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All’inizio del 1954, uno dei problemi dei dirigenti della neonata televisione italiana è quello di convincere gli italiani a comprare un apparecchio Tv. Le trasmissioni ufficiali sono nate il 3 gennaio di quell’anno e nei giorni successivi i programmi si succedono tra la curiosità dei favorevoli e le perplessità dei teorizzatori di un nuovo modello di “malcostume sociale”.
Il 24 gennaio 1954 è una domenica che per il mondo dello sport in Tv fa da spartiacque col passato. Quel giorno, la televisione trasmette la sua prima partita di calcio in diretta, ed è una partita della Nazionale, Italia-Egitto. L’Italia del calcio non è più quella trionfante negli anni Trenta e neanche quella del dopoguerra, composta in prevalenza da elementi del Grande Torino. È un periodo di crisi per il football e la Nazionale fatica a tornare alla ribalta. Per qualificarsi ai Mondiali del 1954, l’Italia deve affrontare e battere il modesto Egitto. Una pura formalità, pensano i più.

Alla guida degli Azzurri c’è una commissione tecnica formata da un ex campione del mondo, Angelo Schiavio, e dall’ungherese Lajos Czeizler, tecnico che ama il gioco d’attacco e che nel 1949 aveva portato al Milan tre svedesi destinati a trionfare, Gunnar Nordahl, Gunnar Gren e Niels Liedholm. Vinto lo scudetto nel 1951, Czeizler diventa il secondo Ct straniero della storia della Nazionale nel 1953, quarant’anni dopo Harry Goodley. Czeizler sceglie i giocatori e Schiavio fa da tramite tra l’ungherese e l’allenatore, che è Silvio Piola. Insomma, il doppio impegno con l’Egitto dovrebbe facilmente portare la squadra al Mondiale che si svolgerà in Svizzera.

Ma la partita d’andata, al Cairo, la prima per la commissione Czeizler-Schiavio-Piola, non è quella passeggiata che si credeva. Gli azzurri vincono 2-1 dopo essere stati in svantaggio nel primo tempo. E solo a undici minuti dalla fine un gol dell’ala destra Muccinelli consente alla Nazionale di avere la meglio sulla squadra africana. Improvvisamente pessimisti, i dirigenti della Federcalcio decidono che la partita di ritorno debba essere giocata a Milano, in pieno gennaio, sperando nell’aiuto del meteo.

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Il maltempo, effettivamente, aiuta la squadra: neve e gelo totale con i poveri egiziani intirizziti, capaci più di scivolare sul terreno che di giocare la palla. Con poco onore, allo stadio San Siro di Milano, l’Italia “trionfa” per 5-1, ma dopo un primo tempo finito sull’1-1 che lasciava presagire ulteriori delusioni. Eppure, è proprio questa la partita che inaugura il connubio tra calcio e televisione. È la prima volta che un’intera partita viene trasmessa dalla Tv. Ma, attenzione: sono i primi vagiti della Rai e ancora non c’è un accordo, nero su bianco, con la Federcalcio. Così, per evitare polemiche o, peggio ancora, il ricorso alle carte bollate, la Tv manda in onda una diretta parziale, solo per alcune fasi dell’incontro. E lo fa con ben tre telecronisti che si alternano nel racconto: Carlo Bacarelli, Vittorio Veltroni e Nicolò Carosio, destinato a diventare la voce ufficiale del calcio nazionale e della squadra azzurra per più di un decennio.

Un po’ nel silenzio generale in Egitto è in corso la 32ma edizione della Coppa d’Africa. Oscurata dai Mondiali femminili e dalla Coppa America, la competizione ha concluso il tabellone degli ottavi di finale ed è proiettata verso i quarti. Non sono mancate fin qui le sorprese come, ad esempio, la clamorosa qualificazione del Benin mai vittorioso. O l’esclusione degli egiziani padroni di casa e l’eliminazione del Camerun campione uscente.

Gli ottavi di finale

Il colpo di scena principale, finora, è il colpaccio del Benin che ha mandato a casa i super favoriti del Marocco. Decisivi i rigori per una nazionale che non ha mai vinto una partita nella storia della Coppa d’Africa. Ci proverà ai quarti dove incontrerà il Senegal di Manè, vittorioso agli ottavi ai danni dell’Uganda (1-0). Sorprende anche il pass strappato dal Madagascar che ottiene la qualificazione ai danni del Congo ai calci di rigore (4-2). Sfiderà la Tunisia, che ha eliminato il Ghana ai penalty in quella che somigliava a una finale anticipat


Dall’altra parte del tabellone il colpaccio vero è quello del Sudafrica. La rete all’85 di Lorch inchioda l’Egitto di Salah, super favorito della vigilia. I sudafricani incontreranno ai quarti la Nigeria che ha mandato a casa i campioni uscenti del Camerun (3-2 finale, decisivo il gol del calciatore dell’Arsena Iwobi). Infine l’ultimo quarto di finale della Coppa D’Africa sarà tra Costa d’Avorio (1-0 al Mali) e Algeria (vittoria in scioltezza per 3-0 contro la Guinea).

I quarti di finale

Ecco il tabellone completo dei quarti di finale (diretta Dazn):

10 luglio, Il Cairo, ore 18: Senegal Benin (quarto 1)

10 luglio, Il Cairo, ore 21: Nigeria Sudafrica (quarto 2)

11 luglio, Suez, ore 18: Costa d’Avorio Algeria (quarto 3)

11 luglio, Il Cairo, ore 21: Madagascar Tunisia (quarto 4)

 

Semifinali: vincente 1 vs vincente 4; vincente 2 vs vincente 3

Finale: 19 luglio, Il Cairo, ore 21.

