Tag

cina

Browsing

Da Lippi a Cannavaro. A guidare la Cina è ancora un ct italiano.

Ha detto sì senza indugi perché la Cina è la sua seconda casa. L’x capitano della Nazionale azzurra campione del Mondo 2006 e attuale allenatore del Guangzhou Evergrande, Fabio Cannavaro, ha accettato l’incarico ad interim sulla panchina dei Dragoni.

Il tecnico napoletano va a sostituire il suo ex ct del Mondiale tedesco, Marcello Lippi, che ha guidato la formazione nell’ultima Coppa d’Asia fino all’uscita nei quarti di finale. Il mister viareggino, però, resta nell’organico federale come direttore tecnico.

Per l’ex difensore napoletano è stata una richiesta sorprendente che ha accettato dopo un’attenta valutazione. Conosce il calcio cinese e potrebbe essere una figura che porterebbe serenità all’ambiente.
Il debutto è già domani in vista della “China Cup” torneo amichevole in cui partecipano i cinesi, insieme a Thailandia, Uruguay e Uzbekistan: primo match al Guangxi Sports Center di Nanning contro la compagine thai.

Un bel banco di prova per il tecnico del Guangzhou, giunto secondo lo scorso anno in Superleague, attualmente a punteggio pieno dopo le prime due gare.

Dopo la China Cup la federazione cinese prenderà una decisione per il futuro. Ovviamente se Cannavaro dovesse ben figurare in questo minitorneo, la panchina dei Dragoni continuerà a essere sua.

I media cinesi, però, non hanno preso nel migliore dei modi questo progetto o per lo meno vaga un po’ di scetticismo nei confronti del tecnico partenopeo. I dubbi sono legati alla poca esperienza di Cannavaro e al fatto che non abbia ancora ottenuto risultati importanti (se non una Supercoppa di Cina la scorsa stagione).

Un po’ di sfiducia giunge anche da parte dell’ex nazionale Li Yan il quale ne esalta le qualità da calciatore ma che sulla panchina deve ancora dimostrare tanto.

Tuttavia i complimenti per questo importante salto sono arrivati dal mondo dello sport, tra cui la Juventus, sua ex squadra:

In principio è stato il 2 luglio 2016, calci di rigore tra Germania – Italia ai quarti di finale degli Europei di calcio: l’azzurro Graziano Pellè di fronte al tedesco Manuel Neuer e un beffardo rigore dopo le scenetta del famoso “Mo ti faccio il cucchiaio!”.

Beh di tempo ne è passato da quel giorno e i desti dei due calciatori sono un po’ cambiati: l’attaccante salentino è in pianta stabile in Cina con uno stipendio da paperone e continua a fare gol; l’estremo difensore del Bayern Monaco ha subito un’involuzione rispetto a qualche anno fa e, stavolta, un tocco sotto (quello di Mané in Champions League) lo ha beffato, dopo un’uscita azzardata.

Partendo da Neuer, il portiere non sta vivendo la sua miglior stagione in realtà il pregresso è iniziato già da qualche tempo. Lo dicono i numeri: la difesa bavarese non è più imperforabile e lo si può notare sia in Europa che in Bundesliga. A questo punto del campionato il Bayern ha già subito 27 reti, una in meno rispetto alle 28 totali della scorsa stagione e nettamente superiori a quelle incassate nelle annate precedenti (22 nel 2016/ 17 e 17 nel 2015/16).

Il continuo movimento del portiere/libero Neuer ha mandato un po’ in difficoltà la retroguardia tedesca, com’è successo contro il Liverpool sotto il segno di Sadio Mané.

Dal cucchiaio nello stadio Matmut-Atlantique di Bordeaux qualcosa è cambiato anche per l’attaccante pugliese Pellè. Il leccese classe ‘85 è oramai al terzo anno in Cina nella squadra dello Shandong Luneng, con cui ha realizzato più di trenta reti in 70 presenze.
Le ultime due sono state realizzate nella Champions asiatica durante il match giocato in casa contro i campioni in carica del Kashima Antlers. Dopo il doppio vantaggio nipponico, i cinesi hanno agguantato il pareggio proprio grazie alla doppietta dell’italiano, prima su rigore (stavolta la palla non è andata fuori) e poi con un sinistro sotto l’incrocio all’altezza del dischetto del rigore.

