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Ad agosto festeggerà 36 anni e Robin Van Persie, nonostante non sia più un giovanotto, non ha mai smesso di fare gol.

Dal gennaio 2018 è tornato nella sua Rotterdam e al Feyenoord, squadra che lo ha lanciato a livello europeo. Il classe ’83 ha indossato la fascia da capitano e si è preso sulle spalle i biancorossi, con l’esperienza e il carattere dei veri leader.

Un ritorno in patria dopo aver vinto tanto, soprattutto in Inghilterra, che però non sa di ritiro anzi, il bomber ha deciso di concludere la carriera nel club di casa perché vuole regalare successi ai tifosi, in un campionato dominato da Psv Eindhoven o Ajax.

L’olandese volante, com’è stato definito dopo lo storico gol segnato contro la Spagna nel Mondiale brasiliano del 2014, sta vivendo una seconda giovinezza. In questa stagione di Eredivise ha giocato 15 partite, realizzando 10 reti e 3 assist. Positivissima è stata l’ultima sfida giocata al “de Kuip” contro i lancieri dell’Ajax. Un sonoro 6-2 per i padroni di casa, con l’ex bomber dell’Arsenal autore di una doppietta.

A livello professionale, Robin Van Persie le migliori stagioni le ha vissute in Premier League, prima tra le fila dei Gunners e poi nel Manchester United.

GLI ANNI ALL’ARSENAL

Nel lontano 2004 l’ex allenatore dell’Arsenal, Arsene Wenger, chiede espressamente alla sua società di acquistare Van Persie, dopo esser rimasto colpito dalle sue abilità. Comprato per 3 milioni di euro, nel giro di qualche anno l’olandese diventa uno degli attaccanti più forti e costanti a livello europeo. Nonostante l’altezza la punta centrale è abile con i piedi, veloce e con una bella visione di gioco: il classico “attaccante moderno” che si usa in gergo giornalistico.

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Robin Van Persie festeggia un gol insieme all’ex compagno di squadra Thierry Henry

A Londra diventa pilastri inossidabili del gioco di Wenger, leader e capitano della squadra. Peccato solo che con i Gunners vince meno di quanto si possa pensare e l’olandese conquista in bacheca solamente una Community Shield nel 2004 e una Coppa d’Inghilterra. Dal punto di vista realizzativo: 132 gol e 55 assist in 280 presenze.

IL PASSAGGIO AL MANCHESTER

Lo United di sir Alex Ferguson lo acquista nel 2012 per una cifra vicina ai 28 milioni di euro. Con i Red Devils conquista una Premier League alla sua prima stagione, grazie soprattutto ai suoi gol.

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Una delle tante esultanze con la maglia dello United

Con 26 reti in 38 gare, infatti, vince il titolo di capocannoniere. In tre stagioni a Manchester ottiene anche una Community Shield nel 2013. Nonostante l’arrivo di Van Gaal sulla panchina decide di abbandonare l’Inghilterra.

LA PARENTESI TURCA E IL RITORNO A CASA

Dopo la parentesi inglese, decide di traferirsi in Turchia al Fenerbahce. Con i gialloblu non perde l’abilità di goleador, ma non ottiene successi importanti. Proprio per questo motivo e per la nostalgia di casa accetta subito un’offerta dal club che lo ha lanciato senza pensarci due volte.

Il ritorno in Olanda è perfetto. Coppa dei Paesi Bassi e Supercoppa nazionale conquistata e sfida alle altre corazzate olandesi già lanciata.

Un bomber come Van Persie non poteva che fare bene anche con la maglia degli Orange. In 102 gettoni ha realizzato 50 reti, diventando il miglior goleador con la maglia della nazionale, oltre che prendersi il soprannome di “Olandese Volante” come il grande Van Basten.

Durante la sua crescita nel settore giovanile della Juventus era stato definito come uno dei talenti più promettenti del panorama calcistico italiano, nel corso degli però non è riuscito ad avere costanza nelle performance e nella maturità.

Stefano Beltrame, attaccante classe 1993, continua il suo percorso professionale fuori dai confini italiani. Il 24enne biellese attualmente milita nella Serie B olandese (Jupiler League), nel Go Ahead Eagles squadra della città di Deventer.

Non proprio il massimo per chi è cresciuto nella Juventus seguendo le orme di Alessandro Del Piero. Tuttora è sotto contratto della società bianconera, appunto in prestito agli olandesi. In Olanda ha anche giocato in Eredivise nel Den Bosch, in cui ha disputato 20 partite segnando due gol.

Forse proprio la scarsa vena realizzativa di Beltrame ha portato a questo suo continuo girovagare nel trovare la giusta piazza che lo faccia esaltare anche davanti al portiere avversario. D’altra parte ha ancora l’età dalla sua e l’idea di poterlo vedere in palcoscenici più importanti non è del tutto tramontata.

In questa stagione il bottino è già migliorato. Sinora sono cinque i gol messi a segno conditi da tre assist per i suoi compagni. Un rendimento che certamente da morale a un ragazzo che ha bisogno di buone prestazioni per sentirsi al centro del progetto.

Un giovane che ha vinto tanto con la Juventus Primavera in un gruppo che aveva talenti come Mattiello, Rugani e Spinazzola. Con la squadra bianconera ha conquistato il Torneo di Viareggio 2012 (siglando un gol nella finale contro la Roma) e la Coppa Italia Primavera 2012-2013.

I primi passi del grande calcio li ha calcati sui campi della Serie B con il Bari nel 2013. Con i galletti scende in campo in 24 occasioni segnando anche le sua prima rete da professionista, il 30 maggio 2014, fissando il punteggio sul 4-1 proprio contro la squadra in cui è cresciuto, il Novara.

A Bari anche un fuoriprogramma calcistico. I primi di novembre del 2013, l’attaccante sorprende un po’ tutti facendo pubblicare su un noto quotidiano locale una lettera d’amore per riconquistare la sua ex fidanzata.

La stagione successiva il prestito ai canarini del Modena sino ad arrivare all’ultima piazza olandese.