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C’è un numero che accompagna la risalita di Novak Djokovic in questo 2018. E’ il numero 5.

Il 5 giugno, nei quarti di finale del Roland Garros, il tennista serbo perde contro Marco Cecchinato 6-3, 7-6, 1-6, 7-6 a favore dell’italiano dopo tre ore e mezza di gioco. La lunga agonia di Nole, iniziata proprio al Roland Garros dopo il trionfo nel 2016, proseguiva. O almeno, così sembrava. Cinque mesi dopo, dal 5 novembre, Djokovic torna al numero 1 della classifica ATP dopo la finale persa al Masters di Parigi Bercy contro il russo Khachanov. Ancora la Francia, ancora il numero 5 nel destino del tennista di Belgrado.


CLASSIFICA ATP – TOP 10

1 Djokovic, Novak (SRB) +1 8.045 punti
2 Nadal, Rafael (ESP) -1 7.4800
2 Federer, Roger (SUI) 0 6.020
4 Del Potro, Juan Martin (ARG) 0 5.300
5 Zverev, Alexander (GER) 0 5.085
6 Anderson, Kevin (RSA) 0 4.310
7 Cilic, Marin (CRO) 0 4.050
8 Thiem, Dominic (AUT) 0 3.895
9 Nishikori, Kei (JPN) +1 3.390
10 Isner, John (USA) -1 3.155

Dopo l’eliminazione al Roland Garros, Nole si rialza riprendendosi Wimbledon a giugno. In finale batte l’americano Anderson, ma è in semifinale che compie il suo capolavoro sconfiggendo in cinque set Rafa Nadal. Il match dura due giorni, lungo 5 ore e 17 minuti. La seconda semifinale fiume nella storia del torneo inglese.

Con la vittoria a Wimbledon Djokovic rientra nella Top 10, non capitava da ottobre dell’anno scorso. Vince anche il Masters di Cincinnati superando l’eterno rivale Roger Federer in finale. E’ così l’unico giocatore nella storia a vincere tutti i tornei ATP Masters 1000. Trionfa anche agli US Open, eguagliando Sampras con il 14mo Slam in carriera. Perde il Master di Parigi, ma vince ancora una volta in semifinale contro Federer. Quanto basta per tornare più in alto di tutti per la quarta volta in carriera, 224 settimane in assoluto. I primi tre, per numero di settimane al primo posto in classifica, sono: Jimmy Connors, 268; Pete Sampras, 286; Roger Federer, 310.  E domenica, a Londra, via alle ATP Finals, ultimo grande appuntamento della stagione.


Il primo degli italiani nel rankink ATP è Fabio Fognini, al 13mo posto. Al numero 20 c’è Marco Cecchinato.

Il sogno si è infranto sul più bello, a quattro match point dalla vittoria.

Delusione per Fabio Fognini che non è riuscito a trionfare al torneo di Chengdu dopo un percorso convincente e una finale ribaltata e, per pochi colpi, anche quasi vinta.

In Cina a trionfare è invece l’australiano Tomic con il punteggio di 6-1 3-6 7-6(7), dopo due ore e un quarto di gioco.

Alla sua 18esima finale in carriera, l’azzurro non è riuscito a portarsi a casa il nono titolo, sarebbe stato il quarto dell’anno, impresa mai riuscita a un tennista italiano. Tuttavia nel momento clou del match, il ligure non è riuscito a dare il colpo di grazia al Tomic (numero 123 del ranking Atp).

Quindi dopo San Paolo, Bastad e Los Cabos il tennista sanremese non è riuscito nell’impresa di trionfare in Cina.

Grazie alla finale conquistata a Chengdu, Fognini rimane 13esimo nel ranking mondiale, ma si porta a 2225 punti (esattamente a -295 dal giapponese Nishikori, n° 12). Da domani Fabio sarà a Pechino per il China Open. Solo una finale proprio a Pechino potrebbe regalargli (in base anche al risultato di Nishikori a Tokyo) il record della 12esima posizione mondiale, eguagliando quanto fatto da Paolo Bertolucci il 23 agosto 1973, che significa anche seconda riserva al Masters di Londra.

Si torna a ben sperare nel tennis azzurro. Dopo la delusione dell’uscita prematura degli italiani all’Atp 250 di San Pietroburgo nel singolare, Fabio Fognini e Matteo Berrettini trionfano nel doppio maschile.

Una vittoria meritata per i due italiani che in finale hanno battuto, grazie a due tie-break, la coppia composta dal ceco Jebavy e dall’olandese Middelkoop 7-6 (6); 7-6 (4).

Una vittoria un po’ a sorpresa per gli azzurri dato che il torneo di San Pietroburgo è stato il primo in coppia. Feeling che però è cresciuto subito ed è migliorato nel corso dei match, sino alla finale vinta.

