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L’Italia debutta con un successo nella Rugby World Cup 2019 battendo a Osaka la Namibia per 47-22. E questa è la prima notizia positiva assieme al punto bonus ottenuto piazzando sette mete. In realtà all’Hanazono Stadium, per i ragazzi del ct Conor O’Shea l’avvio è stato choc con la meta namibiana subita dopo appena 5 minuti e il punteggio già cambiato sul 0-7.

Il maggior tasso tecnico e il peso della mischia aiuta però il XV tricolore, che segna tre mete (tecnica, Allan e Tebaldi), andando al riposo sul 21-7. Nella ripresa, l’Italia mette in cassaforte risultato e punto di bonus con altre due mete (Padovani e Canna), prima di sedersi e subisce altre due segnature degli africani. Ci pensano Polledri e Minozzi a chiudere la pratica, al termine di un match che in cui, nonostante la larga vittoria, l’Italia ha probabilmente pagato l’emozione del Mondiale, giocando sottotono e con troppi errori nelle due fasi. Era dal 1991, cioè dalla seconda edizione della Coppa del Mondo di rugby, che l’Italia non vinceva all’esordio, in quel caso on il punteggio di 30-6 contro gli Stati Uniti.

Si torna in campo già giovedì 26 contro il Canada (ore 9.45 al Fukuoka Hakatanomori Stadium), in un altro incontro da vincere obbligatoriamente, prima delle due ‘mission impossible’ contro Sudafrica e All Blacks. Per quello che conta, Italia momentaneamente prima nella Pool B, anche se per sperare in una storica qualificazione ai quarti di finale, servirà molto di più di quanto visto contro la Namibia.

Italia-Namibia, il tabellino

Marcatori: 5′ meta Stevens tr. Loubster (0-7), 10′ meta tecnica Italia (7-7), 26′ meta Allan tr. Allan (14-7), 40′ meta Tebaldi  tr. Allan (21-7), 43′ meta Bellini tr. Allan (28-7), 46′ meta Canna tr. Canna (35-7), 50′ cp. Loubster (35-10), 57′ meta Greyling (35-15), 70′ meta Polledri (40-15), 76′ meta Minozzi tr. Canna (47-15), 79′ meta Plato tr. Loubster (47-22)
Calciatori: 3/3 Tommaso Allan (Italia), 2/3 Carlo Canna (Italia), 3/4 Cliven Loubster (Namibia)

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Girone B: calendario, risultati e classifiche

Nuova Zelanda-Sudafrica 23-13
Italia-Namibia 47-22
26/9: Italia-Canada (Fukuoka)
28/9: Sudafrica-Namibia (Toyota)
2/10: Nuova Zelanda-Canada (Oita)
4/10: Sudafrica-Italia (Shizuoka)
6/10: Nuova Zelanda-Namibia (Tokyo)
8/10: Sudafrica-Canada (Kobe)
12/10: Nuova Zelanda-Italia (Toyota)
13/10: Namibia-Canada (Kamaishi)

Classifica: Italia 5, Nuova Zelanda 4, Sud Africa, Namibia, Canada 0.

Girone A: calendario, risultati e classifiche

Giappone-Russia 30-10
Irlanda-Scozia 27-3
24/9: Russia-Samoa (Kumagaya)
28/9: Giappone-Irlanda (Shizuoka)
30/9: Scozia-Samoa (Kobe)
3/10: Irlanda-Russia (Kobe)
5/10: Giappone-Samoa (Toyota)
9/10: Scozia-Russia (Shizuoka)
12/10: Irlanda-Samoa (Fukuoka)
13/10: Giappone-Scozia (Yokohama)

Classifica: Giappone e Irlanda 5 punti, Scozia, Samoa e Russia 0

Girone C: calendario, risultati e classifiche

Francia-Argentina 23-21
Inghilterra-Tonga 35-3
26/9: Inghilterra-Stati Uniti (Kobe)
28/9: Argentina-Tonga (Higashiosaka)
2/10: Francia-Stati Uniti (Fukuoka)
5/10: Inghilterra-Argentina (Tokyo)
6/10: Francia-Tonga (Kumamoto)
9/10: Argentina-Stati Uniti (Kumagaya)
12/10: Inghilterra-Francia (Yokohama).
13/10: Stati Uniti-Tonga (Higashiosaka)

