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Fa caldo, fa davvero tanto caldo al Rose Bowl di Pasadena, California. Italia Brasile, Usa ’94, è il 17 luglio 1994. La Fifa ha obbligato l’orario infernale di mezzogiorno, in piena estate. L’umidità toglie il respiro, il sole battente acceca la ragione. Fa molto caldo anche in Italia, dove un intero Paese si è fermato per vedere l’atto conclusivo del Mondiale americano. Si gioca alle ore 20, da Palermo a Milano passando da Roma. A reti unificate su Raiuno, la pay tv è agli albori e la Nazionale significa Bruno Pizzul (quel giorno in coppia con Carlo Nesti). In radio ci sono Sandro Ciotti e Riccardo Cucchi.

L’Italia è arrivata alla finale incerottata, stremata. Barese recuperato all’ultimo dopo l’intervento al menisco. Roberto Baggio, autentico trascinatore con Nigeria, Spagna e Bulgaria, con un ginocchio ko. Beppe Signori schierato terzino sulla fascia da Arrigo Sacchi. In avanti Massaro, dietro la cerniera milanista con il capitano rossonero e Paolo Maldini, sulla fasce Mussi e Benarrivo. In porta Pagliuca. E’ una Nazionale molto milanese e poco juventina, presente solo con i due Baggio, il divin Codino e Dino. Di contro il Brasile di Bebeto e Romario, Dunga e Taffarel, Branco e Mazinho. Il vate di Fusignano contro Carlos Alberto Parreira.

La partita

La partita è bloccata, noiosa, impaurita. Il caldo frena qualsiasi tentativo di spettacolo. Baggio, che in campo cammina, appare spento. Massaro spreca una buona occasione, un giovane Cafu sostituisce l’infortunato Jorginho. Copia incolla per Apolloni con Mussi. Branco cerca la sortita su punizione, ma nulla accade. Anche il secondo tempo va avanti stancamente. Alla mezz’ora ci prova dai 30 metri Mauro Silva, onesto centrocampista di ripiegamento del Deportivo La Coruña. Un tiro apparentemente innocuo per Pagliuca che però sottovaluta il pericolo. Il pallone gli sfugge, rimbalza per terra, sembra poter superare la linea di porta.

Il palo

Italia e Brasile trattengono il respiro. Paura e delirio avvolte in un attimo. Il pallone dopo il rimbalzo sbatte sul palo e torna in possesso del portiere italiano. Pagliuca lo recupera, ma riconoscente torna indietro. Un bacio su quel montante di legno che lo aveva aiutato. Lo aveva salvato dalla gogna eterna. “La papera di Pagliuca decide la finale”, erano pronti i titolisti. Invece dovranno attendere i supplementari e poi i rigori. Gli errori di Baresi e Massaro, il tiro al cielo di Baggio. Pagliuca para il penalty di Marcio Santos, ma non basta. Il primo Mondiale finito ai rigori lo vince il Brasile. Lo aveva deciso anche un palo baciato dal pallone. E da Pagliuca.

Alzi la mano chi quel 22 giugno avrebbe previsto una finale di Coppa America tra Brasile e Perù. Quel sabato i padroni di casa verdeoro passeggiarono senza problemi contro la Bicolor per 5-0 nella terza gara del girone A. Due settimane dopo, domenica 7 luglio, Brasile e Perù si incroceranno di nuovo ma in finale, al Maracanà di Rio de Janeiro (diretta Dazn ore 22). L’impresa è tutta della squadra di Ricardo Gareca che nella semifinale di Porto Alegre ha demolito per 3-0 i campioni in carica del Cile. Per i peruviani è la terza finale della loro storia, dopo i trionfi nel 1939 e nel 1975.

La partita

Intensità, ritmo, pressione asfissiante. Le armi di Guerrero e compagni in questa semifinale sono state chiare sin dall’inizio. Vidal e compagni ci hanno capito ben poco e sono andati sotto al 21’ con Flores. Al 38’ il portiere cileno Arias la combina grossa con un’uscita senza senso e, sul prosieguo dell’azione, Yotun lo castiga per il raddoppio peruviano. Nella ripresa gli assalti di Vargas, Sanchez e Pulgar sono vani, neutralizzati dalla super partita del portiere avversario Pedro Gallese. Guerrero al 91’ ha chiuso i giochi, prima che Vargas concludesse la sua serata no con uno sciagurato rigore a cucchiaio a tempo scaduto, parato ancora da Gallese.


