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Mezz’ala, mediano, a volte centrale di difesa o terzino. Tutto, ma non regista di centrocampo. La gara di Emre Can contro la Lazio è stata disastrosa. Impreciso, svagato, travolto dall’intensità dei biancocelesti in mezzo al campo. A suggellare un match da dimenticare l’autorete su calcio d’angolo che ha illuso la squadra di Simone Inzaghi. Il ribaltone Cancelo – Cristiano Ronaldo ha messo in sordina uno dei possibili problemi nel reparto di metà campo della Juve. L’assenza di Pjanic, pur non nella sua migliore annata, si fa sentire. Il tedesco non può essere il suo ricambio.

Uno delle migliori qualità di Emre Can è la versatilità. La sua capacità di essere il jolly di centrocampo ha conquistato i tecnici che lo hanno allenato in questi anni. Alto 184 centimetri per 82 chili, 25 anni, il tedesco di origine turca gioca prevalentemente come cerniera tra i reparti, ma non sono stati rari i suoi impeghi nelle retrovie. Ai tempi del Bayern Monaco, nella stagione 2012-2013, Heynckes lo posiziona terzino sinistro nelle poche partite che gli concede. Quando va a Leverkusen, si colloca a centrocampo, con qualche parentesi in difesa da esterno e anche centrale.


Nel 2014 il passaggio al Liverpool. Il manager Brian Rodgers impiega Emre nella difesa a 3 come centrale destro. Una buona stagione in cui è titolare fisso dei reds. L’arrivo di Jürgen Klopp ad Anfield riporta il tedesco in mezzo al campo. Ma questo suo andare e tornare tra centrocampo e retroguardia è apprezzato anche in Nazionale. Non di rado anche Joachim Löw lo ha schierato spesso terzino.


Prelevato a parametro zero nella scorsa estate, nella Juventus di Allegri gioca prevalentemente in mezzo al campo. Non è un regista: è un mediano con buon tocco di palla e ottime doti atletiche che, tuttavia, nello stretto ha il limite di essere poco agile. Orfana di Pjanic, il centrocampo della Juve visto all’Olimpico aveva in Emre il regista centrale con Bentancur e Matuidi ai lati. I tre sono andati in bambola rispetto agli avversari che li hanno sovrastati per intensità e superiorità numerica. Lo stesso allenatore bianconero a fine partita ha fatto ammenda. Non è quello il ruolo per cui Can è arrivato a Torino e difficilmente lo rivedremo in quella posizione di campo.

La responsabilità è mia. Ho messo in difficoltà Emre Can perché non ha le geometrie e i tempi ora per giocare davanti alla difesa. Nel secondo tempo lì ho schierato Bentancur e Can, con più libertà, è andato meglio