Classifica: Inghilterra 5, Francia 4, Argentina 1, USA, Tonga 0

Finalmente ci siamo! E’ Tutto pronto in Giappone per la Coppa del Mondo di rugby, che scatta venerdì 20 settembre per concludersi il 2 novembre con la finale di Yokohama. Serviranno 48 gare in 12 diverse città per incoronare la nuova regina della palla ovale mondiale. Gli All Blacks, quest’anno apparsi non proprio irresistibili, arrivano da due successi consecutivi nel 2011 e nel 2015, mentre l’unica europea a sollevare la Coppa è stata l’Inghilterra nel 2003. Si gioca per la prima volta nella storia in Asia, mentre nel 2023 si torna nel Vecchio Continente in Francia. Alla Rugby World Cup partecipa anche l’Italia di Conor O’Shea, che inserita nella Pool B, esordirà con la Namibia il 22 settembre per poi affrontare il Canada il 26, il Sudafrica il 4 ottobre e la Nuova Zelanda il 12.

Le venti partecipanti

Le nazionali partecipanti alla Coppa del Mondo sono venti. La Nuova Zelanda è campione in carica da otto anni e due edizioni, avendo vinto nel 2015 in Inghilterra e nel 2011 in casa. Gli All Blacks sono a capo della rappresentanza proveniente dall’Oceania, composta dall’Australia vice campione del mondo e dalle tre isole pacifiche di Figi, Tonga e Samoa, dove il rugby è sport nazionale. La rappresentanza più folta è quella europea, con Inghilterra, Galles, Scozia, Irlanda, Francia, Italia, Georgia e Russia. Dalle Americhe si sono qualificate Argentina, Uruguay, Stati Uniti e Canada, mentre il continente africano sarà rappresentato da Namibia e Sudafrica. L’unica nazionale asiatica è il paese ospitante, il Giappone.

Le regole della Coppa del Mondo

Le venti partecipanti sono state sorteggiate in quattro gironi. Si qualificheranno alla fase a eliminazione diretta le prime due classificate di ciascun gruppo. Le terze verranno eliminate ma si qualificheranno automaticamente alla Coppa del Mondo del 2023. Il torneo si disputerà per oltre un mese perché fra due partite di rugby è consigliata infatti almeno una settimana di recupero. Nella fase a gironi ciascuna nazionale avrà una pausa di quattro giorni e due di una settimana.

Una vittoria ai gironi vale quattro punti in classifica, un pareggio ne vale due. Alla squadra che segnerà quattro mete in una partita verrà assegnato un punto addizionale in classifica (bonus per competitività), lo stesso che riceverà chi perderà con uno scarto minore di otto punti (bonus per sconfitta di misura). I casi di pari merito al termine dei gironi saranno risolti guardando i risultati negli scontri diretti o la differenza fra punti segnati e subiti.

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Gruppo A

  1. 🇨🇮 Irlanda
  2. 🏴󠁧󠁢󠁳󠁣󠁴󠁿 Scozia
  3. 🇯🇵 Giappone
  4. 🇷🇺 Russia
  5. 🇼🇸 Samoa

Gruppo B

  1. 🇳🇿 Nuova Zelanda
  2. 🇿🇦 Sudafrica
  3. 🇮🇹 Italia
  4. 🇳🇦 Namibia
  5. 🇨🇦 Canada

Gruppo C

  1. 🏴󠁧󠁢󠁥󠁮󠁧󠁿 Inghilterra
  2. 🇫🇷 Francia
  3. 🇦🇷 Argentina
  4. 🇺🇸 Stati Uniti
  5. 🇹🇴 Tonga

Gruppo D

  1. 🇦🇺 Australia
  2. 🏴󠁧󠁢󠁷󠁬󠁳󠁿 Galles
  3. 🇬🇪 Georgia
  4. 🇫🇯 Figi
  5. 🇺🇾 Uruguay

 

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Il calendario completo dei Mondiali di rugby

Ecco il calendario completo delle partite, il girone di riferimento, l’orario italiano e lo stadio in cui si giocherà l’incontro.

