Calcio

Quelli che cambiano Nazionale: da Kondogbia all’Italia oriunda del ‘62

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Una Nazionale non è per sempre, l’ultimo caso è quello di Geoffrey Kondogbia.

L’ex centrocampista dell’Inter, oggi al Valencia, lascia la Francia per giocare nella selezione della Repubblica Centrafricana, il Paese nativo dei suoi genitori. Un addio che fa rumore visto che il calciatore, 25enne, è stato campione del mondo con la Francia under 20 nel 2013 sconfiggendo ai rigori in finale l’Uruguay.

In quella Nazionale transalpina giocavano, tra gli altri, Pogba, Umtiti, Areola, Digne, Veretout e Lemina. Anche quest’ultimo ha poi lasciato i galletti e oggi gioca nel Gabon, mentre Pogba ha i fratelli che indossano la maglia della Guinea, Umtiti più volte è stato corteggiato dal Camerun.

Kondogbia disputerà le gare di qualificazione alla Coppa d’Africa della Repubblica Centrafricana: primo match contro la Costa d’Avorio. Dimenticato da Deschamps, è sceso in campo con i campioni del mondo solo 5 volte, tutte in amichevole, tra il 2013 e il 2015.

L’ex interista non è un caso isolato. Le regole Fifa in materia sono diventate più severe. Dal 2004 non basta solo avere la nazionalità del Paese che si vuole rappresentare in campo, ma occorre anche “un chiaro collegamento” con quella nazione. Ad esempio un parente originario di quel territorio o l’averci vissuto per almeno 5 anni.

Gli antenati di Kondogbia sono numerosi. Il grande Alfredo Di Stefano ha giocato sia per l’Argentina in cui è nato che, dal 1957, per la Spagna. Discorso simile per Ferenc Puskas, compagno di squadra della Saeta Rubia nel Real Madrid: 85 presenze con l’Ungheria e 4 con la Spagna.

Nell’Italia che partecipò ai Mondiali cileni del 1962 i casi erano addirittura molteplici: Omar Sivori, che nel 1957 aveva vinto il Campionato sudamericano (Coppa America) con l’Argentina; Josè Altafini, che con il suo Brasile aveva trionfato nei Mondiali svedesi del 1958; Humberto Maschio, che con Sivori e Angelillo (per quest’ultimo “solo” 2 amichevoli con l’Italia) formava il trio degli “angeli dalla faccia sporca”; Angelo Sormani, che però non venne mai convocato dal suo Brasile. Andando ancora più indietro nel tempo ci fu Raimundo “Mumo” Orsi, argentino poi campione del mondo con l’Italia nel 1934.

Più recenti, infine, sono i casi di Thiago Motta (Brasile e Italia), Diego Costa (Brasile e Spagna), Franco Vazquez (solo un’amichevole con l’Italia e poi Argentina), Florent Malouda (Francia e poi Guyana Francese, anche se è Nazionale non affiliata alla Fifa), Carles Puyol e Gerard Piqué (Spagna e poi Catalogna, non riconosciuta dalla Fifa), Jocelyn Angloma (Francia e Guadalupa, non affiliata alla Fifa).

Giornalista, nato e cresciuto nella provincia barese con pezzi di cuore sparsi tra Roma e Liverpool, a metà tra Penny Lane e Strawberry Fields. Segue il calcio da quando Andrè Escobar segnava nella propria porta a Usa ‘94 mentre Roberto Baggio riceveva palla da «un’iniziativa di Mussi sulla fascia destra» . SCOPRI LO SCONTO UTILIZZANDO IL COUPON: VINCENZOP

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