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2019

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Archiviata la fase a gironi, stiamo entrando nel cuore della Coppa del Mondo di rugby in corso in Giappone ed è tempo di stillare le prime conclusioni. Si giocheranno sabato 19 e domenica 20 i quarti di finale, che vedrà poi le semifinali sabato 26 e domenica 27; il terzo posto verrà messo in palio venerdì 1 novembre, per giungere poi alla finalissima a Yokohama il 2 novembre. Andiamo a vedere come sta andando la RWC 2019 nel paese del Sol Levante.

Quarti di finale

Sabato 19 ottobre ore 09.15 QF1 Inghilterra vs. Australia (Oita Stadium)

Sabato 19 ottobre ore 12.15 QF2 Nuova Zelanda vs. Irlanda (Tokyo Stadium)

Domenica 20 ottobre ore 09.15 QF3 Galles vs. Francia (Oita Stadium)

Domenica 20 ottobre ore 12.15 QF4 Giappone vs. Sudafrica (Tokyo Stadium)

 

Com’è andata l’Italia

Come previsto, Sudafrica e Nuova Zelanda nello stesso girone in cui era stata inserita l’Italia, hanno fatto la voce grossa rendendo di fatto molto difficile il passaggio ai quarti di finali degli Azzurri. L’Italia ha chiuso con 12 punti e a complicare la situazione c’ha pensato il  tifone Hagibis e la scelta degli organizzatori, per precauzione, di annullare proprio l’ultimo decisivo match contro gli All Blacks. Nonostante ciò, la squadra italiana guadagna due posizioni nel ranking mondiale, grazie alle precedenti prestazioni, e giunge al dodicesimo posto, persino davanti agli USA. Praticamente invariate le altre posizioni, con gli All Blacks e il Galles che si contendono il primo posto.

Anche se non hanno strappato il pass per i quarti, gli Azzurri si sono già guadagnati il biglietto d’ingresso per la prossima edizione della Coppa del Mondo, nel 2023. Purtroppo il match con il Sudafrica, terminato 49-3 e completamente su un altro livello rispetto agli italiani, non ha dato modo alla nostra squadra di raggiungere i tanti sperati quarti di finale, nonostante la partita con il Canada avesse aperto degli spiragli per il passaggio del turno. Purtroppo, il rugby italiano deve ancora migliorare e trovare una propria dimensione internazionale.

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I risultati delle altre Nazionali

Il Giappone, che nel girone A ha battuto sia l’Irlanda che la Scozia con bonus, ha strappato un improbabile biglietto per i quarti di finale. Con il supporto del tifo locale, adesso ci sono le corazzate da affrontare, e i Sakura hanno pescato il Sudafrica. L’Irlanda, classificata seconda nello stesso gruppo, trova invece gli All Blacks: un match difficile da pronosticare, con la Nuova Zelanda favorita, contro un’Irlanda che seppur vincente in passato contro i neozelandesi, ha mostrato molte lacune in questa prima fase dei Mondiali. Stesso discorso per l’Australia, seconda nel gruppo D che troverà l’Inghilterra molto più propositiva e agguerrita rispetto ai Wallabies. La Francia, seconda nel girone C, invece, dovrà vedersela con il Galles, capace di incassare il bonus offensivo con prestazioni poco convincenti.

Guardare le partite

Gli appassionati della palla ovale potranno seguire le partite della Coppa del Mondo di Rugby in streaming. Cresce intanto l’attesa per le fasi finali del campionato e soprattutto per scoprire chi, alla fine dei giochi, riuscirà ad alzare la coppa William Webb Ellis!

Ci siamo quasi. Manca davvero poco al via dei Campionati Mondiali di atletica di Doha 2019, in programma dal 27 settembre al 6 ottobre nella capitale del Qatar.  Saranno la 17^ edizione dei campionati del mondo di atletica leggera e si svolgeranno all’interno del Khalifa International Stadium.  Sono 209 le Nazionali in gara su 49 discipline: si parte alle 15.30 italiane di venerdì 27 settembre, con le qualificazione del lungo maschile. La cerimonia inaugurale avrà luogo intorno alle ore 20 non nello stadio ma nella city, che subito dopo il termine, alle ore 22:59 vedrà anche la partenza della maratona femminile. Stesso orario sabato 5 ottobre per la gara maschile che chiuderà la penultima giornata.

