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PlayStation, un alce e…il divano. Gli infortuni più assurdi nello sport

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L’infortunio di Valentino Rossi che il 31 agosto, nel corso di un allenamento con una moto da enduro, si è procurato la frattura scomposta di tibia e perone, ci riporta in mente una carrellata di incidenti o anche “fuori programma” che vedono come protagonisti sportivi e atleti in contesti fuori dal loro ordinario.
O per diletto impegnati in altri sport o durante momenti di svago o domestici. Alcuni hanno saltato il Mondiale di calcio, altri sono stati costretti a restare ai box per diversi mesi nella propria disciplina. In altri casi hanno avuto conseguenze drammaticamente gravi.

Chi l’ha detto che la poltrona è comoda e sicura?

Ironicamente chi passa ore e ore a oziare, afferma che è anche questo è uno sport. Beh, più o meno, il che implica anche il rischio infortuni. Il difensore inglese Rio Ferdinand si lesionò i legamenti del ginocchio semplicemente stando a casa perché si è alzato troppo velocemente dal divano.
Non andò meglio al suo connazionale ed estremo difensore dei Tre Leoni, David James, che si procurò uno strappo alla schiena allungandosi, dal proprio sofà, per afferrare disperatamente il telecomando.

Disavventure Mondiali

L’edizione 2002 in Corea e Giappone ha visto trionfare il Brasile trascinato soprattutto da Ronaldo. Un top player che avrebbe fatto sicuramente comodo era Emerson, all’apice della sua carriera, convocato ma costretto a ritornare a casa e a vedere i suoi compagni esultare a causa di un infortunio in allenamento. Cosa c’è di strano? Beh il “Puma” si mise in porta per parare i tiri dei compagni, ma un tuffo gli fu fatale, visto che gli costò la lussazione della spalla.
Altro infortunio assurdo, stesso Mondiale: Santiago Cañizares, istrionico portiere ossigenato del Valencia e della Nazionale spagnola, saltò la Coppa del Mondo dopo essersi lesionato un tendine delle dita del piede, tagliandosi con i cocci di un flacone di dopobarba caduto per terra.

E vi ricordate Pietro Anastasi? Saltò Mexico 1970 per uno scherzo davvero pesante e di cattivo giusto fatto all’interno dello spogliatoio: asciugamano dritto al ventre che gli provocò un doloroso rigonfiamento ai testicoli.
E poi c’è Aksel Svindal, sciatore norvegese cinque volte campione del mondo e oro olimpico nel 2010. Il suo è uno dei “classici”: nel 2014, giocava a calcetto con amici dopo un allenamento e, a causo di uno scontro, si è rotto il tendine d’achille. Buona parte della stagione saltata e una convocazione al Mondiale Usa acciuffato in extremis, ma senza essere al top della forma.

Videogiochi che fanno male dal “vivo”

Qui entriamo in un campo pieno zeppo di mitologia e smentite. Il più classico che sa di leggenda metropolitana: Alessandro Nesta nel 2005 ha un polso sinistro che lo tormenta e lo costrinse all’operazione chirurgica. Ipotesi circolata spesso? Abuso di PlayStation con l’ex compagno di stanza Andrea Pirlo.
Ma nessuno può raggiungere per nostalgia Lionel Simmons, giocatore di basket ed ala del Sacramento. Nel 1991, durante il boom del GameBoy della Nintendo, Simmons era talmente dipendente tanto da sviluppare una tendinite a polso e avambraccio.

 

Animali fatali

Partiamo sul soft. Darren Barnard, calciatore gallese ma nato in Germania, si fratturò un piede dopo esser scivolato in casa sulla pipì del cane.
Ancora cane, ma qui è poco “fido”: il portiere Chic Brodie, icona del Brentford, nel 1970 fu attaccato da un cane feroce mentre era sul campo di gioco. Rottura dei legamenti e ritiro dal calcio.
Ancora un’aggressione: Svein Grøndalen, stopper svedese fastidioso tra gli anni ’70 e ’80, era un grande appassionato di jogging. Un giorno, durante, un’uscita fu attaccato da un alce.

 

Ferrari…da schianto

Il fantasioso Ever Banega si infortunò mentre stava facendo il pieno alla sua Ferrari dal benzinaio perché non aveva tirato il freno a mano. Stesso bolide, forse ancor più da ridere. Alan Wright, centrocampista, si stirò la gamba per aver pigiato sull’acceleratore della fiammante rossa.

E poi c’è Darren Bent, calciatore rimasto fuori dai campi per otto settimane perché si era lacerato il tendine tagliando la cipolla oppure il grande poritere Alex Stepney che si slogò la mascella richiamando con grinta i compagni di squadra.

Giornalista professionista, cura “Curiosità sportive”, rubrica-memorabilia di aneddoti, storie e miti legati allo sport, riavvolgendo le lancette del tempo perché il suo cuore è ancora fermo sulla traversa dove si è stampato il rigore tirato da Di Biagio nel Mondiale del ’98.

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