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La nazionale di calcio statunitense ha battuto 2-0 l’Olanda nella finale dei Mondiali femminili, disputata domenica sera al Parc OL di Lione. Grazie al gol su rigore segnato da Megan Rapinoe a mezzora dal termine, e a quello immediatamente successivo di Rose Lavelle, gli Stati Uniti sono campioni del mondo per la quarta volta nella storia dei Mondiali : la Coppa del Mondo vinta in Francia si aggiunge a quelle vinte in Canada nel 2015, in casa nel 1999 e in Cina nel 1991.

 

A Lione gli Stati Uniti allenati da Jillian Ellis hanno vinto facendo prevalere il loro stile di gioco basato principalmente sulla costruzione di frequenti fasi d’attacco, tatticamente non così complesse ma estremamente concrete, grazie alla superiorità sul piano fisico delle sue giocatrici anche rispetto a una nazionale competitiva come quella olandese.

 

 

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Il primo tempo si è chiuso tuttavia in parità, con tanti tiri in porta da parte degli Stati Uniti e con l’Olanda limitata a sterili azioni in contropiede. Nel secondo tempo la partita non è cambiata e verso l’ora di gioco un calcio di rigore segnato da Megan Rapinoe, miglior marcatrice del Mondiale insieme ad Alex Morgan, ha portato in vantaggio gli Stati Uniti. Nella mezzora successiva l’Olanda, campione d’Europa in carica e alla sua seconda partecipazione, non è riuscita a reagire e ha subìto anche il gol del 2-0 con un tiro dal limite dell’area di Rose Lavelle.

Per arrivare alla finale di Lione, gli Stati Uniti avevano eliminato Spagna, Francia e Inghilterra nella fase a eliminazione diretta, peraltro dopo aver battuto anche la Svezia — arrivata poi in semifinale — nella fase a gironi. Hanno quindi sconfitto una dopo l’altra quasi tutte le migliori nazionali del torneo, confermando la loro superiorità partita dopo partita.

Negli Stati Uniti il calcio femminile è stato un fenomeno unico nel suo genere, e lo rimane tuttora: si è formato da solo, ha vinto tanto, si è battuto numerose volte per il riconoscimento dei suoi diritti e continua ad essere un modello per l’emancipazione femminile nel mondo dello sport.

 

Contrasti duri, randellate, un’espulsione, un rigore parato dopo una lunghissima decisione Var. E’ una semifinale spettacolare quella tra Inghilterra e Stati Uniti scese in campo al Parc Olympique Lyonnais per la prima semifinale del Mondiale.  Partenza sprint delle ragazze della ct Ellis in vantaggio al 10′ Press a segno di testa su traversone da destra di O’Hara. Le inglesi sono riuscite subito a rispondere con White in gol al 19′ dopo aver deviato un cross da sinistra di Mead. Al 31′ gli Usa hanno trovato di nuovo il vantaggio con Morgan (31′), abile a battere Telford con un colpo di testa su assist di Horan. Per l’attaccante è il sesto gol in questa edizione e una curiosità: è la prima giocatrice a segnare in un Mondiale il giorno del suo compleanno

Tesissima, invece, la  ripresa con le inglesi che hanno provato a pareggiare. Al 67′ gol annullato a White per posizione di fuorigioco: l’arbitro ha preso questa decisione dopo essersi consultato col Var. All’84’ calcio di rigore assegnato alle inglesi grazie all’utilizzo della tecnologia, ma Houghton ha sbagliato il tiro dal dischetto, bloccato da Naeher. Poi Bright si fa espellere per doppia ammonizione e dopo sette minuti di recupero, gli Stati Uniti posso esultare: sono loro le prime finaliste.

INGHILTERRA-USA 1-2

10′ Press, 19′ White, 31 Morgan

INGHILTERRA (4-4-2): Telford; Bronze, Houghton, Bright, Stokes; Walsh (71′ Moore), Scott, Mead (58′ Kirby), Daly; Parris, White. Ct Phil Neville

USA (4-3-3): Naeher; O’Hara, Dahlkemper, Sauerbrunn, Dunn; Horan, Ertz, Lavelle (65′ Mewis); Heath, Morgan, Press. Ct Ellis

Ammoniti: Bright (I), Horan (U)
Espulsi: Bright (I) per somma d’ammonizioni
Note: al minuto 84, rigore sbagliato da Houghton