La stagione è iniziata benissimo con cinque gol in quattro partite. L’anno scorso, alla fine del campionato, sono stati 16 in totale. Nel dicembre scorso è arrivato il rinnovo a 15 milioni di euro netti a stagione, che lo ha reso l’italiano più pagato al mondo, davanti all’altro Italians: Sebastian Giovinco.

L’addio era nell’aria da diversi mesi ma è arrivato nel momento in cui tutti non ci pensavano più.

Marek Hamsik o Marekiaro, come lo chiamano i napoletani, ha deciso di lasciare la città del Vesuvio che lo ha accolto quando era un semplice ragazzino ventenne.
Ora va via da campione, ha deciso di accettare la proposta dei cinesi del Dalian.

Le sirene d’oriente si erano accese già l’estate scorsa poi, con l’arrivo di Carlo Ancelotti, tutto ha fatto intuire che sarebbe rimasto e così è stato. Dopo la partita contro la Sampdoria al San Paolo, però, c’è stata la sorprendente notizia dell’addio. Durante il cambio, la solita standing ovation del pubblico, risposta con una mano al cuore, come a dire “sarete sempre qui”.

In pochi sapevano della sua decisione prima di quello che in fondo è stato il suo ultimo match con la maglia del Napoli davanti al pubblico che lo ha amato. Capitano, leader, simbolo del Napoli che, dopo essere tornato in Serie A, ha trovato nello slovacco il calciatore da dove ripartire.

È stato il calciatore che, nonostante gli arrivi e le partenze di campioni come Lavezzi, Cavani e Higuain, lui c’è sempre stato. Seppur di nazionalità slovacca, Hamsik si è sempre sentito napoletano.

Lascia il Vesuvio da campione che ha segnato la storia azzurra: 520 presenze dal 2007, superato di 8 partite lo storico capitano Bruscolotti, e soprattutto 121 reti. Lo slovacco, infatti, è il miglior marcatore del Napoli, sei in più del grande Maradona. Numeri che gli hanno permesso di scrivere il suo nome a caratteri cubitali nella storia del club partenopeo.

L’ARRIVO IN ITALIA

Hamsik giunee in Italia grazie al Brescia che lo preleva dallo Slovan Bratislava quando aveva solo 17 anni. Nella società del presidente Corioni resta per 3 anni prima dell’offerta di Luigi De Laurentis che gli prospetta un lungo futuro all’ombra del Vesuvio, e così è stato.

Comprato per poco più di 5 milioni di euro, sceglie la maglia 17 (non un bel numero per i napoletani) quella che, però, poi indosserà per oltre 500 volte. Alla sua prima stagione in Serie A segna nove reti, da lì in poi vederlo segnare con costanza diventerà un’abitudine.
La prima rete la segna il 15 agosto 2007 nel match del primo turno di Coppa Italia al San Paolo contro il Cesena. Un piattone destro a beffare il portiere romagnolo. Il look di Marekiaro era con una cresta, ma non così evidente come negli anni successivi.

Da quel gol ha poi frantumato una serie di record, superando miti come Careca e soprattutto Maradona. Al termine della stagione 2009-2010, con 12 gol in 37 partite, è capocannoniere della squadra per il terzo anno consecutivo; l’ultimo calciatore a riuscirci per almeno tre stagioni di seguito era stato proprio El Pibe de Oro.

Nel corso degli anni diventa e resta uno dei tenori principali dell’attacco azzurro, prima in coppia con Lavezzi e Calaiò, poi gli arrivi di Cavani, Callejon, Higuain e Mertens.

Dopo l’addio di Paolo Cannavaro nel 2014 diventa stabilmente il capitano e il leader dello spogliatoio. Nel corso delle annate rifiuta tante offerte importanti, perché Napoli è casa sua. Da qualche stagione però qualcosa si è rotto, ha avuto annate un po’ altalenanti e qualche giorno fa è giunta l’offerta economica difficile da rifiutare.