Ven 20 Sett: girone A, Giappone vs. Russia 12:45 – Tokyo Stadium
Sab 21 Sett: girone D, Australia vs. Fiji 6:45 – Sapporo Dome
Sab 21 Sett: girone C, Francia vs. Argentina 9:15 – Tokyo Stadium
Sab 21 Sett: girone B, Nuova Zelanda vs. Sudafrica 11:45 – International Stadium Yokohama
Dom 22 Sett: girone B, Italia vs. Namibia 7:15 – Hanazono Rugby Stadium
Dom 22 Sett: girone A, Irlanda vs. Scozia 9:45 – International Stadium Yokohama
Dom 22 Sett: girone C, Inghilterra vs. Tonga 11:15 – Sapporo Dome
Lun 23 Sett: girone D, Galles vs. Georgia 12:15 – City of Toyota Stadium
Mar 24 Sett: girone A, Russia vs. Samoa 12:15 – Kumagaya Rugby Stadium
Merc 25 Sett: girone D, Fiji vs. Uruguay 7:15 – Kamaishi Recovery Memorial Stadium
Gio 26 Sett: girone B, Italia vs. Canada 9:45 – Fukuoka Hakatanomori Stadium
Gio 26 Sett: girone C, Inghilterra vs. Stati Uniti 12:45 – Kobe Misaki Stadium
Sab 28 Sett: girone C, Argentina vs. Tonga 6:45 – Hanazono Rugby Stadium
Sab 28 Sett: girone A, Giappone vs. Irlanda 9:15 – Shizuoka Stadium Ecopa
Sab. 28 Sett: girone B, Sudafrica vs. Namibia 11:45 – City of Toyota Stadium
Dom 29 Sett: girone D, Georgia vs. Uruguay 7:15 – Kumagaya Rugby Stadium
Dom 29 Sett: girone D, Australia vs. Galles 9:45 – Tokyo Stadium
Lun 30 Sett: girone A, Scozia vs. Samoa 12:15 – Kobe Misaki Stadium
Mer 2 Ott: girone C, Francia vs. Stati Uniti 9:45 – Fukuoka Hakatanomori Stadium
Mer 2 Ott: girone B, Nuova Zelanda vs. Canada 12:15 – Oita Stadium
Gio 3 Ott: girone D, Georgia vs. Fiji 7:15 – Hanazono Rugby Stadium
Gio 3 Ott: girone A, Irlanda vs. Russia 12:15 – Kobe Misaki Stadium
Ven 4 Ott: girone B, Sudafrica vs. Italia 11:45 – Shizuoka Stadium Ecopa
Sab 5 Ott: girone D, Australia vs. Uruguay 7:15 – Oita Stadium
Sab 5 Ott: girone C, Inghilterra vs. Argentina 10:00 – Tokyo Stadium
Sab 5 Ott: girone A Giappone vs. Samoa 12:30 – City of Toyota Stadium
Dom 6 Ott: girone B Nuova Zelanda vs. Namibia 6:45 – Tokyo Stadium
Dom 6 Ott: girone C, Francia vs. Tonga 9:45 – Kumamoto Stadium
Mar 8 Ott: girone B, Sudafrica vs. Canada 12:15 – Kobe Misaki Stadium
Mer 9 Ott: girone C, Argentina vs. Stati Uniti 6:45 – Kumagaya Rugby Stadium
Mer 9 Ott: girone A, Scozia vs. Russia 9:15 – Shizuoka Stadium Ecopa
Mer 9 Ott: girone D, Galles vs. Fiji 11:45 – Oita Stadium
Ven 11 Ott: girone D, Australia vs. Georgia 12:15 – Shizuoka Stadium Ecopa
Sab 12 Ott: girone B, Nuova Zelanda vs. Italia 6:45 – City of Toyota Stadium
Sab 12 Ott: girone C, Inghilterra vs. Francia 10:15 – International Stadium Yokohama
Sab 12 Ott: girone A, Irlanda vs. Samoa 12:45 – Fukuoka Hakatanomori Stadium
Dom 13 Ott: girone B, Namibia vs. Canada 5:15 – Kamaishi Recovery Memorial Stadium
Dom 13 Ott: girone C, Stati Uniti vs. Tonga 7:45 – Hanazono Rugby Stadium
Dom 13 Ott: girone D, Galles vs. Uruguay 10:15 – Kumamoto Stadium
Dom 13 Ott: girone A, Giappone vs. Scozia 12:45 – International Stadium Yokohama
Sab 19 Ott –  QF1: 1 Pool C vs. 2 Pool D 9:15 – Oita Stadium
Sab 19 Ott: – QF2: 1 Pool B vs. 2 Pool A 12:15 – Tokyo Stadium
Dom 20 Ott: – QF3: 1 Pool D vs. 2 Pool C 9:15 – Oita Stadium
Dom 20 Ott:  – QF4: 1 Pool A vs. 2 Pool B 12:15 – Tokyo Stadium
Sab 26 Ott: – SF1: v. QF1 vs. v. QF2 10:00 – International Stadium Yokohama
Dom 27 Ott – SF2: v. QF3 vs. v. QF4 10:00 – International Stadium Yokohama
Ven 1 Nov – Finale terzo posto 10:00 – Tokyo Stadium
Sab 2 Nov – Finale 10:00 – International Stadium Yokohama

