Tag

calcio

Browsing

L’Italia sarà la grande assente, mentre la Francia campione in carica difenderà il titolo di Russia 2018 nella prima edizione invernale della storia dei Mondiali. Un avvicinamento accompagnato dalle polemiche sulle condizioni lavorative nei cantieri per la costruzione dei nuovi stadi (saranno 8 quelli dedicati a Qatar 2022) e dalla cocente delusione azzurra, per l’eliminazione a sorpresa nello scontro diretto contro la Macedonia, per la seconda edizione consecutiva.

Saranno 32 le squadre a contendersi il titolo (per l’ultima volta), con i Galletti a essere i principali favoriti per il bis mondiale secondo i pronostici Mondiali di calcio di Sportytrader. Molto probabilmente sarà l’ultimo appuntamento di Deschamps (in carica dal 2012), prima di cedere il testimone a Zidane in panchina. I Bleus dovranno fare a meno di Kanté, infortunato, ma contano di recuperare Pogba, che proprio in queste settimane tornerà ad allenarsi in gruppo con la Juventus, dopo l’operazione al menisco.

In Francia tiene sempre banco il caso Mbappé (28 reti in 59 match giocati), deciso ad abbandonare il Psg già a gennaio, dopo le promesse non mantenute a fine estate da Al-Khelaifi in sede di rinnovo. Attaccante parigino a parte, a livello di qualità e profondità la rosa francese è in assoluto tra le migliori, in un gruppo assolutamente alla portata, con Danimarca, Tunisia e Australia. Deschamps potrà contare anche sul neo Pallone d’Oro Karim Benzema: il bomber che ha risolto l’ultimo “clasico” con il Barcellona è prontissimo al debutto in Qatar il prossimo 22 novembre contro l’Australia.

Mbappé lascia il rigore a Messi

In Sud America, invece, sono convinti che potrà essere il Mondiale di Brasile o Argentina, due big che puntano in alto. I verdeoro guidati da Tite (in panchina dal 2016) hanno vinto il girone di qualificazione sudamericano e si giocheranno il primo posto del gruppo con la Serbia, gara d’esordio del 24 novembre, ma occhio anche a Svizzera e Camerun. Il Brasile è la squadra più titolata al mondo (unica pentacampione, ma l’ultimo titolo risale a 20 anni fa, nel 2002) e con più storia e tradizione, oltre che una rosa di livello assoluto. La stella sarà Neymar, fuori dalla short list dei 30 nomi per il Pallone d’Oro, ma imprescindibile per Tite con ben 74 reti in 120 partite in nazionale. Il firmamento verdeoro è composto anche da Gabriel Jesus, Alisson, Casemiro e Thiago Silva, mentre Richarlison è in forte dubbio per infortunio.

Mondiale

Non sarà l’ultimo Mondiale per Neymar, a differenza di Messi, deciso a lasciare il segno in Qatar con la sua nazionale argentina. La Coppa del Mondo è l’unico titolo che manca alla straordinaria carriera di Leo (90 reti in 164 partite), appena due i Mondiali vinti dall’Albiceleste nella sua storia. Scaloni se la vedrà con Polonia, Messico ed Arabia Saudita, il debutto è previsto contro l’Arabia Saudita il prossimo 22 novembre.

Se torniamo in Europa, mai sottovalutare la Spagna in competizioni internazionali, anche se in questo momento non sembra l’Armata Invincibile di qualche anno fa. Un solo titolo mondiale nella storia della Roja, mentre l’anno scorso è stata eliminata in semifinale agli Europei per mano dell’Italia. Luis Enrique dovrà trovare la giusta sintonia tra i giovani Pedri e Gavi e l’esperienza di Carvajal e Busquets. L’Inghilterra invece ha sfiorato l’ultimo Europeo in finale proprio contro l’Italia, e si candida tra le outsider per Qatar 2022, in seconda fila. Sarebbe lo storico bis del successo (l’unico nella storia inglese) del 1966: toccherà a Kane trascinare il gruppo verso la finale, ma l’Inghilterra ha giovani talenti che possono trascinarla fino alla finale, come Foden, Grealish e Bellingham. Riusciranno a sopportare il peso di un evento tanto importante?

L’Udinese ha cominciato con il piede giusto la stagione 2022/2023 di Serie A regalando ai propri tifosi un’eccezionale serie di vittorie schiaccianti, fuori e dentro casa. La squadra, infatti, al momento ha raggiunto il terzo posto in classifica e ha la possibilità di lanciare il guanto di sfida alle squadre più valenti della serie A. Cos’altro possiamo aspettarci dall’Udinese di quest’anno?

