota tedesco a gettare alle ortiche un intero weekend in cui le Rosse partivano da favorite.

Vettel ha perso l’ennesimo duello contro il campione del mondo Lewis Hamilton, in quello che oramai è diventata una vera propria ossessione.

Tra il britannico e il tedesco c’è sempre stata competizione in cui il pilota ferrarista ha avuto modo di trionfare in duelli, soprattutto quando era in Red Bull. Da sottolineare il “soprattutto”, perché il numero 5 da quando è a bordo della monoposto di Maranello ha subito tantissime sconfitte, anche per demerito suo.

L’ultima cocente beffa è successa proprio durante il giro 39 del Gp di Sakhir: Vettel viene prima sorpassato dal campione della Mercedes e poi commette il grave errore di andare in testacoda, perdendo secondi e causando un danno alla vettura che poi ha portato la rottura dell’ala anteriore.

Ovviamente eravamo molto vicini, ho cercato di prendere l’interno come avevo fatto il giro prima. La curva 4 è una delle più complicate, è stato un mio errore!

L’ammissione dello sbaglio è sincera e segna un passaggio importante del week end della Ferrari che si ritrova a festeggiare il primo podio in carriera di Leclerc (poteva ambire anche alla vittoria se non fosse per i capricci del motore) ma anche a mangiarsi le mani per la situazione del tedesco.

Contro Hamilton, Sebastian Vettel sta vivendo una vera e propria disfatta, iniziata già nello scorso anno in cui, per suoi errori evidenti, ha perso i vari confronti diretti gettando punti e podi.

Una “frittata” è stata fatta a Hockenheim nel 2018 con Vettel partito dalla pole position e conseguento dominio della gara. In tutta solitudine, però, ha perso il controllo della monoposto sull’asfalto bagnato finendo a muro: ritiro con conseguente vittoria di Hamilton.

Ma errori sono stati commessi anche a Baku, in Francia e in Austria. Non pochi per chi punta al titolo iridato. In Azerbaijan il tedesco è andato lungo alla staccata della prima curva.

Una serie un po’ lunga per uno che ambisce alla vittoria di un Mondiale.

A Melbourne ci sarà anche un pilota portabandiera azzurro, il pugliese Antonio Giovinazzi e correrà nell’Alfa Romeo Sauber con la numero 99.

Il classe ’93 è il nuovo compagno di squadra dell’ex ferrarista Kimi Raikkonen. Dopo 8 anni, dunque, rivediamo un italiano alla guida di una monoposto di Formula 1 dopo gli addii di Jarno Trulli alla Lotus e Vitantonio Liuzzi alla HRT Cosworth nel 2011.

 

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Le impressioni durante i test invernali sono state positivissime e si spera che anche in pista ci possano essere dei risultati altrettanto incoraggianti in vista della lunga stagione. L’esperienza del pilota finalndese Raikkonen sicuramente potrà giovare al ragazzo di Martina Franca (Ta), pallino mai nascosto dell’ex presidente della Rossa, Sergio Marchionne, cresciuto nella Ferrari Academy.

 

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From ☀ to 🌛 Improving endlessly 🔥👊 #AG99 @circuitdebcncat

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Era dal 1985 che l’Alfa non gareggiava nel Circus mondiale e ora torna a farlo con un pilota nostrano. L’ultima volta gareggiava Riccardo Patrese in una stagione beffarda.

I successi, infatti, risalgono al biennio 1950/51 con i tronfi dell’italiano Nino Farina su Alfa Romeo 158 e il campione argentino Juan Manuel Fangio con la 159.

Ho fiducia per l’inizio della stagione, ovviamente i primi giri in pista a Melbourne ci diranno come siamo messi. Conosco la pista e ciò è un piccolo vantaggio.

In realtà il giovane Antonio ha debuttato già in Formula 1 nel 2017 quando da terzo pilota Sauber ha esordito proprio in Australia sostituendo l’infortunato Pascal Wehrlein. Ora avrà modo di giocarsi tutte le sue carte.