Niente tris per i campioni uscenti cileni. Dovranno accontentarsi della finale per il terzo posto contro l’Argentina, replay delle ultime due edizioni di Coppa America vinte dal Cile ai rigori contro l’Albiceleste. Il Perù, invece, ha già migliorato il risultato del 2011 e del 2015, quando si classificò per due volte consecutive al terzo posto. Dopo il Mondiale dello scorso anno (torneo al quale i peruviani mancavano dal 1982), la Bicolor ha la possibilità di tornare sul tetto del Sudamerica dopo 44 anni. L’impresa sarà difficilissima contro il Brasile padrone di casa, ma lo stratega Gareca ha già dimostrato di saper capovolgere pronostici già scritti.

È stato un bel Superclasico e, stavolta, a spuntarla sono stati i padroni di casa del Brasile che vola in finale di Coppa America dopo 12 anni.

Nello stadio di Belo Horizonte la Seleçao tornano a vincere dopo l’umiliante sconfitta subita dalla Germania nel Mondiale del 2014. Ora può veramente sognare: il tifo c’è, la squadra anche. Si attende di sapere solamente chi sarà l’avversaria tra Cile-Perù nel capitolo finale.

Grande partita per tutta la formazione guidata dal ct Tite, trascinata da un sempreverde Dani Alves e da Gabriel Jesus. Il terzino e capitano ha preso in mano la squadra oltre a esser stato l’ispiratore del primo gol, l’attaccante del City ha finalmente fatto la voce grossa nel reparto offensivo.

Nell’Albiceleste per 60 minuti si è visto un buon Messi, soprattutto con il palo colpito a inizio ripresa. Gli argentini nel complesso avrebbero meritato qualcosa in più, i verdeoro sono stati cinici.
La Pulce è stato ripreso da tutte le telecamere durante l’inno nazionale. Non aveva mai cantato e questa questione ha smosso mezzo pianeta.


La partita è stata vivace con il Brasile più dinamico all’inizio del match, ma con l’Argentina che sfiora il vantaggio con un tiro dalla distanza di Paredes.
A sbloccare l’equilibrio al 19esimo è Gabriel Jesus dopo una magistrale azione di Dani Alves. Il terzino ha superato con un sombrero Acuña e con un dribbling Paredes, per poi allargare su Firmino che, con precisione, ha offerto la palla all’attaccante Citizens.

Nell’Argentina la ghiotta pallagol arriva ad Aguero che di testa ha colpito la traversa. Nel secondo tempo il capitolo è lo stesso con la Selección che ha provato a pungere ma è stato il Brasile a chiudere il match con la rete dell’attaccante del Liverpool, servito da Gabriel Jesus, autore di una grande giocata.

Finale prevista domenica al Maracanà di Rio de Janeiro. Per il Brasile sarà un nuovo banco di prova davanti a uno stadio che in alcune occasioni viene ricordato per momenti poco felici.

Si è fermato agli ottavi di finale contro le padrone di casa della Francia il cammino Mondiale del Brasile. Una sconfitta per 2-1 nei tempi supplementari dopo 90 minuti terminati sull’1-1.

La tristezza sul volto delle ragazze brasiliane al termine del match ha preso il sopravvento, ma c’è chi ha avuto la forza e la lucidità di rivolgersi al pubblico in maniera diretta.

È stata la campionessa Marta che, nell’intervista post partita, ha voluto lanciare un vero e proprio appello alle donne brasiliane. Un messaggio forte nel quale la numero 10 verdeoro ha invitato il mondo femminile a giocare al calcio a mettere in pratica le proprie qualità calcistiche, perché le varie Formiga, Cristiane e Marta non sono immortali e la Seleção ha bisogno di nuove giocatrici.

Uno sguardo profondo e diretto alla telecamera perché da sempre Marta non fa nulla per caso e, mettendoci la faccia, cerca di smuovere la massa.

Il calcio femminile dipende da te, se vuole sopravvivere! Quindi pensaci di più e valorizzalo.
Piangi all’inizio, così puoi sorridere alla fine!

