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Scarpa d’Oro: i due anni incredibili guidati dalle reti di Toni e di Totti

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Mentono quando dicono che sono dispiaciuti per la sconfitta della loro squadre nonostante una loro doppietta o tripletta. Mentono quando dicono che è importante la vittoria indipendentemente da chi segna. Gli attaccanti, quelli veri, tengono a mente il numero di ogni rete messa a segno durante la loro carriera e anche se non lo ammetteranno mai, qualche volta baratterebbero un titolo di gruppo con un riconoscimento personale. Ecco perché, sotto sotto, la Scarpa d’Oro fa gola ai vari bomber d’Europa: ideato nel 1967, il trofeo viene assegnato ogni anno al giocatore che, in un campionato europeo, ha realizzato il miglior punteggio ottenuto moltiplicando il numero di reti messe a segno in partite di campionato e il coefficiente di difficoltà del campionato stesso.

Luis Suarez, Scarpa d'Oro 2016 con 40 reti con la maglia del Barcellona
Luis Suarez, Scarpa d’Oro 2016 con 40 reti con la maglia del Barcellona

In realtà questa combinazione è stata resa necessaria perché in passato a vincere la Scarpa d’Oro erano principalmente giocatori di campionati minori e meno competitivi; così, nel 1997 (dopo una pausa tra il 1992 e il 1996) è stata introdotta questa nuova formula che prevede due punti di coefficiente di difficoltà per i top campionati come Serie A, Liga, Bundesliga, Premier League e Primeira Liga, mentre dalla sesta alla ventiduesima è 1,5, per tutte le altre è 1.

Il primo a vincere il trofeo è stato Eusébio che, con la maglia del Benfica nella stagione 1967-1968, realizzò 42 reti, mentre l’ultimo a esibire la Scarpa d’Oro è stato l’attaccante del Barcellona, Luis Suarez, con ben 40 reti segnati in stagione che ha bruciato all’ultimo Gonzalo Higuain, autore di un’incredibile annata con il Napoli e i suoi 36 gol. Per l’uruguaiano è il secondo riconoscimento dopo quello del 2014, unico calciatore a spezzare il duopolio Cristiano Ronaldo – Messi, mentre scorrendo l’albo dei vincitori appaiono altri nomi illustri come Van Basten, Ian Rush, Jardel, Ronaldo o Thierry Henry. Nella speciale classifica ci sono anche due italiani, Luca Toni e Francesco Totti che, rispettivamente nel 2006 e nel 2007, segnarono 31 e 26 reti.

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L’anno incredibile di Toni: con la Fiorentina nel 2005-2006 segnò 31 reti in 38 gare

Luca Toni nella stagione 2005-2006 giocava con la maglia della Fiorentina, appena arrivato da due anni più che positivi con il Palermo: con 30 gol il primo anno aiutò i Rosanero a salire dalle Serie B alla Serie A e l’anno dopo si mantenne su alti livelli realizzando 20 reti. Ma con la Viola, l’attaccante di Pavullo si superò totalizzando ben 31 reti in campionato in 38 match disputati e staccando di gran lunga gli altri bomber come Henry che arrivò secondo con 27 reti ed Eto’o con 26. Quell’anno, nella top10 c’erano anche altri due “italiani” come Trezeguet (23 gol con la Juventus) e Suazo (22 marcature con il Cagliari). Quelli di Toni furono numeri che per un istante lo accostarono al record di 35 marcature in una singola stagione di Nordahl (superato solo quest’anno, dopo 66 anni, da Higuain). Una stagione pazzesca che lo proiettarono dritto ai Mondiali del 2006 in Germania come uno dei protagonisti con la maglia azzurra. Solitamente attaccante-ariete in grado di segnare di testa, quell’anno Luca azzardò anche gol del genere contro l’Udinese:

Tra le istantanee che custodiamo gelosamente nei nostri ricordi di quei Mondiali vincenti oltre alla doppietta di Toni contro l’Ucraina, c’è il calcio di rigore di Francesco Totti, allo scadere, negli ottavi contro l’Australia. Quel rigore, quel momento, fu una liberazione per il capitano della Roma che sul treno-mondiale ci salì per ultimo, recuperando in tempo record dall’infortunio di inizio anno che lo tenne lontano dai campi per diversi mesi. Era il febbraio 2006 e nel match casalingo contro l’Empoli, dopo appena sette minuti, a causa di un entrata di Vanigli, il capitano giallorosso rimase con il piede sinistro piantato nel terreno. Frattura del perone. Qualche maligno ipotizzò addirittura la fine della sua carriera, ma l’eterno numero 10 romano e romanista si rimise in piedi, vinse un Mondiale e disputò la sua miglior annata in campionato di sempre. Incredibile a dirsi totalizzò 35 presenze in Serie A (non accadrà mai più) segnando ben 26 reti, miglior rendimento in assoluto nella sua carriera. Dalle polveri all’altare nel giro di un anno: per lui Scarpa d’Oro anche se quell’anno a livello realizzativo Afonso Alves, attaccante dell’Heerenveen fece meglio segnando otto reti in più, ma si piazzò secondo perché il coefficiente assegnato alle reti in Serie A, come detto, è di 2 punti, mentre quello assegnato ai gol nell’Eredivisie è di 1,5 punti. E tutti noi, con un po’ di nostalgia, ricordiamo questo gol di Totti, uno dei fantastici 26 di quella stagione irripetibile:

Giornalista professionista, cura “Curiosità sportive”, rubrica-memorabilia di aneddoti, storie e miti legati allo sport, riavvolgendo le lancette del tempo perché il suo cuore è ancora fermo sulla traversa dove si è stampato il rigore tirato da Di Biagio nel Mondiale del ’98.

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