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L’Italia, calcisticamente parlando, è terra di grandi difensori e, nonostante un calo rispetto al passato, Bastoni e la sua Storia dell’Europeo 2020 dimostrano che riusciamo ancora a sfornarne di buoni. Il giovanissimo calciatore interista, infatti, a soli 22 anni è titolare nella squadra campione d’Italia del 2021 ed è ormai stabilmente nel giro della nazionale italiana.

Il difensore è molto bravo in fase di impostazione e, essendo cresciuto nelle giovanili dell’Atalanta, ha una buona tecnica individuale; deve, però, migliorare nella scelta dei tempi degli anticipi, anche perché, se sbaglia l’intervento, la sua struttura fisica imponente non gli consente un facile ripiegamento difensivo. Inoltre, il modo di giocare nell’Inter è diverso da quello della nazionale e ci vuole un po’ di tempo per adattarsi a queste differenze.

Ciononostante, è il difensore italiano più promettente e Mancini molto probabilmente punterà su di lui già nel breve periodo. Il commissario tecnico azzurro, infatti, ha piena fiducia in lui, lo porta a Euro2020 e gli permette di giocare tutta la terza partita del primo turno contro il Galles.

Bastoni Storia dell’Europeo 2020 – Percorso con la Nazionale di Mancini

Alessandro Bastoni gioca in tutte le nazionali giovanili dell’Italia. Nel febbraio 2019, Mancini lo convoca per uno stage esplorativo, in cui visiona i giovani calciatori italiani. La sua convocazione arriva nell’anno successivo, il 27 agosto 2020 e il Mancio lo fa esordire l’11 novembre in un’amichevole contro l’Estonia, in cui parte titolare dal primo minuto di gioco. L’interista, complessivamente, disputa nove partite con l’Italia e in tutte parte dall’inizio.

Nations League 2020-2021

Nella Nations League gioca, in totale, quattro partite. Le prime due sono relative al primo turno e le avversarie sono Polonia e Bosnia Erzegovina. Le ultime sono la semifinale contro la Spagna e la finale di terzo e quarto posto con il Belgio. La sfida contro la squadra di Luis Enrique lo vede protagonista in negativo in occasione del primo gol, perché perde la marcatura di Torres e questo errore condiziona la sua gara. Nella ‘finalina’ contro il Belgio, invece, la sua prova è ottima e lui rimane sempre concentrato nelle chiusure e nei raddoppi di marcatura per aiutare Acerbi.

Qualificazioni Euro 2020

Per quanto riguarda le qualificazioni ai Mondiali 2022 in Qatar, che sono ancora in corso, Bastoni scende in campo in due occasioni, entrambe contro la Lituania, che terminano con due successi dell’Italia. Il seguente video riporta alcune azioni relative all’ultima sfida contro i Lituani.

 

Bastoni Storia dell’Europeo 2020 – Euro 2020

Agli Europei, la coppia titolare in difesa è quella della Juve, Chiellini e Bonucci. Quando si fa male Chiellini, il sostituto naturale è Acerbi. Il giovane Bastoni, comunque, è consapevole delle gerarchie e aspetta il proprio turno, che arriva nella terza sfida del girone Italia-Galles.

In questa partita, l’interista si posiziona accanto a Bonucci e spesso si trova in marcatura su Bale, che è un osso duro. Nonostante la bravura dell’avversario, il giovane azzurro non trema e ne limita di molto l’efficacia; in un paio di occasioni, tra l’altro, fa valere la sua abilità con degli ottimi lanci che partono dal suo mancino. Si rivede, poi, al momento della premiazione per la vittoria dell’Italia di Euro 2020.

16 maggio 1910. Al triplice fischio dell’arbitro i primi sorrisi, la gioia sui volti che allenta la stanchezza per la fatica in campo. Il risultato finale è 6-2.
È il debutto della nazionale italiana di calcio, e che debutto. Si parte con una sonora vittoria ai danni della Francia (prima storica rivale), Nazionale molto più esperta degli undici italiani che erano alla loro prima apparizione ufficiale con addosso il tricolore. All’Arena di Milano davanti a 4mila spettatori, a guidare quella formazione, il capitano Francesco Calì detto Franz, uno che faceva il terzino, ma all’occorrenza si adattava ovunque.  L’allenatore è Umberto Meazza, il marcatore più prolifico della partita è l’attaccante Pietro Lana, primo calciatore a realizzare una tripletta con la Nazionale di calcio.