Di sicuro c’è che alla prima pole position o al primo gp vinto nessuno ne parlerà più. Ma la Ferrari SF90 presentata a Maranello sta già facendo discutere per il suo colore lontano dai canoni tradizionali del Cavallino. Il rosso Ferrari, infatti, non esiste più: è diventato opaco, poco lucido, con tinte rossonere sulla carrozzeria al posto del bianco. I più conservatori hanno già arricciato il naso. Le tinte cromatiche della creatura che sfreccerà nei test di Fiorano sono il simbolo della vettura made in Italy per eccellenza. Lo stesso Enzo Ferrari, fondatore nel 1947 della casa automobilistica più famosa del mondo, amava ripetere:

Chiedi a un bambino di disegnare una macchina e sicuramente lui la farà rossa

“E’ colpa della luce”

Chissà come avrebbe reagito a questa vettura che non è così rossa come immaginavamo. Il nuovo team principal di Maranello, Mattia Binotto, ha rassicurato tutti: «Il colore opaco è una scelta tecnica e non estetica: la vernice pesa meno e ci fa risparmiare qualche etto». Il colore rivoluzionario non piace a tutti, ma l’erede di Arrivabene tranquillizza: «State tranquilli, alla luce naturale vedrete un bel rosso». Di certo questo rosso, un po’ arancio un po’ milanista, ha l’arduo compito di far dimenticare l’annata appena trascorsa. Quella della grande illusione di Seb Vettel, rimasto all’asciutto dopo un avvio promettente. La SF90, per celebrare i nove decenni del Cavallino, sarà anche la monoposto di Charles Leclerc, prodotto dell’Accademia Ferrari e pronto a rovesciare le gerarchie.


Una Ferrari biancoblu

Il colore rosso ha un’origine storica ben precisa. Già un secolo fa le auto da corsa avevano delle tinte cromatiche ben definite in base alla provenienza. Così le francesi erano blu, le inglesi verdi, le tedesche bianche. Le vetture italiane erano, invece, rosse a causa di un accordo preso da quella che diventerà la federazione internazionale (FIA). Il rosso corsa Ferrari è sempre stato usato in gara sin dalla prima monoposto (125 F1) del 1948. Eppure, nel 1964, la Ferrari 158 vinse il Mondiale con la livrea biancoblu. A causa della non omologazione della 250LM, il Drake di Modena decise di correre le ultime due gare mondiali con il nome di North American Racing Team (NART). La scelta, per due gp, portò comunque bene: il pilota britannico John Surtees vinse il mondiale sia piloti che costruttori. Ma quel biancoblu restò solo una fortunata parentesi.

La Ferrari in biancoblu del 1964

 

E finalmente quel giorno è arrivato, torna un nuovo Schumacher in Ferrari.

È Mick, figlio maggiore del grande Michael, il quale ha detto sì alla Rossa e farà parte della Driver Academy della scuderia di Maranello.

Ovviamente uno Schumi in Ferrari non fa che evocare piacevoli ricordi, con i grandi successi del sette volte campione del mondo.

L’arrivo del giovane pilota classe ’99 è stato promosso anche da Sebastian Vettel. I due hanno avuto modo già di affrontarsi alla Race of Champions in Messico, una gara d’esibizione con auto ben diverse da quelle di Formula 1.

Quando debuttai alla Roc feci coppia con Michael e ricordo il modo in cui lo ammiravo. Oggi sono qui con suo figlio Mick. Sono certo che Michael sarebbe estremamente orgoglioso di lui!

Mick Schumacher è riuscito a battere il connazionale per 55 secondi, facendo esaltare le sue doti tecniche. I due, poi, hanno anche gareggiato insieme cogliendo un buon secondo posto.

 

Ad accogliere il figlio del Kaiser in accademia è stato anche il nuovo Team principal Mattia Binotto. Per Schumi e compagni si prospetta un anno di apprendistato in cui ci saranno anche i test con la Rossa per sviluppi e affidabilità.

Un addio al quanto inaspettato che ha spiazzato tutti, a due mesi dall’inizio del nuovo mondiale di Formula 1.

