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Sarà tra Senegal e Algeria la prossima finale della Coppa d’Africa, edizione 2019, la prima che si gioca a 24 squadra e in estate.  I Leoni di Teranga hanno avuto la meglio della Tunisia ai tempi supplementari grazie a un autogol di Bronn; per l’Algeria è Mahrez, giocatore del Manchester City, a realizzare il gol del definitivo 2-1 contro la Nigeria a tempo ampiamente scaduto con un perfetto calcio di punizione. La finale tra Senegal e Algeria è in programma per venerdì 19 luglio allo stadio Internazionale del Cairo alle ore 21.00 e visibile su Dazn.

 

SENEGAL-TUNISIA 1-0

Un clamoroso errore di Hassen, portiere della Tunisia (fino a quel momento tra i migliori in campo), regala di fatto ai tempi supplementari la finale della Coppa d’Africa al Senegal, che torna a giocarsi il trofeo continentale dopo 16 anni dall’ultima volta. La prima occasione è per le Aquile di Cartagine: corner da destra di Khazri, Koulibaly buca la marcatura ma Msakni spedisce alto da ottima posizione.
Il Senegal risponde immediatamente con una grande giocata di Sabaly ma la conclusione si stampa sul palo. Ancora Senegal pericoloso verso la fine del primo tempo: prima Niang spreca mandando al lato l’assist di Diatta, poi Mane arriva a tu per tu con Hassen, lo salta, ma sbilanciato non riesce a trovare lo specchio della porta. La Tunisia si rifa viva a inizio ripresa: Khenissi sfugge alla coppia centrale del Senegal, si presenta davanti a Gomis ma il suo tentativo di pallonetto finisce alto. La squadra di Giresse potrebbe passare dal dischetto al 75′: Sassi calcia e trova il braccio largo di Koulibaly in scivolata (giallo per il difensore del Napoli che, diffidato, salterà la finale) e per l’arbitro è rigore. Dal dischetto si presenta proprio Sassi, che però si fa ipnotizzare da Gomis.
Stesso copione dell’altra del campo al minuti 81′: Sarr viene abbattuto in area da Meriah, ma Hassen è bravo e intercetta il tiro di Saivet. Si arriva così al 10’ del primo tempo supplementare: questa volta Hassen sbaglia clamorosamente l’uscita su una punizione da destra, la palla sbatte in maniera rocambolesca su Bronn e finisce in rete. È l’autogol che manda il Senegal in finale, per la seconda volta nella sua storia.

ALGERIA-NIGERIA 2-1

Soffre tantissimo l’Algeria, che riesce ad avere la meglio contro un’ottima Nigeria al 95’ grazie a una punizione capolavoro di Mahrez che beffa il portiere Akpeyi, non del tutto esente da colpe nella circostanza. Comincia molto bene l’Algeria, che si rende subito pericolosa con Bennacer che chiude il triangolo tra Feghouli, Mahrez, ma il tiro del gioiellino dell’Empoli viene respinto dalla difesa avversaria.
Bensebaini non riesce a centrare lo specchio della porta di testa, poi poco dopo si fa vedere anche la Nigeria con Awaziem, anche lui impreciso con uno stacco. L’Algeria torna a pressare: alla mezz’ora Bounedjah tira addosso ad Akpeyi sprecando così un’ottima occasione. Collins rischia l’autogol nel tentativo di anticipare Bounedjah con un pallonetto ma, al 40’, l’autorete si concretizza: Feghouli crossa forte in mezzo e dopo una serie di carambole, il pallone rimbalza su Troost-Ekong e termina in fondo al sacco alle spalle di un incolpevole Akpeyi. La Nigeria non si fa comunque intimidire e fa la partita nel secondo tempo: il primo spunto del match di Iwobi porta alla penetrazione e al tiro a lato di quest’ultimo.
Poi, al 72’, Feghouli reclama a gran voce un fallo di mano di Mandi nella propria area e il Var gli dà ragione: è rigore per la Nigeria. Ighalo è freddissimo dal dischetto, spiazza M’Bolhi e pareggia i conti. L’Algeria sembra uscita dal campo nella ripresa, ma si risveglia improvvisamente nel finale. Feghouli spara altissimo da ottima posizione, Bennacer colpisce in pieno la traversa con un bolide da fuori area e infine, nell’ultimo minuto di recupero, la punizione dal limite di Mahrez sorprende il portiere sul suo palo con un gran sinistro a giro. Nigeria beffata a pochissimi secondi dai supplementari. L’Algeria vola in finale.

