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Mercoledì 11 dicembre, la commissione Bilancio del Senato ha approvato un emendamento alla manovra che equipara le sportive ai loro colleghi uomini. Anche le atlete, dunque, diventano delle professioniste. Tale emendamento va infatti a estendere le tutele previste dalla legge sulle prestazioni di lavoro sportivo e, proprio al fine di promuovere il professionismo nello sport femminile, introduce un esonero contributivo al 100 per cento per tre anni per le società sportive femminili che stipulano con le atlete contratti di lavoro sportivo.

Una novità che rappresenta un passo avanti importantissimo non solo per le calciatrici, ma naturalmente anche per tutte le atlete italiane che praticano altre discipline. Fino ad oggi le donne atlete erano soggette alla legge 91/1981, la quale non concedeva loro lo status di professioniste.

Con l’introduzione di questo agognato riconoscimento in Legge di Bilancio, quindi, le società sportive non avranno nemmeno più quegli alibi che finora gli consentivano di non assumere le atlete: con il nuovo scivolo di tre anni per il pagamento dei contributi opporsi ancora al professionismo diventerebbe “davvero impopolare”, come fa notare il Corriere. Ora sta alle singole Federazioni sportive deliberare in consiglio per le loro tesserate lo status giuridico: si tratta di passaggi tecnici e formali determinanti perché la legge, una volta approvata, trovi la sua concretizzazione pratica.

L’apertura al professionismo femminile riguarda non solo i quattro grandi sport di squadra – calcio, basket, volley e rugby – ma tutte le discipline sportive, e il budget stanziato dall’esecutivo per l’esonero contributivo è di venti milioni per il prossimo triennio (4 per il 2020, 8 per il 2021 e 2022). Tali contributi saranno a carico dello Stato fino a un massimo di 8 mila euro a stagione (pari a un lordo di 30 mila, il tetto massimo degli stipendi in Italia).

Katia Serra, responsabile per il calcio donne dell’Assocalciatori, ha detto:

Un passo storico e rivoluzionario che risolverebbe il problema della sostenibilità nei grandi sport di squadra. Ora tocca alle singole federazioni a deliberare il professionismo. Faccio fatica a immaginare, se l’emendamento dovesse passare, a quale altro alibi i presidenti dei club potrebbero appigliarsi

 

 

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Un ottimo inizio per il percorso in #CoppaItalia, con una prestazione pulita che ci permette di raggiungere i quarti di finale di questa importante competizione👍 E ugualmente oggi è un ottimo principio per temi ancora più rilevanti. È passato durante l’esame della Legge di Bilancio l’emendamento a firma del Senatore @tommaso.nannicini per lo sgravio su contributi assistenziali e previdenziali per le società sportive #femminili per le prossime tre stagioni. Siamo #professioniste oggi dopo questo? No. È l’inizio di una partita che va giocata con nuovi inserimenti e vinta? Sì. È nelle Federazioni che si decide in merito allo status delle atlete e così sarà in #Figc, dove ne discuteremo assieme ai nostri club. Troviamo assieme la via migliore per un obiettivo che oggi è più vicino. Un ringraziamento alle diverse forze politiche che si sono unite per affrontare un tema trasversale come il nostro👏 #LiveAhead #Juventus #AtletePro #Professionismo

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Sara Gama, capitana della Nazionale femminile, ha scritto sul suo profilo Instagram:

Siamo professioniste oggi dopo questo? No. È l’inizio di una partita che va giocata con nuovi inserimenti e vinta? Sì. È nelle Federazioni che si decide in merito allo status delle atlete e così sarà in Figc, dove ne discuteremo assieme ai nostri club. Troviamo assieme la via migliore per un obiettivo che oggi è più vicino. Un ringraziamento alle diverse forze politiche che si sono unite per affrontare un tema trasversale come il nostro

 

Il 2019 è stato un anno importante per il calcio femminile, complice l’edizione più seguita dei Mondiali e in cui molti campionati europei hanno assistito a un rapido aumento di interesse e popolarità. Italia compresa. Così il Guardian ha realizzato una lista delle 100 migliori calciatrici del 2019 e, anche se l’edizione della Coppa del Mondo francese ha visto il predominio degli Stati Uniti, il tabloid inglese ha premiato l’attaccante australiana Samantha Kerr, il cui recente trasferimento al Chelsea è stato uno dei più costosi nella storia dei campionati femminili. Classe 1993, è la calciatrice più pagata al mondo con 600 mila dollari d’ingaggio e un totale di 2 milioni, bonus compresi. Megan Rapinoe, recente vincitrice del Pallone d’oro, si è piazzata al terzo posto, dietro l’inglese Lucy Bronze, difensore dell’Olympique Lione campione d’Europa in carica da quattro anni.

