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C’è anche l’attaccante Fabio Quagliarella tra i 10 candidati al Puskas Award, il premio – dedicato al campione ungherese Ferenc Puskas – che dal 2009 viene assegnato annualmente dalla Fifa all’autore o all’autrice del gol più bello della stagione precedente.

La lista è compilata dalla stessa Fifa con l’aiuto di ex giocatori e allenatori: quest’anno sono stati presi in considerazione i gol segnati dal 16 luglio 2018 al 19 luglio 2019. Per essere presi in considerazione dai giudici, i gol devono essere stati realizzati senza l’aiuto di errori degli avversari ed evidenti colpi di fortuna. Non vengono fatte distinzioni tra i livelli dei campionati professionistici, le nazionalità e il genere. Dalla lista attuale ne verranno poi selezionati tre tramite votazione online: il vincitore del Puskas Award 2019 sarà annunciato nel corso della cerimonia della consegna dei premi FIFA in programma il 23 settembre al Teatro alla Scala di Milano.

Stropicciatevi gli occhi e ammirate le 10 prodezze:

🇧🇷 Matheus Cunha
🇩🇪 RB Lipsia

🇨🇴 Juan Fernando Quintero
🇦🇷 River Plate

🇸🇪 Zlatan Ibrahimovic
🇺🇸 Los Angeles Galaxy

🇦🇷 Lionel Messi
🇪🇸 Barcellona

🇮🇹 Fabio Quagliarella
🇮🇹 Sampdoria

🇺🇸 Amy Rodriguez
🇺🇸 Utah Royals

🇬🇧 Billie Simpson
🇬🇧 Cliftonville

🇬🇧Andros Townsend
🇬🇧 Crystal Palace

🇭🇺 Daniel Zsori
🇭🇺 Debrecen

🇨🇲 Ajara Nchout
🇨🇲
Camerun

 

 

Chiamatela pure maledizione e aggiungeteci anche un record negativo. Dopo la sconfitta dell’Aston Villa contro il Bournemouth per 2-1, Jack Grealish diventa il primo giocatore della Premier League a centrare 20 sconfitte consecutive.  L’esterno inglese somma ben 20 ko uno di fila all’altro, tra la stagione 2015-2016 e questa appena cominciata. L’Aston Villa si è guadagnato la promozione dalla Championship dopo la retrocessione di tre anni fa: una stagione, quella, davvero da dimenticare e conclusa all’ultimo posto in classifica e con soli 17 punti. L’eredità di quel pessimo finale di campionato è stata raccolta adesso proprio da Grealish, che quando è stato presente in campo ha sempre perso, per 18 volte.

La diciannovesima è arrivata, non senza sfortuna, al debutto contro il Tottenham; le premesse per rompere l’incantesimo in questo turno c’erano tutte: esordio in casa, avversario decisamente più alla portata. Invece anche contro il Bournemouth è arrivata la sconfitta e Grealish, capitano e titolare, ha raggiunto quota 20 partite senza vincere e nemmeno pareggiare. Riuscirà a spezzare l’incantesimo nel prossimo turno? I Villans ospiteranno l’Everton e Grealish si augura di sfatare questo tabù. Eppure l’anno scorso, per scaramanzia, aveva deciso di indossare le sue scarpe portafortuna ormai frantumate….e funzionò! 

E’ stato sorteggiato il calendario di Serie A 2019/20. La prima giornata: Cagliari-Brescia, Fiorentina-Napoli, Verona-Bologna, Inter-Lecce, Parma-Juventus, Roma-Genoa, Sampdoria-Lazio, Spal-Atalanta, Torino-Sassuolo, Udinese-Milan. Alla 2a il big-match Juve-Napoli e il derby di Roma. Alla 4a Milan-Inter. Inter-Juve alla 7a. Alla 12a Juve-Milan, la seguente Milan-Napoli. Chiusura col botto: Roma-Juve, Inter-Atalanta e Lazio-Napoli all’ultima.

