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Speciale spareggi: Danimarca – Irlanda, le squadre a confronto

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La partita tra Danimarca e Irlanda sarà una partita da gustare a 360 gradi. Sarà un match senza esclusioni di colpi per due nazioni che vogliono giocarsi il tutto per tutto per andare a giocarsi il Mondiale in Russia la prossima estate.

La vittoria avrà un’enorme valenza. Servirà avere un gruppo coeso e deciso per raggiungere l’obiettivo ma, come spesso accade, potranno essere determinati calciatori a fare la differenza nel match e l’artefice del passaggio del turno. Vediamo un po’ chi potrà essere il protagonista in questa doppia sfida.

DANIMARCA

Tra le due nazioni, i danesi hanno più dimestichezza con il calcio internazionale e ha molti calciatori che giocano in campionati importanti.

Finiti i tempi degli “italiani” Martin Jorgensen, Thomas Helveg e Jon Dahl Tomasson, la stella che brilla attualmente è sicuramente quella di Christian Eriksen. Il numero 10 classe 1992, nonostante sia ancora 25enne oramai è un veterano della nazionale danese con all’attivo oltre 70 presenze.
Il centrocampista del Tottenham, inoltre, ha già segnato 8 reti nella fase a gironi e a questo punto non ha intenzione di fermarsi.

In Premier League, a Leicester gioca anche il portiere Kasper Schmeichel, figlio del grande Peter. Nel corso degli anni è cresciuto calcisticamente e, la vittoria del campionato inglese con mister Ranieri, gli hanno un po’ “cancellato” l’ombra imponente del padre.

In difesa, c’è il capitano Simon Kjaer, ex conoscenza del calcio italiano avendo militato nel Palermo e nella Roma. Attualmente gioca in Spagna nel Siviglia dopo qualche anno in Turchia nel Fenerbahce. Centrale fisico che quasi sempre riesce a vincere i contrasti aerei.

IRLANDA

La nazionale irlandese vuole la Russia dopo il “torto” subito nel 2009. È ancora impresso negli occhi degli irlandesi il doppio fallo di mano di Thierry Henry che permise il gol qualificazione per il Mondiale 2010 al difensore Gallas.

Dopo tanti anni non è presente in rosa l’attaccante Robbie Keane, che con le sue 68 reti è il leader della classifica dei marcatori oltre ad avere anche più presenze (146).

Oggi non c’è una vera e propria punta di diamante, ma è il gruppo che fa la differenza. In effetti la squadra allenata da O’Neill è organizzata tatticamente, compatta e soprattutto unita (solo 6 reti subite).

Tuttavia, nella fase di qualificazione si è fatto notare con 4 reti il classe ’89 James McClean che gioca in Premier League nel West Bromwich Albion. In realtà in passato si era parlato di lui più per un aspetto politico- sportivo che prettamente calcistico. In effetti l’ala del West Bromwich ha scelto di passare dall’Irlanda del Nord alla Repubblica d’Irlanda, scatenando non poche polemiche. Come se non bastasse, McClean durante il Remembrance Day, giornata dedicata ai caduti in Gran Bretagna, si rifiuta di indossare il Poppy, simbolo inserito sulle maglie delle squadre di Premier, per motivi politici.

L’attaccante Robbie Brady ha raccolto la pesante eredità di Robbie Keane, non tanto per la posizione in campo, quanto per la leadership ed il numero che porta sulle spalle. Pur non avendo segnato in queste qualificazioni, infatti, è lui il faro che illumina questa squadra.

In difesa spicca l’esperienza e la duttilità di John O’Shea, ex difensore del Manchester United e attuale del Sunderland. Nonostante non sia più un ragazzino (è un classe 1981) O’Shea ha ancora le qualità e la professionalità che lo hanno contraddistinto, soprattutto ai tempi di Manchester quando da gregario si è fatto sempre trovar pronto dal manager Alex Ferguson.

Giornalista professionista, cura “Italians”, rubrica che parla di sportivi italiani che si sono affermati all’estero. E chissà magari, Ivanka Trump, la prossima volta non confonderà più Giorgio Chinaglia, ex attaccante di Lazio e New York Cosmos, per un santo. SCOPRI LO SCONTO UTILIZZANDO IL COUPON: DARIOS

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