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Gli Stati Uniti, però, sono la Nazionale più rappresentata, con diciannove giocatrici in lista, seguiti da Francia, Inghilterra, Svezia e Germania, che non a caso sono i paesi europei con i campionati femminili più competitivi. È calato invece il Brasile, la cui prima giocatrice in classifica è Debinha al ventiduesimo posto seguita da Marta Da Silva, miglior marcatrice nella storia dei Mondiali, al ventiseiesimo. L’Italia e la Serie A sono rappresentate soltanto dall’attaccante della Juventus Barbara Bonansea, in cinquantatreesima posizione. Il Guardian ha spiegato che la capitana della Nazionale Sara Gama ha ricevuto molte preferenze, ma non abbastanza da entrare nella classifica.

Fonte: comunicato Figc

Hanno fatto innamorare un Paese intero, facendo lievitare l’interesse nei confronti del calcio femminile con un’irresistibile miscela di gol e sorrisi. Hanno festeggiato ogni vittoria ballando la ‘Macarena’, nostalgica colonna sonora di un’estate dalle forti tinte rosa. Sono le Azzurre della Nazionale Femminile o meglio le #Ragazze Mondiali per citare la fortunata campagna di comunicazione lanciata dalla FIGC in occasione del Mondiale francese.

Un’appassionante cavalcata che ha visto l’Italia di Milena Bertolini raggiungere i quarti di finale, una favola moderna il cui finale deve ancora essere scritto. E a scriverlo potrebbero essere quelle bambine che vedendo il Mondiale davanti alla tv si sono appassionate al calcio femminile, chiedendo ai propri genitori di poter diventare le Sara Gama o le Barbara Bonansea del domani. Dopo Francia 2019 si stima, infatti, un forte incremento del numero di richieste di iscrizioni nelle scuole calcio femminili. In un documento elaborato dal Centro Studi della FIGC viene evidenziato l’impatto del Mondiale sul movimento italiano.

21 milioni di italiani hanno seguito la Nazionale femminile

Ventuno milioni di persone hanno seguito la Nazionale femminile durante il torneo iridato (quasi 90mila spettatori hanno visto dal vivo le gare delle Azzurre), un dato superiore a quello per l’Europeo dell’Under 21 (20,6 milioni) e che si avvicina all’intero Mondiale femminile (24,9 milioni) e alla Serie A maschile (30,2 milioni). Dopo il Mondiale, vero e proprio spartiacque, il 34,1% degli italiani dichiara di essere interessato al calcio femminile, un dato che raggiunge il 45,3% tra gli italiani che seguono il calcio. Merito di questo boom è da condividere con i media, determinanti nel portare il calcio femminile nella case degli italiani. Un ruolo da protagonisti l’hanno giocato senza dubbio Rai e Sky, che hanno trasmesso il Mondiale raggiungendo complessivamente nelle 5 gare disputate dall’Italia 24,41 milioni di telespettatori (media di 4,88 milioni a partita), con uno share medio del 31,84%.

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Oltre mille articoli pubblicati dai giornali cartacei e online

Il record spetta a Italia-Brasile, terza gara del girone e prima partita nella storia della Nazionale femminile ad andare in onda su Rai 1: i 7,32 milioni di telespettatori che hanno seguito la sfida con la nazionale Verdeoro (miglior risultato di sempre nel nostro Paese per una partita di calcio femminile) hanno superato l’audience registrata durante gli altri principali incontri calcistici trasmessi in Italia nel periodo giugno-luglio 2019, comprese le finali del Mondiale femminile e della UEFA  Nations League nonché le partita del Campionato Europeo Under 21. Da sottolineare anche il prezioso lavoro svolto dagli inviati al seguito delle Azzurre, con oltre 1000 articoli pubblicati sui quotidiani nazionali nel periodo compreso tra il 1° giugno e il 10 luglio.