Da non perdere: primo turno 100 maschili con Filippo Tortu e Marcell Jacobs alle 17:05 di venerdì 27 con finale alle 21 del giorno successivo; marcia 20 km e 50 km femminile con Antonella Palmisano ed Eleonora Giorgi (forse le nostre medaglie più probabili) alle 22:30 di domenica 20 e alle 22:30 di sabato 28; salto in alto con Gianmarco Tamberi e Stefano Sottile alle 15:50 di martedì 1 ottobre e femminile con Trost Vallortigara nella prima giornata di venerdì 27 alle 17:40.

A seguire, ecco lo schema completo. Gli orari indicati sono quelli italiani (il fuso di Doha è un’ora avanti avanti rispetto a noi). Alcuni orari non ci sono favorevoli, come la marcia e la maratona in cui la fine della gara va oltre l’una di notte. Nello schema che segue troverete i degli azzurri. Nelle finali di specialità c’è il punto interrogativo perché dipende se i nostri atleti si qualificano.

Risultati immagini per doha athletics 2019

Mondiali di atletica, Doha, 27 settembre-6 ottobre 2019

• Venerdì 27 settembre

15:30 Salto in lungo M – qualificazioni
15:35 100 metri M – preliminari
15:40 Lancio martello F – qualificazioni (Sara Fantini)
16:10 800 metri F – batterie (Eleonora Vandi)
16:30 Salto con l’asta F- qualificazioni (Roberta Bruni)
17:05 100 metri M – batterie (Tortu, Jacobs)
17:40 Salto in alto F – qualificazioni (Elena Vallortigara e Alessia Trost)
18:00 3000 siepi F – batterie
18:25 Salto triplo M – qualificazioni (Andrea Dallavalle)
18:55 5000 metri M- batterie (Yeman Crippa, Said El Otmani)
19:30 400 metri ostacoli M – batterie
22:59 Maratona F – Finale (Sara Dossena, Giovanna Epis)

• Sabato 28 settembre

15:15 Lancio del disco M – qualificazioni primo gruppo (Giovanni Faloci)
15:30 100 metri F – batterie
16:05 800 metri M- batterie
16:30 Salto con l’asta M– qualificazioni (Claudio Michel Stecchi)
16:45 Lancio del disco M – qualificazioni secondo gruppo
17:05 400 metri ostacoli M- semifinali
17:45 100 metri M- semifinali (Filippo Tortu, Marcell Jacobs ?)
18:15 800 metri F- semifinali
18:35 Lancio martello F – Finale
19:00 Staffetta 4×400 mista (M+F) batterie (Italia)
19:40 Salto in lungo M- Finale
20:10 10.000 metri F- Finale
21:15 100 metri M- Finale (Filippo Tortu, Marcell Jacobs ?)
22:30 50 Km di marcia F- Finale (Eleonora Giorgi, Nicole Colombi, Maria Vittoria Becchetti)
22:30 50 Km di marcia M- Finale (Teodorico Caporaso, Michele Antonelli)

• Domenica 29 settembre

19:05 200 metri M – batterie (Fausto Desalu, Antonio Infantino)
19:40 Salto con l’asta F – Finale (Roberta Bruni ?)
20:20 100 metri F- semifinali
20:45 Salto triplo M- Finale (Andrea Dallavalle ?)
20:55 800 metri M – semifinali
21:35 4×400 mista (M+F) – Finale (Italia? Se si qualifica)
22:20 100 metri F- Finale
22:30 20 Km di marcia F – Finale (Antonella Palmisano, Valentina Trapletti)

• Lunedì 30 ottobre

15:30 Lancio del giavellotto F- qualificazioni
16:05 200 metri F- qualificazioni (Gloria Hooper)
17:00 Lancio giavellotto F- qualificazioni
17:20 400 metri F- batterie (Maria Benedicta Chigbolu)
19:05 110 ostacoli M- qualificazioni (Hassane Fofana, Lorenzo Perini)
19:30 Salto in alto F- Finale (Elena Vallortigara, Alessia Trost ?)
19:50 200 metri M- semifinali (Desalu, Infantino ?)
20:20 5000 metri M- Finale (Yeman Crippa, Sais El Otmani)
20:25 Lancio disco M- Finale
20:50 3000 metri siepi F- Finale
21:10 800 metri F- Finale (Eleonora Vandi?)
21:40 400 metri ostacoli M- Finale

