Tag

coca-cola

Browsing

Hannes Thor Halldorsson è il portiere regista dell’Islanda che attende l’esordio mondiale sabato prossimo contro l’Argentina alle 15.00 alla Otkrytie Arena di Mosca.

No, non è anche il faro di centrocampo in grado di smistare i palloni verso Bjarnason e gli attaccanti Sigurdsson e Finnbogason. No, Halldorsson ama dirigere lo spettacolo dietro la macchina da presa, nel vero senso della parola.

Prima di fare il professionista sul prato verde, infatti, l’estremo difensore del Randers (massima serie danese) ha fatto ciak su diversi set cinematografici per la realizzazione di videoclip pubblicitari e musicali. Non solo riprese amatoriali da proiettare nelle serate goliardiche con amici, ma qualcosa di molto più professionale: è stato responsabile del video per la presentazione dell’Islanda all’Eurovision Song Contest nel 2012, partecipando anche alla clip della canzone Never Forget di Greta Salome e Jonsi.

Il ct Hallgrimsson può contare, quindi, su un atleta di sicuro valore in campo (tra gli assoluti protagonisti del miracolo islandese a Euro 2016 fino ai quarti di finale) e sulla sedia da regista.
Halldorsson, tuttavia, non ha appeso il ciak al chiodo, anzi. Ha unito le due passioni della sua vita, dirigendo il nuovo spot della Coca Cola, confezionato appositamente per i vichinghi di Reykjavik. In un climax crescente, seguendo il ritmo del “viking clap”, nel video si vede la popolazione islandese nella sua quotidianità tra sport, pesca, scuola e famiglia, che all’unisono segue l’avventura Mondiale della nazionale, quella con il minor numero di abitanti a partecipare alla Coppa del Mondo

I pensieri di Hannes sono proiettati verso Russia 2018, ma vanno già oltre. Il 34 enne portiere non ha dimenticato la promessa del patron della Saga Film, la casa di produzione per cui lavorava. «Quando smetterai con il calcio, la sedia da regista è tua». Prima, però, c’è il ciak mondiale.

Il trofeo più ambito, la Coppa del Mondo, è in viaggio per il mondo a far rivivere emozioni e gloria ai paesi che l’hanno innalzata e per farsi conoscere da chi invece non ha mai esultato per il titolo mondiale vinto.

A cura della Coca Cola è cominciato il Trophy Tour che, partito il 23 gennaio 2018, ha in programma di attraversare ben 91 città in 51 nazioni e 6 continenti. La destinazione finale, prevista per il 1 maggio, sarà naturalmente la Russia, sede dei Mondiali 2018.

In questo percorso, che ha già toccato diversi paesi tra i quali anche il nostro nel mese di marzo a Napoli, di recente la Coppa del Mondo ha visitato l’Argentina e per tutto il paese è stato motivo di grande festa.

Per l’occasione si sono riuniti tantissimi grandi campioni che hanno vinto due edizioni differenti, i Mondiali del 1978 e quello del 1986.

Un team “mondiale” che ha visto riuniti nella stessa sede giocatori come Mario Kempes, Ricardo Daniel Bertoni, Ubaldo Fillol, Alberto Tarantini e Ricardo Julio Villa del 1978 e Sergio Batista, Jorge Burruchaga, Hector Enrique, Oscar Garre, Ricardo Giusti, Julio Olarticoechea, Nery Pumpidoy e Carlos Daniel Tapia del 1986.

E proprio uno di loro, il campione del mondo Mario Kempes, ha così commentato questo evento nazionale.

È più di un semplice trofeo, rappresenta tutte le sfide e le esperienze condivise del nostro team che si uniscono per ottenere qualcosa di molto speciale nella vittoria della Coppa del Mondo FIFA

Tra tutte le tappe finora toccate dal Trophy Tour, l’accoglienza e la partecipazione che hanno salutato l’arrivo della Coppa del Mondo in Argentina non ha eguali. Le città di Tucuman, Berazategui, Buenos Aires e Rosario sono quelle che hanno visto la maggiore partecipazione in assoluto fino a questo momento. 