Marta, anche se il Brasile non è riuscita ancora una volta a vincere il Mondiale, ha trascinato le compagne nelle quattro partite disputate.
Contro l’Italia è arrivato il gol dei record, il numero 17 che le è valso il titolo di goleador iridata, superando anche l’ex attaccante tedesco Miroslav Klose (rimasto a 16).

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L’esultanza di Marta dopo il gol all’Italia. Rete 17 in Coppa del Mondo

In 20 anni di Campionato del Mondo il Brasile non è riuscito mai a vincere il trofeo, nonostante abbia partecipato a tutte le edizioni. La volta che ci è andato più vicino è stato nel 2007, battuto dalla Germania. In quella Coppa del Mondo, una delle protagoniste assolute è stata proprio Marta che, con le 7 reti realizzate, è stata premiata come la miglior marcatrice e miglior giocatrice.

Tornando al commovente messaggio nel dopo gara, per alcuni è sembrato un discorso d’addio, ma Marta ha poi confermato di non avere piani immediati per allontanarsi dal campo.

Non posso continuare a pensare al futuro e pensare, ‘Oh, è quando andrò in pensione!’. Scherzando ho chiesto l’elisir di giovinezza a Formiga!

Tuttavia, se il Brasile si dovesse aggiudicare la candidatura al la gara per ospitare la Coppa del Mondo femminile 2023, avrebbe ancora più motivazione per continuare a giocare.

Successo per 2-1 ai supplementari per le padrone di casa sulla formazione sudamericana che deve dire addio al Mondiale. Le britanniche battono 3-0 il Camerun, disperato e in lacrime per due decisioni Var.

INGHILTERRA-CAMERUN 3-0 

14′ Noughton, 49′ White, 58′ Greenwood

INGHILTERRA (4-3-3): Bardsley; Bronze, Greenwood, Bright, Houghton; Walsh, Kirby, Scott; Parris, White (64’ Taylor), Duggan. Ct. Neville

CAMERUN (4-5-1): Ndom; Ejangue (64′ Sonkeng), Awona, Johnson, Leuko; Yango, Onguene, Feudjio, Nchout, Abam (68′ Abena), Enganamouit (53′ Takounda). Ct. Alain Djeumfa

L’Inghilterra di Phil Neville è la terza squadra del Moindiale femminile a qualificarsi per i quarti di finale. La nazionale allenata dall’ex giocatore del Manchester United, Phil Neville, ha battuto 3-0 il Camerun. Le britanniche affronteranno il prossimo 27 giugno la Norvegia, ieri uscita vittoriosa ai calci di rigore contro l’Australia di Sam Kerr. Una partita subito in discesa per le inglesi, in vantaggio al 14′ con la perfetta punizione a due da dentro l’area di rigore di Noughton. Il raddoppio arriva nel finale di primo tempo a firma White, al suo terzo centro consecutivo. Rete convalidata con l’ausilio del Var e che scatena la rabbia delle africane: la nazionale di Djemfa minaccia di abbandonare il campo, poi rientra nel secondo tempo con grande determinazione. Al minuto 50 Ajara Nchout accorcia le distanze ma l’arbitro annulla dopo il controllo del Var. Le camerunensi non si capacitano della decisione e giù altre proteste. Il Camerun sfiora il gol del 2-1, prima del tris di Greenwood che chiude definitivamente la partita.

 

FRANCIA-BRASILE 2-1

52’ Gauvin (F), 62’ Thaisa (B), 107′ Henry (F)

FRANCIA (4-4-2): Bouhaddi; Torrent, Renard, Mbock-Bathy, Majri; Diani, Henry, Bussaglia, Assevi; Gauvin, Le Sommer. Ct. Diacre

BRASILE (4-3-3): Barbara; Santos, Kathellen, Monica, Tamires; Formiga, Thaisa, Marta; Debinha, Cristiane, Ludmila (71′ Zaneratti). Ct. Vadao

I padroni di casa sono ancora in corsa e la salvatrice della Patria fa Henry di cognome. Non è Thierry ma Amandine, 29enne centrocampista dell’Olympique Lione. E’ lei a decidere Francia-Brasile con un colpo di testa a inizio secondo tempo supplementare che regala alle transalpine il pass per i quarti di finale dei Mondiali femminili. Allo Stade Oceane di Le Havre, le francesi vanno in vantaggio con Gauvin al 52’: tocco da due passi dopo una grande azione sulla destra di Diani. Dieci minuti dopo pareggia il Brasile: la centrocampista del Milan Thaisa segna da fuori area e il check del Var conferma la regolarità dell’azione. Poi ai supplementari, dopo il salvataggio miracoloso di Mbock-Bathy su Debinha, è Henry a deciderla. La Francia tornerà in campo il 28 giugno contro la vincente di Spagna-Stati Uniti (di scena lunedì 24 giugno alle 18).