Uno straordinario inizio

Non ci sono dubbi. Dopo un calciomercato estivo ricco di emozioni e colpi di scena, l’Udinese ha iniziato con il piede giusto la nuova stagione di Serie A. Dapprima la vittoria contro la Fiorentina, poi la fantastica goleada contro la Roma, sconfitta per 4 reti a 0, e ancora la conquista dei 3 punti durante il match contro il Sassuolo dello scorso 11 settembre.

La squadra sembra esser stata pervasa da un’insaziabile sete di vittoria, oltre che dalla fortunatissima chimica tra i giocatori che compongono la nuova squadra. La fantastica serie di vittorie ha colto di sorpresa persino i migliori bookmakers e i nuovi casino online, indice del fatto che l’exploit dell’Udinese sia stato straordinario e assolutamente imprevedibile.

Non a caso Andrea Sottil è stato nominato miglior allenatore del mese di settembre dalla Lega Serie A, il quale ha ricevuto un prestigioso premio per l’ottimo lavoro svolto e per i notevoli risultati raggiunti. Mentre ci godiamo la ventata dei successi dei bianconeri, tuttavia, ci chiediamo: quanto a lungo riuscirà l’Udinese a garantire gli ottimi risultati finora raggiunti?

L’obiettivo di tornare in Europa

Il dirigente sportivo dell’Udinese Giampaolo Pozzo parla chiaro: l’obiettivo dell’Udinese è quello di ritornare a giocare tra i grandi club europei. Era da tempo che l’imprenditore invocava un salto di qualità da parte della squadra, con il grande desiderio di vedere l’Udinese tornare nuovamente sul lato sinistro della classifica.

Ora che, effettivamente, i bianconeri sono terzi in classifica, ad un solo punto di distanza dalla capolista, è necessario alzare leggermente l’asticella. Per mantenere l’alta posizione in classifica, occorre che i giocatori non perdano la forza d’animo manifestata fino ad adesso e continuino ad avere ben nitida la visione verso gli obiettivi che devono essere raggiunti.

Udinese in Champions League?

Le premesse ci sono tutte, ma il campionato è appena iniziato. In questa fase di stagione l’Udinese ha fatto valere la bravura dei propri giocatori e la capacità di gestire il gioco, sia in attacco che in difesa. Tuttavia, essere circondata dalle big del campionato richiede che la guardia non venga mai abbassata, mantenendo alta la concentrazione e il morale del team.
Siamo certi che questa stagione di Serie A, ad ogni modo, ci regalerà emozioni indescrivibili.

Riguardo alla 22sima edizione del mondiale di calcio ce ne sono di cose da dire

Come oramai tutti gli appassionati di pallone sapranno, il 20 novembre avrà inizio Qatar 2022, la 22esima edizione del mondiale di calcio che si terrà per la prima volta durante il periodo invernale. Questo torneo, che si concluderà il 18 dicembre dopo 4 settimane di gare, rappresenta un unicum nella storia di uno degli sport più seguiti in assoluto, perché non era mai successo che un mondiale non venisse disputato in estate. E non era mai successo che a ospitarlo fosse un paese del Medio Oriente, il Qatar appunto. Come si intuisce da queste prime righe, le curiosità che riguardano la manifestazione più sentita del momento non mancano di certo. Oltre a quelle sopra accennate, va subito ricordato come Qatar 2022 sia l’ultima occasione per i tifosi per vedere in campo 32 Nazionali contemporaneamente: dal 2026, infatti, tutto cambierà perché il totale ammonterà a 48. Da italiani ci auguriamo che tra 4 anni tra le future partecipanti ci siano anche gli Azzurri che, dopo l’eliminazione ai play-off per mano della Svezia il 13 novembre 2017, tra pochi mesi saranno costretti ancora una volta a guardare gli altri giocare, avendo perso il playoff del 24 marzo contro la Macedonia del Nord.