 

Non si dimenticherà mai lo sguardo di Enzo Bearzot, quello sguardo che aveva cercato di rado durante la partita. Quella, però, era la partita più importante della sua vita e Antonio Cabrini aveva appena commesso un errore fatale. Madrid, luglio 1982, finale del Mondiale spagnolo contro la Germania Ovest. Altobelli crossa nel mezzo dove Bruno Conti viene messo giù dal tedesco Briegel: il rigore è netto. Siamo al primo tempo, minuto 25, e la partita può già prendere una svolta. Ma chi lo batte? Cabrini è il secondo rigorista della squadra azzurra, ma Giancarlo Antognoni è in panchina perché Bearzot ha preferito inserire il diciottenne Beppe Bergomi. Così tocca proprio al ragazzo venticinquenne terzino sinistro prendersi la responsabilità.

Un giocatore tedesco si avvicina per dargli fastidio, poi un fumogeno cade vicino al pallone. Antonio Cabrini non può più aspettare, deve affrontare il momento più delicato della sua carriera: inizia la rincorsa, arriva quasi sul pallone, poi alza lo sguardo e butta un occhio sul portiere tedesco. Vede che si muove, lui non sa che però è solo una finta. E Cabrini ci casca, calciando dalla stessa parte dove si butta Harald Schumacher. Una ciabattata.

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In realtà non inquadra nemmeno lo specchio, il tiro va proprio fuori. Eppure anche nei tabellini recenti questo suo errore dal dischetto è stato rimosso. Poco importa, perché l’Italia quel Mondiale lo vince per 3-1 e la carriera di Cabrini era ancora “salva”. Lui che in quell’edizione spagnola della Coppa del Mondo un gol l’aveva anche segnato, e decisivo, nel 2-1 contro l’Argentina nel complicatissimo Girone C. E immaginate la reazione dei tifosi italiani, come ha raccontato Cabrini stesso intervistato da L’Insder, capaci di esaltarsi visceralmente, ma allo stesso tempo di dare l’impressione di essere distaccarsi, salvo poi gioire per le vittorie. Da un gol a un rigore sbagliato. Ma soprattutto lui che, in Nazionale, ha disputato 73 gare realizzando 9 gol, il dato che lo rende il difensore più prolifico nella storia degli Azzurri.

Eppure non voleva tradire la fiducia del ct Bearzot che, al contrario, di fiducia ne aveva data tantissima al ragazzo cresciuto nella Cremonese e poi nell’Atalanta, prima di passare alla Juventus:  ritenuto uno dei primi terzini moderni, nonché uno dei maggiori interpreti del ruolo a livello mondiale, senza aver ancora esordito in Nazionale A, e addirittura senza vantare un posto di rilievo – ancora – tra i bianconeri, sul promettente Cabrini scommise il commissario tecnico degli Azzurri, il quale lo convocò per il campionato del mondo 1978 in Argentina. Fece il suo esordio il 2 giugno 1978, a vent’anni, nella partita Italia-Francia (2-1) disputata a Mar del Plata; conquistato il posto di titolare, giocò tutte le partite della rassegna iridata, chiusa dagli Azzurri al quarto posto, venendo inoltre premiato dalla FIFA come miglior giovane dell’edizione.

File:Mondiali 1978 - Italia vs Argentina - Daniel Bertoni e Antonio Cabrini.jpg

Nella storia dei fatali e più sciagurati errori dagli 11 metri il suo nome non c’è: Antonio Cabrini ha sollevato la Coppa del Mondo al cielo e un po’ deve ringraziare Rossi, Tardelli e Altobelli.

Parte ufficialmente sabato 27 luglio la diciassettesima edizione della Homeless World Cup, la Coppa del Mondo riservata ai senzatetto, quest’anno di scena nell’iconico Bute Park di Cardiff, proprio nel cuore della capitale gallese, dal 27 luglio al 3 agosto.

Oltre 500 giocatori rappresenteranno 51 Nazionali per un totale di 64 squadre provenienti da tutto il mondo: come nelle ultime edizioni, infatti, ci saranno 48 team che scenderanno in campo per la competizione maschile/mista, per contendersi sei trofei a disposizione; mentre la competizione femminile vedrà partecipare 16 squadre per due categorie.