E c’è stata anche tanta gioia per i giocatori nel riportare a Tilcara, località dove si allenava la squadra nel 1986, questo trofeo che rappresenta moltissimo per tutta la popolazione. Una tappa non prevista ma che è stata concessa per mantenere una promessa fatta ben 32 anni fa.

Ai tempi, infatti, la nazionale argentina si allenava in quel villaggio e, in caso di vittoria, aveva promesso di riportare lì l’amato trofeo. Una storia che ha commosso gli abitanti che hanno potuto vedere da vicino la celebre Coppa del Mondo.

Merito della passiona argentina per il calcio che va aldilà del semplice gioco e che è stato reso possibile dall’iniziativa promossa dal brand Coca Cola. Il suo manager, Jose Maria Cagliolo, è rimasto piacevolmente colpito dall’accoglienza ricevuta e non nasconde la sua soddisfazione per aver riscosso tanto successo col suo Trophy Tour proprio nel paese argentino:

Portare il trofeo in Argentina e condividere questa esperienza con così tante persone, inclusi i nostri amati Campioni del Mondo FIFA del 1978 e 1986, ci consente di creare ricordi indimenticabili e di condividerli con gli amici

L’Italia, è vero, non ci sarà in Russia tra le 32 squadre che si contenderanno il prossimo Mondiale di calcio, ma un italiano ha avuto il privilegio di mettere le mani sopra la prestigiosa Coppa e di portarla in giro per il globo prima di atterrare definitivamente a maggio, a ridosso dell’inizio del torneo iridato.

Andrea Pirlo, infatti, è stato scelto come testimonial per il Fifa World Cup Trophy Tour by Coca-Cola, uno spettacolare giro del mondo nel quale l’ambito trofeo farà tappa in più di 50 stati. Da un italiano ad un altro: da Silvio Gazzaniga, ideatore dell’attuale silhouette del premio più riconosciuto nello sport, a chi quella Coppa l’ha davvero sollevata al cielo, tenuta stretta e coccolata nell’estate del 2006 a Berlino.
Il Maestro che si è ritirato dal calcio giocato lo scorso novembre 2017, “scorterà” il trofeo che a bordo di un aereo viaggerà in lungo e in largo per raccogliere foto, selfies, gioie e sorrisi di tantissimi appassionati sparsi nei sei continenti.

Il tour “internazionale” è partito lunedì 22 gennaio e fa tappa il 24 gennaio a Colombo, ex capitale dello Sri Lanka. Dall’Asia, all’Oceania, passando per Europa, Africa e Americhe, il luccicante riconoscimento percorrerà oltre 126mila chilometri; in Italia farà tappa in due città: a Roma il 17 marzo e a Napoli il 17-19 marzo. Poi Parigi, Colonia e via in Sud America con sosta in Argentina prima di risalire la terraferma. (Scopri qui tutte le tappe)

In realtà, nei mesi precedenti, in ben 78 giorni di viaggio, la Coppa del Mondo ha visitato 16 città della Russia, paese ospitante, e altre nove l’accoglieranno a maggio: Vladivostok, Novosibirsk, Ekaterinburg, Samara, Kazan, Nizhny Novgorod, Rostov-on-Don, San Pietroburgo e, per finire, ultima tappa Mosca.

Coca-Cola e Fifa hanno unito le loro forze per quest’idea lanciata nel 2006 quando il tour ha visitato 29 paesi incontrando oltre 175mila fan. Per la seconda edizione, che ha portato alla Coppa del Mondo in Sudafrica nel 2010, (prima volta di un paese africano), il tour è passato per 84 stati, 50 dei quali nello stesso continente africano. In quell’occasione, quasi un milione di sostenitori ha immortalato l’evento con una accanto al premio. Nel 2014, invece, il tour è durato ben 267 giorni arrivando in 90 paesi.