 

Il quadro è completo, finalmente. La prossima Coppa d’Africa, giunta alla trentaduesima edizione, sarà unica e per certi aspetti, innovativa. Dopo tante tribolazioni, infatti, ci sono le 24 squadre qualificate alla fase finale, ed è già questa una notizia: come da decisione del 20 luglio 2017, otto squadre in più, mentre inizialmente dovevano essere 16, come nelle ultime 12 edizioni, dal 1996 in poi. Ci sarà il debutto del Var a partire dagli ottavi e un po’ complice il ramadan, un po’ (tanto) la richiesta dei club europei, il torneo africano non si gioca più in inverno, ma dal 21 giugno al 19 luglio.

Ecco, ma dove? In Egitto, dopo che inizialmente, nel settembre 2014, il torneo era stato assegnato al Camerun, campione uscente che non organizza il torneo dal 1972 e che se non ci saranno altri terremoti ospiterà l’edizione del 2021. E proprio i Leoni Indomabili di Seedorf e Kluivert hanno faticato e parecchio per strappare il pass: una qualificazione tribolato perché inizialmente hanno iniziato le qualificazioni solo per far numero, già certi – essendo Nazione ospitante – di aver il diritto di partecipare. Poi la revoca dell’organizzazione ha spinto la squadra a giocare per davvero a calcio, conquistando la qualificazione solo all’ultima giornata, battendo 3-0 le Comore.

 

Il Camerun non sarà l’unica superpotenza africana perché di fatto le grandi ci sono tutte: dall’Egitto che è alla 24a partecipazione alla Costa d’Avorio con 23 gettoni, il Ghana  con 22 presenze, la Tunisia, la Repubblica Democratica del Congo e il Camerun alla diciannovesima apparizione, la Nigeria e l’Algeria alla diciottesima. E’ molto probabile che una di queste lotterà per il titolo tra il Cairo, Alessandria, Port Said, Ismailia e Suez.

Fuori il Gabon di Pierre Aubameyang  e anche lo Zambia, campione nel 2012 e addirittura quarto nel girone vinto dalla Guinea Bissau, alla seconda apparizione consecutiva, davanti alla Namibia che ha sofferto in maniera clamorosa: sconfitta 4-1 dallo Zambia, giocatori in lacrime perché sicuri dell’eliminazione e passati alla gioia sfrenata quando è arrivata la notizia del pareggio della Guinea Bissau (già qualificata) col Mozambico al 94’ che mandava in Egitto la Namibia, col Mozambico beffato.

L’allargamento del torneo con l’aggiunta di 8 squadre ha portato a diverse sorprese. Debuttano il Madagascar (tra i primi a qualificarsi), la Mauritania e il Burundi. Tornano la Tanzania, allenata dal nigeriano Emmanuel Amunike e alla seconda partecipazione a 39 anni di distanza dal debutto, nel 1980; il Kenya, assente dal 2004, la Namibia, che non si qualificava dal 2008, e il Benin, fuori dal 2010 e qualificato grazie al 2-1 sul Togo dove tornava per cercare di salvare la propria nazionale il patriota Emmanuel Adebayor.

Queste le 24 qualificate: Senegal e Madagascar; Marocco e Camerun; Mali e Burundi; Algeria e Benin; Nigeria e Sudafrica; Ghana e Kenya; Zimbabwe e Repubblica Democratica del Congo; Guinea e Costa d’Avorio; Angola e Mauritania; Tunisia ed Egitto; Guinea Bissau e Namibia; Uganda e Tanzania.

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Che Salah fosse venerato in patria non lo si scopre di certo oggi: nelle scorse elezioni in Egitto, nel marzo 2018, l’attaccante del Liverpool ha preso un milione di voti…pur non essendo, ovviamente, candidato. L’exploit dell’egiziano dalla chioma folta, passato da Firenze e dalla Roma, è supportata anche dal suo modo di fare simpatico, sorridente e disponibile, anche e soprattutto sui social.

Sabato 17 novembre si è giocata la partita Egitto – Tunisia, quinta giornata del Gruppo J che assegna due posti per l’accesso alla prossima Coppa d’Africa. Una partita sentita, contro la squadra imbattuta del girone e sugli spalti, a fare il tifo per Momo e compagni, c’era anche una giovanissima tifosa che ha esibito uno striscione davvero divertente:  “Salah, segna per favore! Devo andare a casa per finire i compiti”.

Salah effettivamente ha segnato, anzi ha deciso la partita con una rete al 90’ che ha permesso all’Egitto di vincere in rimonta per 3-2, portarsi a 12 punti e a qualificarsi per la Coppa d’Africa. Ecco sì, promessa mantenuta, ma forse la rete è arrivata un tantino tardi rispetto alle pretese della bambina. Così la stella reds che ha segnato 36 gol in Premier League l’anno passato ed è a quota 12 quest’anno, si è “scusato” su Twitter. Ecco la sua risposta: «Sono veramente dispiaciuto per averti mandato a casa troppo tardi, e anche per averti tenuto fino all’ultimo minuto. Spero che il tuo insegnante capisca la situazione!»

Momo davvero geniale…non solo in sul rettangolo di gioco.

Essam El-Hadary, portiere egiziano, ha sperato fino alla fine di siglare il suo record personale ai Mondiali di Russia 2018.

Dopo due partite trascorse in panchina ecco finalmente arrivare la chiamata da parte di Hector Cuper, ct della nazionale egiziana, che lo mette in porta a difendere la squadra contro l’Arabia Saudita.