I Mondiali femminili in Francia entrano nel vivo. Sabato 22 giugno, infatti, iniziano gli ottavi dopo un giorno di pausa. Otto scontri diretti che ci porteranno dritti alla finale di domenica 7 luglio. L’Italia, possiamo dirlo, è stata la sorpresa nella fase a gironi avendo chiuso al primo posto e portando il Brasile a qualificarsi al terzo posto. Agli ottavi di finale, però, ci sono tutte le Nazionali più quotate comprese Stati Uniti, Germania, Francia e Inghilterra, formazioni che hanno chiuso le rispettive qualificazioni a punteggio pieno vincendo tre partite su tre. Quali possono essere le giocatrici in grado di decidere le sorti delle rispettive Nazionali? Ecco alcuni nomi:

Alex Morgan | Stati Uniti

Nel calcio femminile gli Stati Uniti hanno realizzato quello che con gli uomini proprio non sembra riuscirgli. La nazionale femminile statunitense è detentrice di tre titoli mondiali e sembra diventi più forte ogni anno che passa. In Francia si è presentata da grande favorita con uno squadrone composto da almeno una quindicina di giocatrici che troverebbero posto fra le titolari in qualsiasi altra nazionale. Carli Lloyd, Megan Rapinoe, Lindsey Horan, Julie Ertz sono fra le più grandi calciatrici in attività, ma il simbolo di questa nazionale statunitense si chiama Alex Morgan, la calciatrice americana più pagata e la prima donna ad essere finita sulla copertina del videogioco FIFA di EA Sports.

Delphine Cascarino | Francia

Vedere giocare la Francia è un piacere: non ha la potenza esplosiva degli Stati Uniti – ma forse nessuno ce l’ha in questo momento – però sembra la squadra in grado di esprimere il miglior calcio del torneo. È un miscuglio efficace e bilanciato di esperienza ed esuberanza, di organizzazione e istinto, tecnica e atletismo. Per costruirla, l’allenatrice Corinne Diacre si è affidata inevitabilmente al blocco proveniente dall’Olympique Lione, la squadra campione di Francia da undici anni consecutivi e campione d’Europa da quattro stagioni: la più forte al mondo, quindi.

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Manuela Giugliano | Italia

Barbara Bonansea, Cristiana Girelli e Sara Gama, per esperienza e rilevanza, sono le “facce” della Nazionale italiana in Francia. Le prime due sono aiutate dal fatto di essere giocatrici offensive, la terza invece è la capitana. Se però andiamo a cercare chi intende il gioco del calcio nel migliore dei modi, l’attenzione si sposta inevitabilmente sulle centrocampiste, di solito le giocatrici più complete. Valentina Cernoia e Aurora Galli sono mezzali con buone capacità tecniche e ottima visione di gioco. Fra di loro può inizialmente passare inosservata Manuela Giugliano, capelli corti e rossi, più esile e bassa delle compagne di reparto. È però la giocatrice più promettente del calcio femminile italiano, e lo si nota quando iniziano le partite.

Samantha Kerr | Australia

L’australiana Sam Kerr, protagonista del tradizionale spot pubblicitario estivo di Nike, era fra le giocatrici più attese ai Mondiali: non ha deluso le aspettative. L’attaccante dei Chicago Red Stars ha segnato l’unico gol nella sconfitta all’esordio contro l’Italia, poi non ha segnato contro il Brasile, ma ha propiziato due dei tre gol della rimonta, e infine ha portato la sua squadra agli ottavi di finale, da seconda classificata, segnando quattro gol alla Giamaica nell’ultimo turno dei gironi. Sa segnare in qualsiasi modo.

Shanice van de Sanden | Olanda

L’Olanda è fra le nazionali arrivate in Francia con grandi ambizioni. Con la qualità e l’esperienza della sua rosa può ambire a un piazzamento fra le prime tre, nonostante sia solamente alla seconda partecipazione. L’attacco è il suo maggior punto di forza, grazie alla presenza di Vivianne Miedema, centravanti dell’Arsenal, Lieke Martens, esterna del Barcellona, e Shanice van de Sanden, esterna offensiva dell’Olympique Lione campione d’Europa, squadra in cui si divide la fascia destra con Delphine Cascarino.

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Fran Kirby | Inghilterra

È il numero 10 dell’Inghilterra e probabilmente la calciatrice più amata dai tifosi inglesi. Gioca come attaccante nel Chelsea dal 2014, dopo essere cresciuta nel Reading, la squadra della città del Berkshire in cui è nata e cresciuta. Proprio con il Reading debuttò in prima squadra a sedici anni, rivelando subito un grande talento e delle caratteristiche da seconda punta. L’anno successivo, tuttavia, lasciò il calcio per problemi di depressione nati in seguito alla morte della madre: problemi che ha poi affrontato e di cui ora condivide il percorso, rivolgendosi in particolare modo agli adolescenti.