Da Iran vs Stati Uniti 24 anni dopo alla seconda partecipazione del Canada

Tra le curiosità relative a Qatar 2022 c’è il fatto che dopo 24 anni dall’ultimo confronto, avvenuto ai tempi di Francia ’98, finalmente Iran e Stati Uniti si rincontreranno. Queste due Nazionali, sebbene non siano favorite per la vittoria finale, sono comunque due realtà interessanti; in particolare gli Stati Uniti dispongono di una rosa di discreta qualità, all’interno della quale militano “gli europei” Gianluca Busio, centrocampista del Venezia, e Giovanni Reyna, centrocampista del Borussia Dortmund. Il fatto poi che la formazione a stelle e strisce da tempo stia lavorando per fare del gruppo il suo punto di forza, ottimizzando, durante ogni allenamento, la concentrazione per migliorare sul campo da gioco le performance complessive di squadra – un qualcosa questo che per altro già avviene con successo in altre discipline – è un plus non da poco. Interessante è poi il fatto che Belgio e Croazia, entrambe iscritte nel Gruppo F, non si siano mai incontrate né durante un mondiale né durante un europeo. Una chicca: la Francia che giocherà nel suo girone contro la Danimarca non può che essere contenta per questo accoppiamento. Perché? Perché quando incontra nella prima fase la Nazionale oggi allenata da Kasper Hjulmand quasi sempre vince un torneo (2 europei, quelli del 1984 e del 2000, e 2 mondiali, quelli del 1998 e del 2018). L’unica eccezione è stata nel 2002. C’è poi una stranezza che ha a che fare con l’Arabia Saudita: la formazione in maglia verde, che se la vedrà con Argentina, Messico e Polonia, ancora una volta incontrerà 3 Nazionali contro cui non ha mai giocato prima durante un mondiale. È la 19a volta che succede. E dopo una stranezza, ecco un’altra curiosità che stavolta interessa l’Uruguay, che nel Gruppo H incontrerà le ultime 3 squadre che ha superato nel corso di precedenti turni a eliminazione diretta, ossia Portogallo, nel 2018, Corea del Sud e Ghana nel 2010. Infine c’è da sottolineare come per il Qatar sia la prima volta in assoluto in un mondiale, la seconda invece per il Canada, che nel lontano 1986 venne eliminato al primo turno. In quell’occasione uscì sconfitto contro l’Unione Sovietica, per 2 a 0, l’Ungheria, sempre per 2 a 0, e la Francia, per 1 a 0.

E per quanto riguarda invece le favorite Brasile, Francia e Inghilterra?

Non potevamo concludere l’articolo senza dire qualcosa di curioso che ha a che fare con le favorite per la vittoria finale. Per esempio sul Brasile 5 volte campione del mondo che attende da 20 anni di vincere il suo 6° titolo, oppure sulla Francia che nel 2018 ha conquistato il suo secondo mondiale dopo 20 anni di attesa. A quanto pare il 20 non è numero qualsiasi quando si disputa questo torneo. L’Inghilterra, invece, sfiderà per la prima volta in assoluto l’Iran, contro cui giocherà alla prima giornata, il giorno dopo l’inaugurazione del 20 novembre che vedrà di fronte Qatar ed Ecuador.

Come ogni mondiale che si rispetti, anche la prossima competizione di Qatar 2022 suscita curiosità per la presenza di nazionali poco blasonate che cercheranno di mettersi in mostra contro i più famosi top team. Alla squadra di casa, qualificata di diritto come Paese organizzatore e unica esordiente assoluta, si aggiungono interessanti ritorni come il Canada, il Galles e il Ghana: riusciranno le “Cenerentole” a fare bella figura?

L’esordio del Qatar in casa

Non ci si aspettano particolari scintille dalla nazionale del Qatar, ma la squadra di casa potrebbe mostrare qualcosa in più di quanto immaginino gli appassionati di calcio occidentali. È ciò che sperano la federazione qatariota, che sta lavorando duramente da anni per ben figurare in questa edizione del mondiale, e i tifosi locali, che per la prima volta si affacciano a una competizione così importante.

Il biglietto da visita del Qatar è la vittoria della Coppa d’Asia nel 2019, valsa il balzo dall’88esima alla 49esima posizione nel ranking FIFA consultabile anche sul portale Transfermarkt, un successo non di poco conto se si considera che la nazionale del piccolo emirato è riuscita ad arrivare in fondo eliminando la Corea del Sud ai quarti e battendo in finale i ben più blasonati giapponesi con un netto 3-1.

Collocato nel girone A con Paesi Bassi, Ecuador e Senegal, il Qatar parte sfavorito secondo le piú aggiornate analisi statistiche sulle scommesse per il mondiale 2022 ma, escludendo la netta superiorità degli Orange, potrebbe sfruttare il fattore geografico per sorprendere gli addetti ai lavori.