Senegal Tunisia e Algeria Nigeria. Sono queste le semifinali della Coppa d’Africa, in programma il 14 luglio. Gli ultimi due quarti di finale hanno completato il tabellone di chi si giocherà un posto per la finale del 19 luglio. La Tunisia si sbarazza nel secondo tempo della sorpresa Madagascar, mentre all’Algeria occorrono i calci di rigore per avere la meglio sulla Costa d’Avorio.

Madagascar Tunisia 0-3

Assieme al Benin è stata la sorpresa di questa edizione del torneo. Il Madagascar aveva attirato le simpatie per il suo ruolo di under dog in questi quarti di finale. E dire che la squadra di Nicolas Dupuis era partita anche bene nel match impensierendo con Nomenjanahary la porta tunisina. La gara si sblocca e si decide nella ripresa: al 52’ Sassi beffa il portiere Adrien del Madagascar grazie a una deviazione fortuita di Fontaine. Otto minuti più tardi la Tunisia chiude i conti con Msakni, mentre Sliti al 93’ sigilla il match. Un risultato forse bugiardo che penalizza oltre modo il Madagascar. La Tunisia torna in una semifinale di Coppa d’Africa dal 2004, quando poi vinse quell’edizione.

Costa d’Avorio – Algeria 1-1 (4-5 dcr)

Gara palpitante a Suez tra ivoriani e algerini. Al 20’ c’è il vantaggio delle Volpi nel deserto con Feghouli. Nella ripresa l’Algeria ha l’occasione ghiotta di raddoppiare con un rigore al 48’ sprecato da Bounedjah, che centra la traversa. Gol sbagliato, gol subito e la Costa d’Avorio trova il pari al 62’ con Kodjia. Partita bloccata, i minuti trascorrono e la paura di perdere attraversa sia la squadra di Kessie che quella di Bennacer, probabili futuri compagni di squadra nel Milan di Giampolo. Si va ai rigori: il centrocampista rossonero non sbaglia, al pari del napoletano Ounas. Gli errori decisivi della Costa d’Avorio con Bony e Die rendono vano l’unico penalty sbagliato dall’altra parte con Belaili.

L’Algeria vola in semifinale, la festa dei suoi tanti tifosi residenti in Francia (circa due milioni) si trasforma in tragedia a Montpellier dove una donna è morta investita dall’auto di un algerino che ha perso il controllo del mezzo. La polizia ha arrestato l’uomo, mentre il figlio della vittima è in gravi condizioni in ospedale.

Semifinali

14 luglio, Il Cairo, ore 18: Senegal Tunisia (diretta Dazn)

14 luglio, Il Cairo, ore 21: Algeria Nigeria (diretta Dazn)

Dopo le sorprese riservate dagli ottavi di finale, i quarti di Coppa d’Africa non hanno riservato colpi di scena nelle prime due partite. Avanzano come da copione Senegal e Nigeria, prime qualificate in semifinale. Tornano a casa Benin e Sudafrica, castigatori dei superfavoriti Marocco ed Egitto nel turno precedente. Ma non sono state partite scontate, tutt’altro. Sono servite deviazioni fortunose al 90’ e superiorità numeriche nel finale per garantire il passaggio del turno alle squadre di Manè e Iwobi.

