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I colori, il rosso e il nero, sono gli stessi, dal Flamengo alla nuova avventura al Milan. Il rosso del cuore che ha messo Lucas Paquetà per segnare il suo primo gol a San Siro, il nero della fascia a lutto che ha indossato sul braccio e che si è sfilato per stringerla in un pugno rivolto verso al cielo. La sua è una dedica speciale: il brasiliano, che ha segnato la rete del 2-0 contro il Cagliari, beffando Cragno di interno sinistro, grazie a un cross perfetto di Calabria sul secondo palo, ha voluto omaggiare gli ex compagni di squadra, le dieci giovanissime vittime dell’incendio nel centro tecnico del club rossonero di Rio de Janeiro, avvenuto nella notte tra il sette e l’otto febbraio.

Piange Paquetà, piange tutto il calcio brasiliano è in lutto: a Vargem Grande, quartiere della zona ovest di Rio, la nuova stella del Milan ha passato 12 anni della sua vita e fino a poche settimane fa si allenava proprio al  “Ninho do Urubu”, al nido degli avvoltoi.

Sono stati giorni speciali per me, il gol al Milan è un sogno che si realizza, come era un sogno giocare al Milan ma per anni io ho vissuto al Flamengo e quella era casa mia

Tra le vittime dell’incendio c’è Christian Esmerio, portiere di 15 anni che era considerato una grande promessa in Brasile, già nel giro della Nazionale della sua categoria. A dicembre aveva pubblicato su Instagram una foto in compagnia di Tite, allenatore della Seleçao. Oltre a Christian Esmerio, sono stati riconosciuti tra le vittime i calciatori Arthur Vinícius de Barros Silva Freitas, difensore di 14 anni (ne avrebbe compiuti 15 questo sabato) che aveva giocato con la nazionale brasiliana U-15. Tra gli scomparsi anche il nome di Pablo Henrique da Silva Matos, 14 anni, cugino di Werley, difensore della squadra professionistica del Vasco da Gama, uno dei rivali del Flamengo a Rio. Nonostante le difficoltà per i soccorritori e gli inquirenti nell’identificare i corpi carbonizzati, con il passare delle ore si è allungata la lista dei nomi dei convolti. Tra questi quello di Bernardo Pisetta, portiere, di 15 anni, dell’attaccante quattordicenne Victor Isaías, e di Athilas Soza Paixão. Alla lista si sono aggiunti poi Jorge Eduardo, terzino sinistro di 15 anni, che ne avrebbe compiuti 16 il 14 febbraio, Samuel Thomas, terzino destro di 15 anni, e Rosa Gédson Santos, detto Gedinho, centrocampista quattordicenne. Era appena arrivato al ritiro, stava vivendo i suoi primi giorni dell’esperienza al Flamengo. È invece Rykelmo de Souza Viana, 16 anni mediano di spinta, la decima ed ultima vittima individuata. Era soprannominato Bolivia ed avrebbe compiuto 17 anni tra pochi giorni, il 26 febbraio.

 

Leonardo, direttore generale dell’area tecnico-sportiva del Milan, è cresciuto proprio lì e ha detto: «Sono molto toccato da quello che è successo al centro Ninho do Urubu, quando ho cominciato a giocare nelle giovanili del Flamengo c’era solo il terreno e il sogno di costruire un centro sportivo di alto livello. Vorrei abbracciare tutte le famiglie delle vittime dell’incendio. Il mio pensiero e la mia preghiera sono per quei giovani che inseguivano il sogno di diventare calciatori».

 

 

 

 

 

 

 

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Otra tragedia…El mundo del fútbol está de luto… Que tristeza irmãos brasileiros… #flamengo #quetristeza #forçaflamengo #elfutbolestadeluto

 

Un post condiviso da Javier Zanetti (@javierzanetti) in data:

 

Prima della partita, lo speaker di San Siro aveva letto un messaggio per i giovani scomparsi: «Questi 10 ragazzi giocheranno con gli angeli», mentre sul maxi-schermo è stato proiettata un’immagine in cui lo stemma del Milan e quello del Flamengo, che condividono i colori rosso e nero, si sono intrecciati, con la scritta #ForçaFlamengo.