• Martedì 1 ottobre

15:30 Lancio martello M- qualificazioni primo gruppo
15:35 400 metri M- batterie (Davide Re)
15:50 Salto in alto M- qualificazioni (Gimbo Tamberi, Stefano Sottile)
16:30 400 metri ostacoli F- qualificazioni (Ayomide Folorunso, Linda Olivieri, Yadisleidy Pedroso)
17:00 Lancio martello M- qualificazioni secondo gruppo
17:15 3000 siepi M- qualificazioni (Yohanes Chiappinelli, Osama Zoghlami)
19:05 Salto con l’asta M – Finale (Claudio Stecchi ?)
19:50 400 metri F- semifinali (Maria Benedicta Chigbolu ?)
20:20 Lancio giavellotto F- Finale
20:25 200 metri F- semifinali (Gloria Hooper ?)
21:10 800 metri M- Finale
21:40 200 metri M- Finale (Fausto Desalu ?)

• Mercoledì 2 ottobre

15:35 100m Decathlon M
15:45 Lancio del peso F- qualificazioni
16:05 100m ostacoli Eptathlon F
16:30 Salto in lungo Decathlon M
16:35 1500 metri F – batterie
17:00 Lancio del disco F- qualificazioni primo gruppo (Daisy Osakue)
17:15 Salto in alto Eptathlon F
17:25 5000 metri F- batterie
17:50 Lancio del peso Decathlon M
18:25 Lancio disco F- qualificazioni secondo gruppo
19:05 110 metri ostacoli M – semifinali (Lorenzo Perini, Hassane Fofana ?)
19:30 Lancio del peso Eptathlon F
19:35 400 metri M – semifinali (Davide Re)
19:40 Salto in alto Decathlon M
20:05 400 metri ostacoli F- semifinali (Ayomide Folorunso, Linda Olivieri, Yadisleidy Pedroso?)
20:40 Lancio del martello M- finale
20:50 200 metri Eptathlon F
21:35 200 metri F- finale (Gloria Hooper ?)
21:55 110 metri ostacoli M- finale (Lorenzo Perini, Hassane Fofana ?)
22:15 400 metri Decathlon M

• Giovedì 3 ottobre

15:35 110 metri ostacoli Decathlon M
15:40 Salto triplo F – qualificazioni (Ottavia Cestonaro)
16:30 Lancio del disco Decathlon M – primo gruppo
17:15 Salto in lungo Eptathlon F
17:35 Lancio del disco Decathlon M – secondo gruppo
18:05 Salto con l’asta Decathlon M – primo gruppo A
18:20 Lancio del peso M – qualificaz primo gruppo (Leonardo Fabbri?)
19:05 Salto con l’asta Decathlon M- secondo gruppo
19:10 Lancio del giavellotto Eptathlon F
19:40 Lancio del peso M- qualificaz secondo gruppo
21:00 1500 metri M- batterie
21:05 Lancio del giavellotto Decathlon M – primo gruppo
21:35 lancio del peso F – Finale
22:00 1500 metri F- semifinali
22:10 Lancio del giavellotto Decathlon M – secondo gruppo
22:50 400 metri F- Finale (Maria Benedicta Chigbolu ?)
23:05 800 metri Eptathlon F (ultima gara)
23:25 1500 metri Decathlon M (ultima gara)

• Venerdì 4 ottobre

19:10 1500 metri M- semifinali
19:15 Salto in alto M- Finale (Gimbo Tamberi, Stefano Sottile)
19:40 4X100 femminile – batterie (Italia)
20:00 Lancio del disco F- Finale (Daisy Osakue ?)
20:05 – 4X100 maschile – batterie (Italia con Tortu, Jacobs, Desalu, Manenti &Co)
20:30 400 metri ostacoli F- Finale (italiane qualificate?)
20:45 3mila siepi M- Finale (Yohanes Chiappinelli, Osama Zoghlami)
21:20 400 metri M- Finale (Davide Re?)
22:30 20KM marcia M – Finale (Matteo Giupponi, Giorgio Rubino, Massimo Stano)