Ed è in quel preciso momento che ufficialmente il portiere diventa il giocatore più anziano che abbia mai giocato in un mondiale. Il record è suo: all’età di 45 anni e 161 giorni chiude la sua avventura ai Mondiali conquistando un posto nella storia di Russia 2018.

E non basta dire che ha registrato il record di giocatore più anziano. Essam El-Hadary è riuscito a portare a termine per bene il suo compito, riuscendo anche a parare un rigore alla squadra avversaria.

Con la sua performance nella partita contro l’Arabia Saudita ha superato quel record finora detenuto dal portiere colombiano Faryd Mondragon, che nel 2014 ha giocato all’età di 43 anni.

La sua lunga carriera, cominciata nel 1993, è giunta al culmine in questa esperienza ai Mondiali di calcio 2018, che si chiudono definitivamente per la sua nazionale, ma che lasciano un’impronta importante nel suo palmares, regalandogli almeno la soddisfazione di aver lasciato un segno.

Poco importa se l’Egitto è fuori: l’ultima partita non sarà servita a conquistare il passaggio turno e nemmeno a sfuggire dall’ultimo posto nel proprio girone, ma ha dato la possibilità al portiere egiziano di realizzare un sogno che poteva rimanere tale se il suo allenatore lo avesse lasciato in panchina anche stavolta.

Ma Cuper lo sapeva e ha scelto di regalare al capitano e portiere della sua squadra questa grande possibilità per dare un senso più profondo ad una partita che non lasciava più alcuno sbocco alla sua nazionale.

E così è stato: Essam El-Hadary, che agli albori della sua carriera amava giocare a mani nude, è da record e avrà per sempre un suo posto all’interno degli annali della storia dei Mondiali.

Come dice il croupier nel gioco della roulette: «Rien ne va plus, les jeux sont faits».  Che sia in un casinò davanti a un tavolo verde o davanti ai tabelloni delle 32 nazionali qualificate ai Mondiali in Russia, oramai i giochi sono fatti. Lunedì 4 giugno è stato il termine massimo messo a disposizione dei commissari tecnici per diramare la lista ufficiale dei 23 convocati. Sono 376 i calciatori convocati, più due in stand-by per valutare il possibile recupero in extremis.
Si entra nel vivo! Ecco la lista completa di tutte le squadre: avete segnato i nomi che prenderanno parte alla spedizione iridata?

? Arabia Saudita

  • Portieri: Al Owais, Al Mosailem, Al Mayouf
  • Difensori: Al Harbi, Al Shahrani, AL Breik, M. Hawasawi, O. Hawsawi, Om. Hawsawi, Al Bulaihi
  • Centrocampisti: Al Khaibari, Al Khaibri, Otayf, Al Jassim, AL Mogahwi, Al Faraj, Kanno, Bahebri, Al Dawsari, Al Shehri, Al Muwallad
  • Attaccanti: Al Sahlawi, Assiri
    CT: Pizzi

 

? Argentina

  • Portieri: Caballero, Armani, Guzmán
  • Difensori: Mercado, Ansaldi, Otamendi, Fazio, Rojo, Tagliafico, Acuña
  • Centrocampisti: Mascherano, Salvio, Biglia, Lo Celso, Banega, Lanzini, Meza, Di María, Pavón
  • Attaccanti: Messi, Dybala, Agüero, Higuaín
    CT: Sampaoli

 

? Australia

  • Portieri: Ryan, Jones, Vukovic
  • Difensori: Behich, Degenek, Jurman, Meredith, Risdon, Sainsbury
  • Centrocampisti: Jedinak, Milligan, Troisi, Rogic, Luongo, Mooy, Irvine, Brillante, Petratos
  • Attaccanti: Arzani, Juric, Leckie, Nabbout, Petratos, Maclaren.
    CT: van Marwijk

? Belgio

  • Portieri: Courtois, Mignolet, Casteels
  • Difensori: Alderweireld, Vertonghen, Vermaelen, Boyata, Meunier, Kompany
  • Centrocampisti: Carrasco, Chadli, Dendoncker, De Bruyne, Dembele, Fellaini, Hazard, Januzaj, Witsel, Tielemans
  • Attaccanti: Batshuayi, Hazard, Mertens, Lukaku
  • Stand-By: Ciman
    CT: Martinez

?Brasile

  • Portieri: Alisson, Ederson, Cássio
  • Difensori: Danilo, Fagner, Marcelo, Filipe Luís, Thiago Silva, Marquinhos, João Miranda, Pedro Geromel
  • Centrocampisti: Casemiro, Fernandinho, Paulinho, Fred, Renato Augusto, Coutinho, Willian
  • Attaccanti: Douglas Costa, Neymar, Taison, Gabriel Jesus, Firmino
    CT: Tite

? Colombia

  • Portieri: Ospina, C.Vargas, JF.Cuadrado
  • Difensori: C.Zapata, D.Sánchez, Arias, Murillo, Fabra, Mojica, Mina
  • Centrocampisti: W.Barrios, C.Sánchez, Lerma, Izquierdo, James Rodríguez, Aguilar, Uribe, J.Quintero, J.Cuadrado
  • Attaccanti: Falcao, Miguel Borja, Bacca, Muriel.
    CT: Pekerman

? Corea del Sud

  • Portieri: Seung-gyu, Jin-hyeon, Hyun-woo
  • Difensori: Young-gwon, Hyun-soo, Joo-ho, Lee Yong, Yo-han, Min-woo, Chul, Young-sun, Seung-hyun, Ban-suk
  • Centrocampisti: Ki Sung-yueng, Ja-cheol, Jae-sung, Woo-young, Se-jong, Lee Seung-woo, Seon-Min
  • Attaccanti: Son Heung-Min, Kim Shin-Wook, Hwang Hee-Chan.
    CT: Tae-Yong