I tifosi napoletani non l’hanno presa bene, forse si saranno sentiti traditi anche da Marekiaro. Il pubblico l’ha amato e che, nonostante tutto, lo continuerà ad amare.

Il suo soprannome è Filippa proprio come il beniamino di cui è fan sfegatata: Filippo Inzaghi. Lei si chiama Ni-Min vive a Shanghai e ha macinato migliaia di chilometri per salutare il suo mito, l’allenatore del Bologna. O meglio, ex-allenatore perché nella giornata di lunedì 28 gennaio, Inzaghi è stato esonerato dopo la pesante sconfitta per 4-0 subita contro il Frosinone.

Tempismo davvero notevole, quello di Ni-Min che si è presentata al centro allenamenti di Casteldebole per scattare una foto assieme a Inzaghi e ha scoperto la rottura del rapporto tra l’ex giocatore del Milan e la società emiliana. E dire pure che la cinese era sotto l’ombra delle Due Torri da quattro giorni, s’è vista pure la brutta partita allo stadio Dall’Ara pur di aumentare la collezione di cimeli a tema “SuperPippo” tra foto, autografi e calendari.

Risultati immagini per inzaghi bologna

Ai giornalisti fa vedere i video di qualche incontro passato come quello dell’anno scorso quando era ancora sulla panchina del Venezia, ma a questo giro, la sua giornata tutta speranzosa e positiva si è trasformata in una mattinata infelice.  Un incubo che unisce la tifosa e Inzaghi: entrambi hanno perso il sorriso.

La storia di Ni-Min ricorda un episodio altrettanto rocambolesco vissuto nel 2012 da un giornalista giapponese, Daisuke Nakajima, esperto di calcio scozzese per aver seguito, per diversi anni, le gesta del mito nipponico Shunsuke Nakamura nel Celtic. Lui, però, era tifoso dei rivali protestanti, i Rangers che in quegli anni, dopo il fallimento, era scesi nei bassi fondi della piramide calcistica scozzese.

Nakajima non aveva smarrito l’entusiasmo e quando gli si presentò l’opportunità di assistere a un match dal vivo, si imbarcò sull’aereo in direzione Scozia, precisamente a Elgin, città dove si sarebbe svolta la partita. Ben 10mila chilometri, 14 ore di viaggio in aereo e circa cinque in treno, poi l’amara scoperta: il match tra Elgin e Rangers era stato annullato.

Risultati immagini per Daisuke Nakajima rangers

Il motivo? Il presidente dell’Elgin City, fiutando affari e soldi facili per un partita di così altro prestigio nonostante fosse in terza divisione, aveva deciso non solo di alzare i prezzi dei singoli biglietti, ma di venderne molti di più della capienza massimo dello stadio. La polizia, dunque, per motivi di sicurezza aveva deciso di chiudere i cancelli dello Borough Briggs e rinviare la partita.

Ma c’è un lieto fine, se così si può dire, per Daisuke Nakajima (e chissà magari si concretizza anche a Ni-Min): i dirigenti del Rangers, venuti a conoscenza dell’assurda disavventura, l’hanno invitato a partecipare ad un tour all’interno della sala trofei dell’Ibrox Stadium.

Immagine correlata

Si è chiusa la fase a gironi della Coppa d’Asia 2019 che si sta tenendo negli Emirati Arabi Uniti. Il quadro delle sedici squadre che si affronteranno negli ottavi di finale è al completo: poche reali novità riguardo le nazionali più accreditate, qualche sorpresa tra le squadre esordienti.

Dopo l’Uae di Alberto Zaccheroni, anche la Cina di Lippi vola alla seconda fase seppur dietro la Corea del Sud. I Dragoni, infatti, sono stati sconfitti per 2-0 dai sudcoreani, nello scontro diretto.

Passano il turno anche Thailandia, Giordania, Australia (campione uscente del 2015), Iran, Iraq, Qatar, Arabia Saudita, Giappone e Uzbekistan.
A queste si aggiungono quattro migliori terze che sono: Bahrain, Oman, Kyrgyzstan e Vietnam.