 

C’è anche l’Italia

Presente dal 2003, anche l’Italia – grazie a Nazionale solidale –  è partita in direzione Cardiff con una formazione composta da sette giocatori. Sport, solidarietà, ma anche riflessione: sul sito dell’organizzazione del torneo, infatti, sotto ogni scheda del paese che partecipa, sono presentati i dati sui senzatetto. Durante la crisi economica in Italia, il tasso di senzatetto è triplicato: nel 2016 c’erano 50.724 persone senza dimora, con un aumento di 3.000 individui dal 2011. Secondo Reuters, inoltre, la povertà in Italia ha raggiunto il suo massimo picco degli ultimi dieci anni nel 2017, con 5,1 milioni di persone che vivono in “povertà assoluta” e con il 40 per cento dei senzatetto che vive in strada da oltre quattro anni.

Storia e regole

L’idea di organizzare un torneo di calcio per senzatetto venne a Mel Young, cofondatore della Big Issue Scotland, e Harold Schmied, editore della Megaphon, durante l’International Network of Street Papers Conference tenutasi a Città del Capo nel 2001. Diciotto mesi dopo il loro incontro, venne organizzata la prima edizione della Homeless Word Cup a Graz, in Austria. Il successo ottenuto li spinse a proseguire con questo progetto che, annualmente, vede sempre maggior partecipazione.

Ogni squadra può schierare quattro giocatori, incluso il portiere. Quattro sono anche le sostituzioni disponibili durante una partita che dura 14 minuti. La squadra vincitrice si aggiudica 3 punti, i perdenti 0; in caso di pareggio, si ricorre ai calci di rigore e chi vince ottiene 2 punti, mentre gli sconfitti un punto.

La sua entrata, durante la parata celebrativa di mercoledì 10 luglio a New York, è stata da grande guascona, ma guai a non prendere sul serio Megan Rapinoe, la co-capitana della Nazionale femminile di calcio americana che ha appena vinto il suo quarto Mondiale in Francia.

Drappi Usa a stelle e strisce, un clima festoso e patriottico, lei che entra con il trofeo in mano, poi consegnato alla ragazza accanto a lei per alzare le mani al cielo come la sua tipica esultanza. E in questa Coppa del Mondo che ha visto un dominio in lungo e in largo della squadra di Jill Ellis, Megan Rapinoe, che il 5 luglio ha compiuto 34 anni, ha vinto la Scarpa d’Oro con sei reti realizzate: ha deciso la finale, realizzando il suo cinquantesimo gol con la maglia della Nazionale, con un rigore che ha portato le americane in vantaggio sull’Olanda. Ma non solo perché è stata premiata come miglior giocatrice della finale e, infine ha ricevuto il premio come miglior calciatrice in assoluto di questi Mondiali.

 

 

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Una che parla in campo, tanto, ma che ha la determinazione per alzare la voce anche fuori dal terreno di gioco. Una battaglia personale, ma coinvolgente, evidenziata anche nel profondo discorso pronunciato durante la parata:

Dobbiamo essere migliori. Dobbiamo amare di più e parlare di meno. Dobbiamo ascoltare di più e parlare di meno. Dobbiamo capire che è responsabilità di tutti. Certo, noi facciamo sport. Certo, siamo atlete donne, ma siamo anche molto più di questo. Siete tutti molto più di questo. Come possiamo migliorare la nostra comunità?

Megan Rapinoe, dichiaratamente lesbica, la sera prima della parata si era rivolta, parlando alla CNN, direttamente al presidente degli Stati Uniti, Donald Trump: «Il tuo messaggio esclude le persone. Tu mi escludi. Tu escludi le persone come me, escludi le persone di colore. Escludi anche americani che potrebbero sostenerti».

 

 

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U.S. women’s soccer co-captain Megan Rapinoe thanked her team and fans during the World Cup victory parade in New York City on July 10.

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Certo avrebbero voluto giocarsi la partita decisiva in finale ma, Inghilterra e Svezia lotteranno per la conquista della medaglia di bronzo ai Mondiali di calcio femminili di Francia2019, all’Allianz Riviera di Nizza alle 17.

Le due formazioni, eliminate in semifinale rispettivamente contro Usa e Olanda, avranno modo di chiudere il cerchio di questo torneo comunque con un terzo posto che vale tanto, alle spalle delle campionesse uscenti e delle campionesse europee.

Per le inglesi del ct Phil Neville che comunque vuole terminare al meglio questo Campionato del Mondo in cui le Leonesse hanno dimostrato un grande spirito di gruppo e un forte carattere.