#RagazzeMondiali ha battuto gli Stati Uniti

Ma la vera esplosione c’è stata sui social, anche per merito della campagna di comunicazione lanciata dalla FIGC per accompagnare l’evento: #RagazzeMondiali è stato un trend topic che ha raggiunto oltre 150.000 menzioni, più dell’hashtag dedicato alla nazionale vincitrice (#USWNT – 138mila) e al motto della FIFA World Cup (#DareToShine – 130mila). Il Mondiale femminile ha rappresentato il secondo evento sportivo in Italia in termini di interazione social durante la diretta televisiva e il profilo social della Nazionale Femminile si è posizionato al 3° posto in termini di engagement complessivo tra gli sport di squadra italiani. Sui social FIGC le donne rappresentano il 48,3% dei sostenitori delle Azzurre rispetto al 20% della Nazionale maschile.

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I risultati raggiunti dalla FIGC prima e durante la competizione (29 maggio-8 luglio) rappresentano una best practice rispetto ai risultati delle altre 23 Nazionali presenti al Mondiale: sono stati 191 mila 982 complessivamente i nuovi utenti registrati su Instagram (104.082), Facebook (70.000) e Twitter (18.900). Durante il Mondiale sono lievitati anche i follower delle calciatrici (Bonansea e Rosucci le più seguite), mentre i 100 video caricati dalla FIGC su YouTube hanno raggiunto un totale di oltre 3 milioni di visualizzazioni.

Oltre al miglior risultato nella storia dell’Italia in un Mondiale Femminile (Quarti di finale come nel 1991), valso il 14°posto nel ranking FIFA, Francia 2019 ha quindi lasciato una preziosa eredità fatta di numeri e ‘like’, un patrimonio che la FIGC non vuole disperdere e da valorizzare nel breve e lungo periodo.

Sarà stato il secondo posto raggiunto ai recenti Mondiali femminili in Francia, sarà che su molti aspetti civici ed etici l’Olanda è strutturalmente più avanti, fatto sta che dalla società Ajax arriva un’importante svolta per il calcio femminile: la squadra di Amsterdam ha firmato un accordo per l’equiparazione contrattuale dei propri tesserati, uomini e donne.

Così mezzo secolo dopo aver cambiato la storia del gioco, grazie al “calcio totale” di Rinus Michels e del genio di Johan Cruijff, l’Ajax anticipa ancora una volta gli altri, diventando il primo grande club del mondo ad aprire in maniera così importante al calcio femminile. Nell’estate che ha legittimato il calcio femminile come movimento in ascesa dopo il successo del Mondiale in Francia, l’Ajax fa una mossa che potrebbe essere decisiva verso il professionismo. Edwin Van Der Sar, direttore generale, insieme a Ko Andriessen, direttore del sindacato ProProf, ha firmato un accordo per l’equiparazione contrattuale, un passo decisivo verso il professionismo, uno dei grandi temi del Mondiale svoltosi in Francia tra giugno e luglio, il più seguito di sempre, al quale la norvegese Ada Hegerberg, l’ultima vincitrice del Pallone d’Oro, non aveva partecipato proprio per protestare contro la disparità di trattamento.

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Per il momento, stipendi diversi

L’equiparazione contrattuale non riguarderà gli stipendi delle calciatrici, ma solo per ora. Uomini e donne al momento non guadagneranno le stesse cifre, ma questa svolta mette le basi perché un giorno l’uguaglianza possa essere anche economica. «Con questo accordo collettivo possiamo fare un altro passo in avanti verso il professionismo – ha commentato Daphne Koster, responsabile della sezione femminile dell’Ajax -. Spero che altri club seguano il nostro esempio. Finora potevamo firmare soltanto contratti della durata massima di due anni e una tesserata poteva andarsene anche a metà stagione. Questo accordo cambia completamente le cose».

La medaglia di bronzo alle Olimpiadi di Rio de Janeiro nel 2016 non le bastava, Stephanie Labbé stava perdendo motivazioni e aveva un disperato bisogno di ritrovarle per dare una scossa alla sua carriera, già vincente. Il portiere della Nazionale canadese, l’anno scorso ha quindi convinto un club a ingaggiarla nella propria formazione maschile. Labbé ha così cominciato ad allenarsi con la squadra di Calgary, nella quarta divisione canadese, ma dopo essersi confrontata con una tipologia di allenamento diversa a quella a cui era abituata, ha dovuto però abbandonare bruscamente l’idea di poter scendere in campo quando la Federazione canadese ha fatto notare alla società che il regolamento limitava la partecipazione ai soli calciatori maschi.