Francia-Brasile. Accostare queste due Nazionali quando si parla di calcio è far lievitare i ricordi di una sfida classica del calcio mondiale. Giocatori leggendari di epoche differenti in epiche battaglie che ancora oggi ricordiamo in istantanee iconiche. Come la doppietta di Zinedine Zidane in quel 3-0 del 1998 che consegnò alla Francia la prima storica Coppa del Mondo.

E anche le giocatrici francesi, che proprio in casa stanno vivendo questa esperienza mondiale, vorrebbero replicare il successo di 21 anni fa in quello che è senza dubbio l’ottavo di finale più entusiasmante di Francia 2019. Da un lato la Nazionale che ha superato il proprio girone come prima e a punteggio pieno; dall’altro le brasiliane che sono arrivate terze nello stesso raggruppamento dell’Italia e che, pur avendo preso parte a tutte le otto edizioni, non hanno mai sollevato il trofeo.

Per caricare d’adrenalina il match in programma domenica 23 giugno alle 21 allo Stade Oceane di Le Havre, la Fifa ha chiesto alle Blues cosa rappresenta per loro giocare contro la Seleçao:

Amandine Henry, centrocampista e capitano

La squadra femminile brasiliana ha una buona cultura calcistica: è nei loro geni. Francia-Brasile sicuramente attira attenzione mediatica tra giornali e appassionati e noi dobbiamo assicurarci di essere altrettanto all’altezza in campo. Da tifosa, Francia 1998 è un ricordo pieno d’affetto: ho visto la finale a casa e poi sono uscita a festeggiare con i bambini che abitavano nella casa accanto alla mia. E’ un ricordo meraviglioso come supporter, ma ora voglio avere un ricordo bello anche come giocatrice.

Griedge Mbock Bathy, difensore

Ripensiamo tutti alle sfide precedenti tra Francia-Brasile, sia nel calcio maschile che femminile. Le abbiamo già affrontate e sappiamo che sono una squadra con un potenziale enorme e grandi giocatrici. Si sono comportate bene in questo torneo e non deve ingannare il terzo posto: Marta è una grande giocatrice ed è stata nominata miglior giocatrice dell’anno in numerose occasioni. Lei sicuramente è un’avversaria durissima.

Viviane Asseyi, attaccante

Quando la gente dice Francia-Brasile io penso subito al 1998 perché quella partita mi ha fatto scoccare la scintilla per diventare calciatrice. Ora, 21 anni dopo, la gente dice “Francia-Brasile” parlando della partita in cui ci sarà anche io, ed è fantastico.

Aissatou Tounkara, difensore

Siamo stati abbastanza fortunati ad avere una partita così entusiasmante agli ottavi, al di là dei pronostici.

Eugenie Le Sommer, attaccante

Francia-Brasile evoca il calcio stesso. Anch’io penso alla finale del 1998, al 3-0: sono stati momenti grandiosi che abbiamo vissuto in tutto il Paese e rimangono impressi nella mente. Grandi ricordi indelebili.

Corinne Diacre, allenatrice

No, non è solo una partita leggendaria del passato: è l’ottavo di finale di Francia 2019 femminile.

Una settimana di pausa, poi l’appuntamento è già segnato in rosso sul calendario. L’Italia femminile di Milena Bartolini tornerà in campo mercoledì 25 giugno allo Stade de La Mosson di Montpellier per disputare gli ottavi di finale del Mondiale. Tutto ancora da decifrare l’avversario delle azzurre che hanno conquistato il primo posto nel girone C, nonostante la sconfitta indolore contro il Brasile. Determinante è stata la differenza reti a favore di Bonansea e compagne (+5 totale, Australia e Brasile +3).

