Calcio

Federico Chiesa, il figlio d’arte presente e futuro del calcio italiano

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Nel 1997 papà Enrico è inserito nella lista dei papabili vincitori del Pallone d’Oro. A ottobre, nella famiglia Chiesa, nasce il primogenito Federico, negli anni in cui papà è Parma dopo gli anni tra Sampdoria, Cremonese e Modena. Oggi quel piccoletto ha 21 anni, gioca nella Fiorentina che visto protagonista anche il padre e rappresenta il presente e futuro del calcio italiano. Federico Chiesa sta vivendo la stagione della consacrazione in maglia viola. È il punto fermo della squadra di Stefano Pioli, impegnata questa sera nell’anticipo contro il Frosinone.

Giovanni Simeone sta vivendo finora una stagione opaca, Marko Pjaca gioca poco anche perché non sta rispettando le aspettative su di lui. Gerson va a corrente alternata, Thereau è scomparso dai radar. Chiesa è il vero leader della Fiorentina, capace di seminare il panico nelle difese avversarie grazie alla sua versatilità. Ala destra e anche sinistra, rifinitore delle punte, ora c’è qualcuno che lo vorrebbe alla Mertens come punta centrale. Tant’è che le voci di mercato di un futuro lontano dal “Franchi” si fanno sempre più insistenti. Juventus e Inter hanno messo gli occhi sul talento viola.

Federico è però concentrato sul campionato dei viola, con l’obiettivo di tornare in Europa. Due i gol finora siglati in questo campionato, contro Chievo e Spal, con un ruolo da protagonista nell’autorete di Skriniar in Inter Fiorentina. La Nazionale di Roberto Mancini non può più fare a meno di lui e Chiesa spera di seguire le orme di Bernardeschi, tra i capisaldi degli Azzurri dopo essere cresciuto calcisticamente a Firenze. L’esterno della Fiorentina ha ancora enormi margini di miglioramento, soprattutto in fase realizzativa e nella capacità di giocare a testa alta. La sua corsa e il suo talento sono però letali, ma deve stare attento a non incollarsi l’etichetta di cascatore. L’episodio del rigore contro l’Atalanta ha fatto molto discutere e anche nella sfida contro l’Inter Asamoah ha utilizzato parole poco dolci nei suoi confronti (“La sfida con Chiesa? Ho giocato contro di lui 3-4 volte: è forte, ha gamba, è intelligente A un certo punto però non lo sopportavo più perché andava giù senza che facessi nulla”).

Redazione mondiali.it

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