Warning: stripos() expects parameter 1 to be string, array given in /home/customer/www/mondiali.it/public_html/wp-includes/functions.wp-styles.php on line 90

Warning: trim() expects parameter 1 to be string, array given in /home/customer/www/mondiali.it/public_html/wp-includes/functions.wp-styles.php on line 101
Cenerentola ai Mondiali - Mondiali.it

Cenerentola ai Mondiali

 14.99

L’importante non è vincere, ma partecipare. Per molte nazioni del Terzo Mondo, inteso in senso calcistico, prender parte ai Mondiali è già una vittoria, un traguardo da celebrare. Matteo Bruschetta ha preso spunto dal famoso motto di Pierre De Coubertin, fondatore dei Giochi Olimpici, per andare alla ricerca di storie mondiali dimenticate, rispolverando pagine ingiallite del grande libro dei campionati del Mondo di calcio. L’ha fatto come uno speleologo avanza nel buio di una caverna, con l’anima in spalla, la competenza a sostenerlo e la fiducia incrollabile di trovare qualcosa di prezioso. E ne ha trovate, di storie che brillano di luce intensa. Il calcio si può raccontare sostanzialmente in due modi: come scienza, come letteratura. Bruschetta ha scelto la seconda strada, vale la pena seguirlo.

Esaurito

L’importante non è vincere, ma partecipare. Per molte nazioni del Terzo Mondo, inteso in senso calcistico, prender parte ai Mondiali è già una vittoria, un traguardo da celebrare. Matteo Bruschetta ha preso spunto dal famoso motto di Pierre De Coubertin, fondatore dei Giochi Olimpici, per andare alla ricerca di storie mondiali dimenticate, rispolverando pagine ingiallite del grande libro dei campionati del Mondo di calcio. L’ha fatto come uno speleologo avanza nel buio di una caverna, con l’anima in spalla, la competenza a sostenerlo e la fiducia incrollabile di trovare qualcosa di prezioso. E ne ha trovate, di storie che brillano di luce intensa. Il calcio si può raccontare sostanzialmente in due modi: come scienza, come letteratura. Bruschetta ha scelto la seconda strada, vale la pena seguirlo.

“Cenerentola ai Mondiali” rivive le gesta di nazionali minori, guidate da calciatori dilettanti, zingari della panchina o campioni affermati, che raccontano l’esordio delle loro squadre nella più importante manifestazione di calcio del pianeta. Dieci cenerentole invitate alla festa, senza la scarpina giusta. Permette un ballo, signorina? Balliamo, allora. L’abilità di Bruschetta è quella di catapultarci subito là, al centro della danza, nel cuore del racconto, così come funziona nelle serie-tv migliori: siamo dentro la storia, sudiamo la stessa partita, vediamo le stesse cose che vede il protagonista, ci consoliamo con gli stessi sogni. I Mondiali vengono così dipinti in modo originale, visti attraverso gli occhi di esordienti e underdog, alternando costantemente retroscena originali ed episodi meno noti, anche ai più navigati conoscitori di calcio.

Fuoriclasse e meteore, eroi per caso e protagonisti mancati, allenatori folkloristici e arbitri casalinghi, partite memorabili e risse da far west, il tutto condito da statistiche e curiosità su ognuna delle nazionali protagoniste. Un’avventura in mondi esotici, come Caraibi, Africa o Medio Oriente, terre che hanno vissuto sulla pelle colonialismo, guerre e dittature. Le dieci storie non raccontano solo di gol e vittorie, ma offrono una riflessione sui progressi e i drammi del Novecento. Non mancano, infatti, riferimenti a fatti e personaggi scolpiti nei libri di storia del secolo scorso, come Nelson Mandela e la sua lotta all’apartheid in Sudafrica o l’Ayatollah Khomeini e la rivoluzione in Iran. Del calcio di oggi, sappiamo tutto – o, almeno, crediamo di saperlo – e non c’è spazio per la curiosità e la fantasia. “Cenerentola ai Mondiali” è un buon motivo per riscoprire il piacere della meraviglia in un viaggio attraverso la storia del Novecento, raccontato tramite lo sport più popolare del Mondo.

«Lo sapete: viviamo tempi in cui si abusa del concetto di “storytelling”, ci riempiamo la bocca con quella che basterebbe definire “l’arte del raccontare”. Quest’arte, l’autore, la maneggia con penna solida e brillante, mai didascalica, sempre con un respiro alto, come se anche la più piccola delle storie portasse con sé il mistero del mondo intero. Quel che rimane è una galleria di piccoli eroi della pedata che hanno contribuito – con il loro carico di umanità – a rendere la storia dei Mondiali il più grande romanzo sportivo che esista», Furio Zara.