Le possibile avversarie

Nei giorni di riposo le azzurre attenderanno la prossima squadra sfidante, ovvero una tra Nigeria e Cina. Le africane sono terze nel gruppo A, a quota tre punti in tre partite, ma non hanno ancora la matematica certezza del ripescaggio. Nel caso in cui la Nigeria non dovesse raggiungere gli ottavi, all’Italia toccherebbe la Cina, eventuale terza classificata nel gruppo B. Se le cinesi dispongono di una difesa blindata con un solo gol subito con la stella Wang Shuang del Psg, le nigeriane fanno della imprevedibilità un loro marchio di fabbrica. Se si qualificassero agli ottavi disporrebbero di Asisat Oshoala, talento del Barcellona con un passato anche nel Liverpool e nell’Arsenal.


Superato lo scoglio ottavi, le azzurre ai quarti incontrerebbero la vincente di un ipotetico ottavo tra Olanda o Canada e Inghilterra o Giappone. Da cerchiare in rosso come pericolo numero 1 sono le tulipane campionesse d’Europa e le asiatiche vincitrici nel 2011 e terze nel 2015. Ma si sta andando troppo in là con i calcoli e l’immaginazione. Milena Bertolini sa che lo scoglio da superare ora si chiama ottavi di finale.

La mina vagante del Girone C, alla fine, è stata proprio l’Italia. Ribaltando i pronostici della vigilia che vedevano Brasile e Australia più indirizzate a superare il gruppo e accedere agli ottavi, le ragazze della ct Milena Bertolini hanno chiuso in testa al raggruppamento, con 6 punti, gli stessi delle due compagini, ma a premiare sono stati gli scontri diretti e la differenza reti. Il Brasile, dunque, accederà agli ottavi come migliore terza nonostante la vittoria per 1-0 di rigore firmato da Marta. Nell’altra partita l’Australia trascinata da una poderosa Samantha Kerr ha demolito la Giamaica per 4-1.

Italia – Brasile 0-1 (qui sintesi completa)

Niente en-plein per l’Italia nel raggruppamento C dei Mondiali femminili. Dopo le prime due vittorie di fila, nella terza ed ultima giornata della fase a gironi, le azzurre rimediano un ko di misura con il Brasile (1-0), ma chiudono comunque al primo posto nel girone. Decide un calcio di rigore di Marta, ma è una sconfitta del tutto indolore per le ragazze di Bertolini, che nonostante l’arrivo a pari punti con Australia e le stesse brasiliane, si qualificano comunque agli ottavi di finale da prime, vista la differenza reti migliore rispetto alle altre due selezioni.

 

Australia – Giamaica 4-1

Sam Kerr trascina l’Australia al successo contro la Giamaica: a Grenoble l’attaccante australiana ha siglato quattro gol (due per tempo), necessari per piegare la nazionale africana ma non per scalzare l’Italia dal primo posto nel girone. La nazionale allenata da Ante Milicic aveva bisogno di vincere con 5 gol di scarto e sperare in un successo del Brasile per due reti di scarto contro le Azzurre. Alla fine Kerr e compagne si devono accontentare del secondo posto e il prossimo 22 giugno se la vedranno in ottavi di finale a Nizza contro la Norvegia (seconda nel gruppo A dietro la Francia).

La serata di grazia di Samantha Kerr inizia al minuto 11, quando l’attaccante dei Chicago Red Stars segna con una gran torsione di testa. Il raddoppio della numero 20 australiana arriva al 42′, sempre di testa. Nella ripresa Solaun accorcia le distanze per la Giamaica, segnando il primo gol della nazionale africana nel torneo. Le giamaicane sfiorano in un paio di occasioni il pareggio prima del “Kerr bis”: la numero 20 Ausse segna ancora al 69′ e poi all’83’, sfruttando una clamorosa papera del portiere. Australia seconda dopo il ko iniziale con l’Italia: ad aspettare Kerr e compagne in ottavi c’è la Norvegia.

Sconfitta indolore per le azzurre contro il Brasile che passano da prime e volano agli ottavi dopo 28 anni.
Un rigore molto dubbio, trasformato dalla bomber Marta, ha permesso alle sudamericane di qualificarsi agli ottavi di finale da terza con sei punti.


Le azzurre hanno giocato una buonissima partita contro una nazionale comunque molto forte. Le ragazze hanno tenuto testa al Brasile, ma nel secondo tempo si è sentita un po’ di stanchezza.