Il quadro degli ottavi è definitivo e si parte domenica 20 con la Cina di mister Marcello Lippi contro la Thailandia. Un match comunque alla portata per la nazionale cinese che, grazie alle geometrie del commissario tecnico viareggino, potrebbe avere qualche chance in più.

 

Visualizza questo post su Instagram

 

Round of 16 line-up confirmed. Who will go on to be the #AsianCup2019 champions?

Un post condiviso da #AsianCup2019 (@afcasiancup) in data:

Tra le sfide più accattivanti c’è sicuramente Giappone – Arabia Saudita, due grandi del calcio asiatico. I nipponici, finora imbattuti, hanno sconfitto nell’ultimo match anche l’Uzbekistan di Hector Cuper per 2-1. La vincente sfiderà una tra Giordania e Vietnam. Proprio i Draghi d’oro sono riusciti nell’impresa di qualificarsi agli ottavi come ultima miglior terza, a discapito del Libano. Per una serie di combinazioni, le due nazionali si sono trovate appaiate in classifica con entrambe 3 punti, con la stessa differenza reti e gol segnati. Il passaggio del turno, così com’è stato già allo scorso Mondiale, è stato decretato dal punteggio fair play: i numeri di cartellini gialli e rossi. Proprio come è accaduto al Senegal in Russia, il Libano non ce l’ha fatta a passare il turno per un cartellino giallo in più rispetto alla nazionale vietnamita, ma non è tutto. L’ultima ammonizione ricevuta, nella sfida vinta contro la Corea del Nord per 4-1, è stata comminata dal direttore di gara al minuto 99 del match.

Risultati immagini per libano corea del nord coppa d'asia
Mohamad Haidar al termine del match contro la Corea del Nord

A farne le spese è stato il numero dieci, Mohamad Haidar, per aver protestato contro l’arbitro riguardo ai minuti di recupero concessi. Una vera e propia beffa, oltre che un’ingenuità clamorosa del giocatore, che forse non aveva considerato questa possibilità, ma che in sostanza ha sancito l’uscita dei Cedri dalla Coppa d’Asia. Tra le altre curiosità di questa Coppa d’Asia, nell’ultimo turno ha fatto molto discutere un calcio di rigore assegnato alla Siria contro l’Australia.

L’arbitro messicano Ramos ha concesso un penalty inesistente alla nazionale siriana, trasformato da Omar Al Soma. La decisione è stata fortemente criticata dai Socceroos che però non hanno potuto far nulla. Il Var non è ancora presente dato che la confederazione ha deciso di inserirla solamente dai quarti di finale.

È bastato un pareggio ad Alberto Zaccheroni per strappare il pass per gli ottavi di finale della Coppa d’Asia 2019.

La nazionale degli Emirati Arabi Uniti, paese ospitante del torneo, ha chiuso il girone al primo posto con 5 punti, grazie a una vittoria e due pareggi, l’ultimo contro la Thailandia per 1-1. A passare in vantaggio sono proprio gli emiratini con il gol di Mabkhout, prima del pareggio thailandese di Paungchan.

Un gran bel risultato per il tecnico romagnolo il quale, dopo lo 0-0 del match inaugurale, è riuscito a ottenere il massimo dalla sua squadra. Nello stesso girone passano il Bahrein, che ha battuto l’India per 1-0, e la Thailandia, come migliore terza.

Ora per la nazionale araba c’è l’attesa per scoprire l’avversaria, sicuramente sarà una seconda o forse una delle altre tre migliori terze.

Oggi si chiude il girone B con l’Australia, vincitrice nel 2015, che ha bisogno di una vittoria contro la Siria per superare il turno. Il gruppo è guidato dalla Giordania che se la vedrà contro la Palestina ferma a un punto.