? Costa Rica

  • Portieri: Navas, Pemberton, Moreira
  • Difensori: González, Acosta, Gamboa, Oviedo, Duarte, Calvo, Waston , Matarrita, I.Smith
  • Centrocampisti: Celso Borges, Bolaños, Azofeifa, Tejeda, D.Guzmán, Wallace, Colindres
  • Attaccanti: Bryan Ruiz, Campbell, Ureña, Venegas
    CT: Ramírez

? Croazia

  • Portieri: Kalinic, Subasic, Livakovic
  • Difensori: Vrsaljko, Corluka, Vida, Strinic, Jedvaj, Lovren, Caleta-Car, Pivaric
  • Centrocampisti: Brozovic, Rakitic, Modric, Badelj, Kovacic, Bradaric
  • Attaccanti: Rebic, Pjaca, Kramaric, Mandzukic, Kalinic, Perisic
    CT: Dalic

? Danimarca

  • Portieri: Schmeichel, Lossl, Ronow
  • Difensori: Christensen, Kjaer, Jorgensen, Vestergaard, Dalsgaard, Stryger-Larsen, Knudsen
  • Centrocampisti: Eriksen, Schone, Lerager, Krohn-Dehli, Kvist, Delaney
  • Attaccanti: Cornelius, Dolberg, Braithwaite, Jorgensen, Sisto, Fischer, Poulsen.
    CT: Hareide

? Egitto

  • Portieri: El-Hadary, Ekramy, El-Shenawy
  • Difensori: Fathi, Samir, Ashraf, Abdel Shafy, Hegazi, Gabr, Elmohamady, Gaber, El-Wensh
  • Centrocampisti: Hamed, Shikabala, El-Said, Morsy, Elneny, Kahraba, Sobhi, Treziguet, Warda
  • Attaccanti: Mohsen, Salah.
    CT: Cúper

? Francia

  • Portieri: Lloris, Mandanda, Areola
  • Difensori: D.Sidibé, Pavard, Umtiti, Varane, Kimpembe, Rami, Mendy, Lucas Hernández
  • Centrocampisti: Pogba, Tolisso, Matuidi, Kanté, N’Zonzi
  • Attaccanti: Griezmann, Giroud, Mbappé, Dembélé, Thauvin, Fekir, Lemar
    CT: Deschamps

? Germania

  • Portieri: Neuer, Trapp, ter Stegen
  • Difensori: Plattenhardt, Hector, Ginter, Hummels, Süle, Rüdiger, Boateng, Kimmich
  • Centrocampisti: Khedira, Draxler, Reus, Rudy, Kroos, Brandt, Özil, Gündogan
  • Attaccanti: Werner, Goretzka, Gomez, Müller
    CT: Loew

? Giappone

  • Portieri: Kawashima, Higashiguchi, K.Nakamura
  • Difensori: Nagatomo, Makino, Yoshida, H.Sakai, G.Sakai, Shoji, Endo , Ueda.
  • Centrocampisti: Hasebe, Honda, Inui, Kagawa, Yamaguchi, Haraguchi, Usami, Shibasaki, Oshima.
  • Attaccanti: Okazaki, Osako, Muto.
    CT: Nishino

? Inghilterra

  • Portieri: Butland, Pickford, Pope
  • Difensori: G.Cahill, Walker, Trippier, Stones, Maguire, P.Jones , D.Rose, A.Young, Alexander-Arnold
  • Centrocampisti: Henderson, Dier, Delph, Loftus-Cheek, Alli, Lingard , Sterling
  • Attaccanti: Kane, Vardy, Welbeck, Rashford
    CT: Southgate

? Iran

  • Portieri: Beiranvand, Mazaheri, Abedzadeh
  • Difensori: Rezaeian, Khanzadeh, Mohammadi, Montazeri, Pouraliganji, M.Hosseini, Cheshmi
  • Centrocampisti: Shojaei, Ezatolahi, Ghoddos, Dejagah, Ebrahimi, Torabi, Hajsafi, Gholizadeh, Amiri
  • Attaccanti: Ansarifard, Azmoun, Ghoochannejhad, Jahanbakhsh, Taremi
    CT: Queiroz

? Islanda

  • Portieri: Halldorsson, Runarsson, Schram
  • Difensori: Saevarsson, R.Sigurdsson, Árnason, Skulason, Ingason, Magnusson, Eyjolfsson, Fridjonsson
  • Centrocampisti: Gunnarsson, Bjarnason, J.Gudmundsson, Hallfredsson, G.Sigurdsson, Gislason, Skúlason, Traustason
  • Attaccanti: Finnbogason, Bödvarsson, Sigurdarson, Gudmundsson
    CT: Hallgrímsson

? Marocco

  • Portieri: El Kajoui, Bounou, Reda Tagnaouti
  • Difensori: Benatia, Saiss, Da Costa, Benoun, Dirar, Hakimi, Mendyl
  • Centrocampisti: Boussoufa, El Ahmadi, Ait Bennasser, Amrabat, Belhanda, Fajr, Harit
  • Attaccanti: Boutaib, Bouhaddouz, El Kaabi, Amrabat, Carcela, Ziyech
    CT: Renard

? Messico

  • Portieri: Ochoa, Talavera, Corona
  • Difensori: Salcedo, Reyes, Moreno, Ayala, Alvarez, Gallardo, Layun
  • Centrocampisti: Marquez, Herrera, Giovani Dos Santos, Jonathan Dos Santos, Guardado, Fabian
  • Attaccanti: Hernandez, Jimenez, Peralta, Corona, Vela, Aquino, Lozano
  • Stand-By: Gutierrez.
    CT: Osorio