LA PRIMA GIORNATA (and. 25-08-19 – rit. 19-01-2020)

Cagliari-Brescia, Fiorentina-Napoli, Verona-Bologna, Inter-Lecce, Parma-Juventus, Roma-Genoa, Sampdoria-Lazio, Spal-Atalanta, Torino-Sassuolo, Udinese-Milan.

LE DATE DEI BIG MATCH

Prima giornata – Fiorentina-Napoli
Seconda giornata – Juventus-Napoli e Lazio-Roma
Terza giornata – Fiorentina-Juventus
Quarta giornata – Milan-Inter
Quinta giornata – Inter-Lazio e Roma-Atalanta
Sesta giornata – Milan-Fiorentina
Settima giornata – Inter-Juventus
Ottava giornata – Lazio-Atalanta
Nona giornata – Roma-Milan
Decima giornata – Napoli-Atalanta
Undicesima giornata – Roma-Napoli, Torino-Juventus e Milan-Lazio
Dodicesima giornata – Juventus-Milan
Tredicesima giornata – Milan-Napoli e Atalanta-Juventus
Quindicesima giornata – Inter-Roma e Lazio-Juventus
Sedicesima giornata – Fiorentina-Inter
Diciassettesima giornata – Atalanta-Milan e Fiorentina-Roma
Diciottesima giornata – Napoli-Inter
Diciannovesima giornata – Inter-Atalanta, Lazio-Napoli e Roma-Juventus

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LE DATE

La Serie A partirà il 25 agosto e terminerà il 20 maggio 2020. Sono previsti tre turni infrasettimanali (25 settembre, 30 ottobre, 22 aprile) e cinque soste: quattro per gli impegni delle nazionali (8 settembre, 13 ottobre, 17 novembre, 29 marzo) mentre l’ultima sarà a cavallo di capodanno, con il ritorno della sosta invernale dal 29 dicembre al 5 gennaio che manda in pensione il boxing day dopo una sola stagione.

GLI ORARI

Le partite in notturna, compresi i primi due turni che si giocheranno di sera per il caldo estivo, tornano alle 20.45. dopo un solo anno abbandonate le 20.30 per gli anticipi serali del sabato, il posticipo domenicale e il Monday night. Confermate le indicazioni della scorsa stagione per le altre partite. il sabato tre match alle 15, 18 e 20.45, Domenica lunch time alle 12.30, le partite delle 15, una alle 18 e il posticipo alle 20.45. Come sempre, gli anticipi del venerdì e del lunedì sera verranno decisi di volta in volta.

Di questo Mondiale francese ancora non si conosce la Nazionale vincitrice tra Stati Uniti e Olanda, ma, augurandoci che non sia solo retorica figlia dello slancio emotivo, l’Italia può abbracciare e lodare le sue giocatrici che, seppur uscite ai quarti, hanno vinto la loro battaglia: avere un paese unito per tifarle. Anzi, finalmente, per prenderle in considerazione.

Le Azzurre, nella mattinata di giovedì 4 luglio, sono state accolte al Quirinale, invitate dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Presenti una decina di giocatrici, accompagnate dal numero uno del Coni Giovanni Malagò e dal presidente federale Gabriele Gravina, oltre ovviamente alla capitana Sara Gama e alla ct Milena Bertolini che ha detto:

Essere qui è un motivo di orgoglio perché di solito sono ricevuti al Quirinale le squadre o gli atleti che hanno vinto qualcosa: noi non abbiamo vinto, ma abbiamo fatto qualcosa di importante. E questo è un motivo di grande orgoglio

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Il Capo di Stato ha sottolineato quanto sia stata importante quest’esperienza per tutto il nostro paese, visto che hanno rappresentato “un esempio di correttezza” e hanno fatto sì che tante bambine, liberandosi dai pregiudizi possano scegliere il calcio, consapevole del fatto che il 2019 sarà certamente definito per sempre come l’anno della svolta. Ecco le sue parole:

