Tag

cannavaro

Browsing

A inizio novembre si sono conclusi tutti i campionati cinesi per questo 2017, i quali hanno visto competere quattro italiani fra Chinese Super League e China League One.
Hanno iniziato la stagione Fabio Cannavaro come allenatore del Tianjin Quanjian (vincitore del premio come miglior allenatore della stagione) e Graziano Pelle allo Shandong Luneng, mentre hanno fatto il loro ingresso nei mesi estivi Fabio Capello sulla panchina dello Jiangsu Suning e il giramondo Federico Piovaccari allo Zhejiang Yiteng. Vediamo dunque come si sono comportati gli italiani di Cina nella stagione 2017.

Nicholas Gineprini, esperto di calcio e cultura cinese, sul suo Blog Calcio Cina, ha analizzato nel dettaglio la stagione degli italiani. Ci sono due voti alti e due bocciature. Ecco il suo commento:

continua a leggere su Blog Calcio Cina

Qualche settimana fa si è concluso il campionato di China Super League e all’allenatore Italians, Fabio Cannavaro ha ottenuto un gran bel risultato.

In effetti l’ex campione del Mondo 2006, alla guida del Tianjin Quanjian ha conquistato una storica qualificazione alla Champions League asiatica alla sua prima vera occasione. Il Tianjin è salito nella CSL solo quest’anno e, centrare questo risultato, non è stata cosa da poco.

Tuttavia la favola tra Cannavaro e lo Tianjin si è conclusa con l’addio dell’allenatore napoletano dalla panchina. Una scelta ponderata sia dal mister che dal club che sta per chiudere con l’ex Viola, Paulo Sousa.

Fabio Cannavaro però, ha già trovato un’altra sistemazione, nella grande società del Guangzhou Evergrande. Gradito ritorno per l’ex capitano azzurro dov’è rimastoper qualche mese. In effetti Cannavaro fu chiamato il 5 novembre 2014, su richiesta di Lippi che passò nel ruolo di direttore tecnico del club.

Il 4 giugno 2015, però, con la squadra al primo posto in campionato e ai quarti di Champions, è stato esonerato e sostituito da Luiz Felipe Scolari. In totale su 23 partite ne ha vinte 11, pareggiate 7 e perse 5.

Proprio con l’ex ct del Brasile, il Guangzhou ha vinto l’ultimo campionato senza troppe difficoltà.

La squadra di Canton ha ufficializzato l’acquisto di Cannavaro tramite i loro canali social. Quindi per il mister italiano la prossima stagione sarà quella della conferma ma anche del riscatto verso quella piazza che lo ha prima accolto, poi lasciato andare e poi ripreso.

Intanto per il lavoro fatto lungo tutta la stagione appena terminata, la federazione del campionato cinese lo ha premiato come miglior allenatore della China Super League. A premiarlo un suo ex compagno alla Juventus, Pavel Nedved. Un Pallone d’oro che ha premiato un altro Pallone d’oro.

Dario Sette

Fabio Cannavaro fosse un vincente da calciatore era noto, ma l’ex capitano della Nazionale anche da allenatore si sta facendo valere.

L’ex campione del Mondo 2006 infatti, dal suo ritiro ai campi giocati ha trovato la sua nuova casa in Cina. Nel campionato cinese ha già avuto modo di allenare due squadre. Prima il Guangzhou Evergrande, dell’ex Marcello Lippi e attualmente il Tianjin Quanjian con cui ha chiuso un’annata spettacolare condita con la storica qualificazione ai preliminari della Champions League asiatica. Mica male per una neoporomossa.

Nella sua prima esperienza cinese viene chiamato a guidare il Guangzhou il 5 novembre 2014, su richiesta di Lippi che passò nel ruolo di direttore tecnico del club.

Il 4 giugno 2015, con la squadra al primo posto in campionato e ai quarti di Champions, è stato esonerato e sostituito da Luiz Felipe Scolari. In totale su 23 partite ne ha vinte 11, pareggiate 7 e perse 5.

Dopo una piccola parentesi in Arabia Saudita, il ritorno in Cina.

Nell’estate 2016 il Tianjin Quanjian gli offre un contratto molto vantaggioso per guidare una squadra militante nel campionato di China League One (la Serie B cinese) e la guida al primo posto con la promozione alla China Super League.

