Il ragazzo che non giocò la finale

 12.00

Thimphu, Bhutan 30 giugno 2002. A distanza di sette anni da una drammatica eruzione che ne ha in pratica dimezzato il territorio oltre che a mietere centinaia di vittime, la piccola isola di Montserrat, nel mar dei Caraibi, viene messa in subbuglio dalla notizia che la propria nazionale di calcio é chiamata a partecipare ad un incontro con la selezione del Regno asiatico del Bhutan. Alle pendici dell’Himalaya ed in concomitanza con la finale dei Campionati del mondo di Corea e Giappone in quel di Yokohama, si dovrà decidere qual é la squadra più debole del ranking FIFA.

Thimphu, Bhutan 30 giugno 2002. A distanza di sette anni da una drammatica eruzione che ne ha in pratica dimezzato il territorio oltre che a mietere centinaia di vittime, la piccola isola di Montserrat, nel mar dei Caraibi, viene messa in subbuglio dalla notizia che la propria nazionale di calcio é chiamata a partecipare ad un incontro con la selezione del Regno asiatico del Bhutan. Alle pendici dell’Himalaya ed in concomitanza con la finale dei Campionati del mondo di Corea e Giappone in quel di Yokohama, si dovrà decidere qual é la squadra più debole del ranking FIFA.

Alla comitiva Caraibica che dovrà affrontare un lungo e faticoso viaggio per raggiungere quella terra tanto sconosciuta, quanto misteriosa, viene aggregato, riserva tra le riserve Clifford, un ragazzo diciassettenne anch’egli dolorosamente segnato dalla grande eruzione in cui ha perso buona parte della sua famiglia e tanti amici. In quei luoghi dove sacro e magico si fondono impercettibilmente, conosce Pema, un giovanissimo studente ed aspirante monaco, che gli farà da guida durante il suo soggiorno. A quell’incontro, a cui nonostante sia stato chiamato a partecipare in conseguenza delle molte defezioni dei suoi compagni di squadra, è costretto a rinunciare a causa di un banale infortunio. A quel punto, però, entra in contatto con strani fenomeni e personaggi, che gli daranno la forza per superare questa sua sconfitta personale ed affermarsi non solo nello sport ma anche nella vita, attraverso la conoscenza di altri modi di pensare, non perdendo peraltro mai di vista, quelle che sono le proprie radici e la propria cultura.

Da un avvenimento realmente accaduto, la storia della nascita di un’amicizia che travalica le barriere geografiche e culturali ed un viaggio al centro stesso di una saggezza millenaria, daranno al nostro protagonista la consapevolezza che forse non vi é cosa più importante nella vita, che quella di sapersi rimettere costantemente in gioco.