Curiosità Mondiali

Insigne – Storia dell’Europeo 2020

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Comincia la rassegna dei protagonisti della vittoria dell’Italia di Euro2020, partendo da Insigne e la sua Storia dell’Europeo 2020. Gli appassionati di calcio conoscono le qualità dell’ala sinistra della nazionale e del Napoli, il cui colpo principale è sicuramente ‘o tiraggir’; il suo tiro con effetto a rientrare, che ha colpito anche in occasione della manifestazione calcistica continentale facendo esultare milioni di tifosi italiani.

La sua prima convocazione risale al 2 settembre 2012, in occasione delle partite di qualificazione al Mondiale 2014. In quella circostanza, il commissario tecnico Prandelli decide di chiamarlo per il doppio confronto con Bulgaria e Malta; nella gara contro i maltesi dell’11 settembre, l’allenatore lo fa esordire a partita in corso. Con la maglia azzurra, Insigne disputa 47 partite, condite con 10 gol, gli ultimi dei quali hanno contribuito al trionfo di Euro 2020.

Insigne Storia dell’Europeo 2020 – Percorso con l’Italia di Mancini

Qualificazioni Euro 2020

Dopo il fallimento clamoroso di Ventura, culminato con la mancata qualificazione dell’Italia ai mondiali Russia 2018, subentra Mancini nel maggio 2018; l’obiettivo dichiarato è quello di rilanciare la nazionale. Il nuovo tecnico decide di puntare fortemente su Insigne e lo rende una pedina fondamentale della squadra, sia per l’apporto nella costruzione del gioco, che per la fase realizzativa.

Al giorno 4 giugno 2018 risale la prima apparizione del napoletano in maglia azzurra con Mancini, nell’amichevole contro l’Olanda. Nelle qualificazioni a Euro 2020, l’esterno d’attacco partenopeo gioca 4 partite segnando 3 reti contro la Grecia e nelle due sfide contro la Bosnia; grazie anche a lui, quindi, l’Italia centra l’obiettivo minimo della partecipazione della sua partecipazione alla massima competizione continentale, dopo la disfatta di Ventura. Il percorso di Mancini è una splendida marcia trionfale e la sua squadra vince tutte e 10 le partite del gruppo J, che portano agli Europei.

Nations League 2020-2021

Insigne, divenuto ormai un perno della squadra, partecipa anche alla Nations League 2020-2021, disputando 4 gare, in cui non va mai a segno. Contribuisce, però, al raggiungimento della semifinale con la Spagna, che disputa mercoledì 6 ottobre 2021 ed è uno degli artefici principali della risalita dell’Italia sul tetto del mondo del calcio.

Insigne Storia dell’Europeo 2020 – Euro 2020

Nelle partite dell’Italia di Euro 2020, Insigne staziona nella zona a sinistra dell’attacco azzurro, giocando da titolare 6 partite su 7; riposa solo contro il Galles, per il massiccio turnover dell’Italia a ottavi di finale già conquistati. Lo schema di Mancini è il 4-3-3, che è l’assetto tattico in cui la punta napoletana si è trovata meglio, anche grazie ai trascorsi con Maurizio Sarri.

Nella partita inaugurale allo stadio Olimpico di Roma contro la Turchia, Insigne parte, quindi, parte come esterno sinistro d’attacco; il reparto avanzato si completa con Ciro Immobile come punta centrale e Domenico Berardi sul versante destro. L’Italia impone il proprio gioco sin dall’inizio ma nel primo tempo non trova molti spazi; nella ripresa, invece, le azioni non si contano e la squadra azzurra dilaga. Gli accentramenti di Insigne, volti a favorire le sgroppate di Spinazzola, sono una costante della gara e la fascia sinistra costituisce un motivo di grande preoccupazione dei turchi.

Con l’Italia in vantaggio di 2 a 0, a seguito dell’autogol di Demiral e della rete di Immobile, Insigne conclude in rete una bella azione scandita da una serie di tocchi di prima che coinvolge Berardi, Barella e Immobile. Il napoletano la mette dentro con suo tiro a giro di destro, che culmina con l’esultanza concordata con Lino Banfi.

La gara con la Svizzera vede un dominio totale degli azzurri dall’inizio alla fine ed un’altra netta vittoria per 3-0 sempre all’Olimpico della nostra capitale; in questa sfida gli azzurri non rischiano nulla e Insigne riconferma una prestazione di altissimo livello, come quella contro la Turchia. I suoi movimenti verso il centro e tra le linee non danno punti di riferimento agli avversari e consentono a Spinazzola di trovare grandi spazi.

La partita contro l’Austria è molto dura, visto che gli avversari, soprattutto nella ripresa, fanno valere la loro predominanza fisica e atletica. Ai tempi supplementari gli azzurri la sbloccano con Chiesa e Pessina. Insigne è meno brillante delle altre occasioni, visto che soffre il pressing asfissiante e la fisicità degli avversari. Ciononostante è autore di qualche spunto, tra cui un calcio di punizione verso l’incrocio in cui il portiere è miracoloso e contribuisce al secondo gol azzurro.

La sua migliore prestazione è senza dubbio quella contro il Belgio; in tale occasione, l’Italia domina una delle squadre favorite alla conquista della coppa e vince meritatamente per 2-1. Nella gara che vede l’infortunio di Spinazzola, con cui il numero 10 dialogava a meraviglia, Insigne segna uno dei gol più belli dell’Europeo, con un bel destro dalla trequarti che non dà scampo a Courtois. Il Belgio crea qualche occasione pericolosa ma l’Italia tiene e va in semifinale. Di seguito il bellissimo gol di Insigne, sicuramente il migliore in campo nella sfida dei Quarti di Finale, che bissa l’altro gol capolavoro di Barella.

La Spagna si dimostra l’avversario più duro e, forse, la migliore squadra del torneo; è, infatti, l’unica squadra che mette seriamente in difficoltà l’Italia e nella semifinale gioca meglio degli azzurri. In questa gara molto difficile per via del possesso palla in mano quasi sempre agli avversari, Insigne è uno dei pochi azzurri che riesce a costruire gioco. Ispira Emerson Palmieri in un paio di occasioni, si sacrifica in ripiegamento e serve Immobile in modo magistrale nell’azione che porterà al gol di Chiesa. 

La Finale Italia-Inghilterra vede, invece, il predominio degli italiani, che, nonostante il gol a freddo di Shaw, pareggiano e poi vincono ai rigori. Le statistiche parlano di 20 tiri e del 61% di possesso palla degli azzurri. Nella contesa, Insigne impegna il portiere avversario in diverse occasioni, tra cui un calcio di punizione che va di poco alto. La mossa di Mancini di spostarlo, a partita in corso, al centro dell’attacco come falso nueve schiaccia ancora di più gli Inglesi che appaiono impauriti dalle qualità tecniche italiane. Al 91′, esausto lascia spazio a Belotti, dopo aver giocato una gara discreta, anche se non la sua miglior partita.

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