Senegal Benin

C’era grande attesa al Cairo per il primo quarto di finale tra Senegal e Benin. Una curiosità dettata dall’impresa clamorosa compiuta dalla squadra di Michel Dussuyer negli ottavi di finale. Questa volta i favori del pronostico sono stati rispettati, ma la Nazionale di Koulibaly ha dovuto attendere il 70’ per sbloccare il match. Prima c’era stato molto equilibrio, con il Benin molto attento e organizzato in campo. Il portiere senegalese della Spal. Gomis, rischia di combinarla grossa con un rinvio che stava quasi per trasformarsi in autore. Poi la combinazione Manè Gueye porta alla rete decisiva del giocatore dell’Everton. Nel finale il Benin chiude in 10 per l’espulsione di Verdon. Il Senegal ora attende in semifinale la vincente di Madagascar Tunisia.

Nigeria Sudafrica

Una gara in bilico fino all’89’ quando una deviazione fortunata di Trost-Ekong manda in Paradiso i nigeriani e condanna i sudafricani a una beffa dolorosa. Prima le due squadre avevano dato battaglia fin dall’inizio. Il primo tempo è molto intenso, ma poco spettacolare. La Nigeria passa al 27’ grazie a un tiro sporco di Chukwueze. Il Sudafrica rimanda al secondo tempo i propositi di rimonta: le parate di Williams consentono ai Bafana bafana di restare nel match e di trovare la parità con Zungu al 71’ dopo un check del Var su un possibile fuorigioco. Quando i supplementari sembravano alle porte proprio Williams sbaglia l’uscita e il difensore dell’Udinese Trost-Ekong devia la palla con il ginocchio, tanto basta per garantire il passaggio del turno alla Nigeria. L’avversario della semifinale uscirà dal confronto tra Costa d’Avorio e Algeria.

Quarti di finale

Senegal-Benin 1-0

Nigeria-Sudafrica 2-1

11 luglio: Costa d’Avorio-Algeria, Suez, ore 18, diretta Dazn

11 luglio: Madagascar-Tunisia, Il Cairo, ore 21, diretta Dazn

Semifinali

14 luglio, Il Cairo, ore 18: Senegal vincente Madagascar Tunisia (diretta Dazn)

14 luglio, Il Cairo, ore 21: Nigeria vincente Costa d’Avorio Algeria (diretta Dazn)

Un po’ nel silenzio generale in Egitto è in corso la 32ma edizione della Coppa d’Africa. Oscurata dai Mondiali femminili e dalla Coppa America, la competizione ha concluso il tabellone degli ottavi di finale ed è proiettata verso i quarti. Non sono mancate fin qui le sorprese come, ad esempio, la clamorosa qualificazione del Benin mai vittorioso. O l’esclusione degli egiziani padroni di casa e l’eliminazione del Camerun campione uscente.

Gli ottavi di finale

Il colpo di scena principale, finora, è il colpaccio del Benin che ha mandato a casa i super favoriti del Marocco. Decisivi i rigori per una nazionale che non ha mai vinto una partita nella storia della Coppa d’Africa. Ci proverà ai quarti dove incontrerà il Senegal di Manè, vittorioso agli ottavi ai danni dell’Uganda (1-0). Sorprende anche il pass strappato dal Madagascar che ottiene la qualificazione ai danni del Congo ai calci di rigore (4-2). Sfiderà la Tunisia, che ha eliminato il Ghana ai penalty in quella che somigliava a una finale anticipat


Dall’altra parte del tabellone il colpaccio vero è quello del Sudafrica. La rete all’85 di Lorch inchioda l’Egitto di Salah, super favorito della vigilia. I sudafricani incontreranno ai quarti la Nigeria che ha mandato a casa i campioni uscenti del Camerun (3-2 finale, decisivo il gol del calciatore dell’Arsena Iwobi). Infine l’ultimo quarto di finale della Coppa D’Africa sarà tra Costa d’Avorio (1-0 al Mali) e Algeria (vittoria in scioltezza per 3-0 contro la Guinea).