Wendie Renard | Francia

Renard è l’ennesima grande calciatrice del Mondiale proveniente dall’Olympique Lione. Nel club rodanese ci ha trascorso tutta la carriera, iniziata con il debutto nel 2006. È probabilmente la calciatrice più vincente presente ai Mondiali, dato che detiene 13 campionati francesi, 8 coppe nazionali e 6 Champions League (un record). Nei tredici anni passati al Lione ha messo insieme 213 presenze e 66 gol, tantissimi per un difensore centrale. Renard, che ha 28 anni e viene dal dipartimento d’oltremare della Martinica, è alta 1 metro e 87 centimetri. La sua altezza la rende praticamente insuperabile nel gioco aereo e le permette di segnare quanto un giocatore offensivo.

Nichelle Prince | Canada

Seguendo l’andamento del calcio internazionale degli ultimi anni, anche ai Mondiali femminili il ruolo dell’esterna offensiva è dove si trovano le giocatrici di maggior talento, quelle che spesso rendono le partite spettacolari. Cascarino e van de Sanden sono due esempi europei, mentre la canadese Nichelle Prince lo è fra le nordamericane. La sua nazionale ha una lunga tradizione ai Mondiali. Ha partecipato a sette edizioni su otto complessive e ha organizzato quella del 2015. Nelle edizioni organizzate al di fuori dell’Europa, tuttavia, non era mai riuscita a superare il primo turno.

L’Inghilterra si conferma tra le grandi rivelazioni del torneo e batte per 2-0 anche le più quotate giapponesi nell’ultimo turno del gruppo D dei Mondiali femminili. Per la selezione asiatica si tratta, in ogni caso, di una dolce sconfitta visto che il concomitante pareggio per 3-3 tra Scozia e Argentina garantisce alle nipponiche la qualificazione agli ottavi come seconda classificata alle spalle dell’Inghilterra. Per le sudamericane, giunte davanti alla Scozia nella classifica del girone D, ancora qualche speranza di essere tra le quattro migliori terze.

Giappone – Inghilterra 0-2

La squadra nipponica si qualifica agli ottavi di finale nonostante il ko contro la selezione inglese che chiude il girone a punteggio pieno. Un gol per tempo per l’Inghilterra che regola la nazionale giapponese grazie a una doppietta di Ellen White che vince alla grande il duello a distanza con Mana Iwabuchi. Al 14’ il gol che sblocca la gara con un perfetto tocco sotto, il raddoppio arriva a 6’ dalla fine con un bel diagonale sul palo del portiere delle nipponiche.

 

Scozia – Argentina 3-3

La Scozia si fa rimontare dal 3-0 al 3-3 dall’Argentina ed esce di scena dal Mondiale di calcio femminile nella gara valida per la terza giornata del Gruppo D. Little sblocca il risultato al 19′ del primo tempo, Beattie raddoppia al 4′ della ripresa prima del tris di Cuthbert al 24′. Nel quarto d’ora finale però succede di tutto: Menendez accorcia le distanze, poi l’autogol di Alexander al 34′ vale il 3-2. In pieno recupero Bonsegundo su rigore pareggia i conti per il definitivo 3-3 che consente alla selezione sudamericana di chiudere al terzo posto nel girone e restare in corsa per un posto agli ottavi.

Dopo la vittoria in rimonta per 2-1 sull’Australia nella giornata d’esordio del Mondiale in Francia, le Azzurre di Milena Bertolini travolgono la Giamaica, al debutto assoluto: Tutti i riflettori sono per Cristiana Girelli che emula Carolina Morace, unica italiana a segnare una tripletta in un’edizione della Coppa del Mondo. Era il 1991. Poi sale in cattedra Aurora Galli con una doppietta. Bellissima la quinta rete su assist filtrante di Giugliano. Solida prestazione della difesa in un match dove era necessario anche segnare più gol possibili, cercando di non prenderne.

L’Italia è così a punteggio pieno, sei punti, e si issa al primo posto nel Girone C. E si vola agli ottavi di finale!

