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Nessuna squalifica del settore, nessuna sanzione indistinta verso chi non aveva fatto nulla. Southampton Cardiff, in Premier League, non era una partita come le altre. La prima senza Emiliano Sala, l’attaccante argentino vittima di un incidente aereo e il cui corpo è stato ritrovato nel Canale della Manica. Ceduto al club gallese dopo gli anni a Nantes, il calciatore non ha fatto in tempo a indossare i nuovi colori, pur essendo nella storia come l’atleta più pagato nella storia del Cardiff. Il match del Saint Mary Stadium assumeva così contorni drammatici, e non per lo spareggio salvezza in campo.


Minuto di silenzio prima del fischio di inizio, visibilmente provati i giocatori ospiti. Eppure, in tribuna, c’era chi non aveva né rispetto, né umanità. Due supporter del Southampton sono stati, infatti, sorpresi mentre sfottevano (a modo loro) gli avversari mimando con le braccia le ali di un aeroplano. Un gesto senza senso che però non è passato inosservato. Ripresi dalle telecamere dello stadio, sono stati arrestati dalla polizia, ma non solo. Dovrebbero anche ricevere un Daspo di tre anni. I Saints hanno prontamente condannato l’accaduto:

Il Southampton Football Club conferma che i due tifosi sono stati arrestati e che i loro dati sono stati presi dalla polizia nel corso dell’incontro con il Cardiff. Continueremo a collaborare con la polizia per individuare altre persone che possono aver compiuto gesti contro i tifosi del Cardiff. Tale comportamento non sarà tollerato a St Mary’s: il club terrà una posizione estremamente dura nei confronti di chiunque sia coinvolto e intende bandire i sostenitori identificati

E così, mentre in Italia ci si arrovella il cervello su quali settori squalificare a causa di cori beceri, in Inghilterra la certezza della pena va di pari passo con la responsabilità penale personale. Era già accaduto nei mesi scorsi prima con Aubameyang e poi con Sterling, vittime di insulti razzisti. Subito identificati, nel primo caso erano stati prontamente arrestati. Non è difficile, basta volerlo. In Italia, probabilmente, manca proprio questo.

Alla viglia della Finale di Champions League di domani sera a Cardiff, hanno parlato alla stampa i protagonisti di casa Juve.

mister allegri

“In questo momento la squadra ha la cattiveria e la convinzione giuste per portare a casa la Champions. Dovremo pensare solo a fare le cose giuste nella finale, senza pensare a cosa è successo 20 anni fa, o 10 anni, o 50….”. Così Massimiliano Allegri. “La Juventus è cresciuta molto, rispetto a due anni fa la convinzione è diversa”.

dani alves

“Giocheremo senza avere alcuna paura del Real, della sua storia, del suo palmares. Giocheremo per vincere, con allegria”. Lo dice Dani Alves, terzino brasiliano della Juve, prima della finale Champions di Cardiff.
“Non e’ una sfida tra me e il Real – ha aggiunto Alves, che ha gia’ vinto la Champions col Barcellona – Certo per me sarebbe la ciliegina sulla torta. Siamo a un passo dal sogno, vogliamo entrare nella storia”.

buffon

“Per me la finale di domani è una partita più speciale che per altri, per questione di età. La voglio quindi giocare senza potere avere nessun tipo di rimpianto, questo è il mio imperativo”. Così Gigi Buffon. “So che una mia ottima prestazione potrebbe aiutare la squadra: è il regalo più grande che potrei farei compagni”.