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È una dei punti fermi dell’Italbasket femminile, è una cestista seria e che sa che nulla la ottieni per caso.

Lavora giù duro e, nella sua nuova esperienza nel Fenerbahce, sta cercando di dare il massimo per fare bene anche in Europa.

Giorgia Sottana, con l’Italia, è stata assoluta protagonista, insieme all’altra Italians Cecilia Zandalasini, nelle due vittorie importanti contro Svezia e Macedonia. Match fondamentali per l’Italbasket del ct Marco Crespi, per rimettersi in carreggiata in vista dell’Europeo dell’anno prossimo.

Penso che queste due partite di qualificazioni siano state fondamentali per ricordare a noi stesse di che pasta siamo fatte!
Abbiamo mostrato ancora una volta la nostra vera faccia, cosa che contro la Croazia ci eravamo dimenticate. Sono super fiera della nostra reazione. Se restiamo cosi, ce la possiamo giocare con tutte, considerate anche le assenze importanti che abbiamo avuto in queste 4 partite di qualificazione.

Giorgia Sottana, indossa la maglia azzurra quasi fosse la sua seconda pelle. Nel momento in cui è stata chiamata in causa ha risposto sempre presente, e lo ha dimostrato negli ultimi due match della nazionale.

 

Se mi sento leader del gruppo? Non ha importanze quello che penso io, ma quello che pensano le mie compagne. Io scendo in campo e do 100%! Cerco di aiutare chi ha bisogno e di guidare secondo quella che è la mia esperienza.

La Nazionale Femminile è stata sconfitta nel secondo impegno degli EuroBasket Women 2019 Qualifiers. Dopo aver battuto a Skopje la Macedonia, le Azzurre sono state superate ieri sera a San Martino di Lupari dalla Croazia (71-83). Nell’altra sfida del Girone H, la Svezia ha superato nettamente la Macedonia 91-51. La miglior marcatrice della squadra di Marco Crespi è stata Giorgia Sottana con 25 punti, in doppia cifra anche Cecilia Zandalasini a quota 17.

Le Azzurre tornano in campo il 10 febbraio per affrontare in trasferta la Svezia, il 14 la partita casalinga con la Macedonia.
All’Europeo 2019 accedono le prime degli otto gironi e le sei migliori seconde. Già certe di un posto sono solo Serbia e Lettonia, ovvero i Paesi organizzatori.

All’intervallo sono sfilate in campo per ricevere l’applauso del PalaLupe le Azzurre della Nazionale Under 16 che la scorsa estate hanno vinto la medaglia di Bronzo all’Europeo di Bourges (Francia).

Così coach Crespi:

“E’ stata una partita insufficiente e mi assumo completamente la responsabilità di questa sconfitta. Subire 83 punti è qualcosa di negativo. Nei primi 15 minuti abbiamo dominato ma poi abbiamo chiuso il primo tempo con soli due punti di vantaggio dopo aver regalato 13 punti per errori individuali. Prima ancora di guardare la classifica dovremo guardare alla nostra brutta difesa di questa sera. Ripeto ancora una volta: mia responsabilità”.

 

Italia-Croazia 71-83 (21-16; 32-30; 47-58)
Italia: Gorini ne, Sottana 25 (4/8, 3/6), Zandalasini 17 (3/10, 1/4), Dotto 7 (3/8, 0/1), Masciadri (0/1 da tre), Formica 4 (2/3, 0/1), De Pretto 8 (3/4), Crippa 5 (0/1, 1/1), Bestagno (0/1), Cinili 4 (2/3), Andre (0/2), Kacerik 1 (0/1 da tre). Coach: Marco Crespi.
Croazia: Begic 2 (1/1, 0/1), Buzov (0/1), Sandric 22 (2/3, 3/5), Premasunac 8 (4/6, 0/1), Todoric (0/1) Rezan 35 (13/19), Miloglav ne, Dzankic (0/2, 0/1), Slonjsak (0/2, 0/1), Dojkic 16 (4/7, 2/5), Bura, Miletic (0/2, 0/1). Coach: Anda Jelavic.
Arbitri: Vasiliki Tsaroucha, Tamas Benczur, Zdenko Tomasovic.

Per la terza edizione consecutiva (dopo il 2013 e il 2015), l’Italia si presenta ai quarti finale di un campionato europeo. Stavolta però, a differenza delle due volte precedenti, non ci sarà la Lituania a fare da guardia ai cancelli, bensì la Serbia. O meglio, i 222 centimetri di Boban Marjanovic, pilastro su cui poggia la squadra di coach Djordjevic e intorno a cui ruota il talento di Bogdan Bogdanovic.

