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Ascesa e caduta di Simone Scuffet, il portiere ragazzino ora in Turchia

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A quasi 23 anni può già pregiarsi della carriera di un veterano. Simone Scuffet, da buon numero 1, è stato via via precoce nelle esperienze vissute. Da ennesimo “erede di Buffon” alla favola del calciatore che antepone lo studio al successo. E poi l’esodo in un campionato non di primissima fascia, sebbene in un club che lotta per le posizioni di vertice. Il giovane portiere friulano vestirà la casacca del Kasimpasa in Turchia fino a giugno per un prestito secco. Le altalenanti prestazioni con i bianconeri friulani, e il rientro del titolare designato Musso, hanno convinto Nicola a spedire Scuffet a farsi nuovamente le ossa altrove.


La parabola di Simone Scuffet inizia nel 2014, quando esordisce in serie A il 1° febbraio in Bologna Udinese 0-2, lanciato da Guidolin. Entra subito nella storia perché il primo friulano dopo Fabio Rossitto, dieci anni prima, a giocare per la squadra della sua terra. Le prestazioni del baby Buffon lievitano tanto da attrarre l’attenzione dell’Atletico Madrid l’estate successiva. Ma Scuffet, supportato dai suoi genitori, tentenna prima e dice no poi. Non è ancora pronto, vuole finire gli studi. Briciole di umanità in un mondo robotico.


La sua ascesa tocca l’apice in quel momento. Poi la repentina caduta. Il nuovo mister bianconero, Stramaccioni, lo relega in panchina, preferendogli Karnezis. Nella stagione 2014 2015 colleziona la miseria di 5 presenza. L’anno successivo cambia questa volta aria spostandosi a Como, in B. Titolare in riva al lago, ma tra i protagonisti della retrocessione in Lega pro, all’ultimo posto. Scuffet fa 20 anni nel 2016 eppure sembra già che giochi da una vita. Torna a Udine, ma deve aspettare fino a marzo 2017 prima di esordire con Delneri. Fa sempre il secondo di Karnezis.


Stagione 2017 2018, stessa storia questa volta dietro Bizzarri. Il portierino non riesce a consacrarsi definitivamente, pur avendo l’età a suo favore. Basti pensare che con il numero 1 argentino ci sono 19 anni di differenza. Nel frattempo Alex Meret, suo alter ego tra i friulani, cresce a Ferrara con la Spal e viene ingaggiato quest’estate dal Napoli. Lo stesso periodo in cui Scuffet è in ballottaggio con Musso per il ruolo da titolare nell’Udinese. L’infortunio di quest’ultimo gli offre la chance da titolare. Almeno fino alla 10ma giornata quando Velazquez gli preferisce l’argentino, al rientro dopo i problemi alla mano sinistra.


Scuffet perde nuovamente il posto e si accomoda in panchina. Prima di gennaio, della Turchia e del Kasimpasa. Secondi nella Super Lig a 29 punti, al pari di Trabzonspor, Yeny Malatyaspor e Galatasaray. In testa a 35 punti c’è l’Istanbul Basaksehir. In mezzo, in questi anni di alti e bassi, vanta 8 presenze con l’Under 21  con qualche convocazione in Nazionale maggiore tra stage, un’amichevole e una gara con Liechteinstein da terzo portiere per le qualificazioni mondiali.

Giornalista, nato e cresciuto nella provincia barese con pezzi di cuore sparsi tra Roma e Liverpool, a metà tra Penny Lane e Strawberry Fields. Segue il calcio da quando Andrè Escobar segnava nella propria porta a Usa ‘94 mentre Roberto Baggio riceveva palla da «un’iniziativa di Mussi sulla fascia destra» . SCOPRI LO SCONTO UTILIZZANDO IL COUPON: VINCENZOP

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