Calcio

«Santo Dio, era ora!». La voce di Sandro Ciotti e il primo gol di Roberto Baggio a Usa ’94

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«Mussi entra in area, Mussi e poi c’è il tiro…e il gol di Roberto Baggio! Santo Dio era ora! Era ora!». E sì, era davvero finalmente arrivato quel momento: il primo gol del “Divin codino” nel Mondiale del 1994, negli Stati Uniti. Una liberazione espressa con enfasi e trasporto da quell’inconfondibile voce rauca di Sandro Ciotti, il suo marchio di fabbrica da ascoltare e riascoltare per milioni di ascoltatori. Rimasto eterno per intere generazioni, il timbro del poliedrico radiocronista accompagnò la Nazionale azzurra guidata dal ct Arrigo Sacchi durante la spedizione americana; un’avventura iniziata tra alti e bassi, nel girone E di qualificazione, con avversari sulla carta abbordabili (Messico, Irlanda e Norvegia). L’Italia si piazzò al terzo posto e si qualificò agli ottavi solo come quarta migliore terza, così, con dubbi, scetticismi e soprattutto senza i colpi di genio del fantasista numero 10, l’Italia si presentò, il cinque luglio, a Boston al cospetto della Nigeria.

Al 26’, Amunike sbloccò il match a favore degli africani, la partita rimase incagliata sull’1-0 fino all’88’, quando la Nigeria, che stava facendo “melina” per congelare il risultato, si fece sorprendere dall’affondo di Mussi che, in area di rigore, passò la palla proprio all’attesissimo Roberto Baggio. Come l’effetto “sliding-doors”, quell’istante cambiò il suo Mondiale: Sandro Ciotti accompagnerà le giocare del miglior giocatore azzurro, esultando altre quattro volte in quel torneo (suo il gol del sorpasso sulla Nigeria su calcio di rigore, così come fu lui il marcatore del 2-1 contro la Spagna nei quarti di finale e doppietta nel 2-1 contro la Bulgaria in semifinale), prima del dispiacere di un’intera nazione per quel calcio di rigore tirato alle stelle durante la finale contro il Brasile.

Sandro Ciotti ha avuto il privilegio di raccontare la prima rete di Baggio al Mondiale, Baggio ha avuto l’onore di esser narrato da una delle voci storiche del giornalismo italiano. Per oltre trent’anni non c’è stato un evento che sia sfuggito alle sue rotonde e pungenti parole: dai 37 Festival di Sanremo, ai 15 Giri d’Italia, passando per ben 14 Olimpiadi, con la drammatica radiocronaca in diretta della stage ai Gioghi di Monaco 1972, due Mondiali di sci, oltre 2400 partite di calcio da inviato per “Tutto il calcio minuto per minuto”. Amante dello sport, ma anche e soprattutto della musica, proprio dalla musica in molti hanno preso in prestito il soprannome di Frank Sinatra, “The Voice”, per etichettare il radiocronista italiano.

Proprio parlando della sua voce, Sandro Ciotti raccontò un aneddoto:

Quattordici ore di diretta sotto la pioggia all’Olimpiade messicana del ’68 mi sono costati un edema alle corde vocali. Credevo di dover cambiare mestiere, invece Sergio Zavoli e Paolo Rosi mi rassicurarono, spiegandomi che la raucedine sarebbe diventata una specie di marchio di fabbrica

Il 12 maggio 1996, con sobrietà e stile asciutto, Sandro Ciotti, al termine di Cagliari – Parma, annuncia l’addio alla Rai e alle radiocronache:

Giornalista professionista, cura “Curiosità sportive”, rubrica-memorabilia di aneddoti, storie e miti legati allo sport, riavvolgendo le lancette del tempo perché il suo cuore è ancora fermo sulla traversa dove si è stampato il rigore tirato da Di Biagio nel Mondiale del ’98.

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