Gli Azzurri non varcano le colonne d’Ercole dei quarti dal lontano 2003, quando una Nazionale non certo favorita si arrampicò fino al Bronzo. Nessun paragone, solo dato statistico. Il valore dei serbi può essere espresso in molti modi, dalla posizione nel ranking mondiale FIBA: 3 (Italia 35), all’Argento Olimpico di Rio 2016, dall’Argento Mondiale al primato nel girone D (4 vittorie e una sola sconfitta contro la Russia di Shved) dell’EuroBasket in corso. Un serbato\\io di talenti che può permettersi di perdere, uno dopo l’altro, Teodosic, Kalinic, Nedovic, Markovic, Raduljica, Bjelica e Jokic senza ridimensionare le proprie ambizioni di medaglia.

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Il quarto di finale nelle parole del CT Ettore Messina:

“La Serbia è senz’altro la squadra più forte che ci è capitato di affrontare in questo Europeo. Siamo fiduciosi ma non dobbiamo commettere l’errore di fare viaggi con la fantasia e pensare di potercela giocare alla pari. Dovremo fare una buona partita e loro dovranno incappare in una serata meno buona perché se pensiamo di poter giocare contro di loro a viso aperto corriamo il rischio di fare come la Juventus nell’ultima finale di Champions League contro il Real Madrid. E’ una partita importante, e quando ti capita di giocare questo tipo di gare non sei mai del tutto sereno. Anche se hai il piano partita perfetto, poi bisogna interpretarlo al meglio. Sono curioso di sapere come ci presenteremo a questo appuntamento. Detto questo non sono invincibili, certo. Se fossimo ai playoff al meglio di cinque gare darei la Serbia per favorita. In una gara secca invece non si sa mai. Di sicuro questa è una partita che io e i miei giocatori ci ricorderemo per il piacere di averla giocata”.

Come da pronostico, sarà la Serbia l’avversaria degli Azzurri nei quarti di finale di EuroBasket. La squadra di Djordjevic ha battuto, non senza qualche complicazione nel finale, l’Ungheria col punteggio di 86-78 (17 punti a testa per Bogdanovic e Kuzmic, 14 per Marjanovic).

Gli Azzurri non hanno mai battuto i serbi nelle fasi finali di un Europeo: tre sconfitte nelle ultime tre competizioni continentali (2011 e 2015 nella fase a gironi, 2013 nello spareggio per andare al Mondiale del 2015 in Spagna). In totale 8 confronti con sole 2 vittorie per l’Italia.

Oggi per gli Azzurri è stato un giorno di relax. Le fatiche di ieri e altri due giorni all’orizzonte per preparare la sfida alla Serbia hanno concesso 24 ore di tempo alla squadra per ricaricare le pile.
Relax non assoluto, visto che in tarda mattinata i ragazzi hanno sostenuto una seduta di lavoro di recupero in piscina con il preparatore atletico Matteo Panichi. Nel primo pomeriggio un occhio alla Serbia, che da domani verrà come al solito studiata nei particolari in vista del quarto di finale di mercoledì 13 settembre.

Il day off è stato utile anche per capire gli umori di alcuni dei protagonisti in campo. Nicolò Melli, tra i migliori contro la Finlandia:

“Ieri abbiamo giocato bene nel primo tempo ma ci siamo complicati un po’ la vita nel secondo pur controllando il match fino alla fine. Oggi recuperiamo le forze spese ieri e i prossimi due giorni ci daranno modo di lavorare su tutti quegli aspetti che contro la Finlandia non sono andati come volevamo. Abbiamo entusiasmo e fiducia e questo ci aiuterà a prepararci al meglio in vista della prossima sfida. La Serbia? Credo sia una delle pretendenti all’Oro. Non sarà semplice affrontarli, come non lo è stato ad Atene qualche settimana fa: dovremo essere sereni, tranquilli e aggressivi come abbiamo fatto negli ottavi”.

 

Anche per Marco Cusin i serbi saranno un test probante:

“La Serbia ha un grandissimo talento negli esterni e nei lunghi. Sono una squadra abituata a questo tipo di partite e noi dovremo giocare una gara tatticamente precisa. Solidità in difesa e movimento della palla potrebbero essere le chiavi per cercare di approdare in semifinale. Contro la Finlandia abbiamo fatto molto bene le cose che ci ha chiesto coach Messina, giocando con aggressività in difesa, cosa che ci ha dato la possibilità di prenderci buoni tiri in attacco. E’ stato rispettato in tutto e per tutto il piano partita. Durante tutta la preparazione abbiamo sempre pensato solo a noi senza preoccuparci di chi fossero i favoriti. Siamo un gruppo unito che ha voglia di lottare, e questo lo abbiamo sempre dimostrato. Sarà lo stesso contro la Serbia”.