• Sabato 5 ottobre

15:30 Lancio del giavellotto M- qualificazioni primo gruppo
16:15 100 metri ostacoli F- batterie (Luminosa Bogliolo)
16:50 Salto in lungo F- qualificazioni (Tania Vicenzino, Laura Strati)
17:00 Lancio del giavellotto m- qualificazioni secondo gruppo
18:55 4X400 metri F- batterie (Italia)
19:05 Lancio del Peso M- Finale (Leonardo Fabbri?)
19:25 4X400 metri M- batterie (Italia: Re, Galvan &Co)
19.35 Salto triplo F- Finale (Ottavia Cestonaro ?)
19:55 1500 metri F- Finale
20:25 5000 metri F- Finale
21:05 4×100 Femminile- Finale (Italia ?)
21:15 4×100 Maschile- Finale (Italia con Tortu, Jacobs, Desalu, Manenti, se si qualifica)
22:59 Maratona M- Finale (Yassine Rachik, Eyob Ghebrehiwet Faniel, Daniele Meucci)

• Domenica 6 ottobre

18:05 100 metri ostacoli F- semifinali (Luminosa Bogliolo ?)
18:15 Salto in lungo F- Finale (Tania Vicenzino, Laura Strati ?)
18:40 1500 metri M- Finale
18:55 Lancio del giavellotto M – Finale
19:00 10.000 metri M – Finale (Yeman Crippa)
19:50 100 metri ostacoli F- Finale (Luminosa Bogliolo ?)
20:15 4×400 metri femminile- Finale (Italia se si qualifica)
20:30 4×400 metri maschile – Finale (Italia se si qualifica)

Megan Rapinoe, campionessa del mondo in Francia con la nazionale femminile degli Stati Uniti, lunedì 23 settembre sera ha ricevuto alla Scala di Milano, il premio come miglior calciatrice FIFA del 2019 e nel suo discorso di ringraziamento non si è fatta mancare parole di cuore contro il razzismo e l’omofobia, per la parità dei sessi nella vita e nello sport con l’invito di cogliere occasioni come queste come spunto per cambiare il mondo.

Rapinoe, che il 5 luglio ha compiuto 34 anni, ai recenti Mondiali ha vinto la Scarpa d’Oro con sei reti realizzate,  ha deciso la finale, realizzando il suo cinquantesimo gol con la maglia della Nazionale, e ha ricevuto il premio come miglior calciatrice in assoluto della competizione iridata. E dopo Francia 2019 è anche diventata una sorta di ambasciatrice del movimento femminile, del calcio e di tutte le atlete che faticano a trovare spazio nel mondo dello sport.

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Così, anche a Milano, nel suo discorso, ha voluto rimarcare i valori che per lei sono fondamentali:

Anzitutto, voglio ringraziare la mia famiglia, la mia sorella gemella, la mia ragazza che non può essere qui, per tutto il supporto ricevuto in questo anno. Un grazie anche a tutti gli allenatori che ho avuto nel corso della mia carriera e a tutti i compagni che ho avuto. Il mondiale è stato incredibile, averne fatto parte è stato indescrivibile e la qualità in campo è stata fantastica

Nel suo discorso, una prima parte è dedicata appunto ai successi personali e con la maglia statunitense, ma poi la Rapinoe apre il cuore e continua:

Voglio parlare di alcune storie che mi hanno colpito di più: Sterling e Koulibaly, che hanno attaccato il razzismo che li affligge da tutta la vita. La ragazza iraniana che si è suicidata, tutti coloro che combattono l’omofobia. Queste sono le storie che mi ispirano, ma mi rendono anche triste: io penso che, se vogliamo avere dei cambiamenti, è necessario che anche altri, oltre a Sterling e Koulibaly, siano arrabbiati quanto lo sono loro. E la stessa cosa vale per chi difende i diritti LGBT, o la tutela delle calciatrici. Noi abbiamo tanto successo, a qualsiasi livello. Quello che voglio dire a tutti, con tutto il cuore, quindi è: condividete il vostro palco con le altre persone, lasciate che ci salgano, condividete il vostro successo. Usate questo splendido sport per cambiare davvero il mondo. Fate qualcosa, qualsiasi cosa: abbiamo un poter incredibile in questa stanza

 

Hanno venduto il 96% dei biglietti disponibili: significa che ci saranno almeno 1.728.000 spettatori totali (a fronte di cinqu emilioni di richieste), con una media di 36.000 presenze a partita sulle 48 in programma, in dodici stadi di dodici città. Dall’estero arriveranno 400.000 appassionati, spendendo a testa una cifra equivalente a 165 euro al giorno. Secondo un recente sondaggio, cinque giapponesi su sei sono a conoscenza del fatto che oggi, al Tokyo Stadium, proprio con i padroni di casa opposti a una Russia squadra-materasso, prende il via la Coppa del Mondo 2019 (al via alle 12:45, orario italiano – diretta tv RaiSport).