Nel gruppo C è in programma lo scontro al vertice tra la Cina di Marcello Lippi e la Corea del Sud. Entrambe appaiate a sei punti e già qualificate, la nazionale dei Dragoni dovrà battere i sudcoreani se vuole passare il turno come prima. Nel secondo match la Cina ha ben figurato contro le Filippine di Sven Goran Eriksonn, battute con un netto 3-0.

Stessa situazione negli altri raggruppamenti in cui ci sono le prime due squadre a sei punti, già agli ottavi, e le altre ferme a zero. Queste ultime, possono ancora giocarsi un posto agli ottavi come migliori terze. Infatti quattro su sei hanno ancora una possibilità.

È iniziata con la partita inaugurale tra Emirati Arabi Uniti – Bahrein la 17esima edizione della Coppa d’Asia 2019.

Il torneo continentale si sta giocando negli stadi degli Emirati Arabi e si concluderà con la finale del primo febbraio prossimo allo stadio Zayed Sports City di Abu Dhabi.

Sono tante le novità di questa edizione. Le nazionali partecipanti sono 24 (non più 16) divise in sei gironi da quattro. Le prime due di ogni gruppo si qualificano direttamente agli ottavi di finale, a cui si aggiungono successivamente le quattro migliori terze. L’altra novità è l’eliminazione della finale per il terzo-quarto posto.

Tutte presenti le formazioni più blasonate: in primis l’Australia (ultima trionfatrice nel 2015), ma anche Corea del Sud, Giappone, Iran e Arabia Saudita.

Due le formazioni allenate da commissari tecnici italiani: Alberto Zaccheroni, mister dell’UAE, e Marcello Lippi, alla guida della Cina.

Il tecnico romagnolo, sulla panchina della nazionale degli Emirati dall’ottobre 2017, ha sposato il progetto della federcalcio emira che cercava un allenatore d’esperienza (ha già vinto una Coppa d’Asia nel 2011 e una Coppa d’Asia Orientale nel 2013 col Giappone) per far crescere un paese in cui il calcio è ancora poco praticato nonostante ci siano impianti idonei e fiorenti casse.
Alla prima uscita mister Zac non è andato oltre l’1-1 contro il Bahrein, nel girone A in cui sono presenti anche India e Thailandia.

Oggi tocca ad Australia – Giordania, India – Thailandia e Siria – Palestina.

Domani è la volta della Cina di Lippi contro l’esordiente Kirghizistan. Partita sulla carta semplice, ma occhio alle sorprese. La stella cinese è Wu Lei, ala dello Shanghai SIPG con cui è il top scorer con 169 reti, mentre con i Dragoni ha realizzato 13 reti in 59 apparizioni.

Risultati immagini per wu lei cina
Wu Lei con la maglia dello Shanghai SIPG

Le altre nazionali debuttanti sono Yemen e Filippine, ma ci sono anche grandiritorni come il Libano, assente dall’edizione casalinga del 2000, il Turkmenistan, che mancava dal 2004, il Vietnam e la Thailandia, che hanno segnato l’ultima presenza “casalinga” nel 2007.

Gli altri “italiani” presenti sono l’iracheno Ali Adnan dell’Atalanta e i nordcoreani Kwang-Song Han del Perugia e Song Hyok Choe dell’Arezzo.

La stella in assoluto non può che essere il sudcoreano del Tottenham Son Hueng-min, ma ci sono anche altri talenti da tener d’occhio come già detto il cinese Wu Lei, ma anche il “Messi iraniano” Azmoun, il vietnamita Nguyen Cong Phuong, il giordano Musa Al-Taamari e il nipponico Gaku Shibasaki.

Sardar Azmoun, Nguyen Cong Phuong, Musa Al-Taamari e Gaku Shibasaki

Insomma non resta che gustarci questo grande torneo per vedere chi avrà la meglio e per scoprire quale calciatore potrà fare il salto di qualità nel calcio europeo.

Si torna a ben sperare nel tennis azzurro. Dopo la delusione dell’uscita prematura degli italiani all’Atp 250 di San Pietroburgo nel singolare, Fabio Fognini e Matteo Berrettini trionfano nel doppio maschile.

