Calcio

Roma Inter, Luciano Spalletti torna in uno stadio che non lo ama più

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Da quando allena l’Inter ha sempre vinto all’Olimpico. Luciano Spalletti torna nello stadio che l’ha visto protagonista da allenatore della Roma. Due esperienze a intermittenza, nel 2005-2009 e un anno e mezzo tra il 2016-2017. Quasi trecento panchine in giallorosso (299), due Coppe Italia e una Supercoppa nella prima era capitolina. In mezzo i 5 anni in Russia con lo Zenit e l’approdo a Milano nella scorsa stagione.

Spalletti e la Roma, un rapporto tribolato con alti e bassi. Alla prima stagione centra un quinto posto poi trasformato in secondo da Calciopoli. E’ l’anno delle undici vittorie consecutive e della progressiva mutazione tattica della sua squadra. La cosiddetta “banda Spalletti” con Totti falso nueve, supportato dai vari Perrotta, Mancini e Vucinic. Negli anni successivi lotta per lo scudetto proprio con l’Inter, non riuscendo tuttavia a centrare il titolo. Arrivano comunque tre coppe con la prima Supercoppa conquistata dalla Roma. Ma c’è anche la celebre batosta di Old Trafford, con l’1-7 contro il Manchester United nei quarti di finale 2007.

Il tabellone di Old Trafford

All’inizio di settembre 2009 si dimette dopo due sconfitte in campionato nelle prime due giornate. Decisivo il ko interno contro la Juventus di Ferrara con i gol di Diego e Felipe Melo.

Lo Spalletti bis arriva nel gennaio 2016 dopo gli anni russi a San Pietroburgo. Il tecnico di Certaldo subentra a Rudi Garcia e centra il terzo posto che vale la qualificazione in Champions League. L’anno successivo parte male, con l’eliminazione nei preliminari Champions contro il Porto. Arriva secondo in campionato, superando il Napoli dietro la Juve con il record di punti nella storia romanista (87). I più critici gli rimproverano le eliminazioni in Europa League contro il Lione agli ottavi di finale e quella contro la Lazio in Coppa Italia in semifinale.

A incrinare il rapporto con l’ambiente ci pensa il turbolento rapporto con Francesco Totti, alla sua ultima stagione prima del ritiro. Prima della partita contro il Palermo il capitano giallorosso viene escluso dal match per alcune dichiarazioni di fuoco rilasciate alla Rai:

Chiedo più rispetto per quello che ho dato, rispetto per l’uomo. Non riesco a stare nella Roma così, vorrei che mi dicessero le cose in faccia, sto male. Vorrei chiarezza, sia da Spalletti, perché invece che leggere certi frasi avrei preferito che le dicesse a me, sia da Pallotta, quando verrà e parleremo del contratto. Perché io mi sento ancora un calciatore

Qualcosa si rompe definitivamente con l’Olimpico, Spalletti viene fischiato e il Pupone applaudito. Un dualismo che termina a giugno 2017: Totti si ritira, il tecnico va all’Inter. Ma nell’autobiografia appena uscita il numero 10 della Roma ha rincarato la dose contro l’allenatore:

(Dopo una partita contro l’Atalanta a Bergamo) È l’ultimo litigio tra me e Spalletti, nel senso che perdo le staffe anch’io e ci devono separare in quattro perché altrimenti ce le daremmo di santa ragione. Di lì in poi, chiuso”.

 

 

Giornalista, nato e cresciuto nella provincia barese con pezzi di cuore sparsi tra Roma e Liverpool, a metà tra Penny Lane e Strawberry Fields. Segue il calcio da quando Andrè Escobar segnava nella propria porta a Usa ‘94 mentre Roberto Baggio riceveva palla da «un’iniziativa di Mussi sulla fascia destra» . SCOPRI LO SCONTO UTILIZZANDO IL COUPON: VINCENZOP

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