? Nigeria

  • Portieri: Uzoho, Ezenwa, Akpeyi
  • Difensori: Troost-Ekong, Shehu, Ebuehi, Echiejile, Idowu, Awaziem , Balogun, Omeruo
  • Centrocampisti: Obi Mikel, Onazi, Ndidi, Etebo, Ogu, Obi
  • Attaccanti: Musa, Iheanacho, Moses, Ighalo, Iwobi, Simy.
    CT: Rohr

? Panama

? Perù

  • Portieri: Gallese, Caceda, Carvallo
  • Difensori: Corzo, Advincula, Ramos, Araujo, Rodriguez, Santamaria, Trauco, Loyola
  • Centrocampisti: Tapia, Aquino, Yotun, Hurtado, Cueva, Flores, Polo, Cartagena
  • Attaccanti: Carrillo, Ruidiaz, Farfan, Guerrero
    CT: Gareca

? Polonia

  • Portieri: Bialkowski, Fabianski, Szczesny
  • Difensori: Bednarek, Bereszynski, Cionek, Glik, Jedrzejczyk, Pazdan, Piszczek
  • Centrocampisti: Blaszczykowski, Goralski, Grosicki, Krychowiak, Kurzawa, Linetty, Peszko, Rybus, Zielinski
  • Attaccanti: Kownacki, Lewandowski, Milik, Teodorczyk
    CT: Nawalka

? Portogallo

  • Portieri: Rui Patricio, Beto, A.Lopes
  • Difensori: Bruno Alves, Pepe, Fonte, Soares, Guerreiro, Pereira, Mário Rui, Dias
  • Centrocampisti: João Moutinho, William Carvalho, João Mário, Bernardo, Silva, Fernandes, Bruno Fernandes
  • Attaccanti: Cristiano Ronaldo, Quaresma, André Silva, Martins, Guedes
  • CT: Santos

? Russia

  • Portieri: Akinfeev, Gabulov, Lunyov
  • Difensori: Ignashevich, Smolnikov, Kudryashov, Granat, Semyonov, Kutepov, Mário Fernandes
  • Centrocampisti: Zhirkov, Dzagoev, Samedov, Golovin, Yerokhin, Cheryshev, Zobnin, Kuzyayev, An.Miranchuk, Tashayev
  • Attaccanti: Smolov, Dzyuba, Al.Miranchuk
    CT: Cherchesov

? Senegal

  • Portieri: A.Diallo, A.Gomis, Ndiaye
  • Difensori: Gassama, Ciss, Koulibaly, Mbodii, Sabaly, Sane, Wague
  • Centrocampisti: Gueye, Kouyate, A.Ndiaye, B.Ndiaye, Ndoye, I.Sarr
  • Attaccanti: Keita Balde, Biram Diouf, M.Konate, S.Mané, M.Niang, D.Sakho, Moussa Sow
    CT: Cisse

? Serbia

  • Portieri: V.Stojkovic, P.Rajkovic, M.Dmitrovic
  • Difensori: Ivanovic, Kolarov, Rukavina, Tosic, Spajic, Veljkovic, Milenkovic, Rodic
  • Centrocampisti: Tadic, Matic, Ljajic, Milivojevic, Kostic, Zivkovic, Grujic, Milinkovic Savic, Radonjic
  • Attaccanti: A.Mitrovic, Prijovic, L.Jovic
    CT: Krstajic

? Spagna

  • Portieri: de Gea, Reina, Kepa
  • Difensori: Sergio Ramos, Piqué, Alba, Azpilicueta, Carvajal, Nacho, Odriozola, Nacho Monreal
  • Centrocampisti: Iniesta, Koke, Isco, Thiago Alcántara, Asensio, Saúl, David Silva, Busquets
  • Attaccanti: Diego Costa, Iago Aspas, Vázquez, Moreno
    CT: Lopetegui

? Svezia

  • Portieri: Olsen, K.Johnsson, Nordfeldt
  • Difensori: Lustig, Nilsson-Lindelöf, Granqvist, Augustinsson, Krafth , Helander, Jansson, Martin Olsson
  • Centrocampisti: Forsberg, Claesson, Ekdal, Larsson, Durmaz, Rohdén , Hiljemark, G.Svensson
  • Attaccanti: Toivonen, Berg, Guidetti, Kiese Thelin
    CT: Andersson

? Svizzera

  • Portieri: Sommer, Bürki, Mvogo
  • Difensori: Lichtsteiner, Djourou, R.Rodríguez, Schär, Lang, Moubandje, Akanji, Elvedi
  • Centrocampisti: Behrami, Shaqiri, Gelson Fernandes, Dzemaili, Xhaka, Zuber, Freuler, Zakaria
  • Attaccanti: Seferovic, Drmic, Embolo, Gavranovic
    CT: Petkovic

? Tunisia

  • Portieri: Mathlouthi, Ben Mustapha, Hassen
  • Difensori: Nagguez, Bronn, Bedoui, Benalouane, S.Ben Youssef, Meriah, O.Haddadi, Maaloul
  • Centrocampisti: Skhiri, Ben Amor, Chaalali, Sassi, Khalil, Khaoui, Sliti, Srarfi
  • Attaccanti: F.Ben Youssef, Badri, Khazri, Khalifa
    CT: Maâloul

? Uruguay

  • Portieri: Muslera, Silva, Campana
  • Difensori: Godin, Coates, Gimenez, Pereira, Gaston Silva, Caceres, Varela
  • Centrocampisti: Nandez, Torreira, Vecino, Bentancur, Sanchez, De Arrascaeta, Laxalt, Rodriguez, Urretaviscaya
  • Attaccanti: Stuani, M.Gómez, Cavani, Suarez
    CT: Tabarez

Dopo ben 28 anni di assenza l’Egitto si è qualificata per i Mondiali di calcio che cominceranno a giugno in Russia. La sua ultima partecipazione risale, infatti, al 1990.