Una vittoria meritata per i due italiani che in finale hanno battuto, grazie a due tie-break, la coppia composta dal ceco Jebavy e dall’olandese Middelkoop 7-6 (6); 7-6 (4).

Una vittoria un po’ a sorpresa per gli azzurri dato che il torneo di San Pietroburgo è stato il primo in coppia. Feeling che però è cresciuto subito ed è migliorato nel corso dei match, sino alla finale vinta.

 

Visualizza questo post su Instagram

 

Spasiba St. Petersburg 🇷🇺 @formula_tx

Un post condiviso da Fabio Fognini (@fabiofogna) in data:

Sotto di un break in entrambi i parziali (1-3 nel primo, 1-4 e 3-5 nel secondo), Fognini e Berrettini sono riusciti a portare a casa il risultato grazie a un mix di soluzioni vincenti e di recuperi al limite, con i servizi di del romano a dare sicurezza e la difesa del ligure a scoraggiare gli avversari.

Con questa vittoria Fognini vola a giocare il torneo Atp 250 di Chengdu in Cina come testa di serie numero 1. Il tennista sanremese, attualmente 13esimo nella classifica Atp, giocherà il settimo torneo come primo del seeding. L’obiettivo in questo Open sarà quello di arrivare più in fondo possibile per provare ad avvicinarsi in classifica al giapponese Nishikori, distante 400 punti.

In Cina ci sarà anche Berrettini che, nei sedicesimi di finale, sfiderà l’indiano Gunneswaran. Magari il romano in coppia con Fognini proverà a ripetere quanto di buono fatto in Russia.

Grazie alla vittoria, infatti, Matteo è balzato alla posizione numero 126 nel ranking del doppio (suo miglior personale), mentre per Fabio un salto di 16 posizioni, ora è 63esimo.

Oltre al torneo di Chengdu, si sta disputando un altro Open sempre in Cina, a Shenzhen. Tra gli italiani c’è Andreas Seppi che affronta lo spagnolo Albert Ramos-Viñolas.

Dopo ben 22 anni Iniesta lascia il Barcellona. L’annuncio ufficiale, dato durante una conferenza stampa gremita di gente, dai compagni agli amici, ha scosso tutti, non solo il club catalano, in un clima di grande commozione che ha inizio con le lacrime del diretto interessato.

Le parole dell’illusionista, che ha regalato momenti di calcio-spettacolo durante la sua carriera, risuonano nella sala nonostante la voce sia rotta dall’emozione e stenti ad uscire:

Voglio rendere pubblica la decisione che questa sarà la mia ultima stagione al Barcellona. È stata una scelta molto ragionata, ci ho pensato a lungo sia da un punto di vista personale che familiare. So che vuol dire essere giocatore di questa squadra dopo averci trascorso 22 anni, so che significa giocare qui anno dopo anno, esserne il capitano e le responsabilità che ne derivano. Per questo, devo essere onesto con me stesso e con il club che mi ha dato tutto: non potrò dare il meglio di me, né a livello fisico né a livello mentale

E prosegue:

 Se avessi dovuto pensare di chiudere la mia carriera qui, avrei voluto farlo proprio così, rimanendo titolare e in una squadra in corsa per vincere trofei. È un giorno molto difficile per me perché dico addio alla mia casa e a parte della mia vita

La decisione del calciatore, dettata dalla paura di non riuscire più a dare il massimo alla squadra che gli ha dato tanto, lascia un gran vuoto all’interno del Barcellona e suscita anche tante domande circa il futuro del giocatore. 

Giocherà ancora a calcio? E dove andrà?

Quel che è certo è che il pallone rimane un punto fermo nella sua vita, ma non sarà un club europeo ad avere l’onore di avere un talento del suo calibro nel team. Iniesta, infatti, ha ribadito con fermezza di non potere rischiare di dovere scontrarsi proprio con quel Barcellona che è stata la sua casa per anni.

Comincia quindi per lui un nuovo cammino che secondo fonti indiscrete potrebbe portarlo verso la Cina, che lo insegue da un po’. Ma c’è anche un altro club che richiama l’attenzione del giocatore spagnolo e lo fa con un tweet speciale che riporta alla mente ricordi lontani.