QUI IL RACCONTO DELLA PARTITA

Incredibile risultato allo Stade de la Mosson di Montpellier, nella settima giornata di Mondiali femminili dove l’Australia vince in rimonta sul Brasile da 0-2 a 3-2. Grande protagonista Chloe Logarzo che rimette in corsa la Nazionale dell’Oceania, nello stesso girone C dell’Italia. Nel girone B, invece, in serata, la Cina ha battuto il Sudafrica per 1-0

AUSTRALIA-BRASILE 3-2

Parte bene l’Australia, sesta nel ranking Fifa, ma Marta porta in vantaggio il Brasile al 27′ con un calcio di rigore che spiazza Williams. Dieci minuti dopo, Cristiane raddoppia di testa su cross di Debora dalla fascia sinistra. Sembra fatta per la vittoria, ma le verdeoro sottovalutano il fattore Logarzo: alla fine del primo tempo la centrocampista serve Foord per il gol che riapre la partita, all’inizio della ripresa la mette dentro direttamente con un tiro-cross. E al 66′, Monica realizza un autogol che, suo malgrado, completa il ribaltone dell’Australia. Ora la classifica dice che le ragazze di Milicic, in attesa di conoscere il risultato di Giamaica-Italia, sono prime a pari punti con il Brasile e con le azzurre. Per l’Italia un successo equivarrebbe praticamente (ma non aritmeticamente) a passare il turno.

Classifica gruppo C: Brasile 3, Italia 3, Australia 3, Giamaica 0.

SUDAFRICA-CINA 0-1

In serata si è invece chiusa la seconda giornata del girone B, quello che si era aperto con la vittoria di misura della Germania sulla Spagna. In una sfida che sostanzialmente avrebbe dato l’ultima speranza di passaggio del turno alla vincente, la Cina è riuscita a strappare i tre punti in un match contratto contro il Sudafrica: a spostare gli equilibri è bastato il bel gesto tecnico di Li Ying, molto abile ad allungare il sinistro e deviare al volo un lancio profondo di Zhang Rui. Lunedì la sfida tra le asiatiche e la Spagna avrà il sapore di scontro diretto per l’accesso agli ottavi di finale.

Classifica gruppo B: Germania 6, Spagna 3, Cina 3, Sudafrica 0.

2003, 2007, 2011, 2015 e ora 2019. Cinque Mondiali, cinque edizioni della Coppa del Mondo femminile, cinque volte convocata e presente lì dietro, in difesa. Onome Ebi è la prima calciatrice africana – sia a livello femminile che maschile – a partecipare a ben cinque Mondiali di calcio. Il traguardo, storico, l’ha raggiunto nella partita di debutto della Nigeria contro la Norvegia. Con il numero 5 sulle spallae, nonostante la sconfitta per 3-0, la giocatrice 36enne ha lasciato lo stadio Auguste Delaune con una gioia unica e indescrivibile. Ebi si è sentita orgogliosa per aver realizzato un’incredibile impresa di longevità e tenacia.

Attualmente in forza al Henan Huishang, in Cina, Onome Ebi ha iniziato a “collezionare” convocazioni mondiali dal 2003, negli Stati Uniti, quando aveva da poco compiuto 20 anni. Allora faceva parte di una squadra guidata dall’allenatore Sam Okpodu e che poteva contare sul talento di giocatrici come Mercy Akide, Perpetua Nkwocha, Precious Dede e Florence Omagbemi. Per Ebi quel torneo durò 15 minuti, ma il talento e la crescita le hanno permesso di vivere le altre edizioni in Cina, Germania e in Canada da protagonista.

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Tuttavia, la strada per Francia 2019 è stata complessa e in salita: nel 2016, Ebi ha riportato un grave infortunio alla mano nella finale dei campionati africani femminili in Camerun e il conseguente intervento chirurgico e la successiva riabilitazione hanno messo a dura prova la sua resistenza e la voglia di continuare a giocare a calcio a 34 anni.

La sua esperienza, le battute d’arresto e la difficoltà nel rialzarsi hanno portato, però, portato Ebi a essere più saggia e a sentirsi anche meglio di prima e la sua preparazione mentale può essere la carta vincente per le Super Falcons che si sono ritrovate in gruppo difficile con Francia, Norvegia e Corea del Sud.  