Ancora la Finlandia. Sulla strada degli Azzurri, dopo le due amichevoli a Cagliari, c’è di nuovo la squadra di coach Dettmann. Sembra passato un secolo dalle sfide in Sardegna e da quei giorni molto è cambiato, da una parte e dall’altra.

I finlandesi hanno ospitato in casa a Helsinki il gruppo A dell’EuroBasket 2017, stupendo tutti con il secondo posto finale. Rispetto alla squadra vista in Italia l’addizione è il veterano Petteri Koponen (infortunato a Cagliari). E’ esplosa la stella di Lauri Markkanen, quarto marcatore del torneo finora con una media di 22.6 punti a partita (prima di lui solo Dragic, Schroder e Shved).

Gli Azzurri hanno invece centrato il terzo posto nel girone B in volata contro la Georgia nell’ultimo match a Tel Aviv, davanti all’Ucraina e preceduti da Lituania e Germania.

 

“Entrambe le squadre – spiega coach Messina – hanno grandi tiratori da dietro l’arco e chi riuscirà a togliere all’altro più tiri da tre avrà maggiori possibilità di successo. La loro stella, Markkanen, che considero pronto per l’NBA, è molto abile nel raccogliere rimbalzi in attacco. Starà a noi attaccarlo per far si che commetta falli e non rimanga molti minuti sul parquet. Nel complesso la Finlandia è molto aggressiva sui pick&roll e noi dovremo esser bravi a muovere la palla e trovare spazi. Questo sarà fondamentale contro una buona squadra che è stata capace di uscire alla grande da un girone complesso battendo Francia e Grecia e tenendo testa alla Slovenia. Gli addetti ai lavori o gli appassionati che seguono il basket conoscono la Finlandia e i grandi progressi che ha fatto in questi anni. Magari chi non è molto addentro può pensare che il nostro ottavo di finale sia tutto in discesa. Così non sarà”.

L’Italia batte l’Ucraina 78-66 e centra il secondo successo in altrettante partite all’ EuroBasket 2017. Dopo un primo quarto a ritmi bassi e con qualche problema creato dalla stazza avversaria, gli Azzurri si accendono grazie ad uno strepitoso Marco Belinelli (26 punti per lui sotto gli occhi di coach Popovich) per poi chiudere la pratica nel secondo tempo non senza qualche brivido. Il girone è ancora molto lungo e intrecciato, soprattutto dopo la vittoria della Germania sulla Georgia.

Così coach Messina:

 

“È stata una partita difficile e lo sapevamo. Anche oggi bene la difesa e buoni tiri in attacco con ottime percentuali. All’inizio eravamo un po’ tesi, va detto, ma ho visto che questa è una situazione comune anche ad altre squadre, vedere la Georgia che oggi ne aveva meno di due giorni fa. I ragazzi hanno avuto comunque la freddezza di reagire alle difficoltà quando l’Ucraina è tornata sotto. Domani con la Lituania gli accoppiamenti difensivi saranno durissimi. Possiamo vincere o perdere di 20 in un girone incerto”.

Il tabellino

Italia-Ucraina 78-66 (16-19, 27-14, 16-15, 19-18)
Italia: Hackett 6 (3/4, 0/2), Belinelli 26 (2/6, 6/12), Aradori 13 (1/3, 3/4), Filloy 12 (4/5 da tre), Biligha 3 (1/4), Melli (0/1, 0/2), Cusin 3, Cinciarini, Abass, Baldi Rossi 3 (1/3 da tre), Burns, Datome 12 (1/2, 3/4). All: Messina
Ucraina: Pustozvonov 2 (1/2), Kolchenko 8 (3/8, 0/2), Lukashov 9 (2/4 da tre), Otverchenko 2 (0/1 da tre), Lypovyi (0/1, 0/2), Korniyenko ne, Bobrov 4 (2/2), Zaytsev 6 (3/4), Kravtsov 11 (3/8), Pustovyi 21 (7/8), Koniev (0/2, 0/1), Mishula 3 (0/2, 1/4). All: Murzin
Arbitri: Vazquez (Portorico), Ciulin (Romania), Yilmaz (Turchia)

Note. Tiri da due Ita 8/20, Ukr 19/37; Tiri da tre Ita 17/31, Ukr 3/14; Tiri liberi Ita 11/21, Ukr 19/21. Rimbalzi Ita 29, Ukr 30. Assist Ita 17, Ukr 16

È successo tutto in pochi mesi. In breve tempo la vita della giovane cestista, Cecilia Zandalasini è completamente cambiata. In estate l’esordio all’Europeo femminile con la magia della Nazionale azzurra, questa notte i primi passi nel grandissimo palcoscenico americano della WNBA con la maglia delle Minnesota Lynx.