Quando il match contro gli Stati Uniti è finito, il mio primo pensiero è stato a ‘Come vinceremo sabato?’. So che le ragazze non mi deluderanno!

 

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Final #Lionesses training session for this one!! 😭🤩😍

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Della stessa convinzione è anche il ct scandinavo Peter Gerhardsson che dopo il ko contro l’Olanda ha ribadito di volere finire terzo

Perché è molto meglio che finire quarti e faremo tutto il possibile per riuscirci.

Prima di oggi, lo scorso 11 novembre le due formazioni si sono incontrate in un’amichevole, vinta dalle Blagult per 2-0 al New York Stadium di Rotherham, per quella che è stata la prima sconfitta casalinga per le Leonesse dal lontano 2015.

Scontro di gioco tra Sofia Jakobsson e Alice Greenwood nell’amichevole del 2018

Il ct Neville dovrà fare a meno della centrale Millie Bright, espulsa nella sfida contro gli States. Tuttavia l’Inghilterra vuole cercare di chiudere nel migliore dei modi questo Campionato del Mondo, magari puntando sul possesso del gioco, colmando la distanza tra difesa e centrocampo. Inoltre c’è uno stimolo in più per Ellen White che potrebbe ancora battere Alex Morgan per l’Adidas Golden Boot (entrambe sono appaiate a 6 gol).

Il ct Gerhardsson, invece, ha tutte a disposizione e la voglia di tornare in patria con una medaglia è tanta, specie perché il sogno finale è tramontato solamente ai tempi supplementari contro l’Olanda.

Una delle tante osservate speciali sarà il portiere Hedvig Lindahl. La 36enne di proprietà del Chelsea è quasi sicuramente alla sua ultima apparizione in un Mondiale e certo avrebbe voluto giocarsi la finale così com’è stato al suo esordio nel 2003 (finale contro Usa). In 16 anni di nazionale ha partecipato a quattro Coppe del Mondo con 19 presenze. Una Finale l’avrebbe vista arrivare al punto di partenza, ma invece la sua ventesima partita sarà una battaglia per il bronzo. Tuttavia, nonostante la rabbia e la delusione, è determinata a vincere.

Mente in Italia si applaudiva, un po’ sconsolati, la Nazionale femminile, uscita sconfitta per 2-0 contro l’Olanda, i quarti di finale si sono chiusi con la Svezia quarta  semifinalista dei Mondiali femminili. La nazionale del commissario tecnico Gerhardsson ha sconfitto la Germania due volte campione del mondo al Roazhon Park di Rennes e affronterà l’Olanda.

Possiamo parlare di sorpresa? Forse sì nel vedere le tedesche uscire in un lato del tabellone che quantomeno avrebbero potuto cavalcare fino alle semifinali. Eppure sono proprio le teutoniche a passare in vantaggio al quarto d’ora del primo tempo con la rete di Lina Magull. Ma alla Svezia bastano pochi minuti per trovare il pareggio al 22’ con Jakobsson. Nonostante il calcio d’inizio alle 18, il caldo è un fattore importante nell’andamento della partita: l’arbitro Frappart infatti concede il cooling break sia nel primo che nel secondo tempo.

Ad inizio ripresa si concretizza la rimonta svedese: Blackstenius, autrice di un’ottima partita, è la più svelta a ribadire in rete la respinta approssimativa di Schult nell’area piccola. Da questo momento, la Svezia serra i ranghi e si chiude bene; la Germania riesce spesso a rendersi pericolosa soprattutto nel finale, anche grazie alle incertezze di Lindahl, ma non trova il pareggio che avrebbe mandato la squadra ai supplementari.

Germania – Svezia 1-2

16’ Magull (G), 22’ Jakobsson (S), 48’ Blackstenius (S)
Germania (4-3-3): Schult; Gwinn, Doorsoun, Hegering, Simon (dal 44’ Maier); Dabritz, Dallmann (dal 46’ Marozsan), Magull; Huth, Popp, Schuller (dal 69’ Oberdorf). Ct Voss-Tecklenburg.
Svezia (4-3-3): Lindahl; Glas, Fischer (dal 66’ Ilestedt), Sembrant, Eriksson; Rubensson (dall’86’ Bjorn), Asllani, Seger; Jakobsson, Blackstenius, Rolfo (dal 95’ Hurtig). Ct Gerhardsson.
Arbitro: Stephanie Frappart (FRA)
Ammoniti: Rolfo

La sua carriera ha rischiato di stroncarsi prima ancora di decollare, a 23 anni, alla sua prima partita da professionista, a causa di un infortunio al tendine rotuleo. «Tu col calcio hai finito», le dissero dopo l’operazione. Pochissime possibilità di giocare ad alti livelli, poi, durante il recupero è rimasta incinta: per molti, il chiaro segnale di una carriera ormai finita.

