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La protesta del nuotatore dopo il minuto di silenzio negato per le vittime di Barcellona - Mondiali.it
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La protesta del nuotatore dopo il minuto di silenzio negato per le vittime di Barcellona

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A 71 anni si è abbastanza saggi da capire quando è necessario fermarsi. Respirare. E riflettere. A 71 anni non è necessario inseguire la velocità, essere davanti a tutti e primeggiare. No, se di mezzo ci sono valori più alti e più nobili. Anche se sei un nuotatore e stai partecipando a una competizione internazionale, come i Mondiali Master di nuoto a Budapest.

Fernando Álvarez è salito sul suo blocco di partenza, ha fatto un respiro profondo, ma non si è tuffato. Ha atteso dritto con le mani alzate mentre vedeva gli altri nuotatori muoversi e allontanarsi. Ha aspettato per 60 secondi. Esattamente il minuto di silenzio che aveva chiesto al comitato organizzatore per ricordare e rispettare le vittime dell’attacco terroristico a Barcellona del 17 agosto.

Nessun colpo scenico, ma una silenziosa protesta: da due giorni chiedeva la possibilità di osservare il minuto di silenzio; ha inviato email ma non ha ricevuto risposte. E quindi ha deciso di rispondere lui: a 71 anni, uno che decide di partecipare a un Master, dimostra determinazione e grinta che non si scalfiscono facilmente.
Una risposta quasi beffardo: il protocollo è troppo complesso e non si può spostare l’evento di un minuto? Bene, vuol dire che lo facciamo finire più tardi comunque.

E infatti Fernando Álvarez, specialista nella rana, si è buttato fuori sincrono, più tardi degli avversari, e la sua protesta è diventata eclatante. Anche perché non gli hanno registrato il tempo per non destare sospetti e imbarazzi. Ma i social, quando vogliono, portano in alto storie belle come questa.

Álvarez si è tuffato, dopo il minuto di pace con se stesso, e ha nuotato a rallentatore:

Ho avuto più soddisfazione che a vincere l’oro

Nè paura, nè odio, solo tanta umanità e profondo dolore. A 71 anni si è abbastanza saggi da capire quando fermarsi.

Giornalista professionista, cura “Curiosità sportive”, rubrica-memorabilia di aneddoti, storie e miti legati allo sport, riavvolgendo le lancette del tempo perché il suo cuore è ancora fermo sulla traversa dove si è stampato il rigore tirato da Di Biagio nel Mondiale del ’98.

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