Un tentativo che, però, testimonia la tenacia e le ambizioni di un’atleta che non smette mai di allargare i suoi orizzonti e che l’hanno portata in Francia, a 32 anni, ai Mondiali femminili dove, finalmente, può difendere i pali del Canada da titolare e protagonista. Limitata a un ruolo di supporto sia in Germania 2011 che nel 2015 proprio in Canada , Labbé ha dovuto attendere il suo tempo. Centra la sfortuna (non sua) con l’infortunio di Erin McLeod che le ha ceduto i guantoni per il ruolo di portiere numero 1 della Nazionale canadese: «È stato un momento incredibile – ha detto Labbé alla Fifa, raccontando il match d’esordio contro il Camerun – Era qualcosa che non vedevo l’ora di vivere da oltre dieci anni. Ho lavorato duramente dietro le quinte, facendo gruppo al di là della possibilità di giocare o meno. All’inizio della partita ero un po’ nervosa, ma più ho giocato, più mi sono rilassata».

 


L’estremo difensore del North Carolina Courage ha mantenuto una lunga striscia d’imbattibilità durante l’anno che si è conclusa nell’ultima partita del Canada contro un’Olanda molto aggressiva e, nonostante la sua attenzione a mantenere inviolata la porta, Labbé ragiona da portiere moderno, primo giocatore a impostare l’azione offensiva ed essere pronta a ricevere i passaggi dalle sue compagne: «Voglio portare qualcosa in più alla squadra, devo essere in grado di giocare passaggi brevi o condurre l’azione da dietro, comunicare alla linea difensiva».

Labbé contro la Svezia, negli ottavi, in programma lunedì 24 giugno, gioca la sua 65esima con la maglia canadese e proprio in terra scandinava ha costruito la sua carriera giocando per diversi anni: di certo, dopo aver atteso così tanto per giocare un Mondiale da titolare, Stephanie Labbé farà di tutto per restarci più a lungo possibile.

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Successo per 2-1 ai supplementari per le padrone di casa sulla formazione sudamericana che deve dire addio al Mondiale. Le britanniche battono 3-0 il Camerun, disperato e in lacrime per due decisioni Var.

INGHILTERRA-CAMERUN 3-0 

14′ Noughton, 49′ White, 58′ Greenwood

INGHILTERRA (4-3-3): Bardsley; Bronze, Greenwood, Bright, Houghton; Walsh, Kirby, Scott; Parris, White (64’ Taylor), Duggan. Ct. Neville

CAMERUN (4-5-1): Ndom; Ejangue (64′ Sonkeng), Awona, Johnson, Leuko; Yango, Onguene, Feudjio, Nchout, Abam (68′ Abena), Enganamouit (53′ Takounda). Ct. Alain Djeumfa

L’Inghilterra di Phil Neville è la terza squadra del Moindiale femminile a qualificarsi per i quarti di finale. La nazionale allenata dall’ex giocatore del Manchester United, Phil Neville, ha battuto 3-0 il Camerun. Le britanniche affronteranno il prossimo 27 giugno la Norvegia, ieri uscita vittoriosa ai calci di rigore contro l’Australia di Sam Kerr. Una partita subito in discesa per le inglesi, in vantaggio al 14′ con la perfetta punizione a due da dentro l’area di rigore di Noughton. Il raddoppio arriva nel finale di primo tempo a firma White, al suo terzo centro consecutivo. Rete convalidata con l’ausilio del Var e che scatena la rabbia delle africane: la nazionale di Djemfa minaccia di abbandonare il campo, poi rientra nel secondo tempo con grande determinazione. Al minuto 50 Ajara Nchout accorcia le distanze ma l’arbitro annulla dopo il controllo del Var. Le camerunensi non si capacitano della decisione e giù altre proteste. Il Camerun sfiora il gol del 2-1, prima del tris di Greenwood che chiude definitivamente la partita.