Ma non per Jessica McDonald, attaccante del North Carolina Courage, alla sua prima esperienza in una Coppa del Mondo. A 31 anni è riuscita a coronare il suo sogno, quello  che si scrive sulla lista dei desideri quando si è bambini e si ambisce a giocare a calcio. E ad assistere i quarti di finale contro la Francia, c’è anche Jeremiah, suo figlio di sette anni, che è arrivato a Parigi giusto in tempo per tifare sua mamma e gli Stati Uniti in un match molto delicato.

 

E’ stata la stessa giocatrice a pubblicare su Twitter l’emozionante momento dell’incontro tra i due: è un cerchio che si chiude dopo otto anni difficili in cui McDonald non ha mai gettato la spugna. All’ottavo mese di gravidanza si stava ancora allenando tenacemente e qualche settimana dopo il parto era in Australia, già in campo, a lottare nuovamente nel calcio professionistico.

Jessica McDonald ha fatto il suo debutto assoluto nel Mondiale contro il Cile nella fase a gironi, da subentrata e per lei una medaglia se l’è già messa al collo: «Un giorno Jeremiah realizzerà tutto questo che sta vivendo, gli spiegherò il percorso che ho fatto nella mia vita e le scelte. Gli dirò che se vuole avere successo nella vita non dovrà seguire una linea retta, ma una strada molto tortuosa».

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Nemmeno le temibili asiatiche, gruppo essenziale e dalle buone individualità, riescono a interrompere il cammino dell’Italia che supera anche gli ottavi e si iscrive tra le 8 squadre più forti del mondo in questi Mondiali in Francia. Superato per la prima volta un turno eliminatorio (nel 1991 partecipavano 12 formazioni), appuntamento sabato alle 15.00 a Valenciennes: regalo che le nostre ragazze si concede grazie un gol per tempo firmato da Giacinti e Galli. Una favola che non si arresta per la Nazionale che continua a sognare in grande. Riviviamo il 2-0 contro la Cina attraverso le immagini, i gol, e le dichiarazione delle protagoniste:

Bartoli: “Gioco col cuore”

Eravamo un po’ troppo lunghe e non siamo riuscite a fare un buon palleggio, ma abbiamo sfruttato le occasioni create e siamo state ciniche. Dovevamo vincere e l’abbiamo fatto, poi bisogna anche saper soffrire. Speriamo in nessuna squalifica, oggi ho pensato al cartellino ma non sono stata troppo condizionata perché non pensavo ancora al turno successivo. Ora sono felicissima. Io do sempre tutto quello che ho, gioco col cuore e lo stiamo facendo tutte, questo sta facendo innamorare gli italiani: non c’è nessuna tattica. Abbiamo una maggiore consapevolezza sul gioco e su noi stesse, tutto il campionato italiano sta crescendo e si sta facendo notare

Galli: “Regaliamo sorrisi”

Ci ho pensato, se porta bene per la squadra faccio questo e altro. Abbiamo gestito molto bene, anche se siamo andati in difficoltà nel primo tempo ma poi il mio gol ha tranquillizzato. È tutto bellissimo. Vogliamo continuare così, regalando tanti sorrisi e tante gioie. Dedica? Alle mie amiche che sono venute fin qui in pullman per tifarci, è stato emozionante

Giacinti: “Inzaghi o Cutrone? Dico Morata”

Non ho subito realizzato, c’era mio nonno che mi guardava e mi sono emozionata. Poi sono corsa dalle compagne che avevano detto che oggi avrei fatto gol. C’era la voglia di giocare e di dimostrare, di fare quella rete che non arrivava. Sono contenta che sia avvenuto in una partita così importante e per la qualificazione ai quarti. Il Ct mi chiede sempre di attaccare e di allungare la squadra per mettere in difficoltà la difesa, mi dispiace di essere andata in fuorigioco ogni tanto. Col Brasile è stata una partita diversa, oggi c’era bisogno d’altro. Io come Inzaghi o Cutrone? Non mi rivedo in nessuno dei due, ma vorrei che mi paragonassero a Morata

Giuliani: “Non sembra di giocare un Mondiale”