Canada, ritorno al mondiale dopo 36 anni

Con una sola partecipazione ai mondiali nel 1986, la nazionale canadese sbarcherà in Qatar con grande entusiasmo, spinta anche dal fatto che assieme a Stati Uniti e Messico il Paese nordamericano ospiterà, come racconta Il Corriere dello Sport, l’edizione 2026 della competizione. Sorteggiato nel gruppo F con Belgio, Croazia e Marocco, il Canada si presenta con una squadra valida e sicura di sé, che annovera al suo interno diversi giocatori con esperienze in Europa, a partire dal bomber del Lille Jonathan David.

L’undici allenato da John Herdman ambisce a non fare solo una comparsata e potrebbe essere una delle sorprese del torneo, almeno per ciò che riguarda la fase a gironi.

Il Galles dai playoff al sogno mondiale

Battendo l’Ucraina nello spareggio playoff per accedere ai mondiali, il Galles torna a partecipare alla maggiore competizione calcistica dopo ben 64 anni. La nazionale dei Draghi Rossi, che vanta in rosa giocatori del calibro di Gareth Bale, Aaron Ramsey e Daniel James, è senza dubbio una delle squadre europee migliorate maggiormente nell’ultimo decennio, tanto da aver raggiunto nel 2016 le semifinali e nel 2020 gli ottavi agli Europei di calcio ed essersi qualificata a Qatar 2022 dopo una storia fatta di pochissime soddisfazioni (unico mondiale disputato quello del 1958, terminato ai quarti di finale).

Con queste premesse, il Galles è un’altra squadra che potrebbe sorprendere, magari facendo uno sgambetto ai cugini inglesi nel girone eliminatorio (gruppo B con Stati Uniti e Iran).

Il Ghana in Qatar per fare sul serio

Tra le squadre africane qualificate a Qatar 2022 troviamo il Ghana, le cui uniche tre partecipazioni alla competizione sono tutte abbastanza recenti (2006, 2010, 2014). Le Black Stars partiranno per l’emirato arabo con l’obiettivo – difficile – di emulare quanto accaduto nel 2010, quando la nazionale ghanese si è arresa solo ai calci di rigore nei quarti di finale contro l’Uruguay, che tra l’altro ritroverà già nel girone del gruppo H.

Per aumentare le proprie possibilità di andare avanti, il Ghana ha cercato di rinforzare la rosa naturalizzando alcuni nomi di spicco del calcio europeo, come Iñaki Williams dell’Athletic Bilbao, Tariq Lamptey del Brighton Hove & Albion e Stephan Ambrosius difensore dell’Amburgo: qualificazione certo non facile, ma le africane ai mondiali sono sempre una mina vagante.

L’edizione di quest’anno della FIFA World Cup si terrà in Qatar, il ricchissimo paese della penisola araba. L’organizzazione complessiva ha richiesto costi faraonici e, secondo i dati FIFA, questa sarebbe l’edizione più costosa mai organizzata. Ma a quanto ammontano le spese sostenute dallo stato mediorientale?

Il conto

Le spese per l’organizzazione della prossima Coppa del Mondo, al momento, ammonterebbero a circa 220 miliardi di euro. Un primato che sarà difficile da battere, specialmente se si considera che l’edizione più costosa mai registrata in precedenza è quella tenutasi in Brasile nel 2014, costata (soltanto) 15 miliardi.
Il ricco investimento infrastrutturale ha previsto la costruzione dei nuovi stadi, di alberghi, strutture turistiche e aeroporti oltre che l’ammodernamento delle strade urbane.

Per alcuni la cifra risulta assolutamente sproporzionata, uno spreco per un evento calcistico che dura, tra l’altro, poco meno di un mese. Eppure l’obiettivo del paese ospitante è molto ambizioso e va aldilà della competizione sportiva in sé. Secondo le parole di Al Nuaimi, membro della famiglia reale emira, l’organizzazione della Coppa del Mondo 2022 è inserita all’interno di un programma più ampio denominato “Qatar National Vision 2030”. Il piano prevede, infatti, tutta una serie di ingenti investimenti a lungo termine per il miglioramento delle infrastrutture, i quali erano stati pianificati molto tempo prima rispetto alla notizia dell’assegnazione FIFA.

L’audace scommessa del Qatar

La necessità di organizzare i mondiali 2022, dunque, ha soltanto velocizzato la realizzazione di opere che erano già state previste da tempo dagli enti governativi mediorentali. L’evento avrà sicuramente il compito di rendere il Qatar, per la prima volta, un perno sportivo a livello globale, a cui tutti i paesi del mondo dovranno fare riferimento.