I quarti di finale

Ecco il tabellone completo dei quarti di finale (diretta Dazn):

10 luglio, Il Cairo, ore 18: Senegal Benin (quarto 1)

10 luglio, Il Cairo, ore 21: Nigeria Sudafrica (quarto 2)

11 luglio, Suez, ore 18: Costa d’Avorio Algeria (quarto 3)

11 luglio, Il Cairo, ore 21: Madagascar Tunisia (quarto 4)

 

Semifinali: vincente 1 vs vincente 4; vincente 2 vs vincente 3

Finale: 19 luglio, Il Cairo, ore 21.

 

Se provassimo a chiedere l’esatta posizione del Benin sulla cartina geografica, in pochi (compresi noi) saprebbero rispondere. Eppure questo piccolo Stato da 8 milioni di abitanti si è qualificato ai quarti di finale della Coppa d’Africa eliminando il super favorito Marocco ai calci di rigore. Ma c’è di più. La Nazionale oggi allenata da Michel Dussuyer ha partecipato a 4 edizioni della Coppa, non vincendo neanche una partita. E anche nel torneo in svolgimento in Egitto il Benin ha collezionato “solo” quattro pareggi, il minimo indispensabile per accedere per la prima volta tra le migliori otto del continente.

La partita

È una storia di quelle che solo la Coppa Africa sa offrire. I beninesi nella competizione hanno un bilancio complessivo di 5 pareggi e 8 sconfitte. In questa edizione sono stati inseriti nel gruppo F con le favorite Ghana e Camerun, oltre alla Guinea. Terzo posto finale con tre punti frutto di tre pareggi: 2-2 con i ghanesi, 0-0 con Camerun e Guinea. Agli ottavi al Cairo il rocambolesco passaggio ai rigori contro le stelle del Marocco, guidate da Benatia e Ziyech. Il vantaggio degli scoiattoli al 53’ con Adilehou, pareggiato da En-Nesyri al 76’. Ziyech al 95’ può chiudere i conti dal dischetto ma il suo rigore si infrange sul palo.

Ora il Senegal

Si va ai supplementari, il Benin rimane in 10 per l’espulsione di Adenon ma non molla. Stringe i denti, si compatta e arriva ai rigori dove risultano decisivi gli errori dei marocchini Boufal e En-Nesyri. Esplode così la gioia del Benin per un clamoroso passaggio ai quarti di finale dove incontrerà il Senegal. La Nazionale di Koulibaly e Mane ha eliminato l’Uganda agli ottavi vincendo con uno striminzito 1-0. La stella del Liverpool è stata croce e delizia del match: prima ha sbloccato il risultato al 15’, poi ha sbagliato un rigore al 61’. Poco male visto che i senegalesi sono riusciti in ogni caso a qualificarsi per i quarti contro il Benin. La Nazionale che non vince ma si qualifica. E che per i più curiosi si trova nella parte occidentale dell’Africa.

La Coppa d’Africa spesso ha regalato delle piacevoli sorprese, tuttavia in pochi pensavano che, durante questa 32 edizione del torneo continentale africano, a farsi notare sarebbe stato il piccolo Madagascar.

La nazionale isolana è riuscita a sbaragliare la concorrenza di Nigeria, Burundi e Guinea nel girone B e a qualificarsi al primo posto, strappando uno storico passaggio agli ottavi di finale.

Sì perché il Madagascar è alla prima partecipazione in Coppa d’Africa dopo tantissimi anni in cui non è mai riuscita ad affacciarsi in un torneo prestigioso. Al primo tentativo i malgasci sono riusciti a fare il colpaccio battendo, tra l’altro, una formazione molto più blasonata qual è la Nigeria.

Un secco 2-0 ad Alessandria d’Egitto ha fatto sì che la nazionale guidata dal ct francese Dupuis strappasse il pass per entrare tra le migliori prime 16 d’Africa. A regalare i tre punti agli scorpioni sono stati gli esterni d’attacco Nomenjanahary (al 13esimo minuto) e Andriamatsinoro (al 53esimo).

