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La storia di Gabriel Jesus è quella che accomuna molti giovani brasiliani innamorati del pallone ma costretti ad abitare nelle zone malfamate della propria città: infanzia difficile, problemi economici, etica del sacrificio per raggiungere il proprio sogno. Quella del centravanti del Manchester City, però, è diversa e ancora più emozionante: in vista dei Mondiali brasiliani del 2014 l’ex Palmeiras accettò di dipingere i muri di San Paolo pur di aiutare economicamente la famiglia; ai tempi si parlava già bene di lui ma nessuno immaginava potesse avere una crescita del genere.

 

In quattro anni ha sbaragliato la concorrenza: si è prima caricato il Palmeiras sulle spalle, in quel di Manchester ha soffiato il posto da titolare ad Aguero in più occasioni ed ora farà parte della selezione brasiliana che disputerà la prossima Coppa del Mondo in Russia.  Una bella rivincita che non ha montato la testa al sudamericano il quale ha ricordato spesso le sue umili origini sia sui suoi profili social che in alcune interviste, sottolineando ancora una volta quanto sia forte il legame di questi giocatori con la propria terra d’origine

Il ‘barrio’ Jardim Peri, dove Gabriel Jesus è cresciuto umanamente e calcisticamente, è sempre stato molto orgoglioso del talento brasiliano e, in collaborazione con l’Adidas, ha voluto omaggiare la stella del Manchester City dipingendo uno splendido murales proprio all’interno della favela. Il calcio regala ancora una volta storie a lieto fine ma per gli abitanti di Jardim Peri non basta: vogliono che il numero 9 porti il Brasile sul tetto del mondo.