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La storia di Alain Schiratti è una di quelle che ridona speranza e coraggio a chi, come lui e sua moglie, si trovano ad affrontare delle sfide molto difficili. Nella sua brillante carriera è riuscito a totalizzare un gran numero di reti e nessuno si aspettava che, circa un anno fa, lasciasse il calcio per motivi personali.

La scelta che ha spinto il calciatore a rinunciare alla sua passione è stata dettata dall’amore per la moglie Cristina, gravemente malata e in attesa di un trapianto di rene. Alain Schiratti ha deciso con coraggio di rinunciare ai suoi sogni per donare lui stesso l’organo necessario e ridare una vita normale alla moglie.

L’attaccante sapeva fin dall’inizio che la donna che aveva deciso di sposare soffriva di problemi ai reni, ma non gli importava. Anzi, erano dedicati a lei i suoi successi calcistici ed era sempre pronto a starle vicino durante i ripetuti interventi. Quando venne a conoscenza della gravità della situazione, Schiratti non esitò un attimo e decise in un secondo di cambiare la sua vita per salvare quella della moglie.ù

Pensava davvero che non avrebbe più giocato e segnato un gol in una partita ufficiale, ma il destino aveva in serbo per lui qualcosa di diverso. Ed eccolo oggi col sorriso sulle labbra per aver conquistato un traguardo che non si aspettava più di raggiungere: il suo gol numero 500! Non sono molti i giocatori che possono contare così tante reti e, nel caso dell’attaccante friulano, il risultato è ancora più emozionante.

Schiratti ha ricominciato a giocare solo da poco tempo, dopo essere stato lontano dal calcio per oltre un anno. La sua pausa forzata non dipendeva soltanto dalla donazione del rene, ma anche e soprattutto dai problemi seri alla cartilagine del ginocchio.
Nonostante il dolore, ha deciso di tornare in campo e “provare a ricominciare”. Un ritorno che domenica scorsa lo ha visto esultare per un gol storico che ha inflitto alla squadra avversaria, il Velox Paluari, proprio negli ultimi minuti di gara.

È riuscito a dare gioia sia alla squadra, U.S. Amaro (2^ categoria del Campionato Carnico), ma anche all’amatissima moglie che lo ha seguito per tutto il tempo della partita. Sul momento il calciatore definito “uomo gol” non ha nemmeno esultato più di tanto, perché la partita non si è conclusa con una vittoria della sua squadra, ma con un pareggio. Però, l’amarezza di un rigore sbagliato sul filo del rasoio non ha offuscato la gioia di festeggiare il suo gol numero 500.

La storia, a tratti calcistica e a tratti privata, di Alain Schiratti sembra non sia ancora giunta al termine. Dai risultati raggiunti, nonostante l’età non propriamente giovane del calciatore che gioca da circa 25 anni, ci si aspettano da lui ancora delle importanti reti, per raggiungere l’obiettivo di aiutare la sua squadra a salire in prima categoria e superare quella soglia di 500 reti che sognava da tempo.

“Love is in the air” cantava John Paul Young alla fine degli anni ’70. L’amore è nell’aria, magari svolazza leggero all’interno di una torçida calorosa, tra un coro e un’esultanza. Nello stadio del Corinthians.
Perché oltre alla passione che unisce due tifosi, ci può anche scappare un autentico colpo di fulmine. Ma cosa succede se, da imbranato, riesci solo a strappare il nome della persona per cui ti sei preso una cotta senza chiederle un numero di telefono o un modo per rivederlo in futuro?

Dominique, la tifosa che si è invaghita di un altro supporter, deve averci pensato molto e, tremendamente combattuta e desiderosa di rincontrare quel ragazzo, ha direttamente contattato la squadra brasiliana. Così il Corinthians per un momento, ha svestito i panni di club calcistico per indossare quelli di Cupido:

 

La donna ha inoltrato un video-appello al club brasiliano che a sua volta ha deciso di pubblicarlo sul proprio account Twitter lanciando l’hashtag #CadêORaphael. Di questo ragazzo, infatti, si sa sol il nome, Raphael per l’appunto, ma Dominique non si rassegna:

E’ molto difficile trovare una persona di cui sai solo il nome. Il suo sorriso mi ha incantata quanto il tatuaggio sul suo braccio

Dominique ha anche aggiunto di essere tifosa del Corinthians sin da bambina quando andava allo stadio con suo padre prima e suo patrigno dopo, ma che ultimamente, per questioni economiche, non sempre riesce ad andarci.

 

Oltre al club paulista anche il profilo social dello stadio e altre emittenti stanno retwittando il messaggio per aiutare la ragazza a trovare il suo amore.
Perché, in fondo, il calcio è amore e lo dice anche la scienza: alcuni ricercatori dell’università di Coimbra, in Portogallo, hanno infatti affermato che quando guardiamo una partita della nostra squadra del cuore, si mettono in moto le stesse aree del cervello che regolano il funzionamento dell’amore.

Per Dominique, dunque, una doppia storia d’amore! Attendiamo nuove puntate….

Che assumano infermieri negli ospedali nel giro dei prossimi nove mesi perché questa notte si farà tanto l’amore…

L’aveva detto, tra i salti di gioia e le capriole nell’aria, Gerard Piqué, difensore del Barcellona dopo la clamorosa rimonta contro il Psg demolito 6-1 nell’ottavo di Champions League. Un’euforia incontenibile, da far saltare gli schemi e le inibizioni. Il calcio è così: sentimenti, passione e amore. Tanto amore.

Da Barcellona si vola in Islanda, l’underdog dello scorso Europeo che ha sorpreso tutti, spingendosi, inaspettatamente, alla sua prima apparizione, ai quarti di finale. Rimarrà nella storia la coreografia ritmica con cui festeggiavano calciatore e tifosi, quel “geyser sound” che ha spopolato in rete conquistando sempre più beniamini che hanno iniziato a tifare per i vichinghi nordici.
Ma sarà scolpita negli attimi più belli del calcio, la vittoria a sorpresa della Nazionale islandese, contro l’Inghilterra, negli ottavi, in rimonta per 2-1, con le reti di Ragnar Sigurðsson e di Kolbeinn Sigþórsson, che hanno risposto al rigore di Wayne Rooney.

Era il 26 giugno 2016. Gli autori del Brexit calcistico, guidati dall’allenatore Lars Lagerback, fecero vivere una notte di festa, una notte indimenticabile. Da celebrare “intimamente” con lo spirito più genuino. Come detto da Piqué.
Detto fatto, come raccontato da un dottore locale sulle pagine del quotidiano islandese Visir, dopo nove mesi da quel giorno di giugno (tra il 26 marzo 2017 e i giorni precedenti e successivi) nell’isola islandese si è registrato un boom di nascite e di anestesia epidurale.
Un incremento anomale e improvviso, statistiche sballate e inattese, come quei gol segnati a Nizza che hanno portato l’Islanda tra le otto grandi d’Europa, prima di sbattere contro i padroni di casa francesi che si sono imposti per 5-2 nei quarti.

Abbiamo stabilito il record di epidurali nel reparto maternità questo fine settimana. Nove mesi dopo la vittoria 2-1 con l’Inghilterra

Così ha postato su Twitter, Asgeir Petur Porvaldsson, medico del reparto di anestesiologia dell’ospedale di Landspitali.
Beh, che dire. “Evviva la vita”, come diceva Rino Gaetano nella canzone “Gianna”:

Ma la notte la festa è finita, evviva la vita
La gente si sveste e comincia un mondo
un mondo diverso, ma fatto di sesso
e chi vivrà vedrà…