Ho chiesto di incontrarvi per farvi i complimenti, avete fatto un Mondiale fantastico. Ringraziarvi perché vi ha seguito l’intero paese, siete state un momento di aggregazione, il paese ne ha bisogno. Non ho avuto modo di vedere tutte le partite, non ho visto quella con l’Olanda: forse è stato meglio. Ho saputo che c’è stato qualche momento di sconforto. Non sappiamo chi vincerà, ma voi il Mondiale l’avete vinto, qui in Italia. Avete conquistato la pubblica opinione, acceso i riflettori in modo non più revocabile. Non posso fare a meno di sottolineare che è del tutto irrazionale e inaccettabile la differenza tra calcio maschile e femminile, che ha dimostrato di aver raggiunto qualità tecnica, e vorrei aggiungere senza ricorso a infingimenti e simulazioni, che possono essere utili ma meno sportive. Lo sport è importante, voi avete spinto moltissime bambine a seguire il mondo del calcio, questo amplierà la platea: e se con una platea così ristretta abbiamo una Nazionale di questo livello, possiamo sperare

 

Nell’incontro ha preso la parola anche Giovanni Malagò che, al termine del discorso, ha affermato: «Queste ragazze hanno fatto qualcosa di meraviglioso e viene da dire scusate il ritardo». Le ragazze hanno regalato al capo dello Stato la maglia numero 1 con la scritta Mattarella e un pallone autografato da tutta la squadra. Non è mancato il selfie finale col Presidente, poi Sara Gama ha citato l’articolo 3 della Costituzione legandolo al numero della sua maglia: «Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso…».

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Infine ancora Milena Bertolini che con pacatezza, responsabilità e sempre nei toni ha condotto questa squadra a un traguardo storico, dopo aver superato la Cina agli ottavi di finale e di aver vinto uno scontro diretto da dentro o fuori, cosa mai successa nelle edizioni precedenti:

Abbiamo aspettato con pazienza in questi anni, ora non ci stancheremo di chiedere il riconoscimento dei nostri diritti, dell’eguaglianza, dell’equità, che sono i valori della nostra Costituzione: a lei, presidente Mattarella, affidiamo le nostre rivendicazioni

Nonostante Gravina non le abbia rivelate, le cifre relative ai premi che andranno alle Azzurre sono state indicate da  Repubblica: il quotidiano parla di circa 650 mila euro in totale, a ognuna delle ragazze andranno più o meno 28mila euro (lordi).  La cifra sarebbe però in linea con il resto d’Europa: la Germania (eliminata anche nei quarti) avrebbe elargito 75 mila euro a testa alle sue atlete in caso di vittoria, la Francia 40 mila. Nessuna delle nazionali viaggia però a livello degli USA: le giocatrici campionesse in carica, in caso di successo porteranno a casa ciascuna 173.913 dollari.

 

Primi gironi che si chiudono al Mondiale femminile in Francia. I Gruppi A e B, nelle partite di lunedì, hanno emesso i loro verdetti: le tedesche travolgono 4-0 il Sudafrica nel girone B e volano agli ottavi a punteggio pieno. Staccano il pass per la fase ad eliminazione diretta anche Cina e Spagna, qualificate dopo lo 0-0 nello scontro diretto. In serata vincono anche la Francia (1-0 alla Nigeria e 9 punti nel gruppo A) e la Norvegia, di rigore, contro la Corea del Sud.