Una nazionale che, contro i pronostici, è riuscita in primis a qualificarsi alla fase finale del torneo e ora anche a volare agli ottavi.


Piazzati alla posizione 108 del ranking Fifa i Barea sono la formazione più “anziana” del torneo, con una media d’età di 29,9 anni. In rosa c’è Romario Baggio (due dei protagonisti del Mondiale di Usa ’94), terzino 23enne che gioca Fosa Juniors di Boeny, Nord dell’isola. Insieme al terzo portiere Randrianasolo è l’unico a giocare in patria.
Calciatore famoso è il 35enne difensore centrale e capitano Andriatsima che milita nel Clermont, in Ligue 2.

Il ct, invece, è il francese Dupuis, ex difensore dilettante, che si alterna anche sulla panchina di una squadra francese di quarta serie.

L’isola ha tanti gravi problemi da risolvere ma almeno gli scorpioni sono riusciti a regalare qualche sorriso.

Il quadro è completo, finalmente. La prossima Coppa d’Africa, giunta alla trentaduesima edizione, sarà unica e per certi aspetti, innovativa. Dopo tante tribolazioni, infatti, ci sono le 24 squadre qualificate alla fase finale, ed è già questa una notizia: come da decisione del 20 luglio 2017, otto squadre in più, mentre inizialmente dovevano essere 16, come nelle ultime 12 edizioni, dal 1996 in poi. Ci sarà il debutto del Var a partire dagli ottavi e un po’ complice il ramadan, un po’ (tanto) la richiesta dei club europei, il torneo africano non si gioca più in inverno, ma dal 21 giugno al 19 luglio.

Ecco, ma dove? In Egitto, dopo che inizialmente, nel settembre 2014, il torneo era stato assegnato al Camerun, campione uscente che non organizza il torneo dal 1972 e che se non ci saranno altri terremoti ospiterà l’edizione del 2021. E proprio i Leoni Indomabili di Seedorf e Kluivert hanno faticato e parecchio per strappare il pass: una qualificazione tribolato perché inizialmente hanno iniziato le qualificazioni solo per far numero, già certi – essendo Nazione ospitante – di aver il diritto di partecipare. Poi la revoca dell’organizzazione ha spinto la squadra a giocare per davvero a calcio, conquistando la qualificazione solo all’ultima giornata, battendo 3-0 le Comore.

 

Il Camerun non sarà l’unica superpotenza africana perché di fatto le grandi ci sono tutte: dall’Egitto che è alla 24a partecipazione alla Costa d’Avorio con 23 gettoni, il Ghana  con 22 presenze, la Tunisia, la Repubblica Democratica del Congo e il Camerun alla diciannovesima apparizione, la Nigeria e l’Algeria alla diciottesima. E’ molto probabile che una di queste lotterà per il titolo tra il Cairo, Alessandria, Port Said, Ismailia e Suez.

Fuori il Gabon di Pierre Aubameyang  e anche lo Zambia, campione nel 2012 e addirittura quarto nel girone vinto dalla Guinea Bissau, alla seconda apparizione consecutiva, davanti alla Namibia che ha sofferto in maniera clamorosa: sconfitta 4-1 dallo Zambia, giocatori in lacrime perché sicuri dell’eliminazione e passati alla gioia sfrenata quando è arrivata la notizia del pareggio della Guinea Bissau (già qualificata) col Mozambico al 94’ che mandava in Egitto la Namibia, col Mozambico beffato.

L’allargamento del torneo con l’aggiunta di 8 squadre ha portato a diverse sorprese. Debuttano il Madagascar (tra i primi a qualificarsi), la Mauritania e il Burundi. Tornano la Tanzania, allenata dal nigeriano Emmanuel Amunike e alla seconda partecipazione a 39 anni di distanza dal debutto, nel 1980; il Kenya, assente dal 2004, la Namibia, che non si qualificava dal 2008, e il Benin, fuori dal 2010 e qualificato grazie al 2-1 sul Togo dove tornava per cercare di salvare la propria nazionale il patriota Emmanuel Adebayor.

