Curiosita Sportive

I giocatori della Benetton Rugby si radono i capelli per sostenere l’amico malato di tumore

Google+ Pinterest LinkedIn Tumblr

#Ballsout. Fuori le palle. Un pizzico di ironia, un invito a essere forti e a reagire, ma anche per porre attenzione alla prevenzione, senza imbarazzo. Tutti uniti, stretti stretti in cerchio, come si fa prima della partite di rugby. Nel mezzo si alza il grido “Fuori le palle” e tutti insieme si rasano a zero i capelli per sostenere il compagno di squadra malato.

Risultati immagini per nasi manu

I giocatori della Benetton sostengono Nasi Manu, 30 anni, terza linea biancoverde di origine tongana che, dopo una delicata operazione il 30 agosto scorso nel reparto di urologia dell’ospedale Cà Foncello, da metà ottobre si sta sottoponendo a cicli di chemioterapia. Così i ragazzi della squadra trevigiana, rasoio elettrico in mano, hanno deciso di radersi la testa: il primo a tagliarsi i capelli, un mese fa, era stato il neozelandese Hame Faiva, anche lui atleta del club trevigiano:

Solo un piccolo segno di supporto, amico mio, prima che per te arriva la parte più difficile, prima che arrivi la parte dura. Tutto il meglio per la tua prossima ‘partita’ con la chemio. Io sono sempre qui con te

Mercoledì 5 agosto, al termine dell’allenamento serale, si sono dati appuntamento all’interno dello spogliatoio per unirsi all’avversario più difficile.  Il campione del Pacifico in questi giorni aveva risposto su Instagram ai tanti messaggi di solidarietà arrivati: «Grazie per tutti l’aiuto. Ci sono molte cose importanti ancora da fare e la strada è lunga, ma in Italia so di poter contare sulle migliori cure. Mi riprenderò pienamente, ne sono sicuro». 

E’ il momento di tirare fuori le palle!

Giornalista professionista, cura “Curiosità sportive”, rubrica-memorabilia di aneddoti, storie e miti legati allo sport, riavvolgendo le lancette del tempo perché il suo cuore è ancora fermo sulla traversa dove si è stampato il rigore tirato da Di Biagio nel Mondiale del ’98.

Comments are closed.