È proprio questa l’audace scommessa dell’emiro Tamim bin Hamad al-Thani, quella cioè di sfruttare l’evento per accendere i riflettori sul Qatar e per portare finalmente  il calcio mondiale nel Golfo. L’idea è, quindi, quella di pubblicizzare il Qatar come Stato all’avanguardia, un modello per tutti i paesi, orientali e occidentali. Non ci resta che attendere la cerimonia di inaugurazione della FIFA World Cup e scoprire se l’obiettivo verrà raggiunto.

Cosa aspettarci?
Quello di quest’anno, insomma, sarà sicuramente un mondiale da non perdere, malgrado la nostra nazionale già fuori competizione. Complice il gran caldo e la presenza della squadra del Qatar, qualificata di diritto, ci saranno risvolti inediti e spettacolari colpi di scena.

La domenica è, come al solito, il giorno in cui ci sono più incontri di campionato e, tra le Partite 17 Ottobre Serie A, spicca il posticipo serale Juventus-Roma. I giallorossi sono a quindici punti, vengono da una vittoria casalinga contro l’Empoli e vorranno fare punti per continuare a rimanere sulla scia delle altre squadre di vertice.

La Juventus, dal canto suo, dopo una partenza disastrosa, ha vinto le ultime tre partite di fila e vuole assolutamente tornare nel settore della classifica che le compete. Due altre partite interessanti saranno sicuramente Empoli-Atalanta e, soprattutto, Napoli-Torino, con i padroni di casa che non vorranno perdere punti sul proprio stadio.

 Partite 17 Ottobre Serie A – Big Match Juventus Roma

Mister Allegri ha diverse defezioni, tra cui quella certa di Morata in attacco. Dybala forse partirà dalla panchina e di certo non sarà titolare dall’inizio; per questi motivi, in attacco ci sarà sicuramente Federico Chiesa, con a supporto uno tra Kulusevski e Kean. Al centro della difesa, molto probabilmente giocheranno Bonucci e De Ligt, con Chiellini in panchina e gli esterni di centrocampo saranno Bernardeschi e Cuadrado, vista la positività al Covid di Rabiot.

Mourinho, invece, ha il dubbio Abraham e c’è sempre Shomurodov in caso di bisogno. Pellegrini e Zaniolo sono recuperati e formeranno la linea dietro la punta centrale, assieme a Mkhitaryan. A centrocampo ci saranno Cristante e Veretout e lo schema sarà sempre il 4-2-3-1.

Partite 17 Ottobre Serie A – Le Probabili Formazioni

Juventus(4-4-2): Szczesny; Danilo, De Ligt, Bonucci, Alex Sandro; Cuadrado, Bernardeschi, Locatelli, Bentancur; Kulusevski, Chiesa;

Roma(4-2-3-1): Rui Patricio; Mancini, Ibanez, Vina, Karsdorp; Veretout, Cristante; Pellegrini, Zaniolo, Mkhitaryan; Shomurodov.

Confronta le Quote

 

Le Altre Partite

Dopo il posticipo serale, la gara più importante è sicuramente quella tra Napoli e Torino, con Spalletti che si affida alla squadra titolare, con un Osimhen in grande spolvero, che ha segnato anche in nazionale. Juric, invece, potrebbe recuperare Belotti, che ha grandi possibilità di scendere in campo. Il quadro delle gare della giornata è nella seguente tabella.

Squadra 1Squadra 2
CagliariSampdoria
EmpoliAtalanta
GenoaSassuolo
UdineseBologna
NapoliTorino
JuventusRoma

Il dibattito sul miglior giocatore che ha abbellito il mondo del calcio è ancora un argomento attivo oggi. La maggior parte dei giocatori di questa lista hanno dominato durante la loro epoca e rimangono nella memoria dei fan fino ad oggi.

È anche difficile classificare questi giocatori perché ogni campionato ha i suoi livelli di intensità. Alcuni grandi nomi che hanno messo piede in campo sono Pelè e Ronaldo. Di seguito discutiamo alcuni dei migliori giocatori di calcio della storia.

Scommesse sportive online ha una lista di altri grandi sportivi in diversi campi, e puoi vincere alla grande attraverso le offerte Novibet Italia.

Lionel Messi

Messi è stato un grande professionista per oltre un decennio e continua ad andare avanti a 33 anni. Oggi è in cima alla maggior parte delle statistiche della Ligue 1. È un sei volte vincitore del Pallone d’Oro e ha ricevuto lo stivale d’oro in molte occasioni.

