Lo sport spesso racconta storia di vita e di passione fuori dal normale. La disciplina sportiva racconta di come una persona quando si pone degli obiettivi, prova fino all’ultimo per raggiungerli, con le unghia e con i denti.

È quello che è successo alla diciannovenne Rei Lida che correva la maratona aziendale a staffetta, la Principessa Eikiden a Fukuoka in Giappone. Mancava poco per cedere il suo testimone alla compagna di corsa che l’attendeva per la terza frazione, quando la giovane ha perso l’equilibrio e la sua gamba destra ha ceduto: frattura della tibia. Ma Rei Lida non ha voluto mollare e, nonostante il dolore atroce, ha voluto continuare la corsa a gattoni. Decisione presa perché la studentessa era ben cosciente che la squadra avrebbe subito una squalifica se si fosse fermata del tutto.

Ginocchia sbucciate ma aldilà del dolore l’atleta ha dimostrato ben altro a tutti gli spettatori, i quali l’hanno sostenuta fino al passaggio del testimone. Tre minuti e cinquanta secondi di corsa oltre qualsiasi altro pensiero e dimostrazione che, se lo si vuole veramente, si riesce a fare tanto.

Gioia e qualche coccola anche per un papà maratoneta sfinito. Alla maratona di Amsterdam un atleta olandese viene consolato dal bacio della piccola figlia dopo essere crollato a terra, completamente privo di energie.

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