 

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Sotto di un break in entrambi i parziali (1-3 nel primo, 1-4 e 3-5 nel secondo), Fognini e Berrettini sono riusciti a portare a casa il risultato grazie a un mix di soluzioni vincenti e di recuperi al limite, con i servizi di del romano a dare sicurezza e la difesa del ligure a scoraggiare gli avversari.

Con questa vittoria Fognini vola a giocare il torneo Atp 250 di Chengdu in Cina come testa di serie numero 1. Il tennista sanremese, attualmente 13esimo nella classifica Atp, giocherà il settimo torneo come primo del seeding. L’obiettivo in questo Open sarà quello di arrivare più in fondo possibile per provare ad avvicinarsi in classifica al giapponese Nishikori, distante 400 punti.

In Cina ci sarà anche Berrettini che, nei sedicesimi di finale, sfiderà l’indiano Gunneswaran. Magari il romano in coppia con Fognini proverà a ripetere quanto di buono fatto in Russia.

Grazie alla vittoria, infatti, Matteo è balzato alla posizione numero 126 nel ranking del doppio (suo miglior personale), mentre per Fabio un salto di 16 posizioni, ora è 63esimo.

Oltre al torneo di Chengdu, si sta disputando un altro Open sempre in Cina, a Shenzhen. Tra gli italiani c’è Andreas Seppi che affronta lo spagnolo Albert Ramos-Viñolas.

Il tennis maschile si trasferisce in Russia per quello che sarà il bel torneo Atp 250 a San Pietroburgo.

Fabio Fognini, numero due del tabellone, sarà il leader del gruppo azzurro, composto da altri tre tennisti: Marco Cecchinato, Matteo Berrettini e Luca Vanni.

Fognini cerca sicuramente una gioia dopo il successo a Los Cabos contro Del Potro vuole provare a fare bene anche in Russia, dove l’anno scorso è uscito sconfitto solamente in finale dal bosniaco Damir Džumhur.

Domani il sanremese sfiderà lo slovacco Martin Klizan per gli ottavi di finale. L’urna non è stata clementissima per Fognini ma lo slovacco è un atleta ancora molto incostante. In effetti Klizan riesce ad alternare vittorie sorprendenti come Kitzbuhel quest’anno, Amburgo e Rotterdam nel 2016, ma brutte figure contro tennisti modestissimi. I trascorsi tra Italia – Klizan è un secco 4-2, ma tra le due vittorie dello slovacco ce n’è pure una proprio sul campo di San Pietroburgo, datata però 2012.

Trai favoriti c’è anche Marco Cecchinato, numero 3 del seeding. Il siciliano è volato direttamente ai quarti e attende il vincente tra Baghdatis e Lacko, al fine di trovare la sua prima gioia post-terra, ossia dalla finale di Umag, vinta lo scorso 22 luglio.

Berrettini non si pone limiti e cerca di continuare una stagione più che positiva. A San Pietroburgo, campo veloce, il romano potrà mettere in mostra i suoi migliori colpi: servizio e diritto. Sfiderà il veterano spagnolo Guillermo García López.
Inoltre Berrettini e Fognini scenderanno insieme anche nel doppio contro la coppia russo-canadese Rublev – Shapovalov.

L’ultimo azzurro a scendere in campo sarà Luca Vanni. Dopo le vittorie alle qualificazioni contro il tedesco Brands e il russo Safiullin, il 33enne toscano se la vedrà contro il numero 5 del seeding: Roberto Bautista Agu.

Rafa Nadal vince il primo turno a Parigi-Bercy e ha la matematica certezza di chiudere l’anno da n.1 del tennis mondiale. Allo spagnolo bastava infatti oggi battere il coreano Hyeon Chung sul veloce indoor del “BNP Paribas Masters Paris” per chiudere la stagione al primo posto Atp, complice la rinuncia di Roger Federer a disputare l’ultimo “1000” stagionale. Il 31enne mancino di Manacor ha vinto in due set 7-5 6-3.

Rafa è il giocatore che quest’anno ha vinto più partite di tutti, 66 (contro 10 sconfitte, mettendo in bacheca altri sei trofei (solo King Roger ha fatto meglio con 7) – tra cui il decimo Roland Garros ed il terzo Us Open – su dieci finali disputate. Il maiorchino non ha mai vinto il titolo a Parigi-Bercy: per lo spagnolo “solo” una finale nel 2007, stoppato da Nalbandian.

nadal

Per quanto riguarda gli altri incontri, la sorpresa di giornata era arrivata con l’eliminazione del tedesco Alexander Zverev, numero 4 del ranking e del seeding: il leader dei Next Gen ha ceduto per 36 62 62, in poco più di un’ora e mezza di partita, all’olandese Robin Haase, numero 43 Atp, che per la prima volta in tre sfide è riuscito a battere il 20enne di Amburgo.
Inattesa anche l’uscita di scena del sudafricano Kevin Anderson, numero 16 Atp, finalista agli Us Open, al quale la sconfitta per 57 64 75, dopo quasi due ore di battaglia, contro lo spagnolo Fernando Verdasco, numero 39 Atp, costa il pass per le Atp Finals di Londra.

