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Il Mondiale femminile di calcio 2019 in Francia sarà una grande vetrina di sport e l’Italia sarà una delle protagoniste (dopo 20 anni), guidata dalla capitana Sara Gama.

Il sipario si alzerà il 7 giugno prossimo e piano piano federazioni e Fifa si stanno preparando per questo grandissimo evento sportivo.

L’azienda Nike ha ufficializzato quelle che saranno le prossime maglie di 14 delle 24 squadre partecipanti oltre la fornitura dei palloni ufficiali di Champions League e Euro 2021 femminili (accordo firmato con la lega calcio femminile Uefa).

Alla presentazione ufficiale che si è tenuta a Parigi, seppur le azzurre non fanno parte del noto brand sportivo, ha partecipato un’altra beniamina e paladina dello sport italiano: Bebe Vio.
La fiorettista è la testimonial dello slogan “Nulla può fermarci” della Nike, che accompagna il lancio delle nuove divise.

Nel video c’è anche la capitana azzurra Sara Gama che, con le sue giocate, infiamma l’Italia.
La Vio è una delle rappresentanti chiave dell’apertura nei confronti dello sport femminile.

Bisogna agire, come nel rugby o nel basket femminile. Magari ispirandosi alla scherma dove le donne oggi sono importanti quanto gli uomini, come dimostra la Vezzali.

Intanto la Fifa ha rilasciato il poster ufficiale per la Coppa del Mondo. Il design rispecchia il credo culturale di quello che sarà il torneo: garantire una parità di condizioni tra calcio femminile e maschile, oltre all’emancipazione attraverso il calcio.

Dal punto di vista arbitrale, invece, il presidente Gianni Infantino e tutto lo staff, compreso il vicesegretario generale Boban, stanno decidendo per quanto riguardo il Var. La Video assistent referee molto probabilmente sarà presente anche al Mondiale francese, non è stata ancora data l’ufficialità ma comunque c’è molta fiducia.

Sarà un 2019 all’insegna del bel calcio grazie alla Nazionale italiana femminile che disputerà il Mondiale in Francia.

A Parigi c’è stata la cerimonia dei sorteggi. A vent’anni dall’ultima volta, le ragazze della ct Milena Bertolini se la vedranno contro l’Australia, il Brasile e la Giamaica nel girone C.

Nella prima partita le azzurre scenderanno in campo contro le oceaniche allo stadio Hainaut di Valenciennes, il 9 giugno prossimo.

Da nazionale in terza fascia, il girone non è certo semplice ma comunque è stato positivo evitare Stati Uniti e Giappone, le più forti in circolazione.

Per l’Italia il duro compito di cancellare il forfait maschile di quest’anno e provare a giocarsela al meglio pur sapendo che sarà un percorso difficilissimo. La sfrontatezza delle ragazze però, sarà un punto a loro favore e che gioverà nel corso del torneo. Inoltre, la nostra nazionale ha saputo farsi notare anche dalle avversarie grazie all’ottimo girone di qualificazione con sette successi su otto partite.

Il primo match sarà affascinante perché le Socceroos sono una nazionale ben affermata nel calcio femminile, al settimo Mondiale consecutivo, dopo aver saltato soltanto la prima edizione del 1991, in Cina.

L’allenatrice Bertolini sfida tre tecnici uomini, un segnale importante per il calcio mondiale.

Quando si arriva alla fase finale di un Mondiale tutte le gare sono dure, l’importante è giocarle con il massimo impegno come abbiamo sempre fatto fino a oggi. Siamo pronte per affrontare questa bellissima esperienza.

La seconda uscita sarà con la debuttante Giamaica. In questa partita le azzurre devono provare a vincerla per sperare in uno storico passaggio del turno, giocandosela a viso aperto contro il Brasile, della fuoriclasse Marta, nell’ultimo match martedì 18 giugno.

La stella verdeoro è una vera e propria bomber, miglior marcatrice del Mondiale con 15 reti.  La nazionale sudamericana è tecnica ma forse pecca ancora un po’ di errori tattici che la capitana Sara Gama e compagne dovranno sfruttare al meglio.