Un esordio mozzafiato con le compagne che ambiscono alla vittoria dell’Anello. “The Dream is Real” aveva postato sul suo profilo Instagram qualche giorno fa e in effetti è stato così. Non è da tutte raggiungere i parquet americani; solo altre sei ci sono riuscite.

. mi sveglio, guardo l’ora, sono le 5 e mezza. fuori c’è buio, ma non troppo. sta arrivando l’alba. la mia preferita. mi chiedo perché sono già sveglia, come mai non riesca più a prendere sonno. la sveglia è alle 7, ma non mi ricordo cosa devo fare. mentre ci penso la stanza si illumina, il sole sorge e questa dove sono non è la mia camera. mi alzo, di corsa, ho un attimo di panico. guardo fuori dalla finestra: grattacieli. Minneapolis. Minnesota. America. esco sul balcone. fa freddo, ma non mi importa. sono in America. chiudo gli occhi e la respiro, a pieni polmoni. ero solo una bambina che voleva imitare suo fratello con un pallone da basket. ero solo una bambina quando ho preso in mano il pallone. ora guarda dove sono. the dream is real. . 🇮🇹🇺🇸 . I wake up. looking at the time, it says 5:30am. it’s not that dark outside. the dawn is coming. my favorite time of the day. I wonder why I’m already up, why I can’t fall asleep anymore. the alarm clock is set at 7, but I just can’t remember what I have to do. while I think about it, the room lights up, the sun rises and I suddenly realize that this is not my room. I stand up. very quickly. I’m in panic. I look out of the window: skyscrapers. Minneapolis. Minnesota. America. I go out on the terrace. it’s cold, but I couldn’t care less. here I am, in the States. time to close my eyes. I take a deep breath. I was just a little girl who wanted to emulate her brother and play basketball. I was just a little girl when I first put my hands on a basketball. now look where I am. the dream is real. . . #GoFar

Un post condiviso da Cecilia Zandalasini (@zandi96) in data:

Per Zandalasini e compagne la gara si è conclusa con una vittoria ai danni di Indiana Fever per 80-69. Per la guardia lombarda in totale 6 minuti di match in cui ha collezionato un tiro sbagliato e una palla persa per un -6 di plus-minus. Le battute finali del primo quarto e a cavallo del secondo sono servite per rompere il ghiaccio con un palcoscenico nettamente diverso. Poi altri due minuti nella fase conclusiva della partita, a risultato ormai acquisito.

La giovanissima talentuosa cestista azzurra è scesa in campo con la maglia numero 9 dei Lynx e d’ora in poi darà un grosso contributo alla squadra per vincere il campionato, per poi tornare in Italia con uno dei trofei più ambiti dalle cestiste del mondo.

Le grandi prestazioni con la nazionale italiana allo sfortunato Europeo in Repubblica Ceca hanno permesso di farsi notare in tutto il basket mondiale e la voglia di rivalsa è enorme. In effetti, la 21enne lombarda ha ancora il boccone amaro a causa dell’inesistente fallo antisportivo che le venne comminato sul possesso decisivo di Italia-Lettonia, spareggio per volare ai Mondiali. Tuttavia con 19 punti a partita ha avuto la sua consacrazione a livello mondiale tanto da essere inserita nel quintetto ideale del torneo.

La chiamata dagli Stati Uniti è un orgoglio per tutto il basket italiano e Cecilia dovrà mostrare tutto il suo talento per poi tornare a Schio e affrontare la stagione con la sua squadra, magari con l’anello WNBA al dito. In effetti con i Minnesota Lynx l’ala ha firmato un contratto valido fino ai playoff. Ora sotto con il prossimo match che i Minnesota disputeranno contro i Chicago Sky. Cecilia si augura di poter giocare qualche minuto in più per acquisire più consapevolezza e confidenza con la WNBA.

In passato anche altre atlete azzurre hanno avuto la possibilità di volare in America. Catarina Pollini, Susanna Bonfiglio, Francesca Zara, Raffaella Masciadri, Laura Macchi e Kathrin Ress, in diverse squadre hanno avuto l’onore di giocare nel torneo di pallacanestro più importante del mondo.

Dario Sette