Sono anni difficili dal punto di vista economico. La maglia utilizzata non è ancora quella azzurra, ma bianca. Si dice che per le prime partite si è scelto proprio la bianca per questioni di soldi (costava 7 centesimi in meno).
Il 28enne Calì (uno dei veterani di quell’Italia) proveniva dall’Andrea Doria, l’altra squadra di Genova. Tuttavia i primi calci al pallone gli ha dati quando non era in Italia, ma in Svizzera. Il giovane Franz vive a Zurigo ed è lì che muove i primi passi da calciatore tant’è che ad ora gli possiamo nostalgicamente attribuire l’etichetta di “Primo Italians” della storia del calcio italiano.

Francesco Calì nasce a Riposto in provincia di Catania nel 1882, in una famiglia di commercianti di vino.

I pirati però stravolgono la vita della famigliola. Il papà Bruno decide di lasciare la Sicilia perché proprio i filibustieri mettono in ginocchio l’azienda, per emigrare in Svizzera. Proprio in terra elvetica il giovane Franz impara a giocare a pallone tanto che esordisce prima con il Fortuna Zurigo e poi con il Ginevra. Quando la situazione economica migliorò i Calì decidono di rientrare nel capoluogo ligure e lo stesso Francesco fu tesserato nel Genoa, fresco campione d’Italia.

Dopo un anno tra le file rossoblu, Francesco si trasferisce alla neonata società di ginnastica Andrea Doria (l’antenata dell’attuale Sampdoria) che da poco aveva aperto la sezione calcio. Con il passaggio all’altra squadra di Genova, Calì diventa anche il primo calciatore a trasferirsi nella società che poi sarebbe diventata una grande rivale, ad oggi sarebbe un “traditore” a tutti gli effetti.


Nella Doria, Calì diventa terzino, ma da lì a qualche anno non si limita a giocare in campo. In effetti il tuttofare della Nazionale veste i panni anche di arbitro. All’epoca i direttori di gara non venivano scelti dalla federazione, ma erano giocatori indicati dalle società di appartenenza. Proprio lui nel 1902 arbitra la finale Coppa Città di Torino tra Juventus e Milan. Dopo i supplementari è ancora 3-3 e l’arbitro Calì decide di proseguire a oltranza. In quel specifico momento, senza saperlo, aveva inventato il “golden gol”  (che tanto male ha fatto alla nostra Nazionale a Euro 2000), ma il Milan non ci sta e la coppa va alla Juve.

I giornali dell’epoca iniziano a fare i loro pronostici su quella che può essere la formazione utile per la nascita di una Nazionale italiana di calcio. Tra questi c’è proprio il giovane Franz.

Lettura Sportiva del  27 febbraio 1910


Calì nel corso delle stagioni migliora il suo rendimento e, nel 1910, arriva finalmente il debutto della Nazionale di calcio italiana. Calì viene scelto come capitano poiché il più anziano e conoscitore di lingue straniere avendo vissuto in Svizzera, ma anche complice una squalifica di molti giocatori dell’allora fortissima Pro Vercelli. La partita è una festa del gol: 6-2.

I giornalisti della Gazzetta dello Sport, a pagina 5, elogiano la sonora vittoria contro i favoriti francesi. Ad essere esaltato c’è proprio il capitano Franz:

“Calì ieri si è confermato per calma, sicurezza e per la perfezione del giuoco il più degno a coprire il posto di capitano del nostro undici nazionale […] Il pubblico applaudendo freneticamente Calì ne riconosce il suo valore.

È il primo vero articolo sportivo riguardo la nostra Nazionale di calcio. In quello stesso giornale si parla anche di ciclismo, la partenza del secondo Giro d’Italia.

Da quello storico e nostalgico articolo di cronaca sportiva ne è passato di tempo. Sono stati scritti migliaia e migliaia di pezzi che riguardano il calcio nostrano, la Nazionale e le prestazioni di quei italiani che sono fuori dall’Italia ma che tengono alto l’onore del Paese sia dal punto di vista sportivo che umano. Franz Calì ne è stato il primo esempio.