Riconoscete quel bambino nella foto? È proprio Iniesta all’età di 8 anni e quello è il suo primo cartellino firmato quando ha cominciato a giocare con l’Albacete, dove è rimasto fino ai 12 anni. Adesso la società spagnola prova a riprendersi quel campione che allora era solo un astro nascente alle sue prime battute.

Don Andres da quel periodo ne ha fatta di strada e ha collezionato un successo dopo l’altro: 4 Champions League, 3 Supercoppe europee, 3 Mondiali per club, 8 scudetti, 7 Supercoppe di Spagna e 6 Coppe di Spagna per un totale di 31 trofei.

Tornerà alle origini dove tutto è cominciato? Probabilmente nemmeno Iniesta sa ancora bene cosa fare, ma adesso per lui non è il momento di prendere decisioni affrettate, ma godersi l’affetto di tutte le persone che lo stimano e che gli sono vicine in questo addio, come Messi, che gli dedica parole di grande amicizia:

Grazie per tutti questi anni di calcio che abbiamo condiviso, Andrés Iniesta. Per me è stato un privilegio giocare al tuo fianco e passare momenti indimenticabili insieme. Ti auguro il meglio in questo nuovo capitolo della tua vita, nella tua carriera da calciatore e nella tua vita privata. Sei un grande uomo, dentro e fuori dal campo. Ci mancherai!

Dal 8 al 14 aprile Asiago diventa il palcoscenico dei Mondiali femminili di hockey Senior di Divisione 1 gruppo B.

Il primo giorno del campionato mondiale femminile Iihf si conclude con Italia e Cina a punteggio pieno seguite da Corea con due punti e Latvia e Kazakistan ancora ferme a zero.

Cerimonia d’apertura dei campionati mondiali femminili divisione I gruppo B con la partecipazione di tutte le società degli sport ghiaccio presenti a fare da cornice al questo secondo mondiale ospitato dallo stadio Odegar di Asiago in due mesi. Durante la cerimonia l’assessore allo sport di Asiago Franco Sella ha portato i saluti dell’amministrazione comunale e della comunità asiaghese sottolineando come “L’hockey è nel nostro dna. E’ il nostro sport nazionale e anima la nostra città dodici mesi l’anno”. Ad illustrare quanto l’hockey femminile stia crescendo e diventando una parte importante del movimento hockeistico mondiale ci ha pensato il presidente della Federazione italiana sport ghiaccio Andrea Gios che ha poi augurato a tutte le squadre “Un mondiale divertente all’insegna della sportività e del sano agonismo”.

Il presidente del Col Grandi Eventi Enrico Vescovi ha inoltre ringraziato i tanti volontari che rendono possibile l’organizzazione dei tanti eventi internazionali che si susseguono sull’Altopiano dei Sette Comuni auspicando che “Tutte le squadre presenti, i rappresentanti dell’Iihf e della Fisg possono trovare del loro gusto quanto preparato”.

Infine il chairman Ron Degregorio ha incitato le atlete di “Giocare, giocare, giocare per farsì che l’hockey femminile sia sempre più sport seguito anche dal pubblico”.

Prima dell’inizio di ogni partita di oggi è stato rispettato un minuto di silenzio per commemorare i 15 morti della squadra giovanile della Homboldt Broncos deceduti in un tragico incidente stradale in Canada.

L’ultima partita della giornata vede l’Italia posta contro la Lettonia dove l’Italia parte subito forte imponendo un pressing asfissiante sulla squadra avversaria. Una strategia che paga al 8.07 con capitano Saletta che apre le segnature. L’Italia continua a premere sull’acceleratore creando numerose occasioni che solo l’estremo lettone Apsite riesce a disinnescare.

La voglia di segnare spinge l’Italia portandola a pericolosi sbilanciamenti in avanti e lasciando spazio al contropiede lettone. Ma il portiere Mazzocchi mette ordine nel retroguardia e dà sicurezza lasciando l’attacco azzurro a pressare le avversarie. Il secondo tempo si apre sempre con l’Italia in attacco con l’Italia che passa in apertura del tempo con De Rocco e ancora al 10.32 con De La Forest De Divonne. E’ Gualtieri al 17.16 che porta a quattro i goal italiani e chiede il secondo tempo.

