Tag

cleveland

Browsing

Per la seconda volta nella sua carriera, LeBron James torna in Ohio da ex, ma questa volta l’accoglienza dei tifosi dei Cavaliers è stata davvero emozionante. Per il numero 23 dei Lakers questa volta è stato un trionfo, in campo e soprattutto di pubblico: una lunga ovazione quando sono state introdotte le due squadre con lo storico speaker dei Cavaliers, Sean Peebles, che facendo uno strappo alla regola, ha tenuto per ultimo il nome di James nella lista degli ospiti, dedicandogli un urlo che di solito spetta soltanto ai giocatori di Cleveland. A quel punto la folla ha risposto salutando LeBron con un applauso durato quasi un minuto.

 

I Los Angeles Lakers hanno vinto 109 a 105 e signor “Prescelto” del basket Nba non ha fatto sconti a nessuno. Trattenute le emozioni, e nonostante i simpatici siparietti con l’ex compagno Tristan Thompson, nella sfida è il migliore, con una doppia doppia da 32 punti, 14 rimbalzi e 7 assist e giocate di potenza alternate a quelle di finezza, soprattutto nei momenti importanti. Ed è proprio la sua tripla nel finale che si merita gli applausi: sotto 96-99, i Los Angeles Lakers affidano a James il pallone e LeBron non trema, ma scarica dall’arco una bomba perfetta che vale la parità: è il tiro che dà il la alla cavalcata dei gialloviola verso la vittoria.

 

James è molto legato alle sue due esperienze con i Cavaliers con cui ha giocato dal 2003 al 2010 e dal 2014 al 2018. In mezzo l’esperienza con i Miami Heat e, adesso, con i Lakers. Nella sua seconda esperienza a Cleveland, LeBron ha superato la soglia dei 24.000 punti diventando il più giovane giocatore a farlo precedendo Kobe Bryant di circa un anno (Bryant aveva superato la soglia ai 31 anni, James a 30 anni e 17 giorni) e nel corso della stagione 2015-2016 diventa il più giovane giocatore a raggiungere 26.000 punti in carriera a 31 anni e 30 giorni. Dei tre titoli Nba vinti, l’ultimo del 2016 è proprio con i Cleveland Cavaliers.

Mentre Golden State in gara-5 ha surclassato Cleveland e si è aggiudicato il secondo titolo Nba degli ultimi 3 anni, Mondiali.it vuole fare un tuffo nel 2014 quando a vincere l’anello sono stati i San Antonio Spurs guidati dall’italianissimo Marco Belinelli.

In effetti il cestista azzurro, che oramai è un veterano del basket americano, ha avuto l’onore e la fortuna di essere stato il primo italiano ad alzare il trofeo più ambito dagli amanti della pallacanestro.
Quella del 2014 è stata una stagione da incorniciare per Belinelli che ha avuto modo di vincere anche un trofeo personale. Infatti, grazie alla media stagionale di oltre il 44% nel tiro da tre punti, viene selezionato per partecipare allo spettacolare “Three-point Shootout” in occasione dell’All-Star Weekend 2014. A fine gara riesce a sconfiggere nello spareggio lo statunitense, Bradley Beal, diventando così il primo italiano a vincere questo tipo di premio.

Se in questo 2017 a portare in trionfo Golden State sono stati sicuramente Kevin Durant e Stephen Curry, sicuramente nel 2014 uno degli artefici del sogno di San Antonio è stato proprio il bolognese Belinelli.

Vincere l’anello Nba è stata una vera e propria conquista per la pallacanestro italiano che oramai da anni in pianta stabile esporta i propri cestisti all’interno del campionato più famoso e importante del pianeta. Dal 1995, quando a trasferirsi oltreoceano fu Vincenzo Esposito (attuale coach di Pistoia), sino ad ora, sono stati molti gli italiani a volare nel campionato a stelle e strisce. Nessuno però era riuscito a raggiungere il trofeo più ambito prima di Belinelli.
Seppur campioni come il “Gallo” Gallinari, Andrea Bargnani e Gigi Datome abbiano fatto parte di gruppi forti, non sono mai riusciti a vincere il “Larry O’Brien Championship Trophy” prima che lo facesse proprio Marco Belinelli tre anni fa.

A far sì che il cestista bolognese crescesse la sua fama ci ha pensato anche l’ex presidente americano, Barack Obama, quando, in occasione della consueta visita alla Casa Bianca della squadra vincitrice del titolo, pubblicamente gli riservò le parole:

Who we miss on the Bulls!! (che manca a noi de Bulls)

con preciso richiamo al tifo del presidente Usa per la squadra di Chicago, in cui ha militato la guardia bolognese.

Tuttora la guardia azzurra è in Nba e dopo la trionfante esperienza a San Antonio ha militato in diverse squadre del campionato di Nba. A portarlo in America furono i Warriors nel 2007. Dopo Golden State, ha girato in varie città: Toronto, New Orleans, Chicago. Dopo la vittoria del Nba Final, si trasferisce a Sacramento (pessima annata) prima di stabilirsi a Charlotte negli Hornets. In effetti la piccola parentesi a Sacramento non è stata delle migliori. Nonostante un buon prestagione, il campionato è negativo con una scarsa vena realizzativa.

Il riscatto arriva a Charlotte. Con delle buone prestazioni riesce a far risalire la china degli Hornets perdendo per un soffio il pass per i playoff. Il sogno è quello di rivedere un italiano ad alzare il trofeo Nba così che possa portare in auge il basket azzurro.

Dario Sette