Fuori dal girone azzurro ci sarà anche la prima calciatrice che ha vinto un Pallone d’oro. Si tratta della norvegese, Ada Hegerberg, l’attaccante del Lione è stella della nazionale scandinava nel girone A.

L’Italia ce l’ha fatta: si è qualificata per la fase finale dell’Europeo di basket femminile in programma il prossimo anno tra Serbia e Lituania.

Un percorso netto quello realizzato dalla ragazze guidate dal commissario tecnico Marco Crespi. Le azzurre, infatti, grazie alla vittoria contro la Svezia per 62-56 a La Spezia, ha chiuso il proprio girone al primo posto. La nazionale ha concluso il calendario di sei match con cinque vittorie e una sola sconfitta. Seconde sono arrivate proprio le svedesi per 4-2 seguite dalla Croazia 3-3, in coda la Macedonia 0-6.

Una vittoria che ha dato buoni spunti a Crespi soprattutto nei primi due quarti, quando le azzurre sono riuscite a ottenere un vantaggio di 19 punti.

Bene Elisa Penna, due triple e 8 punti importanti nel momento del primo allungo. Benissimo Olbis André che ha giocato da veterana finendo con 20 punti e nove rimbalzi.

A La Spezia però non è stato sola la serata del pass azzurro per il prossimo Europeo, è stata anche la serata dedicata alla capitana Raffaella Masciadri che, a 38 anni, ha dato il suo addio alla maglia azzurra. L’ala, da buona veterana, è stata una delle leader di questo gruppo.

La capitana con la storica “11” nelle sue 193 presenze con l’Italbasket

Con le sue 193 apparizioni in 17 anni, Mascia (come viene chiamata all’interno del gruppo) è la terza azzurra per numero di presenze dietro Catarina Pollini e Bianca Rossi. Con l’Italbasket ha giocato cinque europei e vinto un oro ai Giochi del Mediterraneo a Pescara nel 2009.

I ringraziamenti per la lunga avventura azzurra, la capitana ha voluto scrivere una lettera a tifosi, compagne, staff e federazione.

In tutti gli anni con la casacca azzurra Raffaella Masciadri è stata la leader di un vero e proprio movimento sportive, volto a ottenere i riflettori che la pallacanestro femminile merita. L’ala, che gioca attualmente a Schio, ha avuto modo di vivere anche l’esperienza estera in America nella Wnba nel Los Angeles Sparks. Per quanto fatto per il basket in Italia, al termine della sua carriera è giusto che Raffaella Masciadri ottenga un ruolo di primo livello.

Non se lo aspettavano o per lo meno non in maniera così grandiosa. Le ragazze terribili dell’Italvolley sono tornate in Italia dopo l’exploit al Mondiale in Giappone e hanno ricevuto un’accoglienza calorosa da centinaia di tifosi.

L’aeroporto di Malpensa si è colorato d’azzurro per abbracciare Cristina Chirichella e compagne dopo l’argento iridato. Tanta gente ad attenderle dal lungo viaggio per ringraziarle, per firmare autografi o scattare qualche selfie.

Sorpreso il commissario tecnico, Davide Mazzanti, timoniere di questa nazionale che ha mostrato carattere, forza e talento in tutto il torneo.

Si percepiva il calore, ma non fino a questo punto. Accoglienza inaspettata, sono davvero orgoglioso delle ragazze.

Quasi 300 persone all’aeroporto milanese per fare i giusti complimenti a delle ragazze che hanno tenuto alto il tricolore azzurro in Giappone. Tantissimi applausi per tutti e un bouquet di fiori per ognuna delle giocatrici oltre a uno striscione con la scritta “Grazie ragazze!”.

La passione per le azzurre lo si è visto anche grazie ai record di ascolti per la finale contro la Serbia. Oltre 6,3 milioni d’italiani ha visto il match con uno share medio del 36,1%. Il picco massimo è stato addirittura di 8 milioni con uno share del 43,1%. Numeri importanti, paragonabili a momenti d’oro dello sport azzurro come le vittorie di Alberto Tomba e di Valentino Rossi.