La rassegna quadriennale, giunta alla nona edizione, sbarca per la prima volta in un Paese asiatico, lontano dai confini ovali tradizionali. E la scommessa – a dieci mesi dall’Olimpiade che sarà ospitata dalla capitale nipponica – al di là degli aspetti sociali e culturali è rischiosa. Ma a giudicare dall’attesa, dalle stime del relativo giro d’affari e dall’accoglienza nei giorni scorsi riservata alle venti Nazionali coinvolte, sembrerebbe già vinta. Un esempio? Lunedì, al primo allenamento ufficiale del Galles – attuale quinta forza del ranking internazionale – sugli spalti del Mikuni Stadium di Kitakyushu si sono presentati in 15.000. Non ci sta una persona di più.

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Gli aspetti economici legati alla manifestazione non sono mai stati così significativi. L’indotto generato dal torneo dovrebbe aggirarsi sui 3,6 miliardi di euro, mezzo miliardo in più rispetto a Inghilterra 2015 che, pure, già fece segnare un netto record rispetto alle edizioni precedenti della rassegna. Questo grazie soprattutto al portafoglio degli appassionati stranieri, attesi in prevalenza da Gran Bretagna, Australia, Irlanda, Stati Uniti e Hong Kong.

A Tokyo hanno preparato tutto con estrema cura, a partire dalle scorte di birra. Sanno fare bene di conto gli organizzatori giapponesi e hanno osservato che i tifosi di palla ovale bevono sei volte più birra di quelli di calcio; e che il giapponese medio consuma 53,5 litri di birra l’anno, mentre britannici, australiani e neozelandesi tracannano il doppio, secondo i dati di Euromonitor, anche quando non vanno allo stadio e quattro volte di più durante le partite (117 litri a testa gli irlandesi; 89 inglesi e scozzesi). Quindi, ordine ai bar dell’Impero: incrementare le scorte per non fare brutta figura con gli ospiti.

Le immagini del Mondiale, inoltre, verranno diffuse in 217 Paesi, con oltre 800 milioni di abitazioni raggiunte, altro primato. L’obiettivo, come ben testimonia l’approdo in Oriente, in generale è coinvolgere nel movimento nuovi mercati. E la disponibilità ricevuta in Giappone di 13.000 volontari, più la creazione di 25.000 posti di lavoro, fa dire sin d’ora che il bersaglio è stato centrato.

Gli impianti sono all’altezza, ma il problema sarà il caldo e, ancor più, l’umidità: in questi giorni ci si allena con palloni «bagnati» d’olio e shampoo. Per fortuna alcuni stadi, dotati di aria condizionata, possono diventare indoor. Certo, storia e tradizione specifiche sono quelle che sono. Cioè modeste. Il rugby del Sol Levante, partendo da un sistema scolastico all’avanguardia, da un valido campionato universitario e da club che sfruttano gli investimenti di multinazionali, solo nelle ultime stagioni ha fatto passi importanti. Anche sulla scorta di questa occasione. Fino all’attuale decima piazza nel ranking mondiale della Nazionale, in Coppa sempre presente.

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Ora con un traguardo ambizioso e possibile: l’approdo per la prima volta ai quarti di finale. In Inghilterra il sogno è stato sfiorato, complice la leggendaria vittoria sul Sudafrica nella fase di qualificazione («La favola di Brighton»). Stavolta potrà diventare realtà. L’entusiasmo è alle stelle, la passione è contagiosa. Per i prossimi 43 giorni sarà rugbymania.

Dopo aver trionfato a Londra, Elia Viviani si prende anche il titolo di campione europeo su strada. L’olimpionico dell’Omnium di Rio 2016 ha vinto infatti allo sprint la prova in linea individuale su strada degli Europei di ciclismo ad Alkmaar, in Olanda. Argento al belga Yves Lampaert, bronzo al tedesco Pascal Ackermann. Ieri la fidanzata di Viviani, Elena Cecchini, aveva conquistato l’argento nella prova femminile. Nell’albo d’oro degli Europei il veneto succede ad un altro azzurro, Matteo Trentin.

