Basket

LeBron come Michael Jordan, anzi meglio: superato nella classifica di punti realizzati

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Per un ragazzino di Akron che aveva bisogno di un’ispirazione, Jordan è sempre stato il punto di riferimento

Alla fine, l’emozione ha preso il sopravvento, e lui, LeBron James si è rifugiato in panchina e si è coperto il volto con un asciugamano. Sì, il numero 23 dei Lakers ce l’ha fatta e ha concluso la lunga scalata ai 32.292 punti messi a referto in carriera da Michael Jordan: un canestro in penetrazione a metà secondo quarto ha portato James oltre quota 13 punti nella sfida contro Denver, quanto serviva per raggiungere un altro storico traguardo. Ora è quarto nella classifica all-time dietro a Kareem Abdul-Jabbr, Karl Malone e Kobe Bryant.

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Capita solo una volta nella vita, a LeBron era già successo di passare MJ per punti segnati ai playoff nella primavera del 2017, ma nella notte tra il 6 e il 7 marzo ha superato la leggenda per punti nella regular season. E il tre volte campione Nba con Miami e Cleveland ha detto:

Di tutto quello che ho fatto nella mia carriera, questo risultato sta lassù in cima, insieme ai titoli vinti. Per un ragazzino di Akron, Ohio che aveva bisogno di un’ispirazione e di un’influenza positiva, Michael Jordan è sempre stato un punto di riferimento. Guardandolo da lontano, volevo essere come MJ, tirare in fadeaway come MJ, tirare fuori la lingua come MJ, vestire le scarpe di MJ. Il fatto che i ragazzini possano guardare a me come io facevo con MJ è pazzesco, ad essere onesto. Anzi, è oltre il pazzesco

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Se James veste il numero 23 è proprio per Jordan, così come per la partita del sorpasso di questa notte contro Denver ha deciso di indossare un paio di LeBron 16 con una colorazione che richiamava uno dei modelli più celebri di MJ, le Air Jordan III “white cement”. Su quelle scarpe, come fa sempre prima delle gare, aveva scritto anche in pennarello “Thank you M.J. 23”.

Una notte storica per il basket e amara – paradossalmente – per il Los Angeles Lakers e per lo stesso LeBron: la sconfitta per 99-115 che ha sancito definitivamente la fine della sua striscia di 13 partecipazioni consecutive ai playoff. I Lakers infatti dicono addio alle speranze di prendere parte alla post-season, rendendo molto deludente una stagione partita con grandi propositi. Vedere LeBron in gialloviola al momento è sinonimo di obiettivo mancato; non la condizione ideale per tributare chissà quale standing ovation finale.

 

Sarà che ormai ha scollinato quota 34 anni, ma James si è lasciato andare ai tanti ricordi che si sono affollati nella sua testa dopo il sorpasso:

Con i miei amici non facevamo altro che parlare di MJ. Quando eravamo al campetto, anche con la neve o la pioggia del Northeast Ohio, volevamo solo essere MJ. Tutti noi, fino all’ultimo. È pazzesco. Anche i miei amici del liceo mi hanno scritto e fanno fatica a crederci, così come non ci riesco bene neanche io, perché tutti ci ricordiamo di quando passeggiavamo per le vie di Akron con un pallone da basket cantando ‘I wanna be, I wanna be like Mike’

Giornalista professionista, cura “Curiosità sportive”, rubrica-memorabilia di aneddoti, storie e miti legati allo sport, riavvolgendo le lancette del tempo perché il suo cuore è ancora fermo sulla traversa dove si è stampato il rigore tirato da Di Biagio nel Mondiale del ’98.

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