GIRONE B: SUDAFRICA-GERMANIA 0-4

14′ Leupolz, 29′ Däbritz, 40′ Popp, 58′ Magull

La Germania chiude a punteggio pieno il proprio girone e vola, dunque, da prima classificata del girone B agli ottavi di finale. Prestazione super quella delle tedesche contro il Sudafrica: poker finale che costringe le avversarie a chiudere l’avventura Mondiale senza neanche un punto. È una distrazione della difesa sudafricana ad agevolare, dopo un quarto d’ora di gioco, il vantaggio della Leupolz, libera di insaccare di testa sul cross dalla bandierina. Un altro clamoroso errore lo compie poi, alla mezz’ora, il portiere che perde palla in uscita bassa e favorisce il raddoppio della Däbritz. Nel primo tempo c’è anche spazio per il tris siglato dalla Popp, sempre di testa, mentre il sigillo finale arriva nella ripresa, con la Magull rapace in area di rigore sulla corta respinta del palo. La Germania sale a 9 punti e accede al prossimo turno.

 

GIRONE B: CINA-SPAGNA 0-0

Si qualificano agli ottavi di finale anche Cina e Spagna, protagonisti di uno 0-0 che vale oro per entrambe. Il pari finale, infatti, trascina le due Nazionali a quota 4 punti: le iberiche passano da seconde, in virtù della migliore differenza reti, mentre le ragazze orientali possono festeggiare per essere tra le migliori terze, grazie a un margine sufficiente rispetto a la classifica prospettata nei gironi E e F. La partita non regala particolari emozioni. La Spagna gioca meglio e comanda il possesso di palla, rendendosi pericolosa in particolare in chiusura di primo tempo, ma né la Caldentey né la Torrecilla riescono a sbloccare nel punteggio. Nei secondi 45 minuti, invece, le due squadre capiscono che un punto a testa può andare più che bene e calano il ritmo, raggiungendo l’obiettivo.

Classifica girone B

GERMANIA: 9 punti (+6)
SPAGNA: 4 punti (+1)
CINA: 4 punti (0)
SUDAFRICA: 0 punti (-7)

 

GIRONE A: NIGERIA-FRANCIA 0-1

79′ Renard

Fa en plein nel proprio raggruppamento anche la Francia, padrona di casa del torneo. Le ragazze della Diacre mettono pressione alle avversarie già nei primi 45 minuti di gioco, ma le nigeriane fanno muro e non concedono nitide occasioni da gol, se non con il tentativo della Henry. La prima vera opportunità, tuttavia, arriva nella seconda frazione di gioco, quando la Majri sfiora il gol sugli sviluppi di un angolo. A un quarto d’ora dal termine arriva la svolta del match: la Ebere stende in area la Diani e concede calcio di rigore. Il fallo, ravvisato dall’arbitro con il Var, costa anche il secondo giallo e l’espulsione alla nigeriana. Dal dischetto si presenta Renard che si fa ipnotizzare dalla Nnadozie. Come già successo in Italia-Giamaica, però, il portiere parte con entrambi i piedi oltre la linea e il penalty viene, dunque, fatto ripetere. Al secondo tentativo, il capitano della Francia non sbaglia e regala il terzo successo. La Nigeria, nonostante il ko, ha possibilità di qualificarsi come terza del girone.

 

GIRONE A: COREA DEL SUD-NORVEGIA 1-2

5′ rig. Hansen (N), 51′ Herlovsen (N), 78′ Yeo (G)

Conquista la qualificazione, infine, anche la Norvegia. Anche in questo caso sono decisivi i tiri dagli 11 metri che permettono alla Nazionale, guidata dalla Sjogren, di battere la Corea del Sud e salire a 6 punti in classifica, al secondo posto nel girone A. È proprio un tiro dal dischetto, infatti, che porta i nordici in vantaggio. Kim intuisce, ma non basta a evitare la rete di Hansen. In avvio di ripresa, le norvegesi guadagnano un altro rigore. Questa volta se ne occupa la Herlovsen: il portiere riesce anche a toccare, ma fallisce di nuovo nel tentativo di neutralizzare. Sotto di due gol, le coreane si svegliano nel finale e dimezzano lo svantaggio con Yeo Min-Ji, ispirata da uno splendido colpo di tacco di Lee-Geum Min. Alla fine vince la Norvegia ed elimina la Corea.

