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Antonella Palmisano, il presente e il futuro dell’atletica italiana

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È stata una delle atlete migliori al Mondiale di Atletica a Londra. In un Mondiale poco positivo per l’Italia è stata una delle poche a brillare di luce propria e ha portato a casa una meritatissima medaglia di bronzo nella 20 chilometri di marcia.

Stiamo parlando della pugliese, Antonella Palmisano, marciatrice classe ’91 facente parte del gruppo sportivo delle Fiamme Gialle.

Dal carattere solare, Antonella ci ha raccontato in un’intervista esclusiva com’è andata la sua spedizione mondiale e cosa ha in mente per il futuro.

Nel settembre 2018 sposerà il suo compagno, l’atleta Lorenzo Dessì, in Puglia.

Qualche giorno fa, inoltre, ha anche vinto la quattro giorni di marcia “Around Taihu”, in Cina.

Partendo dalla medaglia di bronzo a Londra, come valuti la gara e come ti sei approcciata ad essa?

Posso certamente dire che in quasi tutte le gare, direi che il mio stato d’animo è lo stesso, soprattutto se sono grandi competizioni. Ho la stessa concentrazione ma anche le stesse ansie, gli stessi pensieri  che mi passano per la mente.
La gara in sé per sé è andata bene. Diciamo che in molti erano convinti che potessi prendere una medaglia, ma fino a quando non ce l’hai appesa al collo è tutto astratto, anche perché percorrere 20 km non sono una passeggiata.
Sapevo di stare bene, fisico e mente rispondevano bene. Restava comunque il fatto che alla gara avrebbero preso il via molte altre atlete forti. Nei vari mesi prima della gara si alternano varie attività: chilometri, pesi, piscina e carichi.
Una volta ottenuto il bronzo, mi sono goduta il momento qualche giorno, per poi riprendere il lavoro.

Dopo la medaglia di Londra, i prossimi pensieri sportivi dove sono diretti?

L’obiettivo mio primario è quello di migliorarmi sempre di più, anche perché raggiungere e restare ad alti livelli non è semplice e comporta sacrifici. Il prossimo anno c’è l’Europeo a Berlino e nel 2020 c’è l’Olimpiade a Tokyo.

Che valore dai al gruppo sportivo delle Fiamme Gialle?

Nel nostro sport, ahimè, dal punto di vista economico non c’è molto business. Non si può paragonare al calcio o anche ad altri sport praticati in Italia. Per questo il gruppo sportivo delle Fiamme Gialle offrono un contributo sia economico che sportivo a noi atleti, e io devo ritenermi fortunata dato che sono entrata a farne parte abbastanza presto.
Dal punto di vista prettamente sportivo, mi alleno nella caserma del gruppo sportivo quindi ho la comodità di essere sempre a contatto con tecnici, dirigenti e direttore generale. Viverli quotidianamente aiuta a creare un rapporto di fiducia e di rispetto. Le Fiamme Gialle per me sono una seconda famiglia.

Sei partita dalla Puglia. Come sei cresciuta e quando hai capito che l’atletica sarebbe stato il tuo presente e il tuo futuro?

Sono nata e cresciuta in Puglia. Ho avuto un’infanzia e un’adolescenza normale come tanti miei coetanei, con la mia cerchia di amici e con i miei genitori. In Puglia ora vado piacevolmente in vacanza o nei periodi di scarico.
Da piccola non ho mai pensato di entrare nel mondo dell’atletica. Vedevo le gare in tv, ma mi sono sempre detta “chi le farà mai!”. Diciamo che ho iniziato a prenderci gusto quando ho preso la mia prima medaglia in Coppa del Mondo di marcia, alla rassegna internazionale juniores a Chihuahua in Messico nel 2010 (bronzo nella classifica a squadre ndr) dietro ad atlete fortissime. Dopo quella medaglia ho iniziato a convincermi che Antonella poteva starci in questo “mondo”.

Com’è il livello generale dell’atletica italiana?

Aldilà delle critiche o delle parole esterne, c’è veramente da capire quello che è il problema dell’atletica in Italia. Io posso ribadire che quello che ho ottenuto l’ho fatto solamente con i miei sacrifici. Per buttarmi appieno nell’atletica ho dovuto prendere decisioni importanti, tra cui il trasferimento.
Ho deciso di dedicare il 100% di me stessa per quest’attività e devo dire che per fortuna e (per bravura ndr) i risultati sono arrivati.
Per alzare il livello in Italia bisogna voltarsi indietro, iniziare a rivedere la struttura atletica già all’interno delle scuole a maggior ragione al Sud. Bisogna capire se l’attività atletica viene fatta negli istituti e se ci sono i mezzi.
Io ho iniziato con i Giochi della Gioventù, ma ora non sono più pubblicizzati come una volta. Bisogna inculcare una cultura dell’atletica, che è uno sport bellissimo.

Dopo la dichiarazione in pubblico, decisa la data delle nozze?

Settembre 2018. Festeggiamo in Puglia, e immagino che farò un bel po’ di scarico dopo il ricevimento (ride, ndr).

Dario Sette

Giornalista professionista, cura “Italians”, rubrica che parla di sportivi italiani che si sono affermati all’estero. E chissà magari, Ivanka Trump, la prossima volta non confonderà più Giorgio Chinaglia, ex attaccante di Lazio e New York Cosmos, per un santo.

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