Il sogno si infrange in finale per l’Italvolley femminile al Mondiale in Giappone. Le azzurre sono state sconfitte dalla Serbia, già campione d’Europa.

Partita che si è chiusa al tie-break per 15-12. Ultimo set che in semifinale contro la Cina è stato vincente, oggi contro le balcaniche è volato via sotto i colpi di una grande Mihajlovic.

Un argento amaro, ma che non cancella tutto il buono fatto in questo Mondiale dalle ragazze terribili.

Un po’ meno lucida la nazionale in questa finale merito anche di una grande Serbia, che ha saputo rialzarsi nonostante le azzurre abbiano vinto primo e terzo set.

La differenza oggi l’hanno fatta le centrali. In ricezione e la coppia centrale Danesi/Chirichella non hanno disputato il miglior match mentre la palleggiatrice serba Ognjenovic ha fatto il buono e il cattivo tempo offrendo le giuste palle alla campionessa Boskovic (25 punti messi a segno).

Resta il fatto che le azzurre hanno combattuto fino alla fine contro una nazionale molto più collaudata e già più abituata a questi tipi di palcoscenici, con ragazze molto più esperte. Da ricordare che l’Italia ha una squadra con una media d’età di 23,1 anni.

Paola Egonu è stata comunque la protagonista indiscussa del match (33 punti all’attivo) e quasi sicuramente di tutta la rassegna iridata. Altrettanto bene ha fatto anche Lucia Bosetti.

Resta ancora un sogno l’oro Mondiale che manca da Berlino 2002. Erano però anche 16 che l’Italia non arrivava in finale, pertanto ci sono ottime basi per il futuro. I tifosi italiani si sono innamorate di queste ragazze che hanno tenuto alto l’orgoglio e l’onore nazionale.

Bisogna fare i complimenti anche al commissario tecnico, Davide Mazzanti e tutto il suo staff. Il tecnico è riuscito a tirare fuori il meglio dalle ragazze e ha darne un’anima. Ora occhi puntati alle Olimpiadi di Tokyo 2020, in cui sicuramente potremo dire la nostra.

Che Italia! Una partita emozionante, una maratona fino al tie break (25-18, 21-25, 25-16, 29-31, 17-15), ma una finale portata a casa contro la Cina campione olimpica.

Le ragazze terribili ce l’hanno fatta, hanno vinto la semifinale e domani c’è da giocarsi l’oro mondiale contro la Serbia (ore 12.40), che ha battuto l’Olanda nell’altro match. Un oro che manca dal lontano 2002 e che ora non fa più paura andare a prendere.

Una super Italia che con grande cuore, carisma, forza e talento è riuscita a vincere questa partita contro le cinesi.

Un percorso mondiale sinora perfetto per le azzurre che, dopo la sconfitta innocua contro le serbe nell’ultima sfida del Pool G, sono sempre riuscite a battere le proprie avversarie.
Questa contro la Cina è una vittoria da manuale: la vittoria delle ragazze e del commissario tecnico Davide Mazzanti. La vittoria del gruppo e la vittoria per gli italiani che sin dall’inizio di questo Mondiale hanno seguito le ragazze terribili.

L’Italia è quasi sempre stata avanti. Sofferenza neel quarto set che si sarebbe potuto chiudere prima, ma che poi è andato alle cinesi.

Un tie break equilibrato che si è risolto solamente nelle battute finali per quello che è stato il risultato finale 17-15.

Tutta la squadra è stata perfetta, ancora una volta una super Egonu in attacco e una super Danesi a muro. La schiacciatrice veneta ha messo a segno ben 45 punti (record Mondiale) che hanno permesso di vincere questo match indimenticabile.

Partita di carattere anche della capitana Cristina Chirichella che, nei momenti più delicati della partita, si è assunta la responsabilità di rialzare la squadra e di evitare cali di concentrazione, a causa del ritorno in gara delle cinesi.