Ieri il grande traguardo della qualificazione alla Champions, battendo all’ultima giornata i campioni di Cina proprio del Guangzhou Evergrande. Una piccola rivincita per l’allenatore napoletano, esonerato con troppa facilità dal club di Canton.

Il pass per i preliminari dell’Asian Champions League è stato possibile grazie alla contemporanea sconfitta dell’Hebei Fortune di Lavezzi per 5-4 contro lo Shandong Luneng dove milita l’attaccante italiano, Graziano Pellè.

Tuttavia, nonostante il gran bel risultato ottenuto il tecnico Cannavaro quasi sicuramente lascerà lo Tianjin Quanjian che ha trovato un accordo con l’ex allenatore della Fiorentina, Paulo Sousa. Con l’approdo del portoghese, mister Cannavaro molto probabilmente dirà di sì a una nuova offerta proprio del Guangzhou Evergrande al posto dell’attuale tecnico brasiliano Felipe Scolari.

Dario Sette

Il calcio italiano negli ultimi anni ha conquistato la Cina.
Se le oramai società milanesi Inter e Milan sono in mani a proprietà cinesi, anche molti calciatori italiani si sono trasferiti nel grande Paese orientale per provare una nuova esperienza calcistica magari strappando un contratto faraonico.

Ultimo della lista è bomber Federico Piovaccari. L’attaccante, dopo aver girovagato in molti campionati come: Italia, Romania, Australia e Spagna, ha deciso di provare una nuova esperienza. Durante la finestra di mercato di riparazione, la punta ha accettato l’offerta dello Zhejiang Yiteng, club della città di Shaoxing, militante nella China League One (pari alla Serie B italiana).

Tuttavia l’elenco degli italiani a “masticare” il calcio cinese è corposo. Ai calciatori bisogna anche aggiungere la presenza degli allenatori.
Il pioniere di questa “migrazione” è stato Damiano Tommasi nel 2009. L’ex calciatore della Roma firma un contratto da 40mila dollari al mese con il Tianjin Teda, squadra che milita in Super League.

Dopo un ex romanista, un ex laziale: Fabio Firmani. All’inizio del 2011, ormai ai margini del club biancoceleste, il centrocampista romano approda allo Shaanxi Renhe. Diciotto presenze e due gol, di cui una in quella che è stata la sua ultima gara da professionista.

In un periodo più recente il duplice acquisto italiano DiamantiGilardino ha fatto notizia nel 2014. Entrambi si sono trasferiti al Guangzhou Evergrande allenato dall’ex ct della nazionale, Marcello Lippi. Il club cinese mette sul piatto un triennale da 6,9 milioni di euro che per Alessandro Diamanti sono irrinunciabili. Il centrocampista tra alti e bassi, collezionando 4 reti in 24 partite di Super League, riesce a contribuire alla vittoria del campionato del suo Guangzhou.
Qualche mese più tardi un altro eroe del Mondiale 2006, Alberto Gilardino, accetta le lusinghe del club guidato da Lippi. Dopo pochi mesi però entrambi rientrano in Italia.

Ultimo in ordine cronologico, ma colui che è riuscito a strappare un contratto faraonico, è sicuramente Graziano Pellè. L’attaccante salentino, dopo un buon Europeo (a parte il calcio di rigore contro la Germania) ha detto sì allo Shandong Luneng. Con ben 15 milioni di euro a stagione, è lo sportivo italiano più pagato al mondo.

GLI ALLENATORI

Ma se il primo calciatore è stato Tommasi nel 2009, il primo mister a sedere su una panchina cinese è stato Beppe Materazzi nel 2003, proprio nella squadra in cui militerà qualche anno più tardi l’ex centrocampista romanista.

I trionfi però arrivano per nome di Marcello Lippi. L’attuale commissario tecnico della nazionale di calcio cinese, è stato allenatore dello Guangzhou Evergrande per tre stagioni in cui ha vinto tre China Super League, una Coppa di Cina e la Champions League asiatica del 2013.