Classifica girone A

FRANCIA: 9 punti (+6)
NORVEGIA: 6 punti (+3)
NIGERIA: 3 punti (-2)
COREA DEL SUD: 0 punti (-7)

 

Ci siamo! L’ottava edizione dei Mondiali femminili di calcio è ormai alle porte: si inizia venerdì 7 giugno alle 21.00 al Parco dei Principi di Parigi con la partita inaugurale tra la nazionale ospitante, la Francia, e la Corea del Sud. Al torneo partecipano 24 nazionali, tra le quali anche l’Italia, che ritorna ai Mondiali dopo vent’anni dall’ultima partecipazione. Le Azzurre della ct Bertolini faranno il loro esordio domenica a Valenciennes contro l’Australia. Ritorneranno in campo venerdì 14 a Reims contro la Giamaica e martedì 18 per l’ultima partita dei gironi contro il Brasile, di nuovo a Valenciennes.

Dove vedere i Mondiali femminili

Ma vi state domandando dove vedere l’Italia e anche le altre Nazionali? I Mondiali femminili verranno trasmessi da Rai e Sky con due diverse offerte. Rai trasmetterà in diretta su Rai 2 tutte le partite della Nazionale italiana, mentre gli altri incontri principali – non tutti – verranno trasmessi su Rai Sport (canale 58). I canali Rai si possono vedere anche in streaming tramite la piattaforma online Rai Play, raggiungibile da qui.

Sky ha acquistato i diritti per la trasmissione completa del torneo. Trasmetterà quindi tutte le 52 partite in programma, 37 delle quali in esclusiva. Gli incontri andranno in onda sul canale dedicato Sky Sport Mondiali (202), incluso nell’offerta Sky Calcio. Gli abbonati potranno seguirle anche in streaming tramite le piattaforme online Sky Go e Now TV. Su Now TV chi non possiede un abbonamento a Sky potrà comunque acquistare il pass giornaliero a 7,99 euro.

Fra commentatori ed opinionisti in studio ci saranno Cecilia Salvai, difensore della nazionale esclusa dai convocati per un infortunio, e Carolina Morace, ex giocatrice e allenatrice dell’Italia che ha da poco terminato il suo contratto con il Milan femminile.

Che il mondo sportivo americano abbia l’amministrazione Donald Trump nel mirino è cosa nota. Proteste, azioni e offensive sono state messe in atto da diverso tempo dai sportivi di ogni genere: dal football americano al calcio, passando dall’Nba.

A fare la voce grossa, stavolta, è la stella del soccer a stelle e strisce: Megan Rapinoe. La centrocampista ha promesso che, in vista del prossimo Mondiale femminile in Francia, farà aumentare il grado di disappunto nei confronti del presidente statunitense.

Tra le azioni previste, la 33enne ha deciso che non canterà l’inno nazionale americano per sensibilizzare l’opinione pubblica sulle discriminazioni degli afroamericani e sulle politiche di Trump sulle questioni integrazione e immigrati.

Non è la prima volta che la Rapinoe si fa sentire e si mette in prima fascia contro il tycoon. In passato era stata tra le atlete che hanno deciso di inginocchiarsi durante l’inno “The Star-Spangled Banner prima di qualche match importante.

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Megan Rapinoe in ginocchio durante l’inno Usa

Questo gesto è partito da Colin Kaepernick durante il precampionato 2016 fino ai primi match della stagione Nfl.
Il quarterback aveva deciso di andare oltre la tradizione americana che prevede di essere in piedi durante l’inno. Un modo per sottolineare la situazione nei confronti delle minoranze etniche.

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Colin Kaepernick in una delle sue proteste durante l’inno americano

E proprio Kapernick è stato l’ispiratore di molti altri atleti come Megan Rapinoe

Probabilmente non metterò mai la mano sul cuore e non canterò più l’inno nazionale; è un gesto contro tutte le ineguaglianze e le cattiverie che quest’amministrazione muove contro chi non assomiglia a loro!