Messi ha iniziato la sua carriera al Barcellona prima di passare al PSG, dove ha appena segnato il suo 700° gol.

Cristiano Ronaldo

Cristiano Ronaldo è nato a Madeira e ha iniziato la sua carriera allo Sporting Lisbona. Ha dominato il mondo del calcio per oltre un decennio, avendo giocato per squadre come il Real Madrid. Ha 36 anni e ancora brilla nella Premier League inglese.

Ronaldo è un vincitore seriale, avendo vinto il Pallone d’Oro in cinque occasioni. È anche il capocannoniere di tutti i tempi della Champions League, avendola vinta in cinque occasioni. Ronaldo ha il maggior numero di gol segnati di testa, tra gli altri titoli.

Diego Maradona

Diego Maradona è uno dei migliori dribblatori che hanno abbellito il mondo del calcio. È noto per la sua controversa “Mano di Dio” che ha portato l’Argentina alla sua prima vittoria nella Coppa del Mondo contro l’Inghilterra.

Tuttavia, era un giocatore controverso fuori dal campo. Nel 1994, è stato espulso dalla Coppa del Mondo dopo che l’efedrina è stata trovata nei suoi campioni. Si è ripreso nella Coppa del Mondo del 1998 diventando il capocannoniere del torneo.

Michael Platini

Michael Platini ha iniziato la sua carriera al Nantes prima di passare alla Juventus. Ha vinto il campionato europeo con la Francia e poi la Champions League.

Platini è uno dei migliori passatori della storia del calcio ed era uno specialista dei calci piazzati. Era un centrocampista d’attacco e le sue qualità sono ancora fresche nella mente dei tifosi.

Pelè

Pelè è considerato il miglior giocatore del mondo del calcio. Era un vincitore seriale, avendo vinto la Coppa del Mondo tre volte. Attualmente è anche il capocannoniere di tutti i tempi del calcio maschile con oltre settecento gol.

Pelè ha vinto importanti trofei con il Santos in una carriera che ha segnato una stagione. Era un grande attaccante e aveva eccezionali capacità di dribbling. Aveva anche un eccellente gioco di costruzione che lo faceva fondere con i suoi compagni di squadra.

Eusebio

La Pantera Nera è stato il miglior giocatore della storia del Portogallo fino all’arrivo di Cristiano. Ha segnato nove gol nella fase finale della Coppa del Mondo del 1966 e aveva una velocità esplosiva.

Ha giocato per molte squadre ma ha avuto il periodo migliore al Benfica.

Considerazioni finali

Il calcio è uno dei migliori sport in circolazione e abbiamo avuto molti grandi giocatori. I giocatori di cui sopra hanno dominato il campo al loro tempo e rimangono i preferiti dei fan.

La tecnologia, negli ultimi anni, ha letteralmente rivoluzionato il mondo del calcio ed è innegabile che sia riuscita ad introdurre delle migliorie non indifferenti. Non parliamo solamente degli strumenti che hanno reso possibile una maggior correttezza a livello arbitrale però, perché le innovazioni tecnologiche hanno interessato il mondo del calcio nel suo complesso. Lo stesso contract management, di grande rilevanza, è stato rivoluzionato da strumenti di ultima generazione come la firma elettronica che ha reso possibile una semplificazione e digitalizzazione a tutto tondo delle strategie contrattuali con sponsor e giocatori stessi. Vediamo allora cosa è cambiato negli ultimi anni e quali sono state le principali novità che hanno interessato il mondo del calcio.

Goal-line technology: una delle prime novità

Una delle prime novità tecnologiche che ha sicuramente cambiato il mondo del calcio risale al 2012 ed è l’ormai famosa goal-line technology, utilissima per evitare che gli ufficiali di gara cadessero nel tranello delle reti fantasma. Questa tecnologia di ultima generazione si basa infatti sull’impiego di 7 telecamere per ogni porta, che riescono a catturare i movimenti del pallone da ogni angolazione. Grazie alla goal-line technology l’arbitro non può più sbagliare nello stabilire il goal, perché sul suo orologio tecnologico arriva una conferma in tempo reale circa l’effettivo superamento della linea di porta da parte della palla.