Ma oltre alla gioia di poter competere per il titolo mondiale, per la squadra egiziana e soprattutto per il suo allenatore, ci sono alcuni problemi di natura religiosa da affrontare in vista dell’inizio della competizione iridata.

Il problema è stato posto da Hector Cuper, ct dell’Egitto, che mette in luce le evidenti difficoltà per i suoi giocatori di affrontare il Mondiale preparati e in forma, pur rispettando i precetti del Ramadan, che impone il digiuno completo, anche di acqua, per un mese intero.

Ecco come ha espresso le sue titubanze il commissario tecnico della squadra egiziana:

Come posso allenarli a mezzanotte dopo l’Iftar? E come posso allenarli di giorno senz’acqua e quando non hanno avuto nulla da mangiare?

Per quanti non conoscono i termini legati alla religione egiziana, l’iftar rappresenta il momento in cui al calar del sole il digiuno può essere interrotto. Si tratta però di tempi tecnici restrittivi per una squadra di calcio che deve competere in un mondiale.

Inoltre, il Ramadan termina proprio il 15 giugno, vale a dire un giorno dopo l’inizio della competizione che è prevista per il 14 giugno.

La questione è piuttosto delicata e probabilmente per essere risolta bisognerà affidarsi alla decisione del Supremo Consiglio Islamico che può decidere di concedere un editto religioso, chiamato fatwa, che dispensa i giocatori dal seguire il digiuno del Ramadan.

Questa soluzione è già stata adottata altre volte in casi simili e sembra la più plausibile per permettere alla nazionale egiziana, e alle altre che seguono la religione islamica, di competere al massimo livello al pari degli altri. 

In effetti non è solo l’Egitto che deve preoccuparsi di questo problema: squadre come quelle di Arabia Saudita, Iran, Marocco, Tunisia, Nigeria e Senegal presentano le stesse difficoltà.

Cuper ha sollevato la questione, ora dipende dalle autorità del governo accontentare le sue richieste o meno.

Continuano le qualificazioni maschili per il Mondiale di Volley che avrà inizio nel settembre 2018. Ancora qualche sfida da disputare, ma è già quasi al completo l’elenco delle squadre che si disputeranno il titolo di campioni del mondo.

Da poco è toccato all’Egitto e al Camerun, che superano le qualificazioni e possono accedere al mondiale. Ma nella formazione delle squadre africane la vera sorpresa è rappresentata dalla Tunisia, che proprio ieri ha battuto l’Egitto per 3-0 conquistandosi il diritto di partecipare alla prossima rassegna iridata.

Un trionfo assoluto per i giocatori tunisini capitanati dall’italiano Giacobbe Antonio, che è riuscito a condurre la sua squadra ad un alto livello in grado di superare con maestria l’ottima tattica di gioco dei giocatori egiziani, che da sei edizioni erano imbattuti.

Vediamo dunque quali sono i paesi che vedremo contendersi il titolo nel 2018:

Italia, Bulgaria, Polonia, Francia, Paesi bassi, Slovenia, Russia, Serbia, Finlandia, Belgio, USA, Repubblica Dominicana, Canada, Giappone, Australia, Iran, Cina, Egitto, Tunisia, Camerun, Brasile, Argentina.

Restano ancora due posti da decidere per le ultimissime qualificazioni che saranno disputate tra Cuba, Porto Rico, Messico, Guatemala.

Volley 2018 tra Italia e Bulgaria

Con grande soddisfazione, i prossimi Mondiali di Volley saranno disputati anche nel nostro paese. Le partite si giocheranno tra Italia e Bulgaria dal 9 al 30 settembre 2018.

Le città italiane interessate sono Roma, Bari, Firenze, Bologna e Milano mentre quelle bulgare sono Sòfia, Varna e Ruse. La finalissima avrà luogo direttamente in Italia nella città di Torino.

È la terza volta che il nostro paese ha l’onore di ospitare questa rassegna mondiale di tale entità: in passato ha accolto i mondiali maschili del 2010 e i mondiali femminili del 2014.

Il Campionato del mondo maschile di pallavolo per la prima volta viene diviso tra due paesi differenti, in un accordo che nasce dalla collaborazione tra la Federazione Italiana con quella bulgara.

Il Presidente Magri, con orgoglio manifesta così la sua soddisfazione:

Voglio ringraziare tutte le persone che in questi mesi mi hanno sostenuto, il Consiglio Federale, il Comitato Olimpico e le istituzioni politiche, perché senza il loro appoggio non avrei potuto presentare una candidatura così importante. Penso che l’organizzazione di un Mondiale in Italia sia qualcosa di cui debba andare orgoglioso non solo l’intero mondo pallavolistico, ma tutto il nostro paese. Spero che questo attestato di fiducia verso la nostra federazione possa essere di buon auspicio per la Candidatura Olimpica di Roma 2024.

L’Italia gioca in casa, dunque, e non esiste occasione migliore per dimostrare il suo talento e prendersi la sua rivincita dopo la bruciante delusione degli Europei 2017 che hanno visto la nazionale azzurra maschile essere schiacciata per 3-0 sia dall’Olanda che dal Belgio.