 

L’Italia si conferma dunque sul tetto continentale garzie al velocista veronese, che ha conquisatato l’oro al termine di una corsa tutta all’attacco conclusa da un epilogo a due col compagno di club Yves Lampaert. Una gara condotta in modo perfetto dalla squadra italiana, che conclude alla grande una settimana ricca di soddisfazioni: 4 ori, 1 argento e 4 bronzi nell’intera rassegna.

Dal Champions di volley alla Champions di basket, l’Italia c’è!

Se la Lube Civitanova ha fatto faville nella gara di semifinale d’andata, c’è la Virtus Bologna di Pallacanestro che batte Nanterre 73-58 e si qualifica alle Final Four della Champions League, rovesciando il -8 del match in Francia.

 

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After a tough march through Europe Virtus Segafredo takes off for @basketballcl Final Four #road2final4 #oldempire

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Al PalaDozza di Bologna la Segafredo dimostra il suo valore soprattutto grazie a una grande prova difensiva studiata da coach Djordjevic (35% dal campo).
La vittoria ha permesso la qualificazione tra le 4 squadre europee più forti del torneo (Anversa, Bamberg, Tenerife e appunto Bologna) in quel Final Four che si terranno il 3 e il 5 maggio prossimo.

Il miglior marcatore della Virtus è stato M’Baye con 16 punti realizzati, seguito da Kravic con 12. Un gran bel traguardo per la squadra di patron Zanetti e del tecnico serbo.

Sono orgoglioso di rappresentare questa società e i tifosi. Quello che abbiamo fatto vedere, il modo in cui abbiamo giocato, è quello che si deve mettere in campo sempre per giocare e vincere, partita dopo partita!

ha ribadito coach Djordjevic.

Un altro traguardo storico per la Bologna di basket in questa settimana. Dopo il ritorno della Fortitudo in Serie A, ora anche la fase finale della Champions per la Virtus che, tra l’altro a livello Europeo, annovera già due Eurolega, una Coppa delle Coppe e un EuroChallenge nel 2008-09 (ultimo trofeo in ordine temporale del club bolognese).

È un vero e proprio team special quello dei 115 atleti italiani che voleranno ad Abu Dhabi per gli Special Olympics World Games tra il 14 e il 21 marzo prossimo.

La nazionale, che è stata ospitata dal presidente della Camera, Roberto Fico, e dal premier, Giuseppe Conte, presenta un foltissimo gruppo di atleti (il più ampio della storia) che si sfideranno nelle 24 discipline sportive, in una settimana ricca di appuntamenti.

Il presidente del Consiglio, nell’augurare il meglio, ha anche assicurato che chiederà in maniera insistente che la Rai possa trasmettere le gare in chiaro sui propri canali televisivi.

Centosettanta Paesi si sono dati appuntamento negli Emirati Arabi per quella che è una manifestazione sportiva e colturale di rilievo, a dimostrazione che pregiudizi, divisioni e barriere possono essere cancellati e abbattuti.

Quella che si sposterà ad Abu Dhabi sarà una vera e propria macchina organizzativa per quello che sarà il più grande evento sportivo e umanitario dell’anno. Inoltre, è la prima volta che la regione del Medio Oriente e del Nord Africa ospita questa competizione che, tra l’altro, va a braccetto con l’«Anno della tolleranza», inaugurato da papa Francesco lo scorso febbraio con la visita negli Emirati.

 

Per la manifestazione ci saranno ben 7mila atleti, 2500 coach e 20mila volontari, con una stima di oltre 500mila spettatori. Un vero e proprio boom.

La squadra azzurra conta 115 atleti e 39 tecnici. Il team Italia avrà modo di mettere in campo nella stessa squadra atleti con e senza disabilità intellettive in sport come: il basket, le bocce, il bowling, il calcio e la pallavolo.

Tra coloro che sostengono l’Italia c’è una grande ex pluricampionessa come Valentina Vezzali:

Mi sento vicinissima a questa iniziativa perché si parla di sport non solo come veicolo per accrescere il benessere fisico ma anche per consentire alle persone con disabilità intellettive di poter sviluppare abilità e poter raggiungere risultati, che fino a poco tempo fa erano insperati, con coraggio facendo accrescere la loro autostima!