Maurizio Arrivabene, team principal della Scuderia Ferrari dal 2015, è stato sostituito da Mattia Binotto già direttore dell’area tecnica.

La notizia è stata colta come una sorpresa da parte dei tifosi della Rossa, convinti che la prossima stagione sarebbe stata ancora sotto la regia di Arrivabene.
La famiglia Elkann ha deciso di cambiare rotta e affidare tutto a Binotto, il quale avrà il dovere di continuare il percorso di crescita iniziato negli ultimi anni e che deve completarsi con la vittoria di un titolo che manca dal 2007 con Kimi Raikkonen.

Attraverso un comunicato ufficiale, la scuderia ha ringraziato l’ex dirigente marketing della Philip Morris per il lavoro svolto.
Tifosissimo della Juventus e già consigliere all’interno del Cda della società bianconera dal 2012, Arrivabene potrebbe già ottenere un altro importante ruolo a livello dirigenziale. Infatti, il presidente della Juve, Andrea Agnelli, gli avrebbe proposto la carica di amministratore delegato del club, lasciato vacante da Beppe Marotta, passato all’Inter. Il patron bianconero gli vorrebbe concedere la gestione commerciale, dati gli anni di esperienza e di successi all’interno dell’azienda dei tabacchi.

In casa Ferrari il cambio di timone, invece, non è stato poi del tutto sorprendente, poiché si è cercato di proseguire con l’idea del rinnovo, già lanciata da Marchionne. L’ex presidente aveva individuato in Binotto una forte figura a cui affidarsi.
Una sostituzione che però non porterà stravolgimenti netti. Il dt limerà alcuni dettagli utili al raggiungimento di traguardi importanti per la casa del Cavallino.

C’è da sottolineare che, il rapporto tra Arrivabene e Binotto era giunto a un punto di non ritorno e a Maranello, con il capo area tecnica sempre più convinto di lasciare la scuderia. Le cose, poi, non sono andate così.

Tra le novità che porterà il nuovo team principal c’è quella legata al pilota, Charles Leclerc. Il monegasco, per quella che sarà la sua prima stagione in Ferrari, avrà subito il ruolo di protagonista insieme al compagno di squadra Vettel. Binotto, infatti, affiderà a entrambi i piloti pari attenzioni e pari poteri per ottenere da entrambi il massimo durante tutta la stagione iridata.  

L’obiettivo del team è quello di regalare a Vettel e Leclerc una macchina competitiva e che sia sempre in continua evoluzione così da poter tornare a regalare gioie a tutti gli amanti della Rossa.

Si chiama semplicemente “Schumacher. The Official App” ed è disponibile a partire dal 3 gennaio 2019 in occasione del cinquantesimo compleanno della leggenda della Formula 1, Michael Schumacher. L’app, disponibile sia per Android che iOS e realizzata dalla Keep Fighting Foundation, permette di rivivere i momenti più intensi della carriera del tedesco.

Come si legge, infatti, sul sito ufficiale “Schumacher. The Official App” è un museo digitale senza precedenti che onora la carriera del pilota più vincente nella storia della F1 e oltre a molte immagini dell’ex ferrarista, sarà possibile vedere vetture da corsa in 3D con il loro sound originale, approfondire le statistiche e i record detenuti da Michael e ascoltare un’intervista registrata nel 2013.

Inoltre è possibile effettuare un tour virtuale della Michael Schumacher Private Collection, situata nel Motorworld Cologne-Rheinwald Museum di Colonia, e dello storico kartodromo di Kerpen, dove Michael si allenava da ragazzo.

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Ma le sorprese per i 50 anni del Kaiser non sono finite: il Museo Ferrari di Maranello apre proprio il 3 gennaio una mostra speciale a lui dedicata con una serie di stanze decorate con fotografie relative all’indimenticabile esperienza di Michael con il team del Cavallino Rampante. Un forte segno di amicizia e gratitudine al pilota del Cavallino Rampante più vincente di tutti i tempi.

