Curiosità Mondiali

Un Secolo d’Azzurro, la mostra che racconta l’Italia calcistica

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Raccontare l’Italia è sempre qualcosa di unico e coinvolgente, specie se lo si fa con i ricordi e con cimeli della storia del nazionale italiana di calcio.

Grazie alla mostra “Un Secolo d’Azzurro” a Bari, tutti gli amanti dello sport e del calcio hanno avuto modo di tuffarsi nella centenaria storia della nostra nazionale, toccando con mano oggetti che sono stati il simbolo del Tricolore sul rettangolo verde.

Già perchè sembra strano immaginare scarpini da calcio che non siano di brand sportivi ultramilionari, o maglie che non siano aderenti, traspiranti e comodissime e invece, ripercorrendo tutta la storia dell’Italia di calcio si può certamente notare quanto sia stato difficile giocare a calcio nei primi decenni del ‘900 con scarpe adattate, palloni pesanti e maglie pungenti.

Scarpini usati durante il Mondiale del ’34

Se si pensa che i tacchetti delle scarpe erano attaccati con dei chiodi che spesso perforavano la suola provocando dolori ai piedi, se si pensa che il tessuto del pallone si inzuppava d’acqua durante i temporali aumentando il proprio peso fino a raggiungere il chilogrammo, beh diremmo che è veramente strano.

La riproduzione della Coppa Rimet dei Mondiali 1934 e 1938 e la Coppa del Mondo 1982 e 2006 sono sicuramente gli oggetti che qualsiasi persona voglia tenere in mano anche per qualche secondo, così come indossare i guantoni di Buffon o la maglia di campioni come Maldini, Costacurta e Baggio quando erano ancora sponsor oppure quella del “Mo je faccio er cucchiaio!” di Totti a Euro2000.

Immaginare il gioco del Subbuteo dei primi anni ’60, sfiorare le maglie azzurre con lo stemma sabaudo, rileggere i titoloni il giorno dopo la vittoria del Mondiale, toccare il pallone della finale di Berlino ’06: sono solo alcune delle emozioni che “Un Secolo d’Azzurro” offre.

Giornalista professionista, cura “Italians”, rubrica che parla di sportivi italiani che si sono affermati all’estero. E chissà magari, Ivanka Trump, la prossima volta non confonderà più Giorgio Chinaglia, ex attaccante di Lazio e New York Cosmos, per un santo.

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