In difesa una super Monica De Gennaro con salvataggi mozzafiato e la palleggiatrice Ofelia Malinov che ha sfornato alzate perfette per le schiacciate della Egonu e di Miriam Sylla.

Ora capitolo aperto con le serbe. Per le azzurre non c’è nulla da perdere, convinte di aver già fatto un percorso impensabile alla vigilia del Mondiale, ma non vogliono fermarsi.  Testa a domani e forza azzurre!

Stavolta l’Italia non ce l’ha fatta. Le azzurre non sono riuscite a battere la Serbia e vengono sconfitte per 3-1 (21-25 19-25 25-23 23-25).

Sconfitta indolore perché l’Italia era già qualificata alle semifinali grazie alla vittoria di ieri contro il Giappone. Tuttavia le ragazze terribili, seconde nel Pool G, sfideranno la Cina che ha battuto l’Olanda.

Una partita sofferta contro una grande Serbia e soprattutto una grande Boskovic (29 punti messi a segno). L’Italia è stata un po’ compassata nonostante abbiano comunque giocato quasi tutte le titolari. Forse un pochino di stanchezza dopo i 5 set disputati ieri contro il Giappone, forse un po’ di leggerezza dovuta al fatto che il turno era già stato superato, hanno fatto sì che le azzurre non giocassero una bella partita.

Peccato per il finale del quarto set. Un set equilibrato, deciso solamente nel finale. Tutto sommato vittoria meritata per le balcaniche.

I primi due set sono stati dominati dalle serbe in soli cinquanta minuti. Le campionesse europee hanno avuto un giorno in più per riposarsi e per preparare al meglio la partita.

Si ferma dunque a dieci vittorie la nazionale guidate dal ct Davide Mazzanti. Tra le azzurre più positive, oltre ai punti della solita Egonu (28 punti), Elena Pietrini classe 2000 altra bella pedina per il futuro del volley azzurro. La giovanissima ha sostituito in maniera sorprendente Miriam Sylla. Per la Pietrini, grande prova in fase offensiva ma poco lucida in ricezione, tant’è che nei primi set è stata proprio lei la vittima di molti attacchi serbi.

Ora testa a venerdì in attesa del match delle 12.20 contro le campionesse olimpiche della Cina per rialzare la testa e puntare a una storica finale.

L’Italvolley femminile è tra le prime quattro al mondo.

Le ragazze terribili hanno battuto al tie break le padrone di casa del Giappone per 3-2 (25-20, 22-25, 25-21, 19-25, 15-13), in una partita equilibrata e a tratti anche sofferta. Decima vittoria consecutiva su dieci match disputati in questo Mondiale, e ora Final Four.

Mattatrice indiscussa della partita la schiacciatrice Paola Egonu che, con 36 (34 su 58 in attacco e 2 muri) punti all’attivo, è stata la miglior realizzatrice azzurra oltre a essere la migliore di tutta la rassegna iridata.

Grazie a questa vittoria le azzurre volano direttamente in semifinale. Tuttavia domani c’è un’altra battaglia contro la Serbia, per il primo posto del Pool G per poi capire chi sarà tra Olanda e Cina la semifinalista che affronteremo a Yokohama.

Le ragazze del ct Mazzanti sono scese in campo con il piglio giusto dimostrandolo subito nel primo set vinto con 5 lunghezze di scarto. Le nipponiche però non si sono scomposte e, grazie a un’ottima difesa, sono riuscite a portare a casa il secondo e il quarto set.

Al tie break le ragazze hanno però rialzato la testa e hanno dimostrato tutto il valore, la forza e il talento. Un gruppo giovane (età media 23,1 anni) che ha saputo affrontare con lucidità, sfrontatezza e cattiveria le dieci partite sinora disputate.

Il Giappone, supportata dal numeroso pubblico presente al palazzetto di Nagoya, esce a testa alta da questa sfida ma si trova costretta a uscire dal mondiale a causa anche della sconfitta rimediata ieri contro la Serbia.

Al termine del match soddisfazione e qualche lacrime di gioia per le italiane. Miryam Sylla, autrice di una buona gara, si è abbracciata a capitan Chirichella e compagne lasciandosi andare in un pianto di esultanza.

