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La coppa del mondo di discesa libera è sua: Sofia Goggia abbraccia la sua sfera di cristallo come se qualcuno potesse ancora rubarle quel posto che nemmeno la talentuosa rivale di sempre Lindsey Vonn è riuscita a prendersi.

Ad Are, in Svezia, la sfida tra le due sciatrici si è svolta sino a fine gara, quando per pochissimo la nostra azzurra, già oro a Pyeongchang, conquista quel trofeo che desiderava da sempre.

Sei centesimi di distanza ma tre punti di vantaggio per la Goggia, che per la Vonn sono fatali e la costringono ad accontentarsi del secondo posto in classifica, sia pur a malincuore.

Per l’azzurra si tratta del 21esimo podio in carriera, con quattro vittorie, 10 secondi e 7 terzi posti da aggiungere al bronzo dei Mondiali di St. Moritz e naturalmente alla recente medaglia olimpica in Corea del Sud.

Un momento meraviglioso, un sogno che si avvera oggi. I giorni precedenti sono stati durissimi da vivere, la tensione è stata altissima. Ero distrutta, affaticatissima. Lindsey Vonn? Lei ha vinto la gara, ma io ho vinto la classifica generale: è un grandissimo onore gareggiare con lei, per me batterla alla fine di questa stagione è qualcosa di incredibile 

Queste le parole della campionessa al termine di una gara estenuante dove fino all’ultimo temeva di essere sorpassata dalla rivale:

Dopo l’oro in Corea sapevo che potevo puntare anche a questa coppa, ma non è stato facile. Alla vigilia qualche incertezza l’ho avuta dopo aver saltato una porta nella prova cronometrata. Oggi ho sciato bene e quando ho tagliato il traguardo ed ho visto la luce verde ho capito di essere al comando. Ma ancora doveva scendere Lindsey, che avrebbe avuto addosso tutta la pressione. Ma ce l’ha fatta ed è finita davanti a me per soli sei centesimi: pochi ma moltissimi in una gara così breve. È stato a questo punto che è cominciata la sofferenza più grande: bastava che qualcuna si fosse infilata tra me e Lindsey ed addio coppa visto che c’erano soli tre punti di differenza. Ho temuto la gara di altre e che magari fosse ancora una volta Ester Ledecka a ripetersi a sorpresa come aveva fatto vincendo l’oro in superG in Corea. Per fortuna è andata bene

Sofia Goggia non ha solo realizzato un grande sogno, ma è anche entrata nella storia. Solo un’altra atleta italiana prima di lei era riuscita a vincere la coppa del mondo di discesa libera, Isolde Kostner, che divenne campionessa nel 2001 e nel 2002.

Il momento d’oro della bergamasca si traduce in una doppietta inaspettata che rende orgoglioso un intero paese, fiero di essere rappresentato da una sciatrice del suo livello.

La sfera di cristallo è di Sofia Goggia per i 509 punti in classifica a dispetto dei 506 che ha totalizzato Lindsey Vonn. Per l’americana resta la soddisfazione di aver centrato la 82esima vittoria in coppa del mondo, record di una certa importanza che la avvicina a raggiungere quello di Ingemar Stenmark, con 86 vittorie complessive.

La tanto attesa medaglia rincorsa sin dalle scorse Paralimpiadi di Sochi nel 2014 finalmente è arrivata. Durante una delle prime gare della competizione sportiva cominciata proprio ieri con la Cerimonia d’apertura a Pyeongchang, è un azzurro che sale sul podio a conquistare una meritata medaglia di bronzo nelle Paralimpiadi 2018.

Si tratta di Giacomo Bertagnolli, che vince nella discesa libera categoria visually impaired, ipovedenti. Insieme alla sua guida Fabrizio Casal chiude la gara al terzo posto, preceduto dall’oro del canadese Marc Marcoux e dall’argento dello slovacco Jakub Krako.

Grande gioia e soddisfazione per tutto il team azzurro in Corea del Sud, che con questo primo traguardo non soltanto comincia il suo riscatto da Sochi ma carica ciascuno di ottimismo e adrenalina anche per le prossime competizioni.

Luca Pancalli, il presidente del Comitato paralimpico, esulta insieme ai suoi ragazzi, orgoglioso dei talenti che ha voluto con sé a Pyeongchang:

Sono emozionato. Un inizio così lo avevamo solo sognato. Giacomo e Fabrizio hanno dimostrato grande maturità nel gestire la pressione e oggi ci hanno regalato una medaglia che aspettavamo da tanto. Sono certo che il risultato di oggi rappresenti il viatico migliore per affrontare le altre gare, a cominciare dal Super G di domani. Siamo solo all’inizio di questa avventura

Anche i protagonisti di questo incredibile risultato non riescono a contenere l’emozione alla fine della gara e così Giacomo Bertagnolli commenta la medaglia:

Meglio di così non poteva andare. Sapevamo che potevamo fare bene ma non speravamo in un risultato così importante. Ora speriamo di fare ancora meglio e di migliorare questa medaglia: noi daremo il massimo 

L’ultima medaglia azzurra risale al lontano 2010, nell’edizione di Vancouver. È comprensibile dunque l’entusiasmo per questo primo riconoscimento che, date le aspettative, potrebbe non rimanere isolato in queste Paralimpiadi invernali del 2018, per tentare di bissare il successo delle Olimpiadi di Pyeongchang che si sono concluse con 10 medaglia per l’Italia e un’ottima posizione nel medagliere. 