La stagione non è stata di certo positiva con il cambio in panchina tra Lopetegui e il ritorno di Zidane e l’addio in estate di Cristiano Ronaldo. Ma nonostante questo, il Real Madrid può vantare il titolo di club con il brand più prezioso (economicamente) al mondo. Lo rivela l’ultimo studio di Brand Finance che pubblica la classifica delle 50 società dal marchio più ricco. I Blancos fanno addirittura registrare un + 26,9 per cento rispetto al 2018, sorpassando in classifica il Manchester United (-5,8 per cento), mentre sul terzo gradino del podio rimane stabilmente il Barcellona, altra squadra spagnola.

Le squadre inglesi dominano, però, la restante la Top Ten: oltre ai Red Devils, infatti, ci sono anche Manchester City (5°), Liverpool (6°), Chelsea (7°), Arsenal (9°) e Tottenham (10°). Completano il lotto delle prime dieci il Bayern Monaco (4°) e il Paris Saint Germain (8°).

 

E le italiane? Il club della nostra Serie A che vanta il brand più ricco è la Juventus, che si piazza all’11esimo posto, appena fuori dai dieci, in posizione stabile rispetto al 2018. Anche l’Inter conferma la posizione numero 13 alle spalle del Borussia Dortmund, mentre il Milan avanza di 4 gradini rispetto a un anno fa issandosi al 15esimo posto. La Roma è 18esima, il Napoli è 26esimo (+5 posizioni rispetto al 2018) e la Lazio è 42esima (-4).

Nuovamente avversarie dopo 10 anni, 7 mesi e 15 giorni. Perché l’ultimo incrocio in Coppa Italia fra Atalanta e Lazio porta la data del primo ottobre 2008. Anche allora era un mercoledì e il campo da gioco quello dell’Olimpico di Roma. Terminò col punteggio di 2-0 per i biancocelesti e le reti al minuto 17 di Ledesma e all’84 di Pandev. Lazio di Delio Rossi agli ottavi di finale, Atalanta di Luigi Delneri eliminata dalla competizione. E’ quanto ricorda FootStats.it, realtà specializzata in statistiche del calcio  italiano.

I PRECEDENTI IN COPPA

Ammontano a 9 i precedenti fra i due club in Coppa Italia. Tutto ebbe inizio il 26 dicembre 1938, quando Lazio-Atalanta si concluse col punteggio di 1-0 e la rete al 31’ di Giuseppe Baldo. Per rintracciare un successo degli orobici sarebbero dovuti trascorrere all’incirca trentotto anni: 29 agosto 1976, Atalanta-Lazio 2-1. Fecero tutti i lombardi nella prima frazione di gioco, gol (con Roberto Tavola al 21’ ed Ezio Bertuzzo al 27’) e autorete (con Gabriele Andena al 45’). Il bilancio totale che emerge dai 9 scontri diretti vede in vantaggio i biancocelesti di una lunghezza sia per numero di vittorie, 3-2, che per marcature, 9-8. Da rilevare come mai una sfida fra le due compagini sia andata oltre i tempi regolamentari. Mentre prima di questa stagione la gara più ‘prestigiosa’ era rappresentata dal doppio confronto, andata/ritorno, del 1988/1989 e valido per quarti di finale.