Domani Paola Egonu sfiderà Tijana Boskovic in un super scontro diretto, Miriam Sylla se la dovrà vedere con Brankica Mihajlovic, al centro Anna Danesi e Cristina Chirichella contro Stevanovic e Rusic. Match alle 9.10 italiane.

E sono tre su tre.

Gran bell’inizio di Mondiale per l’Italvolley femminile in Giappone che, dopo le vittorie contro Bulgaria e Canada, hanno sconfitto anche Cuba ancora con un secco 3-0. I parziali: 25-11; 25-18; 25-20.

Le azzurre salgono così alla guida del Pool B con 9 punti e zero set persi. Domani ci sarà la Turchia, squadra sicuramente più attrezzata rispetto a quelle affrontate fino ad ora e Cina. La nazionale turca è allenata da un italiano doc come Giovanni Guidetti.

In occasione del match contro la nazionale caraibica, il commissario tecnico Davide Mazzantini ha optato per nuovi schemi e sistemi che potrebbero essere utili anche in vista delle prossime uscite.

Per esempio una delle punte di diamante di questa nazionale, Paola Egonu, è stata adattata come schiacciatrice e per lei top scorer della serata con 15 punti messi a segno, con un ottimo 76,4% in attacco (13 su 17), oltre a un muro e a un ace.

Bene anche Anna Danesi (11 punti e 8/10 in fase offensiva), la quale sta trovando un buon feeling con Malinov.

Soddisfatta della bella vittoria anche Cristina Chirichella che già pensa al prossimo match contro le turche:

Abbiamo giocato molto bene, siamo state concentrate sulla partita e così abbiamo vinto 3-0: siamo soddisfatte del nostro gioco. Sappiamo come gioca la Turchia, ma anche loro conoscono noi: faremo del nostro meglio.

Ci sarà da divertirsi a Genova il prossimo aprile, in cui la città ligure sarà al centro del futuro del tennis azzurro prima con il match di Coppa Davis maschile e dopo qualche giorno anche la Fed Cup femminile.

Destini leggermente diversi per gli uomini e le donne, soprattutto queste ultime che, dopo anni di trionfi, ora dovranno sgomitare parecchio per cercare di superare il Belgio nei playoff per il World Group. L’obiettivo è conquistare un posto nel Gruppo Mondiale del 2019 e ritornare quindi nell’élite di questa competizione.

Proprio contro il Belgio i primi bei ricordi del tennis azzurro femminile. In effetti tra le due nazioni è nata una piccola rivalità dopo il 2006, quando allora le azzurre riuscirono a battere le belghe così da conquistare il loro primo titolo di Fed Cup.

Quello del 2006 è stato un anno ricco di soddisfazioni sportive, sia appunto per il tennis che per il calcio, con la vittoria dello storico quarto Mondiale.

Il primo trionfo nazionale femminile con la racchetta è di 12 anni fa, vinto proprio contro i padroni di casa allo Spiroudome di Charleroi il 17 settembre.

Sette successi su altrettante sfide contro i Diavoli Rossi, che furono l’ultima vittima in quella competizione, in cui le azzurre giocarono, e vinsero, tutte le sfide in trasferta, da Nancy contro la Francia di Amelie Mauresmo fino in Spagna, con un’altra schiacciante vittoria. Un successo che si chiama Francesca Schiavone, Flavia Pennetta, Mara Santangelo, Roberta Vinci, Romina Oprandi, Tathiana Garbin, oggi capitano dell’Italia (unica “superstite”) in luogo di Corrado Barazzutti, che permane su quella maschile. Proprio con il ct friulano la nazionale ha trionfato altre 3 volte (2009, 2010 e 2013).

Nell’edizione del 2006 l’impresa sembrò quasi impossibile dato che il Belgio era la nazionale leader della classifica. Tuttavia Schiavone e Santangelo portarono la squadra sulla buona strada per poi avere la meglio nel match finale di doppio, quando Schiavone-Vinci piegarono la resistenza delle belghe Flipkens-Hardenne.