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Nella sua lunga carriera Onome Ebi ha giocato in Svezia, Turchia e Bielorussia, e tra chi fa il tifo per lei c’è Juan Mata, calciatore spagnolo del Manchester United e ideatore del progetto Common Goal, un’associazione benefica che chiede ai calciatori devolvere l’1 per cento del proprio stipendio a favore di organizzazioni legate al calcio operanti in tutto il mondo. La 36enne è l’atleta numero 101 ad aderire all’iniziativa e in questo video spiega le sue motivazioni:

 

Terzo giorno di Mondiali femminili che va in archivio con la bella vittoria dell’Italia al fotofinish contro l’Australia, ma anche con le convincenti prestazioni di Brasile e Inghilterra. Le brasiliane, inserite nello stesso Girone C delle Azzurre, vincono 3-0 con la tripletta di Cristiane; mentre l’Inghilterra piega la Scozia 2-1.

Brasile – Giamaica 3-0

Manca la stella Marta, infortunata, ma il Brasile sembra non risentirne. La nazionale verdeoro infatti esordisce al Mondiale femminile in Francia con un secco 3-0 sulla Giamaica, nella seconda partita del Gruppo C, lo stesso dell’Italia, del Mondiale femminile in corso in Francia. Allo Stade des Alpes di Grenoble, ci pensa la bomber Cristiane con una tripletta a non far rimpiangere la sua più famosa compagna di squadra: le reti al 15’, al 50’ e al 64’. Il Brasile tornerà in campo venerdì 14 contro l’Australia, per chiudere martedì 18 contro le azzurre.

Inghilterra – Scozia 2-1

Vittoria preziosa quanto sofferta per l’Inghilterra di Neville che all’esordio ai Mondiali femminili di Francia batte la Scozia 2-1 e, in attesa della sfida tra Argentina e Giappone di lunedì 10 giugno, si porta solitaria al comando del Gruppo D. A sbloccare il risulato il gol su rigore dopo soli 14 minuti di Nikita Parris, stellina del Manchester City, seguito dal raddoppio dell’attaccante Ellen White del Birmingham sul finire della prima frazione di gioco, frutto di una superiorità abbastanza evidente delle ragazze di Nevile. Nella ripresa il ritorno della Scozia ha prodotto il gol della speranza di Claire Emslie (compagna della Parris al City) che però non è bastato alle sue compagne per portare a casa alemeno un punto.

Ci siamo! L’ottava edizione dei Mondiali femminili di calcio è ormai alle porte: si inizia venerdì 7 giugno alle 21.00 al Parco dei Principi di Parigi con la partita inaugurale tra la nazionale ospitante, la Francia, e la Corea del Sud. Al torneo partecipano 24 nazionali, tra le quali anche l’Italia, che ritorna ai Mondiali dopo vent’anni dall’ultima partecipazione. Le Azzurre della ct Bertolini faranno il loro esordio domenica a Valenciennes contro l’Australia. Ritorneranno in campo venerdì 14 a Reims contro la Giamaica e martedì 18 per l’ultima partita dei gironi contro il Brasile, di nuovo a Valenciennes.

Dove vedere i Mondiali femminili

Ma vi state domandando dove vedere l’Italia e anche le altre Nazionali? I Mondiali femminili verranno trasmessi da Rai e Sky con due diverse offerte. Rai trasmetterà in diretta su Rai 2 tutte le partite della Nazionale italiana, mentre gli altri incontri principali – non tutti – verranno trasmessi su Rai Sport (canale 58). I canali Rai si possono vedere anche in streaming tramite la piattaforma online Rai Play, raggiungibile da qui.

Sky ha acquistato i diritti per la trasmissione completa del torneo. Trasmetterà quindi tutte le 52 partite in programma, 37 delle quali in esclusiva. Gli incontri andranno in onda sul canale dedicato Sky Sport Mondiali (202), incluso nell’offerta Sky Calcio. Gli abbonati potranno seguirle anche in streaming tramite le piattaforme online Sky Go e Now TV. Su Now TV chi non possiede un abbonamento a Sky potrà comunque acquistare il pass giornaliero a 7,99 euro.

Fra commentatori ed opinionisti in studio ci saranno Cecilia Salvai, difensore della nazionale esclusa dai convocati per un infortunio, e Carolina Morace, ex giocatrice e allenatrice dell’Italia che ha da poco terminato il suo contratto con il Milan femminile.

Ventiquattro Nazionali, 52 partite, nove città che dal 7 giugno al 7 luglio ospiteranno i Mondiali da calcio femminili in Francia. Quali sono le favorite? Chi sono le giocatrici da tenere sott’occhio? E una – delle tante – curiosità: in che modo la figlia di Bob Marley ha aiutato la Giamaica ad accedere alla fase finale? Ecco quello che devi sapere sull’ottava edizione della Coppa del Mondo femminile, la più competitiva.