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Di seguito il riepilogo dei match e il bilancio totale

1938/1939, 26 dicembre 1938, Lazio-Atalanta 1-0 (Baldo)
1971/1972, 5 settembre 1971, Atalanta-Lazio 0-0
1974/1975, 28 agosto 1974, Atalanta-Lazio 0-0
1976/1977, 29 agosto 1976, Atalanta-Lazio 2-1 (Tavola, Bertuzzo, Andena aut.)
1982/1983, 29 agosto 1982, Lazio-Atalanta 0-0
1985/1986, 25 agosto 1985, Atalanta-Lazio 2-2 (Magrin rig., Stromberg, D’Amico rig., Fiorini)
1988/1989, 4 gennaio 1989, Atalanta-Lazio 2-0 (Serioli, Evair rig.)
1988/1989, 25 gennaio 1989, Lazio-Atalanta 3-2 (Marino, Madonna, Gregucci, Madonna, Pin)
2008/2009, 1 ottobre 2008, Lazio-Atalanta 2-0 (Ledesma, Pandev)

Il bilancio dei confronti diretti

9 incontri disputati
2 vittorie Atalanta
4 pareggi
3 vittorie Lazio
8 gol fatti Atalanta
9 gol fatti Lazio

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LA DEA IN FINALE
Quella di stasera sarà la quarta finale di Coppa Italia per l’Atalanta. Il bilancio all’ultimo atto del trofeo nazionale racconta di 1 vittoria (1962/1963) e 2 sconfitte (1986/1987 e 1995/1996). L’unico successo arrivò allo stadio Meazza di Milano contro il Torino. Tripletta di Angelo Domenghini (rete granata di Giorgio Ferrini) per un 3-1 finale. Era il 2 giugno 1963. I due KO sono arrivati in finali disputate con la formula del doppio confronto: col Napoli nel 1986/1987 e con la Fiorentina nel 1995/1996.

L’AQUILA IN FINALE
Capitolo numero dieci per la storia della Lazio nelle finali di Coppa Italia. I calcoli parlano di 6 trionfi (1958; 1997/1998; 1999/2000; 2003/2004; 2008/2009; 2012/2013) e 3 battute d’arresto (l’ultima due stagioni fa contro la Juventus e con Simone Inzaghi già sulla panchina biancoceleste).Da sottolineare come nelle finali a gara unica 1 successo sia arrivato ai calci di  rigore (6-5 sulla Sampdoria il 13 maggio 2009) e 2 nei tradizionali novanta minuti di gioco (1-0 sulla Fiorentina il 24 settembre 1958; 1-0 sulla Roma il 26 maggio 2013).

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IL PERCORSO FINO ALL’OLIMPICO E LE DUE SFIDE STAGIONALI
Con 3 vittorie (0-2 a Cagliari; 3-0 sulla Juventus; 2-1 con la Fiorentina) e 1 segno X (3-3 a Firenze), 10 gol fatti (Zapata con 3 top scorer) e 4 reti subite, l’Atalanta di Gasperini ha staccato il biglietto per la finale dell’Olimpico. La Lazio di Inzaghi ha raggiunto l’ultimo atto della competizione con 2 successi (4-1 sul Novara; 0-1 in casa del Milan) e 2 pareggi (1-1 al 120’, poi diventato 4-5 ai rigori ospite dell’Inter; 0-0 a Roma contro i rossoneri), 6 reti marcate (Immobile con 3 miglior bomber) e 2 gol incassati. Chiudiamo ricordando che Atalanta-Lazio rappresenterà anche il terzo incrocio stagionale fra i due club.
In campionato Atalanta-Lazio terminò col punteggio di 1-0 (Zapata al 1’), mentre LazioAtalanta è andata in archivio col risultato di 1-3 (Parolo al 3’, Zapata al 22’, Castagne al 58’, Wallace autogol al 76’). E considerando i due match chiusi in parità del torneo 2017/2018… la Lazio non batte l’Atalanta dalla 20esima giornata 2016/2017, quando all’Olimpico fu 2-1: Petagna al 21’, Milinkovic-Savic nel recupero del primo tempo, Immobile al 68’ su calcio di rigore.

