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E dire che la semifinale stava per sfumare per un suo sciagurato retropassaggio. Al 93’ di un pazzo Manchester City Tottenham Kristian Eriksen arresta la corsa e riparte da dietro, cercando aiuto nel compagno di squadra Jan Vertonghen. Palla intercettata da Bernaldo Silva, percussione in area e gol di Sterling. Per fortuna dei due calciatori del Tottenham la rete è annullata dal Var per una posizione di fuorigioco. Altrimenti, in particolare l’olandese, avrebbe avuto molta difficoltà nel tornare a Londra. E, soprattutto, non avrebbero incrociato l’Ajax in semifinale in uno scontro dal forte valore simbolico.

Non solo Eriksen

Si giocano la finale due squadre fuori dalle prime posizioni del fatturato nella classifica di Deloitte. Addirittura il Tottenham per due anni di seguito non ha fatto mercato. In più, a partire da Eriksen e Vertonghen, la colonna portante degli Spurs è cresciuta made in Amsterdam. Il centrocampista danese, classe 1992, è stato prelevato dall’Ajax dopo aver mosso i primi passi nell’Odense. Lo stesso difensore belga conta oltre duecento presenze con gli olandesi tra il 2006 e il 2012. Ma non solo. Nella squadra di Pochettino ci sono anche gli ex tulipani Toby Alderweireld (186 presenze con l’Ajax) e il colombiano Davinson Sanchez (una sola stagione nel 2016-2017).


Anche Barcellona Liverpool offre alcuni incroci da libro Cuore. Pensiamo a Philippe Coutinho, esploso in riva al Mersey Side dopo la deludente esperienza con l’Inter. Per il talento brasiliano cinque anni ad Anfield Road con 54 reti in 201 presenze. The Kid ha lasciato Liverpool un anno fa per Barcellona non senza qualche mugugno della sua vecchia tifoseria nella Kop. In maglia reds è passato anche Luis Suarez (e prim’ancora anch’egli nell’Ajax). Dal 2011 al 2014 ha collezionato 133 gettoni in campo con 82 reti, una media gol da urlo. I due sono stati compagni di squadra anche a Liverpool per qualche mese nella prima parte del 2014.

 

Questa, nel calcio non si era ancora vista. In Danimarca, la Federazione e il sindacato di tutela dei calciatori sono ai ferri corti sulla delicata questione legata ai contratti di sponsorizzazione. Capeggiati da Eriksen, i nazionali hanno deciso di scioperare per un mancato accordo sui diritti commerciali non rispondendo alla convocazione per l’amichevole di mercoledì 5 settembre contro la Slovacchia (ma potrebbe riguardare anche l’esordio in Nations League contro il Galles).

Così, per evitare sanzioni da parte della Uefa che ha addirittura paventato l’esclusione da Euro 2020, la Dbu ha risposto con un colpo a sorpresa: per presentare una squadra “dignitosa”, oltre a chiamare le seconde linee, in campo scenderanno anche i migliori calciatori di futsal.  Ed è John Jensen, campione d’Europa nel 1992, a dirigere la Danimarca nelle prossime due partite, visto che allo sciopero ha aderito anche il commissario tecnico Age Hareide.

John Jensen, campione d’Europa nel 1992

Al centro del caso c’è il nuovo contratto legato agli sponsor e i diritti di immagine, in conflitto con gli sponsor privati dei calciatori soprattutto di quelli dal risalto internazionale come Eriksen per l’appunto, stella del Tottenham. Una scelta drastica, precipitata il 31 agosto e che mai ci si sarebbe aspettati di vedere dopo lo splendido mondiale vissuto dalla Danimarca, uscita agli ottavi di finale, ai rigori, contro la Croazia finalista.

Il tecnico ad interim Jensen ha annunciato la lista dei convocati nella quale compaiono giocatori di seconda e terza categoria, oltre ai più bravi calciatori di calcio a cinque del Paese che sono sei: Christopher Haagh, Victor Hansen, Adam Fogt, Christian Christensen, Kevin Jorgensen e Louis Veis.
La Danimarca è stata inserita nella League B, nel Gruppo 4 assieme a Irlanda e Galles e proprio contro quest’ultimi gioca il match d’esordio il 9 settembre.

 

Quasi completo il quadro delle nazionali europee qualificate al Mondiale di Russia 2018.

Nella gara di ritorno tra Irlanda – Danimarca sono proprio i danesi a strappare il pass per la competizione mondiale. Un netto 5-1 all’Aviva Stadium di Dublino e le speranze dell’Irlanda di poter partecipare alla fase finale di un campionato del mondo sono svanite via.

Mattatore della serata il danese più talentuoso, Christian Eriksen che è salito in cattedra disputando una partita semplicemente perfetta, condita da ben tre gol.

Sfuma così per l’Irlanda l’approdo in Russia, ma c’è da sottolineare la forza e soprattutto il cinismo della Danimarca che ha voluto a tutti i costi vincere il match.

E dire che per la Repubblica irlandese le cose si erano messe più che bene dopo solo 6 minuti di gioco. Spinti dalle oltre 50mila persone sugli spalti dell’Aviva Stadium, gli uomini guidati dal ct O’Neill sono andati in vantaggio con Duffy: punizione di Brady dalla trequarti, Jorgensen allunga la traiettoria verso la sua porta e proprio Duffy, approfittando di un’uscita maldestra di Schmeichel, di testa insacca.

Tuttavia la Danimarca si scuote ma è più vicina l’Irlanda a fare il secondo gol che gli scandinavi a quello del pareggio. Alla mezz’ora grande azione sulla sinistra di Sisto che penetra in area e serve al centro per Christensen, tap-in rocambolesco con palla prima tra palo e Christie prima di accomodarsi in rete. Il pareggio scuote l’Irlanda e pochi minuti dopo un contropiede fulminante vale anche il vantaggio danese: azione di Poulsen che serve al centro Jorgensen, palla di prima verso sinistra per Eriksen che con il destro, di prima intenzione dal limite dell’area, insacca sotto l’incrocio.

Nel secondo tempo l’Irlanda ci mette cuore e tecnica, ma la Danimarca ha dimostrato di essere più forte e che segna altre due volte con il gioiello del Tottenham, Eriksen, il quale raggiunge quota 21 reti in nazionale. Sul finire di gara c’è gioia anche per l’ex bianconero Nicklas Bendtner che si guadagna e realizza un calcio di rigore.

Sul momento più importante la difesa dell’Irlanda ha ceduto. Inoltre, negli scontri diretti, gli irlandesi erano in vantaggio per 5 vittorie a 3 contro la Danimarca. Il successo di ieri sera dei danesi, però, è davvero pesante visto che restano ancora indietro, ma staccano il pass per il Mondiale in Russia.