VAR: una vera rivoluzione in campo

Una vera e propria rivoluzione in campo è arrivata però qualche anno più tardi rispetto alla goal-line technology e precisamente nel 2017 con l’introduzione ufficiale in Italia del VAR. Grazie alla moviola in campo è oggi possibile verificare eventuali situazioni dubbie (un fallo poco chiaro, un fuori gioco e via dicendo) rivedendo le immagini al rallentatore da differenti angolazioni. Ciò consente all’arbitro di prendere delle decisioni più attendibili e sicure circa eventuali scorrettezze in campo e tutti i tifosi sanno perfettamente che da quando è stato introdotto il VAR l’intero mondo del calcio è cambiato.

Tecnologia GPS per i preparatori atletici

Un’altra tecnologia che ha senz’altro rivoluzionato il mondo del calcio e in modo particolare quello dei preparatori atletici è il GPS che permette di registrare le posizioni del calciatore in campo registrando una serie di parametri come distanza percorsa, velocità, tempo di ogni spostamento e via dicendo. Questa tecnologia è particolarmente utile durante gli allenamenti per mettere a punto strategie di gioco precise e sofisticate.

Firma elettronica: rivoluzione per il contract management

Il mondo del calcio è fatto anche di contratti, sponsorizzazioni e trattative: questo lo sappiamo molto bene e quando arriva il periodo del calcio mercato non si parla d’altro che di tali aspetti. Coloro che si occupano della gestione delle trattative e dei contratti però possono oggi contare sulla firma elettronica: altra novità tecnologica che ha permesso di semplificare notevolmente la vita ai manager delle società sportive. D’altronde non è certo un segreto: di contratti nel mondo del calcio ne vengono firmati e controfirmati a migliaia, non solo dagli atleti ma anche dagli sponsor, dalla Pubblica Amministrazione e dai vari attori che di volta in volta sono coinvolti in questo grande business.

Dalla prima edizione del 1960, i Campionati europei di calcio si sono giocati con regolarità ogni quattro anni. Euro2020, la prima manifestazione “paneuropea” non giocata in un’unica Nazione, è stato posticipato nell’estate 2021 a causa della pandemia del Coronavirus. Sono coinvolte 12 città europee e l’inaugurazione è prevista a Roma, allo stadio Olimpico, l’11 giugno 2021

E’ dal 1980 che l’Italia non ospita gli Europei e quell’edizione, la sesta, fu a suo modo “storica”. La formula di Euro ’80 mutò radicalmente rispetto a quella delle precedenti edizioni: in primo luogo, il Paese organizzatore fu designato ancor prima dell’avvio delle qualificazioni e l’Italia divenne l primo Paese a organizzare per la seconda volta il campionato europeo di calcio e la Nazionale azzurra fu ammessa d’ufficio alla fase finale. Il torneo passò poi a otto squadre: le altre nazionali si affrontarono in gironi di qualificazione, che determinarono le altre sette ammesse alla fase finale.

Il campionato fu vinto dalla Germania Ovest, che nella finale di Roma sconfisse per 2-1 il Belgio e fu l’unica edizione in cui non si disputarono le semifinali. L’Italia chiuse al quarto posto, dopo la sconfitta nella “finalina” ai calci di rigore contro la Cecoslovacchia, una serie di otto nove rigori, l’ultimo sbagliato da Collovati, dopo che i tempi regolamentari si erano conclusi 1-1.

Italia ’80 fu anche la prima edizione a presentare un personaggio immaginario che rappresentasse il torneo, insomma la mascotte che già Mondiali e Olimpiadi erano soliti utilizzati. Per noi italiani fu celebre “Ciao” di Italia ’90, ma precursore fu, invece, Pinocchio. Fiaba principe dei racconti per bambini e che in quell’epoca andava in tv grazie ad una serie televisiva, interpretata da Nino Manfredi nei panni di Geppetto, Gina Lollobrigida come Fata Turchina mentre Andrea Balestri era il piccolo bambino attore che rese il burattino di legno famoso in tutto il mondo.

Così il burattino nato alla fine del XIX secolo dalla penna di Carlo Collodi venne rappresentato con un pallone sotto al braccio, il naso tricolore e un cappellino da marinaio sulla testa con la scritta Europa 80. Presentata alla stampa nell’ottobre del 1979, alla mascotte non fu inizialmente assegnato un nome ufficiale perché, come spiegò allora il presidente dell’Uefa e della Figc, Artemio Franchi, i diritti di Pinocchio appartenevano alla Disney. Quando la Fondazione Collodi ricordò che i diritti d’autore sul libro erano ormai scaduti da 50 anni, il comitato organizzatore di Euro 80 poté finalmente ribattezzare la mascotte ufficiale.