Confronti diretti a Roma e in campionato (Serie A e Serie B)
54 incontri disputati
24 vittorie Lazio
17 pareggi
13 vittorie Atalanta
81 gol fatti Lazio
52 gol fatti Atalanta

Confronti totali in campionato (Serie A e Serie B)
108 incontri disputati
34 vittorie Atalanta
42 pareggi
32 vittorie Lazio
125 gol fatti Atalanta
125 gol fatti Lazio
2,3 media gol/match

 

Calcio e musica: due passioni differenti, ma due mondi affini che si coinvolgono a vicenda, due rifugi dove ritrovare pace e cercare nuovi stimoli, due sfaccettature di un’unica arte. Due lingue che, se non contaminate dal moderno, corrotte dal capitalismo, possono essere portatrici di messaggi forti.
L’11 maggio si ricorda la scomparsa di colui che ha fatto della musica la sua vocazione e del calcio il suo diletto, la sua passione. Un piccolo omaggio a chi invece è stato gigante, a chi il termine “musicista” andrebbe troppo stretto, a Bob Marley.
Lui non ha lasciato un testamento, non ne sentì il bisogno: i suoi messaggi d’amore, di pace, di rispetto e disciplina, d’ammonimento verso il male, contro il razzismo, sono incisi nella sua musica, in quel genere musicale che viene spesso canticchiato e raramente vissuto nella sua profonda essenza.

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Aneddoti, storielle più o meno plausibili si intrecciano attorno alla sua immagine, il mito si insinua tra i dati storici, confondendoli e confondendoci e proprio attorno alla sua morte sono state tramandate differenti versioni. Quella più “popolare”, lasciateci passare il termine, vuole che sia deceduto per overdose, ma la sua vita non è mai stata improntata sull’eccesso: non si sarebbe mai permesso di tradire quei precetti morali, quel rigore religioso che lui stesso diffondeva attraverso la musica, l’unica cosa veramente “eccessiva” nella sua vita.

Partiamo da quello che è l’accaduto più vicino alla realtà: nel 1977 scoprì di avere una ferita all’alluce destro. Inizialmente pensò di essersi fatto male forse durante una partitella giocata a Parigi tra giornalisti francesi e i suoi “frattelli-amici” The Wailers, nella quale rimediò un duro colpo al piede, oppure in un’altra partita precedente dove, si dice, un suo amico gli lacerò l’alluce con un tacchetto arrugginito.

Ma successivamente, sempre giocando a calcio, l’unghia dell’alluce si staccò. Solo a quel punto fu fatta la diagnosi corretta: melanoma maligno che non venne mai curato in quanto la sua religione non consente l’amputazione degli arti per rispetto dell’integrità del corpo.
Bob Marley scelse solo di rimuovere la pelle al di sotto dell’unghia, ma  il melanoma non fu curato del tutto e progredì fino al cervello.

Quel che è certo è che Bob vedeva nel calcio una forma di espressione autentica, genuina come quel luogo povero e semplice che è la Giamaica. Disse:

Se non fossi diventato un cantante sarei stato un calciatore o un rivoluzionario. Il calcio significa libertà, creatività, significa dare libero corso alla propria ispirazione

Per questo quando giocava, si racconta, non aveva un ruolo preciso, non pensava agli schemi, non pensava a nulla, giocava per il gusto semplice di calciare un pallone e condividere momenti spensierati della giornata con gli amici.
Si spense l’11 maggio del 1981 e fu sepolto vicino a Nine Mile, riabbracciando quel luogo che lo vide nascere e dal quale Bob mai si separò e mai gli voltò le spalle. Si portò con se una chitarra, una piantina di marijuana, una bibbia ed un pallone: la sua esistenza racchiusa in quattro oggetti semplici. Semplice come l’ultima frase sussurrata al figlio:

I soldi non comprano la vita

Ed è facile intuire ed immaginare che il calcio di oggi, dell’era moderna, di Babilonia e del Dio Denaro, di sicuro non gli sarebbe piaciuto.

Se vuoi conoscermi devi giocare a calcio contro me e i the Wailers