Queste le 24 qualificate: Senegal e Madagascar; Marocco e Camerun; Mali e Burundi; Algeria e Benin; Nigeria e Sudafrica; Ghana e Kenya; Zimbabwe e Repubblica Democratica del Congo; Guinea e Costa d’Avorio; Angola e Mauritania; Tunisia ed Egitto; Guinea Bissau e Namibia; Uganda e Tanzania.

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Un po’ a chiunque sarà capitato di commettere errori nell’invio di una mail: per esempio chi ha scritto in maniera errata l’indirizzo o chi ha dimenticato di inserire l’allegato. 

Un grave errore l’ha commesso con il proprio indirizzo di posta elettronica la federazione calcistica senegalese in occasione delle convocazioni per il prossimo match di qualificazione alla prossima Coppa d’Africa

La vittima dell’errore commesso dalla federazione è stato il calciatore dell’Inter: Keita Baldé. L’attaccante non è stato convocato dalla nazionale senegalese, non per scelta tecnica ma per uno sbaglio burocratico.

La federazione del Paese africano ha sbagliato indirizzo email, inviando la comunicazione della convocazione dell’attaccante ex Lazio, al vecchio indirizzo di posta dell’Inter.

Per Keita dunque niente nazionale ma soprattutto niente partecipazione all’importante partita di sabato 17 contro la Guinea Equatoriale valida per le qualificazioni alla Coppa d’Africa 2019.

Dal club nerazzurro nessuna comunicazione e tanta delusione per l’attaccante, che già non sta trascorrendo un grandissimo periodo dal punto di vista realizzativo e ambientale ad Appiano Gentile.

Keita Baldé con la maglia dell’Inter

A spiegare il qui pro quo è stato direttamente il vicepresidente della FSF, Addoulaye Sow, affermando che il club interista ha inviato la comunicazione di aver cambiato indirizzo mail attraverso una lettera. Lettera che però, evidentemente, non è stata presa in considerazione che ha poi costato il forfait di Keita.

Una vicenda al termine della quale sono arrivate alla società nerazzurra anche le scuse da parte di Augustin Senghor, presidente della FSF.

Per Keita Baldé ci sarà modo di lavorare a Milano con tranquillità per ritrovare la giusta serenità e la freschezza atletica dopo gli impegni del Mondiale e il fatto che sia arrivato alla corte di Spalletti solamente a metà agosto.

Il Madagascar è nella storia. Per la prima volta l’isola più grande del continente si qualifica alla Coppa d’Africa che si disputerà in Camerun nel 2019 dal 15 giugno al 13 luglio. La squadra allenata dal ct francese Nicolas Dupuis ha sconfitto 1-0 in trasferta all’Estadio de Bata la Guinea Equatoriale. Gli scorpioni, così come vengono soprannominati, sono la prima squadra a qualificarsi alla competizione continentale oltre al Camerun padrone di casa. Il Madagascar guida il gruppo A di qualificazione a quota 10 punti in un girone in cui ci sono anche Senegal e Sudan. Guadagnato il passo per la Coppa d’Africa con due giornate di anticipo, migliaia di tifosi si sono riversati per strada nella capitale Antananarivo per festeggiare lo storico risultato.


Fin qui le note liete per lettore e scrivente. Perché le note dolenti arrivano ora. I nomi dei calciatori sono quasi impossibili da leggere, più semplici da scrivere con un semplice copia incolla. Iniziamo dal match winner contro la Guinea: Nijva Rakotoharimalala, centrocampista di 26 anni che gioca in Thailandia con il Sukhothai. Poi ci sono Ando Rakotondrazaka e Pascal Razakanantenaina, Lalaina Nomenjanahary (gioca nel Paris Fc, in Ligue 2) e Zotsara Randriambololona. Piccolo sospiro di sollievo quando siamo di fronte a Marco Ilaimaharitra che gioca in Belgio con lo Charleroi. Paulin Voavy è il calciatore che più si avvicina foneticamente ai canoni internazionali.


