Ci sarà, in qualche angolo sperduto di un mondo sconosciuto agli umani, un posto in cui Johan Cruijff e Rinus Michels hanno gustato l’impresa storica dell’Ajax al Bernabeu. Ce li immaginiamo seduti in poltrona davanti alla tv che applaudono alle giocate di Tadic, Ziyech, Neres, De Jong, De Ligt e Blind. E ricordano i loro tempi, quello degli anni ’70 in cui un gruppo di extraterrestri olandesi rivoluzionò il football imponendo un nuovo modo di giocare. Tutti attaccavano e tutti difendevano. Un modello ribattezzato “calcio totale” che portò l’Ajax a vincere tre Coppe dei Campioni consecutive tra il 1971 e il 1973. Esattamente come il Real Madrid, tricampione d’Europa uscente.
“Why couldn’t you beat a richer club? I’ve never seen a bag of money score a goal.” 💰 #CruyffLegacy pic.twitter.com/5KEbKAyg2K
— Johan Cruyff (@JohanCruyff) 5 marzo 2019
L’Ajax totale
«Perché non avresti potuto battere un club più ricco? Io non ho mai visto un mucchio di soldi segnare un gol». Così sentenziava il profeta del gol elevando a massima potenza del calcio il gioco e non i singoli. Quell’Ajax, però, così magnificamente esaltato nella sua amalgama, aveva talenti fuori dal comune. Cruijff in primis, secondo alcuni il più grande dietro i marziani Maradona e Pelè. C’era Johan primo e poi Johan secondo, ovvero Neeskens. E poi Piet Keizer, Ruud Krol, Sjaak Swart e Johnny Rep (che decise la finale di Belgrado contro la Juve). Messi insieme nel 4-3-3 di Michels e poi ereditato da Stefán Kovács.
La cosa più difficile non è insegnare a un terzino come rendersi utile in fase offensiva, perché quello gli piacerà, ma è trovare qualcun altro che vada a ricoprirne poi la posizione
Michels avrebbe poi trasferito il prototipo Ajax alla Nazionale olandese. Con lui gli orange raggiunsero vette mai toccate prima: la finale a Germania ’74 e il trionfo europeo a Euro ‘88. Da Cruijff, Neeskens e Krol a Gullit, Van Basten e Rijkaard. I loro eredi nel club di Amsterdam sono Erik Ten Hag in panchina e Dusan Tadic in campo. Il primo, ex difensore e tecnico proveniente dall’Utrecht, l’aveva preannunciato in conferenza pre partita: “Prenderemo l’iniziativa al Bernabeu”. Il secondo, fantasista serbo classe 1988, arriva alla consacrazione definitiva dopo una carriera esplosa in Olanda tra Groningen e Twente. Poi quattro anni a Southampton e il ritorno tra i tulipani con l’Ajax.
🏟️ El 1-4 del Bernabéu pic.twitter.com/6wn3LGtRAW
— AS (@diarioas) 5 marzo 2019
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