 

Quante volta da bambini abbiamo avuto un sogno e lo abbiamo raccontato a qualcuno o scritto in un diario? Ecco quello che è successo alla neo campionessa olimpica Sofia Goggia, che già da piccola aveva le idee molto chiare sui suoi obiettivi.

Dopo la sua vittoria a Pyeongchang le è tornato in mente un vecchio test dove le si chiedeva di esprimere il suo sogno agonistico. Quel questionario è ora parte della sua storia, come prova tangibile di un percorso che nella sua mente era già cominciato all’età di 9 anni.

Indovinate un po’ come risponde Sofia Goggia alla domanda in questione?

Il sogno della mia carriera agonistica è: Vincere le olimpiadi di discesa libera

Un sogno che è diventato realtà quello della sciatrice bergamasca, che alle Olimpiadi Invernali di Pyeongchang 2018 ha conquistato l’oro proprio nella discesa libera, come ha sempre desiderato.

Oggi con orgoglio mostra quel vecchio questionario che apparentemente contiene solo i sogni di una bambina che non sa ancora nulla di quello che succederà da grande.

Era il 2 ottobre del 2002: ora, nel 2018, è pronta per affrontare nuove sfide e portare avanti quel sogno che in parte si è realizzato, ma che non significa essere arrivati. Nuove sfide la attendono, a cominciare dalla penultima tappa di Coppa del Mondo che si terrà in settimana, dove vuole dare il massimo.

Al suo ritorno a casa ha deciso di dedicarsi a se stessa in vista delle prossime prove e, mentre si dedicava al suo allenamento, si è concessa anche uno spazio per ricordare la sua infanzia, fatta di sogni e di speranze.

Sofia Goggia non solo non ha mai perso quella speranza di vincere un giorno le Olimpiadi, ma anche la sua forte personalità, che l’ha condotta fino a qua, diventando motivo di orgoglio per tutta l’Italia. Guardate un po’ cosa scrive in fondo al questionario quando le si chiede “se non raggiungo gli obiettivi che mi sono proposto, in quale grado continuo ad accettarmi come persona

completa accettazione!

E il fatto che questa risposta sia sottolineata per ben tre volte la dice lunga sul suo carattere determinato e grintoso che le ha permesso di non arrendersi mai, nonostante le difficoltà incontrate, e ottenere i risultati che ha sempre desiderato.

È arrivata anche la nona medaglia azzurra a far trionfare un’Italia già orgogliosa dei suoi atleti olimpici. E oggi si festeggia la grandezza di Sofia Goggia, arrivata prima nella discesa libera delle Olimpiadi invernali di Pyeongchang 2018.

La neo regina dello sci alpino conquista la medaglia d’oro dopo una gara perfetta frutto di concentrazione e tanta voglia di tornare in vetta. Adesso si può dire che la sua rinascita è completa e gli anni trascorsi a fare i conti con gli infortuni e i problemi sono solo un lontano ricordo.

Sofia Goggia sale sul primo gradino del podio precedendo di 9/100 la norvegese Ragnhild Mowinckel, che si aggiudica l’argento e di 47/100 l’eterna rivale Lindsey Vonn, che si deve accontentare del bronzo.

Commossa e incredula, esprime ai giornalisti tutta la sua felicità non ancora pienamente esplosa:

Non me ne sto ancora rendendo conto. Sono un vulcano pronto ad esplodere, credo che succederà presto

Un sogno tanto atteso che finalmente si realizza: ecco cosa rappresenta questa vittoria per l’azzurra bergamasca, che ha lottato tanto per arrivare a questo storico traguardo:

La vittoria la dedico a me stessa, al mio bel Paese, alle persone che vogliono bene a Sofia indipendentemente dal fatto che vinca l’Olimpiade. Grazie a chi ha creduto ad una bambina che a sei anni sognava di vincere le Olimpiadi sulla neve di Foppolo

Non ha mai perso di vista l’obiettivo e ha finalmente sciato come ha sempre desiderato:

Ero concentrata su me stessa e sulle poche, essenziali cose che avrei dovuto fare per essere al meglio. Non era questione di medaglie o di vincere, volevo fare la mia discesa con il mio modo di sciare. Ieri, quando ho tagliato il traguardo dopo la terza prova, ho capito come avrei dovuto sciare oggi. C’erano due punti su cui avrei dovuto focalizzare l’attenzione e alcuni pronti in cui sapevo che avrei potuto fare la differenza sfruttando le pendenze. Ed è ciò che ho fatto. Sono felice perché non ho fatto errori. La migliore “goggiata” di sempre è arrivata oggi. Così cambiamo accezione al termine

Le Olimpiadi in Corea del Sud sono motivo di orgoglio per il nostro paese che a pochi giorni dalla chiusura dell’evento ha già conquistato ben 9 medaglie, di cui tre di oro sotto il segno delle donne che la portano al collo: Arianna Fontana nello short track, Michela Moioli nello snowboard e adesso Sofia Goggia nello sci alpino.

Da notare che quest’ultimo trofeo è il primo oro per l’Italia nella discesa libera olimpica.

Un oro storico quello di Sofia Goggia che stavolta non ha combinato alcun pasticcio ma è diventata l’orgoglio nazionale nello sci alpino:

Sono una pasticciona, ma oggi ho cercato di essere una samurai

E non possiamo che essere pienamente d’accordo con lei!