Tra il 2014/15 è stato anche direttore tecnico del club cinese, cedendo la panchina a un altro italiano doc: Fabio Cannavaro.
Proprio l’ex capitano azzurro e pallone d’oro 2006, dopo la parentesi al Guangzhou e altre in Arabia Saudita, accetta di guidare il Tianjin Quanjian con la consapevolezza che la sua proprietà condurrà una campagna acquisti faraonica.

Meteore invece sono state Alberto Zaccheroni e Ciro Ferrara. L’ex ct del Giappone, in seguito ai successi con la nazionale nipponica, decide di firmare con la squadre pechinese del Bejing Gouan. Lascerà la guida del club dopo sole 9 giornate.
L’ex difensore napoletano invece, dopo una salvezza in netto anticipo con lo Wuhan Zall, serie B cinese, viene esonerato dopo poche giornate al suo secondo anno.

Ultimo a firmare un cospicuo contratto con una proprietà cinese è Fabio Capello. L’allenatore ha detto sì a Suning, famiglia proprietaria dello Jiangsu e dell’Inter. L’obiettivo del mister friulano è quello di risollevare la squadra da una pessima situazione in classifica.

Dario Sette

La gioia più grande, l’immensa felicità di due atleti stilizzati che, con le braccia rivolte al cielo, sollevano il mondo, lo tengono stretto, simbolo del trionfo e della vittoria sportiva. Chi ama il calcio, il trofeo della Coppa del Mondo lo conosce bene, amato, sognato e anche visto sfuggire per un calcio di rigore finito alto o per un gol nei tempi supplementari. Noi l’abbiamo visto luccicante e splendente nelle mani sicure di Dino Zoff nel Mondiale di Spagna 1982 e di Fabio Cannavaro in Germania 2006; il tedesco Philipp Lahm l’ha sollevato l’ultima volta nel 2014, così come il suo connazionale, Franz Beckenbauer ha avuto il privilegio di mostrarla al globo intero, per la prima volta, 40 anni prima.

Ogni appassionato di calcio si è sentito istintivamente figlio di colui che con le sue mani e con il suo ingegno l’aveva immaginata, disegnata e, infine, realizzata. Silvio Gazzaniga, il “padre” della Coppa del Mondo, si è spento, ieri 31 ottobre 2016, all’età di 95 anni. Scultore e orafo milanese, Gazzaniga è nato e cresciuto artisticamente a Milano, formando il suo talento artistico, come scultore, durante il periodo delle avanguardie degli anni Quaranta.
Ma è il 1970 l’anno che lo consegna alla storia: dopo la terza vittoria della Coppa Rimet da parte del Brasile, nel Mondiale disputato lo stesso anno in Messico, come da regolamento, il trofeo venne consegnato definitivamente nella bacheca verdeoro. Così la Fifa bandì un concorso internazionale per ideare una nuova coppa e, davanti agli occhi della giuria, si presentarono 53 proposte. E’ la bozza di Gazzaniga ad ammaliare maggiormente la giuria perché oltre al disegno classico, per poter far apprezzare le forme morbide e dinamiche della sua invenzione, lo scultore decise di preparare un modello in plastilina. La sua bellezza scultorea, così, convinse definitivamente la Fifa.

Attraverso le mani dello scultore sono stati plasmati anche altri trofei sportivi come la Coppa Uefa o la Supercoppa Europea e, in occasione dei 150 dell’Unità d’Italia, dopo ottant’anni di carriera, Gazzaniga ha realizzato i trofei celebrativi della Coppa Italia, del 108° Giro d’Italia e del Gran Premio d’Italia di Formula 1. Sulla sua creazione più bella e più celebre, la Coppa del Mondo, Gazzaniga ha detto:

Volevo ottenere una rappresentazione plastica dello sforzo che potesse esprimere simultaneamente l’armonia, la sobrietà e la pace. La figura doveva essere lineare e dinamica per attirare l’attenzione sul protagonista, cioè sul calciatore, un uomo trasformato in gigante dalla vittoria, senza tuttavia avere niente di super-umano. Questo eroe sportivo avrebbe riunito in se stesso tutti gli sforzi e i sacrifici richiesti giorno per giorno ai suoi fratelli e avrebbe incarnato il carattere universale dello sport come impegno e liberazione, stringendo il mondo tra le sue braccia