 

FRANCIA-BRASILE 2-1

52’ Gauvin (F), 62’ Thaisa (B), 107′ Henry (F)

FRANCIA (4-4-2): Bouhaddi; Torrent, Renard, Mbock-Bathy, Majri; Diani, Henry, Bussaglia, Assevi; Gauvin, Le Sommer. Ct. Diacre

BRASILE (4-3-3): Barbara; Santos, Kathellen, Monica, Tamires; Formiga, Thaisa, Marta; Debinha, Cristiane, Ludmila (71′ Zaneratti). Ct. Vadao

I padroni di casa sono ancora in corsa e la salvatrice della Patria fa Henry di cognome. Non è Thierry ma Amandine, 29enne centrocampista dell’Olympique Lione. E’ lei a decidere Francia-Brasile con un colpo di testa a inizio secondo tempo supplementare che regala alle transalpine il pass per i quarti di finale dei Mondiali femminili. Allo Stade Oceane di Le Havre, le francesi vanno in vantaggio con Gauvin al 52’: tocco da due passi dopo una grande azione sulla destra di Diani. Dieci minuti dopo pareggia il Brasile: la centrocampista del Milan Thaisa segna da fuori area e il check del Var conferma la regolarità dell’azione. Poi ai supplementari, dopo il salvataggio miracoloso di Mbock-Bathy su Debinha, è Henry a deciderla. La Francia tornerà in campo il 28 giugno contro la vincente di Spagna-Stati Uniti (di scena lunedì 24 giugno alle 18).

Il Mondiale femminile 2011, giocato in Germania, è stata la sesta edizione ufficiale della manifestazione e si è giocato dal 26 giugno al 17 luglio. La Fifa per l’occasione aveva deciso di mantenere il numero di nazionali partecipanti a 16, respingendo la proposta di allargamento a 24. La nazionale tedesca, che ha affrontato il torneo come campione in carica per la seconda volta consecutiva, è stata automaticamente qualificata come Paese ospitante, mentre le altre Nazioni hanno iniziato le fasi continentali di qualificazione nel corso del 2009 e del 2010.

Il torneo si è aperto con l’incontro tra Nigeria e Francia terminato 1-0 per la nazionale transalpina, e si è chiuso con la finale vinta dal Giappone sugli Stati Uniti per 3-1 dopo i tiri di rigore, al termine di una partita elettrizzante finita 2-2 ai supplementari con le americane due volte in vantaggio, due volte recuperate e che hanno centrato anche due legni.

Per il Giappone si è trattato del primo titolo in questa competizione, un momento storico per il calcio femminile anche perché vinto al cospetto delle più blasonate calciatrici americane. Homare Sawa è stata scelta come miglior calciatrice del torneo anche in virtù dei 5 gol realizzati che le hanno permesso di vincere anche la classifica cannonieri.  Nelle 32 partite disputate sono state segnate 86 reti per una media di 2,69 per incontro.

Con il Mondiale Francia 2019 alle porte, ecco l’occasione per rivederci i migliori 10 gol del torneo 2011

Le ragazze della nazionale tedesca danno un calcio ai pregiudizi.

In vista del prossimo Mondiale in Francia le calciatrici della Germania hanno realizzato un video dal forte impatto soprattutto sociale.

“Non abbiamo le palle, ma sappiamo usarle!” è il titolo della campagna lanciata da quelle che saranno alcune delle protagoniste al Campionato del mondo.

Un video che è una risposta a coloro che considerano lo sport di squadra femminile di un livello molto basso, a maggior ragione se si tratta del calcio.

Di calciatrici forti, invece, ce ne sono e che si stanno affermando a livello europeo e mondiale. Tali atlete avranno modo di mettersi in mostra in una vetrina importantissima qual è il Mondiale.

Tra le campionesse ci sono proprio le tedesche che hanno voluto alzare la voce contro lo scetticismo che ruota ancora attorno al calcio delle donne.

Giochiamo per una nazione che non conosce nemmeno i nostri nomi, ma sai che siamo state tre volte campioni d’Europa, giusto? No, perché sono state otto volte!

Una frase toccante della capitana Alexandra Popp, che sottolinea quanto sia stata difficile la strada percorsa in questo sport, nonostante i molti titoli vinti dal 1989.

Se il calcio femminile in Europa è diventato professionistico da diversi anni con squadre affermatissime nei principali campionati, compresi in quello italiano, in Sudamerica è tutto un po’ ancora fermo.

Il primo passo verso una vera e propria svolta l’ha fatta il San Lorenzo. Lo storico club di Buenos Aires ha aperto le porte al calcio femminile professionistico, facendo firmare ben 15 contratti pro alle proprie calciatrici.

Un cambio di rotta importante per l’America Latina che finora non aveva abbracciato mai quest’idea nonostante negli ultimi anni ci siano stati dei grossi passi in avanti nel resto del mondo.