Si tende ad una svolta che i giocatori di volley vogliono dare al loro percorso proprio nella prossima competizione mondiale, con il tifo e il sostegno di tutto il paese.

A margine della Coppa d’Africa appena conclusa con la sorprendente vittoria dei Leoni Indomabili del Camerun al cospetto dei ben più quotati Faraoni capeggiati dal romanista Salah, si può certamente affermare che uno dei protagonisti della nazionale egiziana, pur sconfitta, sia stato il portiere Essam El-Hadary.

Il portiere, classe 73, alla veneranda età di 44 anni, proiettato alla titolarità “grazie” all’infortunio del collega El Shenawy, ha blindato la porta dei Faraoni per l’intero torneo – con tanto di doppio rigore parato nella lotteria decisiva in semifinale con il Burkina Faso – capitolando solo nella finale di Libreville al cospetto del miracoloso Camerun di Hugo Broos.
Ovviamente diventando il giocatore più anziano, con i suoi 44 anni e 21 giorni, a calcare il campo della massima manifestazione calcistica africana.

Ma quella di El-Hadary è solo l’ultima di una serie di storie sorprendenti, quasi magiche, tutte legate da una matrice comune, un filo sottile che le rende uniche ma inscindibilmente collegate: sono storie di eroi nascosti, giocatori che non rubano l’occhio allo spettatore, che non bucano lo schermo ma che, grazie ad una scintilla che viene da dentro, all’innata professionalità e voglia di arrivare, riescono a raggiungere con i loro guantoni risultati impensabili.

 

GABOR KIRALY

Senza andare troppo lontano nel tempo, merita una citazione Gabor Kiraly. Il portierone, classe ’76, vanta un’onesta carriera in squadre di seconda fascia in Germania, tra Bundesliga (7 anni nell’Hertha Berlino) e Zweite Liga (5 anni nel Monaco 1860) e nelle serie minori inglesi (in Championship tra Crystal Palace e Burnley) senza mai riuscire a fare il definitivo salto nei top teams fino a tornare in patria per chiudere la carriera nella squadra – l’Haladas – che lo lanciò nel lontano 1993.

Tipo stravagante, il magiaro si è guadagnato qualche copertina nel corso degli anni più per il suo particolare look in campo, dove da sempre si presenta con dei discutibili pantaloni della tuta grigi, al posto dei consueti pantaloncini d’ordinanza. La storia narra che Király fosse solito indossare, ai tempi dei suoi esordi in prima squadra nell’Haladas, un pantalone nero imbottito, per attutire i colpi sui campi in fango, pietre e terra che popolavano l’Ungheria di fine anni ’80 e inizio anni ’90.
Un giorno, però, sua madre lava la divisa, ma non fa a tempo ad asciugarla, e quindi Gábor deve scendere in campo con una tuta grigia, diversa dal solito. Ecco come nascono le leggende: con quella tuta grigia fa un’ottima partita, poi un’altra e un’altra ancora. Da quel momento il pantalone grigio diventa il suo portafortuna.

Ma la storia di questo onesto mestierante del pallone ha qualcos’altro di speciale: grazie alla sua affidabilità e alla voglia di continuare a mettersi in gioco, Kiraly viene convocato per gli Europei 2016 in Francia, dove gioca titolare a 40 anni compiuti, diventando il giocatore più vecchio ad aver mai disputato una gara nella fase finale di un campionato Europeo di calcio, prima di dire addio alla Nazionale dopo ben 107 gettoni di presenza.

 

 

FARYD MONDRAGON

E chi si ricorda di Faryd Mondragòn? Il portiere di Cali, classe ’71, sguardo fiero e fisico statuario, sin da giovane si presentava come prospetto di sicuro avvenire, seguendo le orme di Renè Higuita, ed entrando a far parte, a 23 anni, della fortissima (ma sciagurata) selezione colombiana di Maturana ad USA ’94.

Tuttavia, la carriera di Faryd non esplode come da premesse e, dopo le prime non indimenticabili esperienze europee al Saragozza e al Metz, ha un sussulto solo a 30 anni suonati, quando, nel 2001, viene ingaggiato dal Galatasaray.
Nella squadra di Istanbul è titolare inamovibile e diventa una bandiera del club fino al 2007, calcando il palcoscenico della Champions League e vincendo 2 campionati e una coppa nazionale e sfiora anche l’approdo in Italia, quando nell’estate del 2005, il Palermo tenta l’assalto al colombiano, ma i tentennamenti del Galatasaray e l’età considerata “avanzata” (ha già 34 anni) da qualche dirigente rosanero alla fine fanno saltare l’operazione.

Fin qui nulla di trascendentale. E allora perché parlarne? Semplice, perché, anche dopo l’uscita dal calcio di prima fascia, la scintilla non si spegne, “El Turco” non molla, continua ad allenarsi duro e a dare le garanzie necessarie per mantenersi nel giro della Nazionale.
E la sua costanza viene premiata. Convocato per i Mondiali del 2014, Mondragòn, subentrando ad Ospina all’85’ nella partita Giappone-Colombia, diventa, all’età di 43 anni e 3 giorni, il giocatore più anziano ad aver giocato una fase finale di un Mondiale, sverniciando il precedente record che apparteneva non ad un carneade, ma al simbolo del calcio africano Roger Milla, che ad USA ’94 (sì, proprio il Mondiale d’esordio di Faryd) scese in campo a 42 anni e 39 giorni.