Nel comunicato, poi, viene presentata anche una terza iniziativa, la Starbox, un’edizione limitata in 91 esemplari (come le sue vittorie) di sette fotografie autografate da Michael. Tutte le foto sono del professionista Michael Comte, impreziosite dal logo di Michael Schumacher, e ognuna di esse rappresenta ciascuno dei sette Titoli Mondiali ottenuti dal pilota tedesco. Le fotografie coprono un arco di un quarto di secolo e documentano vari aspetti della Formula Uno. Avrebbero dovuto essere già pubblicate nel 2006, all’epoca del primo ritiro, quando Michael le autografò, ma poi l’uscita venne posticipata.

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La famiglia di Michael ha chiesto inoltre comprensione in merito alla volontà di mantenere la riservatezza sulle sue condizioni di salute:

Lui è nelle mani migliori in assoluto e stiamo facendo tutto ciò che è umanamente possibile per aiutarlo. Vi chiediamo di rispettare la privacy per un argomento così delicato come la sua salute. La app è stata pensata come regalo per lui, per la sua famiglia e per tutti i suoi tifosi

Auguri Michael, continua a lottare…

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Statement of Michael’s family: “We are very happy to celebrate Michael’s 50th birthday tomorrow together with you and thank you from the bottom of our hearts that we can do this together. As a gift to him, you and us, Keep Fighting Foundation has created a virtual museum. The Official Michael Schumacher App will be released tomorrow, so that we can review all together Michael’s successes. The app is another milestone in our effort to do justice to him and you, his fans, by celebrating his accomplishments. We wish you a lot of fun with it. Michael can be proud of what he has achieved, and so are we! That’s why we remember his successes with the Michael Schumacher Private Collection exhibition in Cologne, by publishing memories in social media and by continuing his charitable work through the Keep Fighting Foundation. We want to remember and celebrate his victories, his records and his jubilation. You can be sure that he is in the very best of hands and that we are doing everything humanly possible to help him. Please understand if we are following Michael’s wishes and keeping such a sensitive subject as health, as it has always been, in privacy. At the same time we say thank you very much for your friendship and wish you a healthy and happy year 2019.” @keepfighting #Michael50 #TeamMichael

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Quello che si sta per chiudere è stato un 2018 altalenante per Sebastian Vettel e la Scuderia Ferrari.

Il pilota tedesco, giunto nuovamente secondo al Mondiale di Formula 1 alle spalle di Lewis Hamilton, ha voluto scrivere una lettera per il Natale.

Parole d’augurio per le festività natalizie, ma soprattutto per il futuro, affinché si possa realizzare quel sogno che tutti i tifosi della Rossa aspettano da tempo.

Proprio in vista della prossima stagione, sarà la quinta con la scuderia di Maranello, Vettel auspica che si possa regalare gioia e portare quel titolo iridato che manca già da troppo tempo.

Per impegno ed entusiasmo siamo una squadra fantastica! E io vi prometto che per il 2019 darò tutto il possibile per raggiungere il nostro grande obiettivo!

Parole che caricano tutto l’ambiente Ferrari, che sta lavorando già da diversi mesi alla nuova monoposto che sarà presentata a Maranello il 15 febbraio prossimo.

Il pilota tedesco conosce oramai la famiglia Rossa, sa quanto sia importante puntare a rompere il dominio Hamilton – Mercedes e inoltre, sa quanto sia fondamentale il dialogo e il feeling con tutto il team: dagli ingegnere, ai meccanici fino ai magazzinieri ecc…

Rimbocchiamoci le maniche, cerchiamo di comunicare sempre meglio fra di noi, con fiducia e stima reciproca, aiutandoci in tutto e per tutto…. Solo continuando a lavorare insieme come una squadra forte ed unita possiamo fare “il prossimo passo”!

Inutile girarci intorno, la Ferrari ha il dovere di giocarsela fino alla fine per provare a conquistare il Mondiale. L’ultimo a vincerlo è stato Kimi Raikkonen nel 2007, ora Iceman è andato all’Alfa Romeo Sauber e pertanto sarà il monegasco Charles Leclerc ad aiutare Vettel e la Ferrari a raggiungere la vittoria.