Risultato immagini per pinocchio europei 1980

Le camionette della polizia e della guardia di finanza negli stadi, le immagini riprese in diretta dalla trasmissione “90° minuto”, gli arresti. Non per colpa di tafferugli sugli spalti da parte dei tifosi, ma a finire in manette furono calciatori professionisti e di dirigenti di squadra di Serie A e Serie B. Il 23 marzo 1980 il pallone tricolore finì in galera, il primo scandalo calcioscommesse, il Totonero, match truccati attraverso scommesse clandestine.

Questo è lo sfondo torbido di quei primi giorni di primavera. Tra le società indagate nell’inchiesta oltre ad Avellino, Bologna, Juventus, Lazio, Milan, Napoli, Pescara, c’era anche il Perugia di Paolo Rossi, alla fine squalificato per due anni, costretto a saltare gli Europei del 1980 in casa. Passato inevitabilmente in secondo piano, quel 23 marzo 1980 il Perugia segnò anche un momento storico per il calcio italiano: fu la prima società in Serie A a debuttare ufficialmente con un sponsor sulla propria maglia.

Già negli anni Settanta i club avevano provato qualche escamotage per raggirare le rigide regole della Figc che imponeva sulle casacche dei giocatori solo lo sponsor tecnico. Con il passare degli anni, il mondo del calcio italiano si fece sempre più insofferente verso i divieti federali, tanto che oltre agli addetti ai lavori anche i mass media, con il Guerin Sportivo capofila, si fecero portavoce di una campagna a favore dell’arrivo della pubblicità sopra le maglie da calcio. L’Udinese, in Serie B, nella stagione 1978-1979 provò a fare breccia sfruttando cavilli burocratici apponendo il nome della ditta Gelati Sanson sui pantaloncini della squadra. Con annessa multa di 10 milioni di euro.

Risultato immagini per udinese gelati sanson

Il tabù però era destinato a cadere e passò solo un anno: il 26 agosto 1979 con l’esordio in Coppa Italia della prima maglia di calcio italiana griffata da uno sponsor, quella del Perugia.  Artefice di ciò fu il presidente dei grifoni, Franco D’Attoma, il quale per reperire i 700 milioni necessari al prestito in Umbria dell’attaccante Paolo Rossi, si accordò col gruppo alimentare IBP Buitoni-Perugina da cui ne ottenne 400; in cambio, il nome del loro pastificio Ponte sarebbe comparso sulle divise e sui capi d’allenamento della squadra. La Figc ancora non contemplava la presenza di un logo diverso da quello del fornitore sui capi tecnici dei calciatori, così come la stessa Lega aveva respinto in estate l’ingresso della pubblicità sopra le mute da calcio italiane. Dato che l’unica forma di sponsorizzazione all’epoca permessa era quella relativa l’abbigliamento tecnico, in quarantott’ore D’Attoma aggirò le regole federali fondando un maglificio col nome del pastificio, la Ponte Sportswear, che di diritto figurava come semplice fornitore tecnico delle casacche — potendo quindi comparire formalmente, col suo marchio, anche su di esse —, ma che di fatto fu il primo vero sponsor di maglia del calcio italiano.

Inizialmente la Federazione non tollerò questo escamotage e multò la società umbra per 20 milioni, imponendo inoltre l’esclusione dalle divise perugine del logo Ponte prima dell’inizio del campionato; tuttavia D’Attoma, a sua volta squalificato, non si perse d’animo e proseguì nei suoi intenti commerciali, apponendo il nome dello sponsor sopra tute e altri indumenti di gioco dei biancorossi nonché, in maniera pionieristica, perfino sulle reti e sull’erba dello stadio Renato Curi. Pochi mesi dopo, al termine d’una discreta trafila burocratica, la Lega Nazionale Professionisti autorizzò infine il Perugia a scendere in campo col marchio pubblicitario sulle proprie maglie; il “secondo” debutto dello sponsor — stavolta coi crismi dell’ufficialità — avvenne in Serie A il 23 marzo 1980, nella trasferta all’Olimpico contro la Roma persa per 4-0.

Risultato immagini per perugia sponsor ponte

Un ultimo passaggio su Paolo Rossi: tornò a giocare il 29 aprile 1982, disputando solo le ultime tre partite di campionato con la Juventus; nonostante lo scarso numero di gare giocate il ct Enzo Bearzot lo inserì nella lista dei convocati per il Mondiale del 1982.