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Campionato mondiale 1970

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Le partite di calcio oggi sono fortemente caratterizzate dalla presenza dei cartellini, gialli e rossi, che decidono la sorte del giocatore in campo. Ma vi siete mai chiesti come sono nati questi decisivi alleati dell’arbitro?

La loro origine risale al 1970, all’interno proprio di un campionato mondiale. La competizione, nota anche con il nome di Coppa del mondo Jules Rimet del 1970 o Mexico ’70, è stata infatti la prima ad introdurre diverse novità in campo, tra cui quella dei cartellini.

Per la prima volta fece la sua apparizione il pallone bianco e nero firmato Adidas Telstar, formato da 12 pentagoni neri e 20 esagoni bianchi. Andava a sostituire il vecchio pallone di cuoi scuro che si era usato fino a quel momento.
Quel mondiale fu anche il primo ad essere visto nella televisione a colori, grande innovazione di quel tempo, che ha permesso di far seguire le partite anche ad altri stati grazie all’uso del satellite. Ma non è ancora finita: I campionati mondiali del 1970 introdussero anche due sostituzioni a partita.

Ed ecco che in mezzo a tutte questi cambiamenti proiettati nel futuro si assiste anche alla nascita del cartellino giallo per ammonire il giocatore e di quello rosso per la sua espulsione. Un’introduzione, però, che non ebbe la possibilità di essere messa in pratica in quell’occasione!

Nel 1970, infatti, l’arbitro esibì solo cartellini gialli e si dovette aspettare ben 4 anni prima di vederli entrambi pienamente in azione. Il primo giocatore che ricevette il temuto cartellino rosso, dopo averne ricevuti due gialli, fu Carlos Caszely, in squadra con il Cile, nella partita contro la Germania Ovest. La motivazione dell’arbitro fu quella di aver abbattuto Berti Vogts, il malcapitato avversario. 

Ma perché si sentì l’esigenza di introdurre i cartellini? Scopriamo la loro storia andando ancora più indietro nel tempo, al 1966.

Allora, durante le partite, l’arbitro ammoniva verbalmente i giocatori fallosi in campo, ma durante il match fra Inghilterra e Argentina accadde che il giocatore espulso, il capitano albiceleste Rattin, si rifiutò di uscire e continuò a giocare per almeno una decina di minuti ancora. Questa presa di posizione, però, non fu apprezzata dall’arbitro in campo, Kreitlein, e neanche da Ken Aston, ex arbitro inglese diventato responsabile degli arbitri Fifa.  Decise in quel momento di dovere trovare una soluzione al problema per le prossime partite. Così da un’idea nata mentre aspettava al semaforo, nacquero i cartellini gialli e rossi.

Era necessario un gesto preciso che imponesse la volontà dell’arbitro in modo deciso e fosse rispettata da ogni giocatore: cosa meglio di cartellini colorati ben visibili da tutti? Nacquero così il giallo come avvertimento e il rosso come punizione esemplare per comportamenti scorretti durante il gioco.

Non tutti, però, si adattarono pienamente al cambiamento e per ben 5 anni, a partire dal 1971, fu la Spagna a uscire dall’ordinario e presentare i cartellini in campo con una sostanziale differenza di colore, il bianco al posto del giallo. Secondo la ricostruzione del blog sportivo calcio romantico il motivo di questa scelta singolare è spiegato dalla rivista cihefe che riporta come segue: “l’assenza delle furie rosse dal Mondiale del ’70 e la sua conseguente fruizione, anche da parte dei dirigenti federali, attraverso la TV a bianco e nero pare abbiano portato a questa differenziazione cromatica“.

Qualunque sia la motivazione, assume un’importanza significativa la data del 24 gennaio 1971, in cui nel match tra Espanyol e Sporting Gijon arriva per la prima volta il cartellino bianco, esclusiva del calcio spagnolo. Il giocatore ammonito fu Enrique Castro ‘Quini’ e l’arbitro precursore di questa novità fu Balaguer Garcia.

Rimasero nella storia calcistica degli spagnoli come i primi ad aver “cambiato le nuove regole”, che però nella stagione 1976/77 dovettero mettere per sempre da parte per uniformarsi alla maggioranza e cominciare a usare anche loro il giallo insieme al cartellino rosso.

Da allora i due cartellini divennero parte integrante delle partite di calcio ed entrarono a far parte anche del linguaggio comune, come monito per quelli che non si comportano come dovrebbero. Un esempio di come le regole del calcio spesso le ritroviamo anche nella vita quotidiana…