Sono stati 90 minuti in cui le due squadre si sono affrontate a viso aperto e peccato per qualche errore di troppo nell’ultimo passaggio per le azzurre che sarebbero potute diventare grandi occasioni da rete.


Al di là della sconfitta, rimane la buona prestazione della difesa e del portiere Giuliani che ha compiuto un vero e proprio miracolo su Debinha al 16esimo del primo tempo.
Alla mezz’ora è stato annullato (giustamente) un gol all’Italia: Girelli ha trasformato in posizione di fuorigioco. Ma la vera pallagol arriva ai piedi di Bonansea che non riesce ad angolare bene e si ‘ fatta parare il tiro dal portiere Barbara.

Nel secondo tempo un po’ più Brasile, ma è semplicemente l’episodio dubbio del rigore che ha permesso alle verdeoro di vincere il match. Nota da sottolineare è il 17esimo gol realizzato da Marta in Coppa del Mondo, superato anche il tedesco Klose (16).


Si qualifica agli ottavi anche l’Australia. Le Matildas hanno superato la Giamaica per 4-1 (grazie al poker di Sam Kerr). Lo scontro diretto vinto contro il Brasile ha permesso alle oceaniche di piazzarsi come seconda.

ITALIA (4-3-1-2)

Giuliani; Guagni, Gama, Linari, Bartoli (70′ Boattin); Galli, Giugliano, Cernoia; Girelli (77′ Mauro); Giacinti (62’ Bergamaschi), Bonansea.

BRASILE (4-4-2)

Barbara; Leticia Santos (75′ Poliana) , Kathellen, Monica, Tamires; Ludmila, Andressinha, Thaisa, Debinha; Marta (83′ Luana), Cristian (64’ Beatriz).

Il Brasile, meravigliosamente il Brasile. L’eterna sfida pallonara tra l’Italia e i verdeoro si rinnova questa volta anche nel calcio femminile. La terza giornata del gruppo C mette di fronte a Valenciennes le azzurre di Milena Bartolini contro le carioca allenate dal ct Vadao. Una sfida affascinante anche in rosa tra due formazioni che, a livello femminile, sono ancora all’asciutto nell’albo d’oro iridato. Il Brasile ha centrato solo un secondo posto nel 2007 (sconfitta in finale dalla Germania) e un terzo piazzamento nel 1999.

Dove vederla

Ore 21, su Sky Mondiali e su Rai Uno.

Come ci arrivano

L’Italia arriva alla terza partita del girone in gran forma. Due vittorie su due contro Australia e Giamaica, primo posto a punteggio pieno e morale a mille. L’entusiasmo per le azzurre ha contagiato tutto il Paese e c’è grande attesa per un match che potrebbe consegnare alla Nazionale il primo posto matematico. Già qualificate alla fase successiva, all’Italia basta un pari per il primato aritmetico.

Il Brasile è secondo in classifica a 3 punti, a pari merito con l’Australia. Potrebbe bastare anche un punto dando un’occhiata all’altro match tra gli oceanici e la Giamaica. Ma per essere tranquille le verdeoro dovrebbero vincere con due gol di scarto per evitare il terzo posto e la Francia agli ottavi di finale.

Le dichiarazioni pre partita

Milena Bertolini:

La partita contro la Giamaica è stata molto impegnativa, c’è un po’ di stanchezza. C’è motivazione in vista della sfida col Brasile. Piazzamento? C’è un enorme differenza tra arrivare prime, seconde o terze. Se si arriva terze dovremo affrontare delle superpotenze. Italia-Brasile è una partita dal fascino incredibile, è nella storia del calcio. Per noi giocarla è il massimo e credo dal punto di vista simbolico, oltre che del risultato, sia una sfida molto importante

Le probabili formazioni

ITALIA (4-2-3-1): Giuliani; Guagni, Gama, Linari, Bartoli; Galli, Giugliano; Cernoia, Girelli, Bonansea; Mauro. Ct: Bertolini

BRASILE (4-4-2): Barbara; Leticia Santos, Kathellen, Monica, Tamires; Andressa, Andressinha, Thaisa, Debinha; Marta, Cristiane. Ct: Vadao

Arbitro: Lucila Venegas (Messico)