 

Fabio Fognini ha vinto il “Safra Sarasin – Swiss Open”, torneo Atp dotato di un montepremi complessivo pari a 482.060 euro disputato sui campi in terra rossa di Gstaad, in Svizzera.

L’azzurro, a poco più di un anno di distanza (dopo Umago 2016), è tornato dunque a sollevare un trofeo del circuito internazionale. Il 30enne di Arma di Taggia quarta testa di serie del tabellone, in gara con una wild card, ha battuto per 6-4 7-5, in poco più di un’ora e mezza di partita, il sorprendente tedesco Yannick Hanfmann, numero 170 del mondo, partito addirittura dalle qualificazioni.

fognini

Per Fognini quello di Gstaad è il quinto titolo in carriera, su 13 finali disputate, il primo in una stagione (il 2017) che lo ha visto centrare anche una “storica” semifinale sul cemento nel “1000” di Miami. Con il trofeo conquistato dal ligure a Gstaad diventano 56 i successi italiani nel circuito maggiore maschile nell’era Open.

Nel 2016 a Umago per Fognini era stato il primo trofeo “da marito” (di Flavia Pennetta): a poco più di dodici mesi di distanza ecco il primo trofeo “da papà” (del piccolo Federico).

“Sono molto contento. E’ una vittoria che voglio condividere con mia moglie e mio figlio che purtroppo non hanno potuto essere qui oggi: questo è un trofeo speciale perché è il mio primo da papà”, ha detto durante la premiazione del torneo il raggiante ligure.

Il trionfo a Gstaad, primo titolo da quando è diventato papà, permette a Fabio Fognini di tornare fra i primi 30 al mondo. Il 30enne di Arma di Taggia recupera sei posizioni e si attesta al 25^ posto, sua miglior classifica dal febbraio 2015 ad oggi.

Il “signore della terra” è tornato. Ed ha scelto un palcoscenico prestigioso per firmare un doppio record da favola.

Per la decima volta Rafa Nadal ha conquistato il trofeo del MonteCarlo Rolex Masters, torneo Atp Masters 1000 dotato di un montepremi di 4.273.775 euro che si è concluso sulla terra rossa del Country Club di MonteCarlo, nel Principato di Monaco. In finale il 30enne mancino di Manacor, numero 7 del ranking e quarto favorito del seeding, si è aggiudicato per 61 63, in poco più di un’ora ed un quarto il derby spagnolo contro Albert Ramos-Vinolas, numero 24 del ranking mondiale e 15esima testa di serie.

Grazie a questo successo, il 70esimo in carriera, Rafa è diventato il primo giocatore dell’Era Open a vincere per dieci volte lo stesso torneo e si è preso in solitario il primato di titoli sul “rosso”, 50, staccando l’argentino Guillermo Vilas (fermo a quota 49). Nadal sulla terra battuta vanta un bilancio pazzesco: 370 match vinti contro appena 34 sconfitte.

Da lunedì Nadal risalirà al numero 5 del ranking mondiale. Rafa sorride mentre sul maxi schermo scorrono le immagni dei suoi dieci successi nel Principato a cominciare da quello datato 2005: ”Dopo un paio di finali perse quest’anno finalmente sono riuscito a vincere. E’ difficile per me esprimere cosa provo, cosa significa per me essere qui a stringere ancora il trofeo dopo tanti anni. Ringrazio la vita che mi ha dato questa possibilità”.

E’ a Montecarlo che inizia la stagione sul “rosso”, con buona pace di Marrakech e di Houston che tutt’al più possono fungere da “aperitivo”. In attesa di scendere in campo e di cominciare a “fare sul serio” al “Monte Carlo Rolex Masters”, torneo Atp Masters 1000 dotato di un montepremi di 4.273.775 euro di scena sulla terra del Country Club di Monte-Carlo, nel Principato di Monaco. Ecco il pensiero dei protagonisti più attesi.

E’ quasi un anno che Nadal non vince un torneo dall’abbinata Montecarlo-Barcellona del 2016. In questa stagione è stato finalista a Melbourne, Acapulco e Miami, fermato due volte da Federer (in Australia ed in Florida) ed una da Querrey (in Messico).

Rafa Nadal

“Sono pronto a vincere un titolo, sono soddisfatto del mio livello di gioco, per me è importante sapere che posso essere competitivo, perché mi dà motivazioni extra. Sto bene, non ho problemi fisici e questo conta, in queste due settimane mi sono allenato bene. Sento che sto esprimendo un livello di tennis alto, ho avuto un ottimo inizio di stagione e la mia posizione attuale nella Race mi permette di giocare tranquillo”.

Andy Murray

Dopo l’esibizione benefica con Federer a Zurigo non ero troppo ottimista, soprattutto per il servizio. Giorno dopo giorno, però, sono migliorato: ogni tanto sento ancora il gomito un po’ indolenzito ma va sempre un pochino meglio ed era quello che speravo”.