Non ci resta che gustarci le gare e “Forza Italia!”.

È successo, il Qatar ce l’ha fatta! È campione d’Asia.

La nazionale araba è riuscita a battere i pronostici che davano per certa la vittoria del Giappone. I qatarioti, invece, hanno giocato una grande finale, battendo i nipponici con un secco 3-1.

Un trionfo che segna molto la storia calcistica: perché è il primo trionfo del Qatar; perché dopo due edizioni in cui hanno vinto Australia e Giappone, il trofeo torna in mano a un paese arabo (l’ultimo a vincere è stato l’Iraq nel 2007); perché lo ha fatto in maniera impeccabile con 19 reti fatte e solo una subita (in finale proprio contro i giapponese) e perché è il futuro Paese ospitante del Mondiale 2022 e ora ha un buon motivo per mostrarsi al mondo in maniera migliore.

Il Qatar è un paese che, calcisticamente parlando, è cresciuto tanto negli ultimi anni. Se si pensa che il miglior risultato raccolto prima del successo in Coppa d’Asia 2019 sono stati due quarti di finale (una nel 2000 e una nel 2011) con zero presenze mondiali, ora il Qatar è concretamente un’altra realtà.
Il sogno della nazionale vincitrice proseguirà con la partecipazione non solo del Mondiale 2022 che si giocherà in casa, ma anche della Coppa America. Il prossimo giugno, infatti, in Brasile si terrà la 47esima edizione del torneo sudamericano. Oltre alle dieci nazionali che si sono qualificate durante la fase a gironi, ci saranno anche Qatar e Giappone. Per i Samurai sarà la seconda partecipazione dopo quella del 1999. Lo scopo di questa decisione da parte della Conmebol è quella di contribuire allo sviluppo del calcio a livello mondiale.

Tornando alla vittoria della Coppa d’Asia, il merito va sicuramente alla federazione qatariota che ha saputo investire molto, grazie soprattutto alle floride casse della famiglia reale, su impianti sportivi e uomini. Nonostante gli scandali dovuti all’assegnazione del torno iridato e qualche mugugno legato ai tesseramenti dei calciatori, il calcio dell’emirato comunque è andato avanti.
Tra i calciatori con doppio passaporto c’è l’attaccante, Almoez Ali, assoluto protagonista del torneo, grazie alle nove reti messe a segno in sette presenze totali. Con una rovesciata ha spianato la strada anche in finale.

I regnanti hanno voluto fortemente la nascita di un centro sportivo invidiabile e così è stato. Il capocannoniere del torneo è figlio dell’Aspire Academy, accademia fondata dalla famiglia reale in cui si formano tanti campioni, tra cui Mutaz Barshim, medaglia d’oro di salto in alto.

Le congratulazioni vanno anche al commissario tecnico della nazionale, lo spagnolo Felix Sanchez. Chiamato dal direttore dell’Aspire, Ivan Bravo, ex dirigente del Real Madrid.

Un mix di figure che hanno saputo dare la giusta quadratura al piano sportivo presente e futuro. Ciò che, ad esempio, non è stato realizzato dalla federazione cinese che, nonostante avesse Marcello Lippi in panchina, non è riuscita a essere competitiva nel corso degli anni.

Il calcio arabo è in crescita e forse la presenza del Qatar al prossimo Mondiale non sarà solo un’apparizione.

È stata sin qui una piacevole sorpresa e, contro il Giappone, non ha intenzioni di gettare la spugna facilmente.

È il Vietnam che ha sconfitto negli ottavi di finale la Giordania ai calci di rigore per 4-2 dopo l’1-1 dei tempi regolamentari.

Tra i trascinatori della nazionale dei Draghi d’oro c’è sicuramente il numero dieci Nguyen Cong Phuong. Classe 1995, prima dell’inizio della Coppa d’Asia lo avevamo già inserito nell’elenco dei talenti da seguire e così è stato. L’attaccante dello Hoàng Anh Gia Lai sta ben figurando e, grazie alle sue belle prestazioni, sicuramente ha aiutato la sua nazionale prima a passare come miglior terza nella fase a gironi e poi l’ottavo di finale.

Grazie alla rete segnata al 51esimo, la punta vietnamita ha permesso di agguantare il momentaneo vantaggio giordano. Un bel gol da rapace d’area, un guizzo che ha sorpreso portiere e difesa avversari.
Il resto l’hanno poi fatto i suoi compagni, in particolare il portiere Dang Van Lam, autore di una serie di parate durante i calci di rigori finali.

