Calcio

Atalanta Napoli, quando una moneta da 100 lire assegnò lo scudetto 1990

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Se il campionato italiano ha ancora un senso, molto passa da Atalanta Napoli di questa sera a Bergamo. Dopo la vittoria della Juventus a Firenze, gli azzurri di Ancelotti sono sprofondati a -11. L’Inter è stata fermata dal pareggio in casa della Roma, agguantando i napoletani al secondo posto a 29 punti. Se Hamsik e compagni vogliono ancora coltivare le loro speranze scudetto, non possono che vincere all’”Atleti Azzurri d’Italia”.

Le formazioni – Ma non sarà certamente un test facile. L’Atalanta, reduce dall’incredibile rimonta subita a Empoli, è in un buon momento. Prima della sconfitta in Toscana, i nerazzurri avevano centrato 4 vittorie consecutive. Roboante l’ultimo successo casalingo, il 4-1 contro l’Inter in un match senza storia dal primo minuto. Gasperini dovrà però fare a meno di Ilicic, squalificato per due giornate dopo il rosso subito a Empoli. Lo sostituirà uno tra Pasalic e Rigoni. Ancelotti, finora chirurgico nel turnover, lancerà Maksimovic titolare al posto del convalescente Albiol. Malcuit e Ruiz sono favoriti su Hysaj e Zielinski.

Il gol di Mertens (in sospetto fuorigioco) ha deciso il match dello scorso anno

La monetina di Alemao – Sono 47 i match giocati in A tra Atalanta e Napoli. Venti le vittorie dei padroni di casa, 18 pareggi e solo 9 vittorie dei campani. Negli ultimi cinque incontri due vittorie a testa e un pari. Il precedente probabilmente più famoso è quello dell’8 aprile 1990, passato alla storia come la monetina di Alemao.

Il Napoli di Maradona e Careca si sta giocando lo scudetto contro il Milan degli olandesi. E’ la trentesima giornata di campionato, ne mancano quattro alla fine. Classifica: Milan 44, Napoli 43. I rossoneri di Sacchi sono impegnati a Bologna in una sfida tutta a zona contro i rossoblù di Maifredi. Gli azzurri di Bigon vanno a Bergamo. Entrambe le partite sono tirate e nervose, lo 0-0 non si schioda.

Al “Dall’Ara”, con Lucio Dalla in tribuna, la difesa milanista combina un pasticcio con Filippo Galli e il portiere Andrea Pazzagli. Mancano pochi minuti al 90’. La palla tirata da Marronaro sembra entrata in porta. Ma la Var e la Goal Line Technology sono ancora lontanissime e l’arbitro Tullio Lanese non convalida la rete. Il guardalinee è Marcello Nicchi. Maifredi guarda le immagini nel pullman della Rai nel post partita con Giampero Galeazzi. Berlusconi preferisce non commentare, la gara finisce 0-0.

A Bergamo il risultato è il medesimo. Al 75’ piovono oggetti dagli spalti, il centrocampista partenopeo brasiliano Alemao viene colpito in testa da una monetina, sembra una 100 lire (dal peso di 8 grammi). Salvatore Carmando, massaggiatore azzurro, si precipita in campo per soccorrere il giocatore. Le telecamere inquadrano la scena e intercettano l’audio, inequivocabile, rivolto ad Alemao. “Buttati, buttati a terra”. In quegli anni, per casi del genere, lo 0-2 a tavolino era scontato e Carmando lo sa. Il numero 5 napoletano esce dal campo e viene sostituito da Zola. La partita termina 0-0, il Napoli fa ricorso e lo vince. Il Milan incarica, invano, esperti di labiali per intuire le parole dette dal massaggiatore.

I due punti della vittoria finiscono a Maradona e compagni che agguantano in classifica i rossoneri. Si dirà che la federazione ha voluto risarcire la società di Ferlaino per il gol fantasma di Bologna.

Lo scudetto sarà azzurro tre settimane dopo, complice la sconfitta del Milan a Verona per 2-1. Ma quel campionato dei miliardi fu deciso da una semplice monetina da 100 lire.

 

Giornalista, nato e cresciuto nella provincia barese con pezzi di cuore sparsi tra Roma e Liverpool, a metà tra Penny Lane e Strawberry Fields. Segue il calcio da quando Andrè Escobar segnava nella propria porta a Usa ‘94 mentre Roberto Baggio riceveva palla da «un’iniziativa di Mussi sulla fascia destra» . SCOPRI LO SCONTO UTILIZZANDO IL COUPON: VINCENZOP

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