Michele De Martin

Domenica 5 febbraio cala il sipario sull’edizione 2017 della Coppa d’Africa. Entusiasmante come sempre ha regalato tante sorprese e qualche curiosità che solo la magia della terra africana sa regalarci. In finale ci arrivano l’Egitto e il Camerun, una rematch della sfida del 2008 dove, a trionfare, furono i Faraoni per 1-0. Miglior portiere di quella edizione fu Essam El-Hadary, ancora in campo oggi, a 44 anni.
Le sensazioni, le sorprese, le grandi cadute e uno sguardo al Mondiale in Russia: una chiacchierata con il giornalista Karim Barnabei, inviato di Fox Sports in Gabon.

La Coppa d’Africa 2017 che è edizione è stata? Era lecito aspettarsi qualcosa di più dai padroni di casa del Gabon trascinati dal giocatore del Borussia Dortmund, Aubameyang, o magari dall’Algeria con i vari Ghoulam, Mahrez, Slimani e Brahimi?

«E’ stata un’edizione sorprendente con le favorite che hanno mollato sin da subito all’inizio, proprio come Gabon e Algeria. Ma finalmente si è iniziato a capire che è necessario progettualità nel calcio, anche in Africa, anche con le Nazionali. Perché l’Algeria ha ripreso l’allenatore Georges Leekens, dopo 13 anni, solo il 28 ottobre, mentre il Gabon ha preso José Camacho a tre settimane prima dell’inizio del torneo.
Si sta capendo che l’allenatore, da solo, non può cambiare tutto: serve che ci sia sinergia con la federazione e con i giocatori. Infatti, sono andati avanti Nazionali che hanno avuto sostegno completo da parte della federazione, come Hugo Broos, ct del Camerun, nonostante le critiche iniziali dei giornalisti o come Paulo Duarte per il Burkina Faso che ha saputo costruire un rapporto a lungo termine».

Uno sguardo alla finale: l’Egitto si conferma ancora una volta dominante nel torneo, mentre il Camerun arriva quasi a sorpresa considerando il rifiuto di “leader europei”. Quali sono state le forze vincenti per le due squadre? 

«Sono squadre che hanno allenatori con una precisa organizzazione di gioco. Un’organizzazione certosina, direi. Prendiamo Héctor Cuper, per quanto usi il “catenaccio”, rimane un gioco costruito: ha quattro giocatori bloccati dietro fissi e l’Egitto ha subito solo un gol. Poi avanti è spinto dalla rapidità di Trezeguet e Salah che, pur non avendo avuto un andamento costante, quando gli è stato consentito di accendersi, ha sempre risolto la partita.
Il Camerun è lo stesso: pressing, incursioni, con Bassogog arma in più dulla destra. Hugo Bross ha messo su una squadra solida, nonostante abbia perso otto giocatori prima dell’inizio della Coppa d’Africa o per rinuncia o per infortunio, ma alla fine il Camerun è arrivato fino in fondo perché il calcio è uno sport di squadra.
L’Egitto non era tra le favorite: è una squadra da temere e rispettare per la storia che scritto in questa manifestazione. E’ un rullo compressore con nove partecipazioni e sette vittorie. Intimoriscono a differenza, però, delle qualificazioni mondiali dove non riescono ad fare il salto di qualità e dove la partecipazione a un Mondiale, manca da Italia ’90».

Parliamo delle curiosità: una è, senza dubbio, il portiere dell’Egitto, Essam El-Hadary, coi sui 44 anni. Ce ne puoi parlare? Quanto è stato decisivo?

«La storia di El-Hadary è frutto di un piano contorto della storia. C’era attesa per il calciatore più anziano a scendere in campo, ma inizialmente Cuper aveva scelto El Shenawy per la partita d’esordio contro il Mali. Ma, dopo nemmeno mezz’ora, è uscito per infortunio ed è iniziato il torneo di El-Hadary che ha chiuso la porta a chiave. Decisiva la parata su Bouhaddouz contro il Marocco nei quarti di finale, strepitoso in semifinale dove ha parato due rigori decisivi nella lotteria degli 11 metri, contro il Burkina Faso.
E’ una storia bellissima, una professionalità rara: El-Hadary, ha carisma, portamento fiero. Un ex allenatore egiziano ha detto che lui è l’unico calciatore che conosce ad aver comprato casa sopra al campo di allenamento. Il Cairo ha 15-20 milioni di abitanti se consideriamo l’hinterland e se rimani bloccato nel traffico è finita. Lui, invece, ha preso casa proprio lì in modo tale da poter arrivare anche in anticipo! Non è casualità, lui ha testa: parla sempre di amore per la maglia, dimostra fierezza.
E’ un leader morale: in squadra c’è gente che ha l’età di sua figlia, ma dice di essere un fratello maggiore più che un padre».

Proviamo a guardare oltre, andando verso il Mondiale del 2018. Con i gironi ancora aperti, cosa lascia questa Coppa d’Africa? Quali squadre potremmo vedere in Russia?

«Le qualificazioni, essendo con una diversa densità e spalmate su due anni, sono in pratica uno sport differente in Africa rispetto alla stessa Coppa. L’esempio dell’Egitto è il più eclatante perché manca ai Mondiali da ben 28 anni. Ne passano solo cinque, quindi sicuramente una tra Nigeria e Camerun starà fuori, così come una tra Marocco e Costa d’Avorio.
Non è lo scontro diretto a far la differenza, quindi aspettiamoci delle sorprese sicuramente perché vedremo delle big cadere. Mi incuriosisce il Burkina Faso, inserito nello stesso girone del Senegal perché ha fame, ha voglia di lottare ed è stata una sorpresa, con l’attaccante Aristide Bancé che a 32 anni riesce a fare ancora un lavoro enorme ed è stato l’unico a segnare a El-Hadary».