I pronostici per la prossima partita sono tutti pendenti per il Giappone che vanta una rosa molto più forte e collaudata, con diversi calciatori che giocano in Europa come: Nagatomo (Galatasaray), Yoshida (Southampton) e Kagawa (Borussia Dortmund).
Tuttavia il Vietnam sa che, a questo punto, può giocarsela contro chiunque e l’allenatore Park Hang Seo inserirà la miglior formazione possibile. Ovviamente davanti ci sarà proprio Nguyen Cong Phuong.

La Coppa d’Asia può essere una vetrina importante in cui giocatori come il numero 10 vietnamita hanno la possibilità di mettersi in mostra e, perché no, cercare di farsi adocchiare da qualche club europeo.

Per quanto riguarda l’Italia, bene Zaccheroni e Lippi che hanno ottenuto la qualificazione ai quarti rispettivamente con gli Emirati Arabi Uniti e Cina.

Si è chiusa la fase a gironi della Coppa d’Asia 2019 che si sta tenendo negli Emirati Arabi Uniti. Il quadro delle sedici squadre che si affronteranno negli ottavi di finale è al completo: poche reali novità riguardo le nazionali più accreditate, qualche sorpresa tra le squadre esordienti.

Dopo l’Uae di Alberto Zaccheroni, anche la Cina di Lippi vola alla seconda fase seppur dietro la Corea del Sud. I Dragoni, infatti, sono stati sconfitti per 2-0 dai sudcoreani, nello scontro diretto.

Passano il turno anche Thailandia, Giordania, Australia (campione uscente del 2015), Iran, Iraq, Qatar, Arabia Saudita, Giappone e Uzbekistan.
A queste si aggiungono quattro migliori terze che sono: Bahrain, Oman, Kyrgyzstan e Vietnam.

Il quadro degli ottavi è definitivo e si parte domenica 20 con la Cina di mister Marcello Lippi contro la Thailandia. Un match comunque alla portata per la nazionale cinese che, grazie alle geometrie del commissario tecnico viareggino, potrebbe avere qualche chance in più.

 

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Round of 16 line-up confirmed. Who will go on to be the #AsianCup2019 champions?

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Tra le sfide più accattivanti c’è sicuramente Giappone – Arabia Saudita, due grandi del calcio asiatico. I nipponici, finora imbattuti, hanno sconfitto nell’ultimo match anche l’Uzbekistan di Hector Cuper per 2-1. La vincente sfiderà una tra Giordania e Vietnam. Proprio i Draghi d’oro sono riusciti nell’impresa di qualificarsi agli ottavi come ultima miglior terza, a discapito del Libano. Per una serie di combinazioni, le due nazionali si sono trovate appaiate in classifica con entrambe 3 punti, con la stessa differenza reti e gol segnati. Il passaggio del turno, così com’è stato già allo scorso Mondiale, è stato decretato dal punteggio fair play: i numeri di cartellini gialli e rossi. Proprio come è accaduto al Senegal in Russia, il Libano non ce l’ha fatta a passare il turno per un cartellino giallo in più rispetto alla nazionale vietnamita, ma non è tutto. L’ultima ammonizione ricevuta, nella sfida vinta contro la Corea del Nord per 4-1, è stata comminata dal direttore di gara al minuto 99 del match.

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Mohamad Haidar al termine del match contro la Corea del Nord

A farne le spese è stato il numero dieci, Mohamad Haidar, per aver protestato contro l’arbitro riguardo ai minuti di recupero concessi. Una vera e propia beffa, oltre che un’ingenuità clamorosa del giocatore, che forse non aveva considerato questa possibilità, ma che in sostanza ha sancito l’uscita dei Cedri dalla Coppa d’Asia. Tra le altre curiosità di questa Coppa d’Asia, nell’ultimo turno ha fatto molto discutere un calcio di rigore assegnato alla Siria contro l’Australia.

L’arbitro messicano Ramos ha concesso un penalty inesistente alla nazionale siriana, trasformato da Omar Al Soma. La decisione è stata fortemente criticata dai Socceroos che però non hanno potuto far nulla. Il Var non è ancora presente dato che la confederazione ha deciso di inserirla solamente dai quarti di finale.