 Sono contentissima di ciò che sto facendo e che stiamo facendo tutte insieme. Mi è passato davanti il film di tutto ciò che è stato prima, ora non mi sembra neanche di giocare un Mondiale. Vivo ogni partita come se fossero delle amichevoli, godendomi ogni partite e non c’è niente di più bello”. Giuliani si sta mettendo in mostra come uno dei migliori portieri della competizione: “Non ci penso, sono sincera: cerco solo di fare del mio meglio per metterlo al servizio della squadra. La nostra forza è il gruppo e ora tutte le mie energie vanno a questo, poi ciò che verrà alla fine si vedrà. Il nostro punto forte è la difesa, dove non arrivano loro provo a mettere una pezza io: prendiamo veramente pochi tiri

 

Possiamo dirlo, possiamo gridarlo: queste ragazze hanno scritto una nuova pagina di calcio. Con un 2-0 sofferto soprattutto nel primo tempo contro la Cina, le Azzurre allenate dalla ct Milena Bertolini centrano i quarti del Mondiale femminile a distanza di 28 anni.  Ma per la prima volta superano una gara da dentro-fuori in una edizione della Coppa del Mondo. Giacinti protagonista in avvio: gol annullato e vantaggio al 15′; Galli raddoppia al 50′ con un altro tiro dalla lunga distanza. Gigantesca prestazione di Linari e di tutta la linea difensiva che, in più momenti critici della gara, hanno alzato la barricata. Ora la prossima sfida sarà contro Olanda o Giappone.

ITALIA-CINA 2-0 

15′ Giacinti, 50′ Galli

ITALIA (4-4-2): Giuliani; Guagni, Gama, Linari, Bartoli; Bergamaschi (63′ Mauro), Giugliano, Cernoia, Bonansea (70′ Rosucci); Giacinti, Girelli (40′ Galli). Ct Bertolini

CINA (4-4-2): Peng; Han, Wu, Lin, Liu Sha.; Wang Shuang, Zhang, Wang Yan (62′ Yao), Gu (46′ Yang Li); Wang Shanshan (62′ Song), Li. Ct Xiuquan

Nemmeno le temibili asiatiche, gruppo essenziale e dalle buone individualità, riescono a interrompere il cammino dell’Italia che supera anche gli ottavi e si iscrive tra le 8 squadre più forti del mondo. Superato per la prima volta un turno eliminatorio (nel 1991 partecipavano 12 formazioni), appuntamento sabato alle 15.00 a Valenciennes: regalo che le nostre ragazze si concede grazie un gol per tempo firmato da Giacinti e Galli. Una favola che non si arresta per la Nazionale che continua a sognare in grande.

Appuntamento con la storia per le Azzurre allo Stade de la Mosson, incrocio agli ottavi con le organizzatissime cinesi dall’identità pragmatica: un gol segnato e uno subìto nella fase a gironi, “Rose d’acciaio” che vent’anni fa centravano la finale Mondiale (persa contro gli Stati Uniti a Pasadena) e che accedono alla fase a eliminazione diretta tra le migliori terze. Da leader del Gruppo C, invece, l’Italia sogna l’accesso ai quarti e punta sul consolidato 4-4-2 con una novità in attacco: Valentina Giacinti vince il ballottaggio con Mauro e affianca Girelli nell’undici base di Milena Bertolini. Ed è proprio l’attaccante del Milan, tre volte capocannoniere in Serie A, che si prende la scena in avvio: gol annullato al 10’ per fuorigioco, destro a lato pochi minuti più tardi e rete del vantaggio al minuto 15. Bonansea trova il varco per Bartoli che si scontra con Peng, pallone che termina sui piedi di Giacinti che non sbaglia.

Avvio favorevole alle Azzurre, poi è la Cina ad alzare la testa: Wang Yan chiama all’intervento Giuliani, attenta come la linea difensiva protagonista di 45 minuti ad altissima concentrazione. Al 33’ Bergamaschi ha il pallone del raddoppio, ma stavolta è superlativa l’altissima Peng (182 centimetri) ad opporsi. E dopo un finale di sofferenza (con il cambio Giacinti-Galli) è l’Italia a chiudere sull’1-0 all’intervallo, risultato ritoccato al 50’ proprio da Iaia Galli: 3° gol nel Mondiale per la centrocampista azzurra, botta dalla distanza come accaduto con la Giamaica che non perdona Peng. Asiatiche a trazione anteriore, difesa italiana esaltante nel respingerne le offensive: Han è costretta a provarci da lontano senza sorprendere Giuliani, impeccabile come tutto il reparto.