Il dominio degli Stati Uniti

Ventitré squadre si sono qualificate nei rispettivi gironi, mentre la Francia si è assicurata il posto come nazione ospite. Da campionesse in carica uscenti e al primo posto del ranking Fifa, le calciatrici degli Stati Uniti sono certamente le favorite per conservare lo scettro conquistato in Canada quattro anni fa. Se così fosse, per loro sarebbe il quarto titolo in otto tornei e rafforzerà la leadership che questo paese ha nel calcio femminile.

Del resto, la strada verso Francia 2019 è stata decisamente in discesa: gli Usa hanno battuto il Messico per 6-0, Panama per 5-0, Trinidad&Tobago per 7-0 e Giamaica per 6-0 nelle semifinali Concacaf che hanno dato in mano il pass per il Mondiale. Nella finale del torneo, le statunitensi si sono imposte per 2-0 sul Canada, piazzando la ciliegina sulla torta.

 

Sette edizioni precedenti, quattro vincitrici

Dalla prima edizione, quella in Cina nel 1991, solo quattro Nazionali hanno vinto il trofeo. La voce grossa, manco a dirlo, la fa gli Stati Uniti che oltre a vincere l’edizione di debutto, ha alzato la coppa anche nel 1999 e, come detto, 2015. Nel 1995, invece, ci ha pensato la Norvegia, dopo doppietta della Germania prima dell’exploit del Giappone nel 2011. Anche quest’anno le nipponiche sono da tenere d’occhio assieme a Inghilterra, Brasile e gli stessi padroni di casa: la Francia potrebbe bissare il successo casalingo dei loro colleghi maschili come avvenuto l’anno passato. Sarebbe il primo successo per i transalpini che sono al quarto posto nel ranking Fifa mondiale.

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Il ballo delle debuttanti

La Giamaica è la prima squadra caraibica a qualificarsi per il più grande evento del calcio femminile e le “Reggae Girlz” devono ringraziare la figlia di Bob Marley, Cedella. Otto anni fa, la Federazione giamaicana (JFF) ha tagliato i fondi per il progetto della squadra femminile relegandola in fondo alla classifica internazionale a causa di tre anni di inattività. Ma nel 2014, Cedella ha contribuito a rilanciare le fortune della squadra, diventando ambasciatrice e sponsorizzando la crescita e la formazione del settore attraverso la Bob Marley Foundation.

Le altre tre debuttanti sono il Cile, che si è assicurato il suo posto in Francia con una brillante vittoria per 4-0 sull’Argentina nella Copa America Femenina, la Scozia e il Sudafrica.

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Giocatrici da tenere d’occhio

Gli Stati Uniti possiedono un patrimonio di puro talento: dall’attaccante Lindsey Horan alla centrocampista veterana Megan Rapinoe. Ci si aspettano grandi cose dalla ventenne Mallory Pugh, la sesta più giovane capocannoniere nella storia del suo paese. In Inghilterra, invece, si crede molto su Fran Kirby e Lucy Bronze, ma attenzione alla brasiliana Marta: nessuna giocatrice ha segnato più di lei in un Mondiale. Ben 15 gol, sei volte nominata giocatrice dell’anno secondo la Fifa e soprannominata “Pelé con la gonna”, è considerata la più grande giocatrice della storia, ha vinto tutto tranne un solo trofeo, la Coppa del Mondo. Le speranze tedesche, invece, sono tutte su Dzsenifer Marozsán, capitano e fantasista della rosa. Gioca nell’ Olympique Lione come Amadine Henry, il capitano della Francia che ha conquistato tutto con il suo club d’appartenenza, Champions League compresa.

Dove e quando

Il torneo si svolgerà in nove città: Grenoble, Le Havre, Lione, Montpellier, Nizza, Parigi, Reims, Rennes e Valenciennes. La prima partita si giocherà al Parc des Princes a Parigi il 7 giugno, mentre le semifinali e la finale si giocheranno a Lione, casa dei campioni francesi delle donne e dei campioni della Champions League, Olympique Lyonnais, il 2, 3 e 7 luglio.

Ettie, la mascotte, figlia di Francia 1998

Beh e come ogni Coppa del Mondo che si rispetti, anche questa edizione ha la sua mascotte: Ettie. Vi sembra familiare? Sì, infatti, Ettie è figlia di Footix, la mascotte ufficiale della Coppa del Mondo maschile FIFA 1998 in Francia.

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