C’è da scommettere che il prossimo giugno, quando inizierà la Coppa d’Africa, telecronisti e commentatori piomberanno nella disperazione durante le partite del Madagascar. Discorso simile per gli habitué di twitter. Nome e cognome di un calciatore occupano una bella fetta dei 240 caratteri disponibili. Ma non è il primo caso di calciatori impronunciabili: basti pensare al portiere della Juventus, Wojciech Szczęsny. Più difficile da scrivere che da leggere. Poi c’è Jakub Błaszczykowski, ex centrocampista della Fiorentina ora al Wolfsburg. Non male anche l’iraniano Reza Ghoochannejhad o Jamaldin Khodjaniyazov, difensore originario del Turkmenistan.

Una Nazionale non è per sempre, l’ultimo caso è quello di Geoffrey Kondogbia.

L’ex centrocampista dell’Inter, oggi al Valencia, lascia la Francia per giocare nella selezione della Repubblica Centrafricana, il Paese nativo dei suoi genitori. Un addio che fa rumore visto che il calciatore, 25enne, è stato campione del mondo con la Francia under 20 nel 2013 sconfiggendo ai rigori in finale l’Uruguay.

In quella Nazionale transalpina giocavano, tra gli altri, Pogba, Umtiti, Areola, Digne, Veretout e Lemina. Anche quest’ultimo ha poi lasciato i galletti e oggi gioca nel Gabon, mentre Pogba ha i fratelli che indossano la maglia della Guinea, Umtiti più volte è stato corteggiato dal Camerun.

Kondogbia disputerà le gare di qualificazione alla Coppa d’Africa della Repubblica Centrafricana: primo match contro la Costa d’Avorio. Dimenticato da Deschamps, è sceso in campo con i campioni del mondo solo 5 volte, tutte in amichevole, tra il 2013 e il 2015.

L’ex interista non è un caso isolato. Le regole Fifa in materia sono diventate più severe. Dal 2004 non basta solo avere la nazionalità del Paese che si vuole rappresentare in campo, ma occorre anche “un chiaro collegamento” con quella nazione. Ad esempio un parente originario di quel territorio o l’averci vissuto per almeno 5 anni.

Gli antenati di Kondogbia sono numerosi. Il grande Alfredo Di Stefano ha giocato sia per l’Argentina in cui è nato che, dal 1957, per la Spagna. Discorso simile per Ferenc Puskas, compagno di squadra della Saeta Rubia nel Real Madrid: 85 presenze con l’Ungheria e 4 con la Spagna.

Nell’Italia che partecipò ai Mondiali cileni del 1962 i casi erano addirittura molteplici: Omar Sivori, che nel 1957 aveva vinto il Campionato sudamericano (Coppa America) con l’Argentina; Josè Altafini, che con il suo Brasile aveva trionfato nei Mondiali svedesi del 1958; Humberto Maschio, che con Sivori e Angelillo (per quest’ultimo “solo” 2 amichevoli con l’Italia) formava il trio degli “angeli dalla faccia sporca”; Angelo Sormani, che però non venne mai convocato dal suo Brasile. Andando ancora più indietro nel tempo ci fu Raimundo “Mumo” Orsi, argentino poi campione del mondo con l’Italia nel 1934.

Più recenti, infine, sono i casi di Thiago Motta (Brasile e Italia), Diego Costa (Brasile e Spagna), Franco Vazquez (solo un’amichevole con l’Italia e poi Argentina), Florent Malouda (Francia e poi Guyana Francese, anche se è Nazionale non affiliata alla Fifa), Carles Puyol e Gerard Piqué (Spagna e poi Catalogna, non riconosciuta dalla Fifa), Jocelyn Angloma (Francia e Guadalupa, non affiliata alla Fifa).