Il San Lorenzo, appunto, è la prima società a voltare pagina e chissà che a ruota non sarà seguita da molti altri club argentini oltre che brasiliani ecc…

Gioia immensa per le calciatrici alla firma del contratto per quella che è una battaglia socioculturale vinta. Emozionatissima l’attaccante Macarena Sanchez, una delle più attive in questa dura lotta fatta di pregiudizi. Sanchez, a inizio anno quando giocava ancora nell’UAI Urquiza (squadra argentina di Primera division), aveva protestato contro il salario di soli 11 euro e aveva ricevuto addirittura minacce di morte oltre a esser stata messa fuori rosa dal club.

Dopo aver pensato di gettare la spugna e smettere con il calcio, il post liberatorio:

 

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El 5 de enero me echaron. Ese mismo día había decidido dejar de jugar. 20 años dedicados al fútbol se desmoronaron en un abrir y cerrar de ojos. El esfuerzo, el amor y la dedicación de tanto tiempo no habían servido. Durante 3 meses mastique bronca y comí mucha mierda. Pero el amor recibido fue muchísimo mayor y más fuerte. Hoy, 12 de abril, me encuentro firmando mi primer contrato profesional. – Gracias a mis hermanas @emisanchezj @solsanchezj @cotisanchezj, a mi mamá y a mi papá por pelearla conmigo, gracias @micacannataro @chinagrayani y @lakolombina por aguantarme. Gracias @abofemargentina por acompañarme. Y gracias @sanlorenzo por confiar en mi. – El esfuerzo, el amor y la dedicación si sirven. Y los sueños se cumplen. La lucha va a seguir mientras haya UNA SOLA JUGADORA que siga teniendo que soportar el desprecio del sistema. – #futbolfemeninoprofesional #orgulloazulgrana #macaesdeboedo 💙❤️ #vamoslassantitas

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L’accordo firmato prevede una parte dell’esborso a carico del club rossoblu e la restante dalla Federazione calcistica argentina.

L’Afa, inoltre, ha dato l’ok alla creazione di una lega di calcio femminile su scala nazionale, supportando economicamente quei club che mettano sotto contratto professionistico almeno 8 calciatrici.

Questa volta “Amala” sarà declinato anche nella versione più romantica in rosa. Non sarà più solo rivolto ai maschietti con l’Inter in campo, ma avrà la sua accezione anche alle ragazze allenate dall’argentino Sebastian De La Fuente. L’Inter femminile accede in serie A dopo il 6-0 casalingo contro l’Arezzo. Le nerazzurre hanno segnato un ruolino di marcia da record. Diciassette vittorie su diciassette partite, 63 gol segnati e la miseria di 6 subiti. Una promozione centrata con ben cinque giornate di anticipo. Non c’è quindi solo la Juve che riempie l’Allianz Stadium nel match scudetto contro la Fiorentina.

Sarà una grande A in rosa

Due gol a testa per Marinelli e Rognoni, i centri di Merlo e Pandini. Così l’Inter al centro sportivo Suning di Appiano Gentile può brindare alla promozione. In A le ragazze nerazzurre troveranno le società più blasonate del pallone di casa nostra: dalle già citate Juve e Fiorentina, a Milan, Roma. La sfida sarà, sul modello juventino, trasferire alla Scala del Calcio le partite interne della squadra di La Fuente. D’altronde Suning punta molto alla valorizzazione del brand Inter anche nella versione “Women”. Non a caso la dirigenza aveva rilevato il titolo sportivo dall’Asd femminile Inter Milano di Beppe Baresi (e in rosa c’è la figlia e capitano Regina).

E’ una grande soddisfazione per tutta la Società, il progetto era stato costruito sin dall’inizio per ottenere questo risultato: complimenti a tutta la squadra, al tecnico e alle ragazze per il percorso netto che hanno fatto registrare.

Le parole del Ceo interista Alessandro Antonello certificano la volontà della dirigenza nerazzurra. Un ulteriore tassello alla crescita del calcio femminile. Il sold out di Juve Fiorentina, per quanto il biglietto fosse gratuito, testimonia la voglia di scoprire un mondo nuovo. Un vento che soffia anche nel resto d’Europa sulla scia di quanto accaduto a Madrid con Atletico – Barcellona in rosa. L’appuntamento cerchiato in rosso è il Mondiale in programma in Francia la prossima estate dal 7 giugno al 7 luglio. L’Italia del ct Milena Bartolini è inserita nel girone C con Australia, Brasile e Giamaica. I campioni in carica, a differenza di quanto accade nel calcio maschile, sono gli Stati Uniti.