L’Italia scende sul ghiaccio nel terzo tempo intenzionata a controllare il vantaggio ma la mai doma De La Forest De Divonne porta a cinque le segnature dell’Italia al 3.21. La Lettonia cerca almeno il goal della bandiera e lo trova al 15.33 con la capitana Kublina. Entrambe le squadre sono oramai allo stremo e la partita termina con l’Italia che si porta a casa tre punti preziosi e la Lettonia pronta ad incontrare la Polonia nella prima partita della seconda giornata mondiale.

Best players della partita sono Saletta per l’Italia e Ozmena per la Lettonia.

Partita delle grandi emozioni quella giocata tra Corea e Kazakistan nel primo giorno del campionato mondiale Iihf in corso ad Asiago. Dopo aver rispettato un minuto di silenzio in memoria dei giovani hockeisti della Homboldt Broncos deceduti in un tragico incidente stradale in Canada le due squadre hanno dato il via subito ad un bello spettacolo con continui cambi di fronte e numerose occasioni da goal da entrambe le parti. Apre la Corea spingendosi in avanti ma la retroguardia kazaka è attenta pronta a colpire in contropiede. Grazie ad una serie di penalità da parte coreana la Kazakistan si porta in avanti sfiorando più volte il goal ma non riuscendo a concretizzare ben 3 powerplay consecutivi.

Nel secondo tempo la Kazakistan ci crede di più macinando gioco ma sarà la Corea a passare al 11.09 con Se Lin Kim che insacca su passaggio di Randi Griffin. Il terzo tempo si apre con il vantaggio coreano che si manterrà per quasi tutti il tempo nonostante entrambe le squadre concludano a rete più volte ma i due portieri fanno muro. Fino al 19.41 quando So Jung Shin esce su un disco innocuo venendo anticipata dalla kazaka Alyona Fux. Tutto da rifare per le due nazionali che vanno all’overtime che sempre avviarsi verso i tiri di rigore se non per il goal di Yoonjung Park a 6 secondi al termine che chiude la partita e consegna la prima vittoria alla Corea.

Best players della partita sono So Jung Shin per la Corea e Daria Dmitrieva per la Kazakistan.

Velocità, determinazione e attacco sono le caratteristiche di partita due del primo giorno dell’Iihf campionato mondiale femminile in corso ad Asiago.

Dopo il minuto di silenzio riservato agli hockeisti juniores dei Hoboldt Broncos deceduti in un’incidente stradale in Canada, la Polonia e la Cina offrono al pubblico una partita di alta energia. Nonostante il primo tempo finisce a porte inviolate il tempo di è rivelato di grande livello con molti tiri in porta.

Il secondo periodo inizia dove finisce il primo con entrambe le compagini alla ricerca del goal. L’opportunità si presenta alla Cina a metà tempo con Lu Wen che devia in porta un tiro di Yue Hou. Il goal galvanizza la Cina che raddoppia dopo quattro minuti con Xin Fang.

Il terzo tempo vede la Cina che cerca di chiudere la pratica Polonia con una costante spinta offensiva che permette il terzo goal a due minuti dall’inizio con Baiwei Yu ed ancora al 7.55 con Xin Fang al suo secondo goal personale della giornata. La reazione della Polonia si limita ad alcune iniziative personali con la fatica dei primi due tempi che iniziano a farsi sentire e che impedisce persino il goal della bandiera.

Best players della partita sono Martina Sass per la Polonia e Xin Fang per la Cina.

I risultati odierni:

Corea – Kazakistan 2-1 OT

Polonia – Cina 0-4

Italia – Lettonia 5-1

La classifica dopo la 1^ giornata:

Italia e Cina 3 punti, Corea 2, Kazakistan 1, Polonia e Lettonia 0.

Fonte: comunicato stampa comitato organizzatore